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	<title>SocialMediaMarketing.it &#187; Social Network</title>
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	<description>Visioni e strategie di Social Media Marketing</description>
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		<title>Facebook Places: vi spiego perché avrà successo!</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 13:02:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Facebook Places</strong>. E&#8217; questo il nome con cui il gigante di Mark Zuckerberg ha deciso di lanciarsi nel mondo sempre più chiacchierato della geolocalizzazione. E’ di tre giorni fa l<a href="http://blog.facebook.com/blog.php?post=418175202130" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/blog.facebook.com/blog.php?post=418175202130&amp;referer=');">’annuncio</a> che di fatto da un lato apre la strada a nuovi scenari e marcati per Facebook e che, dall’altro fa tremare i pionieri del location-based social network come Foursquare e Gowalla.</p>
<p>Premetto che non sono mai stato un amante dei social network “pensati” per il mobile phone, in particolar modo per gli smartphone. I motivi?  Le barriere tecnologiche esistenti all’uso del device, che non permettono a tutti di dotarsi di un cellulare smartphone i cui costi, diciamoci la verità, non sono proprio alla portata di tutti e i costi per la relativa connessione che ne conseguono. Va fatta comunque una breve analisi su quello che sta accadendo, per farvi capire perché, secondo me <strong>Facebook Places avrà successo</strong>.</p>
<p>Prendiamo per esempio <strong>Foursquare</strong>. E’ nato con un duplice ruolo: da un lato far divertire l’utente creando in lui affezione (forse) ai posti che visita (check-in) e premiandolo con i badge sbloccabili a fronte del suo impegno nell’uso (in fondo siamo tutti eterni bambini! <img src='http://www.socialmediamarketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> ) e dall’altro lato sfruttarlo economicamente come soluzione commerciale, in particolar modo come strategia di social media marketing. Questa seconda opzione mi incuriosiva molto e ci credo ancora se pensiamo all’uso che potrebbero farne le aziende, al <strong>marketing non-convenzionale</strong> che potrebbero attivare, al branding e alla fidelizzazione della propria clientela e, cosa secondo me ancora più importante, alla visibilità anche in termini turistici che determinati luoghi potrebbero avere.</p>
<p>Il problema è che secondo me<strong> si è parlato troppo presto di boom</strong> (parola associabile più ai mercati d’oltreoceano che i blog e i magazine di settore portano da noi spesso senza filtrarla) di Foursquare che qui in Italia non c’è stato e probabilmente non ci sarà mai. I motivi? Gap tecnologico lato utente (lo usano solo i cosiddetti “early adopters”) e totale ignoranza ed incentivo (e interesse) lato azienda. Sappiamo che qui da noi stenta a decollare il <strong>Social Media Marketing</strong>, a differenza di paesi più aperti all’innovazione tecnologica e strategica (ahimè, in fondo siamo sempre stati un Paese di tradizionalisti) e far decollare il social media marketing legato ai device mobile e che sfruttino una piattaforma di social network, Foursquare e Gowalla, troppo di nicchia e troppo sconosciuta alla massa, sarebbe secondo me impensabile.</p>
<p>Scendete in strada, fermate la gente e chiedetegli se conoscono Foursquare e vedete cosa vi rispondono. Poi chiedetegli se conoscono Facebook. Ci aveva provato anche <strong>Twitter </strong>col suo tentativo di sbarcare nella geolocalizzazione, ma anche Twitter (purtroppo) pure se in crescita persino da noi, ha ancora un peso inferiore rispetto al colosso di Palo Alto.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h2>Volete sapere perché penso che Facebook Places avrà successo?</h2>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>I motivi sono facilmente intuibili. Basti pensare ai numeri del colosso Facebook. Cinquecento milioni di iscritti nel mondo, sessanta milioni di status update postati nel mondo (quanti sono invece i check-in di Foursquare?) e l’Italia è il sesto paese con il più alto numero di iscritti. Per capire cosa può succedere introducendo Facebook Places nella piattaforma, pensate a questa <strong>metafora</strong>. Io sono un gelataio e vendo il gelato più buono nel mondo e ho un negozietto piccolo in un paese sperduto del sud italia. Un giorno arriva un manager di Mc Donald’s mi acquista il brevetto e inizia a produrre il mio gelato in tutte le sue filiali. Però io continuo a vendere il gelato nel mio negozietto. <img src='http://www.socialmediamarketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' />  Chi venderà di più, io o Mc Donald’s?</p>
<p>Questo succederà con Facebook, che in qualche modo <strong>si “appropria” di un’idea pensata da qualcun altro</strong>, più giovane e meno famoso e la fa sua, potendo contare su un bacino di utenza dieci volte maggiore. Facebook Places avrà successo perché può contare sul <strong>potere di engagement ampiamente creato in questi anni</strong> da Zuckerberg e il suo team; è diventato un brand riconosciuto, posizionato nelle mappe percettive di tutti, riesce a catturarti e farti tornare sempre, riesce a farti sentire la necessità di usarlo ed è quasi diventato un <strong>bene di prima necessità</strong>. Rendiamoci conto di questo.</p>
