Servizio Pubblico, la trasmissione andata in onda stasera, dal mio punto di vista, è stata vettore di novità per alcuni aspetti:
- La fuga dalla Rai e la messa in onda su più reti private regionali più Internet
- La sottoscrizione pubblica che ha portato all’incasso, pare, di più di un milione di euro
- L’utilizzo del Facebook Question per fare sondaggi live
Interazione su Facebook
La pagina Facebook di Servizio Pubblico, creata da qualche settimana, durante la serata ha avuto una crescita di 20/30mila fan dovuta soprattutto alla viralità dei Facebook Questions. Le domande di Facebook hanno ottenuto una grande risposta, alcune di queste hanno superato i 40.000 voti.
Da Facebook però non sono stati letti commenti degli utenti e non è stato pensato un utilizzo leggermente più moderno, lasciando aperta la bacheca e facendo fare 5 domande ad un ospite, ad esempio.
Insomma, gli utenti di Facebook andavano portati in trasmissione non solo attraverso i sondaggi ma anche attraverso dibattiti veri e propri (la cui gestione è ovviamente difficile ma non impossibile).
Con un lavoro ancor più certosino, ma sicuramente fruttuoso, si possono raccogliere tutte quelle attività con velleità giornalistiche che vengono svolte dagli utenti (anche su Twitter e Youtube), ingaggiando questi settimanalmente sui temi che verteranno in trasmissione.
Twitter non offre uno strumento come il Facebook Question, ma è sicuramente il social network principe per quanto riguarda l’informazione.
Anche qui l’account @Serv_Pubblico si è “limitato” a postare le domande da Facebook, annunciare gli ospiti ed i servizi e a rispondere a qualche tweet.
Nel caso Servizio Pubblico e Santoro volessero cominciare ad investire su questo social network le possibilità creative, come il coinvolgimento di account di giornalisti che facessero delle Tweet-interviste da riportare in trasmissione (la prima cosa che mi è venuta in mente).
Anche un occhio attento all’hashtag #serviziopubblico con qualche retweet avrebbe potuto dare una marcia in più, soprattutto per individuare spunti e critiche da passare in trasmissione.
In Conclusione
Servizio Pubblico è da lodare per tutti gli sforzi che sta facendo e che farà come programma televisivo e sotto il profilo dell’utilizzo dei social network e, per chi sta a guardare, è facile criticare e fare proposte, ma certe cose si fanno quando si è appassionati ad un progetto.
Detto questo, la grande difficoltà nella gestione dei social media nei progetti televisivi sta tutta nei numeri, a volte bassi a volte troppo alti.
Filtrare una mole di commenti come quelli della serata passata è operazione impossibile, per questo vanno date delle regole, scelti utenti durante la settimana (in modo da movimentare anche i giorni in cui la trasmissione non va in onda), intervistati o resi operativi nei social media allo scopo di ottenere un fine visibile durante la trasmissione.
I tempi televisivi vanno poi rispettati: se ci sono tre ospiti, 4 servizi e una persona del pubblico che parla, quale sarà lo spazio che andrò a dare ai social media?
Insomma, la formula del giornalista che va nelle piazze ad intervistare persone, con alcuni accorgimenti, può essere ripetuta nel web (risparmiando anche sul collegamento) e sono queste ed altre novità che ci aspettiamo da un programma come Servizio Pubblico e da una persona battagliera come Santoro.
Questi i miei brevi appunti (forse anche troppo magri) sulla puntata di Servizio Pubblico. Spero che chi leggerà il post avrà voglia di aggiungere un suo pensiero su come migliorare il programma sotto questo aspetto.
In fondo, la Rete, più che critica deve essere propositiva.








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