L’epic fail del social media expert


Parliamoci chiaramente, almeno questa volta. Il cosidetto epic fail di sony ericsson mi ha dato lo spunto per esprimere un pensiero che coltivavo da tempo.

Se la voce “Social Media” in un budget marketing aziendale è ancora, diciamo, ridicola, non può essere tutta colpa di un direttore che ci piace definire giurassico. Se il 90% (circa) va ancora in TV, un motivo ci sarà.

C’è un’arroganza generalizzata tra gli addetti al settore social che già si fa sentire da tempo nelle qualifiche dei biglietti di visita, nelle bio, nel blablabla di post copiati e incollati, nel continuare a ripetere “le aziende non capiscono”. Come gli artisti falliti, questa categoria si comporta da genio incompreso, annebbiata nel vedere il vero mondo.

Il budget, i clienti, gli stipendi… arrivano per risolvere i problemi, per creare opportunità, per generare ricchezza. Non per lavorare con una categoria professionale simile a quella degli incantatori di serpenti.

Vogliamo cambiare le cose? Mettiamoci nella condizione di poterle cambiare. Creiamo idee, sperimentiamo, sbagliamo se necessario… dov’è finita la spericolatezza, la fantasia, la creatività? Tutti fermi alle teorie massime? Abbiamo bisogno della scivolata di un’agenzia per poter discutere animatamente?

Ed è forse il caso di darsi una mossa, perché le suocere che spettegolano al bar la mattina hanno più dignità del gne-gne-gne che vedo oggi contro Sony Ericsson.

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