Quando il “Mi piace” si fa perverso


La notizia della sostituzione del concetto di Fan a quello di Mi piace per le pagine fan (o dovremmo chiamarle pagine mi piace?) era in giro da fine marzo. Ora ne vediamo gli effetti in Italia.

Effetti secondo me perversi. Sembra palese infatti che Facebook stia tendando di ingannare i propri utenti i quali essendo abituati a cliccare sul “mi piace” o “like” ai commenti e ai post degli amici, cliccheranno di più sul “mi piace” delle pagine promozionali dei brand (da ora le chiamiamo così?).

Il concetto di fan non mi era simpatico visto l’utilizzo che si poteva fare delle pagine, cioè quello di punto di raccordo di vari servizi per la clientela. Ma quantomeno, aveva un senso essere fan di un brand.

Ora che l’inganno linguistico è compiuto cosa dobbiamo aspettarci? Se una cosa mi piace non è detto che mi piaccia la sua invasione nel mio stream con aggiornamenti e promozioni. Discorso differente se sono fan.

A questo bisogna aggiungere un’altra cosa, più sottile e raffinata: la pubblicità a pagamento.

Anche qui l’inganno sarà compiuto per l’utente ma trarrà vantaggio chi sponsorizzerà le proprie pagine con una campagna di social advertising perché agli utenti non apparirà più “diventa fan” nell’ads, bensì “mi piace”.

Aumenteranno così i click ed il guadagno per Facebook ed il numero di “piacioni” per i brand.

Ma dove finirà la conversazione?

Aggiornamento 22:53

Dalla scrittura alla pubblicazione del post, il Mi Piace è tornato Diventa Fan. Aspettiamo la decisione definitiva ma il parere è sempre lo stesso.

Aggiornamento 20/4/2010 ore 21:20

Tornano i “like” forse definitivi, al posto de “diventa fan”.


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