Mi piace, like, me gusta, gefällt mir: uno studio trans-linguistico sull´uso del “mi piace” di Facebook

 bab.la, un portale dedicato al linguaggio, ha recentemente prodotto uno studio molto interessante che riguarda il modo in cui differenti popolazioni approcciano al like button o “mi piace” su determinati siti. Esiste un approccio emozionale o è solo una questione di dove posizionare i vari bottoni nell’ architettura del sito?

Un po’ e un po’, ma è sicuro da quello che emerge in quest’analisi, che alcuni popoli sono più propensi a premere il bottone del like perché forse hanno capito che compiendo quella semplice azione stanno sottoscrivendo aggiornamenti sul sito dove spendono la maggior parte del tempo.

 

Ma vediamo insieme quali sono i risultati di questa analisi:

I social media sono diventati una parte integrante del web, e il pulsante “mi piace” è forse l´esempio più lampante di quanto oggi sia facile “integrare” elementi dei social media nei nostri siti. Per questo motivo, dopo le ultime due guide introduttive sul web marketing (una guida su Twitter (http://blog.bab.la/2011/07/07/twitter-business-guide-communication-and-marketing/) e un’altra sul monitoraggio dei social media (http://blog.bab.la/2011/04/11/social-media-monitoring-at-zero-costs/), abbiamo deciso di fare un po’ di conti e condividere alcune statistiche sull´uso del “mi piace” tra i parlanti di lingue diverse. Dato che il nostro portale linguistico (http://it.bab.la/) è disponibile (e usato) in 19 lingue, abbiamo avuto la preziosa opportunità di confrontare servizi uguali per paesi diversi.

Alcune premesse prima di passare ai numeri:

- Abbiamo contato i mi piace relativi ai nostri dizionari online dalla primavera scorsa – quando è stata aggiunta questa funzione – fino al 31 Agosto di quest´anno. I mi piace sono suddivisi per lingua (bab.la è suddiviso in sottodomini a seconda della lingua).
- Per il numero di utenti Internet per paese e il numero di utenti Facebook per paese si è fatto riferimento ai dati di Internetworldstats (http://internetworldstats.com/). Si tratta di snapshot e cifre abbastanza recenti (risalenti rispettivamente a Marzo e Giugno del 2011) ma che non sono attendibili al 100% (abbiamo confrontato il numero di mi piace per l´intero periodo con il numero di utenti relativi ad un periodo di tempo determinato). Ciò nonostante, riteniamo che la distanza temporale sia abbastanza esigua da rendere possibile questo tipo di confronto.
- Per il numero dei nostri visitatori si è fatto riferimento ai dati di Google Analytics. Abbiamo parallelamente raggruppato i mi piace e gli utenti di bab.la in base alla lingua. Per alcuni paesi (come la Svizzera), in cui si parla più di una lingua, abbiamo dovuto scegliere di raggrupparli soltanto sotto una di queste lingue, in base a quale sottodominio veniva usato con maggiore frequenza.

Passiamo ora ai numeri. Il primo grafico mostra i dati grezzi: il numero di mi piace per lingua. Come possiamo vedere, lo spagnolo, il portoghese e l´inglese hanno più di 700 mi piace: queste sono, infatti, le comunità linguistiche più numerose. Dall´altro lato ci sono il giapponese e il nederlandese con meno di 50 mi piace. Queste cifre, sebbene necessarie, hanno un´importanza limitata, dato che non prendono in considerazione la percentuale di utenti di Facebook in ciascuna comunità linguistica.

 

Grafico 1: Numero di “mi piace” per dizionario in base alla lingua

Il secondo grafico è essenziale per arrivare ai risultati che questo studio si propone di raggiungere. Qui è riportata la percentuale di utenti di Internet con un profilo Facebook suddivisi per comunità linguistica.
Tra i risultati più interessanti va notato che gli utenti di Internet di lingua turca sono particolarmente devoti a Facebook: quasi l´80% ha un account. Utilizzano Facebook quasi i 2/3 degli utenti di lingua spagnola, italiana e inglese. Tra i mercati più deboli troviamo la Russia e il Giappone, con rispettivamente soltanto l´8% e il 4% circa di utenti registrati su Facebook. Il social media più usato in Giappone è Mixi, mentre molto usato in Russia è VK, ed è questo il motivo alla base del minor numero di mi piace in queste lingue.
Grafico 2: Percentuale utenti Facebook per lingua (Giugno 2011)

 

Chi sono allora gli utenti più “entusiasti”?