<p>Il fatto di <strong>usare un servizio di geolocalizzazione all’interno di una piattaforma</strong> che detiene il maggior numero di utenti e di tempo giornaliero di connessione “social” non farà altro che invogliare l’utente stesso ad usarlo e ad incentivare una viralità che penso vedremo già presto. Il fatto di fare il check-in da facebook (contrariamente a foursquare, dove devi accedere al sito, salvare il “venue” e fare il check-in) condividerlo con gli amici e la possibilità di taggarli, spingerà tutti, chi per curiosità, chi per gioco, a voler far sapere a tutti i suoi contatti dove si trova in un preciso istante e spero che ciò possa avere un vero risvolto per le aziende in termini di social media marketing che possano sfruttare <strong>Facebook Places</strong> per creare fidelizzazione offrendo agli “utenti migliori” esperienze esclusive.</p>
<p>Chiudo il post lasciandovi meditare su una cosa: il <strong>monopolio che sta creando Facebook</strong>. La sfida a Google nella ricerca, ai siti come Yahoo Answers per le domande-risposta, e ora all’attacco della geolocalizzazione (di massa direi!).</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><a class="thickbox" title="facebook-places-" rel="same-post-2033" href="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/08/facebook-places-.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2043" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/08/facebook-places-.jpg" alt="" width="181" height="349" /></a></p>
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		<title>Intrattenimento è la parola d’ordine del successo su Facebook</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 09:50:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recentemente è stato pubblicato un post da HubSpot dove vengono analizzati gli argomenti più apprezzati nel mondo nelle pagine Facebook. Vediamolo e analizziamolo:

 
Guardando le informazioni è possibile capire al volo due cose: i settori dell&#8217;entertainment (movie, television, book, athlete, actors, ecc.) sono quelli che riscuotono maggior successo col maggior tasso di engagement mentre i settori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Recentemente è stato pubblicato un post da <a href="http://blog.hubspot.com/blog/tabid/6307/bid/6092/The-Least-Liked-Types-of-Facebook-Pages.aspx" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/blog.hubspot.com/blog/tabid/6307/bid/6092/The-Least-Liked-Types-of-Facebook-Pages.aspx?referer=');">HubSpot</a> dove vengono analizzati gli argomenti più apprezzati nel mondo nelle <strong>pagine Facebook</strong>. Vediamolo e analizziamolo:</p>
<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-full wp-image-1953" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/06/top_types.jpg" alt="" width="432" height="570" /></p>
<p style="text-align: center"> </p>
<p style="text-align: left">Guardando le informazioni è possibile capire al volo due cose: i <strong>settori dell&#8217;entertainment</strong> (movie, television, book, athlete, actors, ecc.) sono quelli che riscuotono maggior successo col maggior tasso di engagement mentre i settori relativi al local business o a istituzioni governative sono quelli messi un po&#8217; male. I trasporti, il turismo e i prodotti alimentari sono a metà classifica.</p>
<h2>Per fare marketing su Facebook cosa devono capire le aziende da queste informazioni?</h2>
<p>Volendo sperimentare, un&#8217;azienda potrebbe pensare di integrare (data la dimostrazione statistica) <strong>elementi di intrattenimento all&#8217;interno delle proprie pagine</strong>, magari utilizzando l&#8217;applicazione <a href="http://www.facebook.com/apps/application.php?id=4949752878" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/apps/application.php?id=4949752878&amp;referer=');">Fbml static</a> creando e ottimizzando landing page inserendo all&#8217;interno elementi multimediali quali:</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<ul>
<li>un&#8217;immagine di dimensioni 750&#215;853  pixels;</li>
<li>un video, possibilmente divertente e non semplicemente descrittivo dell&#8217;azienda e dei suoi prodotti/servizi;</li>
<li>un game: intrattengono e creano passaparola;</li>
<li>un pdf scaricabile gratuitamente su un argomento di interesse per l&#8217;utente e che sia affine al settore di appartenenza dell&#8217;azienda;</li>
<li>chi più ne ha più ne metta, l&#8217;importante è intrattenere l&#8217;utente sulla pagina, come se fosse un sito, stupirlo e incentivarlo a diffonderne contenuti e passaparola.</li>
</ul>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>L&#8217;obiettivo è rendere la pagina Facebook di un&#8217;azienda, quanto più possibile somigliante a una pagina di entertainment, affinchè l&#8217;utente sappia che si, è la pagina di un brand, ma che è anche un <strong>brand che ha intenzione di stupire</strong>, di intrattenere, di offrire contenuti gratis e perchè no (si spera), offrire poi sconti o prezzi avvantaggiati solo per pochi.</p>
<p>I grandi brand internazionali già si muovono su questa strada e infatti le loro pagine risultano essere le più apprezzate. Speriamo che anche qui in Italia, si riesca sempre più a muoversi lungo questa direzione ma che, ricordiamocelo, si crei soprattutto il valore primario del social media marketing, la <strong>conversazione</strong>.</p>
