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In che modo la generazione Y recepisce la pubblicità sui social network?

di Jose Gragnaniello | 10 aprile 2009 | 2.054 letture |

Ecco, tradotto, un post di Scott Monty, stratega del social media marketing della Ford, che spiega perché la Ford non è interessata a fare advertising sui social network ma ad intraprendere conversazioni. Questo post è un ottimo spunto per apire la questione sul tanto dibatutto social advertising di Facebook e sull’economia del dono.
In quanti si sono chiesti se la pubblicità sui social network (intesa nella maniera in cui ne usufriamo oggi) sia del tutto inutile e insensata?

Questo, è un vero e proprio caso di decisione strategica, buona lettura:

L’altro giorno ho sottolineato che la Ford “non è interessata all’advertising sui social network. Noi siamo interessati ad entrarvi e ad interagire con le persone.” Vi mostro perché:

La buona notizia

Percentuale della Genenerazione Y che nota gli ads:

Quanto la y generetion fa caso alla pubblicità sui social network

(Fonte: La Rete di Marketing Partecipativo e il Laboratorio di Marketing Diretto e Interattivo della Pace University, Febbraio 2009 )

-84%: Gen Y che nota l’ad
-16%: Gen Y che non nota l’ad.

La cattiva notizia

L’importanza che la Generazione Y dà agli ads:

Quanto la generazione Y dà importanza alla pubblicità sui social network

(Fonte: La Rete di Marketing Partecipativo e il Laboratorio di Marketing Diretto e Interattivo della Pace University, Febbraio 2009 )

-19%: dà importanza all’ad
-81%: non dà importanza all’ad.

Ci rendiamo conto ancora una volta che la pubblicità sui social network non risulta efficace quando si cerca di raggiungere i cosiddetti Millennials*; e questo secondo il  Participatory Marketing Network, la Lubin School of Business’ Interactive and Direct Marketing Lab e l’ IDC (Fonte: MarketingCharts.com).

Non è una gran sorpresa

La cosa importante

È qui che diventa interessante. Volete sapere a cosa si interessano i  Millennials dei social network?
(Certo che lo volete sapere- è per questo che siete qui.)

•    Ricevere notizie e aggiornamenti sui prodotti (67%)
•    Avere accesso a promozioni (64%)
•    Guardare o scaricare musica e video (41%)
•    Presentare opinioni (36%)
•    Essere connessi con altri consumatori (33%)

Qui c’è un’opportunità per voi, esperti di marketing. Se volete fare colpo  in un social network visitato dai vostri clienti, ricompensateli. Date loro  aggiornamenti sui vostri prodotti – informazioni che non possono reperire altrove, o rendetelo il primo posto in cui posizionate gli aggiornamenti. Date loro un offerta che può essere ricevuta solo dal social network.

In altre parole, fornite valore e, in primo luogo,  attenetevi contestualmente al perché essi sono lì.

Non li interrompete con i vostri annunci pubblicitari nell’attesa di risultati.

*Howe and Strauss usano il termine “Millennials” come contrario a  “Generation Y”, sostenendo che tale gruppo abbia coniato personalmente il termine Millennials con il  desiderio di non essere strettamente associato alla Generazione X , quella precedente la Gen Y. Hanno poi incrementato il tutto con ampi studi sulla storia dei dati demografici  – o target – americani, con un nuovo libro riguardante quella generazione, intitolato Millennials Rising. N.d.T.

http://en.wikipedia.org/wiki/Generation_Y

Con questo post, io, Enzo e Domenico (che è di Avezzano), cogliamo l’occasione per salutare e stringere in un abbraccio gli amici abruzzesi.

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Un post di Jose Gragnaniello

Appassionato di web marketing, seo, ambiente, captologia, politica e pubblicità sociale si laurea in comunicazione con tesi sullo User generated advertising. Si occupa di web marketing, seo e social media marketing.

Commenti

  • Sito molto utile !
  • Stiamo parlando di uno dei più importanti e influenti esperti di social media marketing del mondo. Un fondatore della materia se vogliamo.
  • e bravo il fordista!
    mi piace come ha scritto questo post: pochi dati significativi, un linguaggio informale, sintetico negli argomenti.
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