Questi sono i primi risultati esclusivi che possiamo analizzare in questo studio. Se è vero che prima abbiamo stabilito che la percentuale di utenti iscritti a Facebook che parlano il russo è molto bassa se confrontata con quella dei parlanti di altre lingue, questa piccola percentuale di utenti è molto attiva e disposta a cliccare sul pulsante mi piace: i nostri dizionari piacciono a un visitatore su 337.
I polacchi sono in seconda posizione – sebbene molto distanti dalla prima – con un mi piace ogni 1.452 visitatori. In terza posizione troviamo i giapponesi, i quali come i russi costituiscono una piccola ma dinamica comunità su Facebook. Tra i più restii a cliccare sul mi piace, gli italiani, gli svedesi e in coda i nederlandesi, con un mi piace rispettivamente ogni 4.795, 5.583 e 6.109 visitatori – nonostante Facebook sia molto usato in questi paesi, soprattutto in Italia dove il 65% degli utenti di Internet ha un profilo Facebook.
Grafico 3: Numero di visitatori necessario per ottenere un mi piace

 

Come confrontare il numero di mi piace tra le diverse lingue?

Data la specificità del servizio da noi offerto, abbiamo operato una piccola “ristrutturazione” dei dati. In questo modo è più facile interpretare i risultati per tutti i tipi di attività, non solo la nostra. Prendendo il russo come modello in base al quale stabilire la difficoltà di ottenere un mi piace, si avranno i seguenti risultati:
Tabella 1: Livello di difficoltà nell´ottenere un mi piace per lingua

Possiamo dividere le comunità linguistiche in tre categorie: spontanei (dai 3 ai 7 punti), riflessivi (dagli 8 agli 11 punti) e restii (12 o più punti).

Come già specificato, la comunità dei parlanti di lingua russa è di gran lunga quella più propensa a cliccare sul mi piace, nonostante la bassa percentuale di utenti di Facebook. Allo stesso modo, i polacchi, i giapponesi e i portoghesi sono abbastanza propensi al clic, sebbene meno di un terzo degli utenti di Internet siano registrati su Facebook.
Sul fondo della tabella, gli svedesi e gli italiani, tra i quali Facebook è molto utilizzato (più del 50% degli utenti di Internet è anche utente di Facebook). Nonostante ciò entrambe le comunità linguistiche sono restie a cliccare sul pulsante mi piace. Anche tra gli spagnoli, i francesi e i turchi ci sono molti utenti di Facebook, e ciò è vero soprattutto per i turchi e gli spagnoli, che occupano rispettivamente il primo e il secondo posto.

Ciò nonostante si tratta di utenti “riflessivi”, per i quali è richiesto uno sforzo in più se si vuole ottenere un mi piace. Gli olandesi costituiscono l´unica eccezione rispetto a questa tendenza: cliccano poco sul mi piace, ma allo stesso tempo Facebook non è molto utilizzato (appena il 30% degli utenti di Internet ha un profilo Facebook).
Come confrontare l´approccio al “mi piace” in diverse comunità linguistiche?
Il risultato di questa analisi è che quanto più Facebook è usato in un paese, tanto più sarà difficile che gli utenti di questo paese clicchino sul pulsante mi piace. Comunità più piccole, invece, sono più disposte a cliccarvi.

Riportiamo di seguito tre spiegazioni possibili per quanto affermato:

1. Paesi e lingue diverse hanno un diverso approccio al pulsante “mi piace”.

2. Gli utenti precoci sono più inclini a cliccarvi rispetto a coloro che utilizzano Facebook da più tempo.

3. Dato che in Russia, Giappone e Brasile ci sono social network nazionali molto usati, gli utenti interessati alle culture e alle lingue straniere sono più inclini a usare Facebook come social network internazionale. Sarà quindi più facile che a questi ultimi “piaccia” un portale linguistico.

Nella tabella sottostante, è possibile vedere il rapporto che c´è tra il numero di utenti di Facebook (in percentuale rispetto al numero di utenti di Internet) e il livello di difficoltà. Se si escludono Russia, Giappone e Brasile, per i quali non è possibile individuare alcun comportamento ricorrente, e la deviazione estrema dei paesi di lingua nederlandese e turca, è possibile notare che il livello di difficoltà è proporzionale al numero di utenti di Facebook in un paese. Il che conferma (almeno in parte) quanto affermato al punto 2. La spiegazione più plausibile risulta essere la prima. Quindi, in conclusione è possibile affermare che l´approccio al “mi piace” cambia a seconda della lingua e del paese.

Grafico 4: penetrazione tra gli utenti Facebook (% del totale utenti Internet) rispetto al livello di difficoltà.

Speriamo che la nostra piccola analisi vi sia piaciuta. Ci farebbe molto piacere sapere cosa ne pensate!
Jean e Andreas

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Nel 2009 crea Socialmediamarketing.it. Appassionato di ambiente, captologia, politica e pubblicità sociale si laurea in comunicazione con tesi sullo User generated advertising. Si occupa di web marketing, seo e social media marketing. Segui Joseo Aggiungimi su Google+