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Offrire sconti e non essere troppo amiconi

di Jose Gragnaniello | 16 novembre 2009 | 1.090 letture |

Se hai la tua bella pagina fan di Facebook, se comunichi brevemente via Twitter, se aggreghi le informazioni su Friendfeed, se utilizzi Youtube, Vimeo & C. per comunicare con gli amanti del video tutto quello che devi fare è comunicare promozioni e sconti.

Ma come, la socialità, la conversazione, dove vanno a finire? Nel modo in cui comunichi.

Quanto emerge dall’ennesima ricerca eMarketer di fine ottobre scorso è proprio questo:

Non solo sconti, diversifica.

Al primo posto tra le cose più rilevanti per un utente americano (ma penso si possa dire di ogni tipo di utente) è l’offerta di sconti. Dal secondo posto in giu una serie di affermazioni fanno emergere il desiderio di ottenere informazioni importanti, anche tecniche che riguardino il brand ma non solo.

In un periodo di crisi economica in cui i flussi di informazione sono molteplici (quasi più delle informazioni offerte) gli utenti rischiano di essere sommersi da una valanga di comunicazioni che rischia di generare cecità e di rivelarsi quindi inutile. Scegliere di utilizzare i social media per fare promozioni e sconti, soprattuto per la piccola e media impresa, può rivelarsi una strategia fondamentale.

Quindi che faccio?

Il consiglio è quello di non veicolare un unico contenuto su tutti i social network facendolo partire dal proprio blog, ma crearne diversi, adatti alle nicchie che frequentano questi luoghi.

Se quindi sul blog possiamo fare un elenco dei prodotti in offerta utilizziamo Facebook (creando un propria pagina fan e non un profilo brandizzato) per comunicarne uno al giorno e rimandiamo a Twitter per offerte particolareggiate o regali per i followers più attivi.

Utilizziamo poi FriendFeed per creare stanze private ad invito nelle quali discutiamo con i clienti dei loro bisogni e di come possiamo migliorare il nostro prodotto.

Insomma, la creatività e la socialità devono essere non la parte fondamentale ma un contorno molto sostanzioso.

La brand reputation non va solo controllata e monitorata ma anche fatta crescere con queste piccole mosse.

Quanto ti costa?

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Un post di Jose Gragnaniello

Appassionato di web marketing, seo, ambiente, captologia, politica e pubblicità sociale si laurea in comunicazione con tesi sullo User generated advertising. Si occupa di web marketing, seo e social media marketing.

Commenti

  • claudiovaccaro
    serissimo!!!
  • Che fai, sfotti? :P
  • sono il claudio vaccaro di socialware, né, non un infiltrato di Disqus. :)
  • claudiovaccaro
    Cito:

    "Insomma, la creatività e la socialità devono essere non la parte fondamentale ma un contorno molto sostanzioso.
    La brand reputation non va solo controllata e monitorata ma anche fatta crescere con queste piccole mosse."

    Wow...complimenti. Davvero, dico. :)
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