<p style="text-align: left"> </p>
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		<title>Caffeine, Social Search e Bing Social: il web è sempre più social</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 09:54:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
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Da qualche mese oltre a studiare il social media marketing e le sue evoluzioni ed applicazioni economico-strategiche, mi sono anche concentrato molto sullo studio dei motori di ricerca, soprattutto a fronte della sempre più viva integrazione tra questi e i social network.  Qualche tempo fa pensavo che le ricerche online avrebbero coinvolto sempre più i [...]]]></description>
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<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1926" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/06/google-caffeine.jpg" alt="" width="336" height="323" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Da qualche mese oltre a studiare il social media marketing e le sue evoluzioni ed applicazioni economico-strategiche, mi sono anche concentrato molto sullo studio dei <strong>motori di ricerca</strong>, soprattutto a fronte della sempre più viva integrazione tra questi e i social network.  Qualche tempo fa pensavo che le ricerche online avrebbero coinvolto sempre più i social network, arrivando presto a spingere gli utenti a fare ricerche direttamente all&#8217;interno dei social, magari sfruttando comunque i dati forniti dai motori di ricerca, ma comunque evitando di andare nell&#8217;homepage di Google ad esempio. Magari adesso le statistiche sono ancora a favore dei motori di ricerca, ma per quanto tempo ancora?</p>
<p>In questi ultimi mesi, avrete potuto notare che si sta andando sempre più in direzione delle <strong>ricerche in tempo reale</strong> (real time search);  si cerca quindi di offrire agli utenti ricerche in tempo reale fornite dagli status update di utenti generici della rete tramite Twitter, Friendfeed e Facebook.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Due cose sono chiare,  i motori di ricerca,  Google in primis,  Bing e Yahoo! a seguire,  cercano di procedere sempre più in due direzioni:</p>
<ul>
<li>
<p><strong>valorizzare 	gli UGC</strong> (contenuti generati dagli utenti), in modo da permettere a 	chi effettua ricerche online di ottenere come risultato informazioni 	attendibili, generate da persone reali e svincolate (almeno si 	spera) da logiche commerciali di agenzie di stampa o quotidiani 	online;</p>
</li>
<li>
<p><strong>sfruttare 	le potenzialità dei social network</strong>, quale piattaforma 	conversazionale-informativa sociale,  anche in termini di traffico e 	di SEO verso i siti web e i blog,  permettendo a questi ultimi di 	creare maggiore viralità e premiando essenzialmente chi produce 	contenuti di maggiore qualità.  <em>“Content Is King!”</em></p>
</li>
</ul>
<p>Un tempo si parlava di <strong>algoritmo democratico </strong>dei motori di ricerca e mi pare che questo detto sia oggi sempre più rispettato.  Negli ultimi giorni ci sono state novità importanti per i motori di ricerca;  è stato rilasciato il brevetto di <strong>Google Caffeine</strong>, di cui avevo già sentito parlare durante uno dei<a href="http://www.gtstudydays.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.gtstudydays.it/?referer=');"><em> Gt Study Days</em></a> dell&#8217;esperto di motori di ricerca <strong>Giorgio Tave</strong>, che sostanzialmente aggiornerà il modo in cui Google estrapola i dati forniti nelle query di ricerca, favorendo quelle in tempo reale. Accade una catastrofe, un attentato terroristico o l&#8217;Italia vince i mondiali e prima ancora di aspettare di saperlo dalle agenzia di stampa, dai telegiornali, televideo o ancora peggio, i quotidiani, basterà andare su Google (io se parlo di mdr. intendo Google!) e avere la notizia fresca fresca in tempo reale, aggiornata da uno o più utenti da Twitter o Friendfeed.</p>
<p>Ma Google ha fatto anche di più!  Preannunciata da qualche mese,  e ancora in versione <em>beta </em>per Google.com,  è disponibile la cosiddetta <strong>Social Search</strong>, la ricerca sociale. In pratica collegando sul proprio profilo Google gli account dei social network a cui si è iscritti e i feed che si seguono in Google Reader, si crea il <em>social circle</em>, ovvero l&#8217;insieme degli utenti “social” che si seguono e nel momento in cui si effettua una ricerca,  in prima pagina in basso compariranno i risultati derivanti dai propri “amici” dei social network.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h3>Cosa comporta tutto ciò a livello di marketing?</h3>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Per delineare delle prospettive e dei potenziali è ancora presto;  sicuramente chi ha sviluppato il brevetto ha pensato forse che gli utenti avrebbero tratto beneficio nel ricevere risultati di ricerca provenienti dai propri “amici” dei social network, proprio per il <strong>legame di fiducia</strong> esistente.  In sostanza,  mi fido del mio amico,  reputo l&#8217;informazione da lui fornita più attendibile delle altre. Sinceramente non so quanto ciò potrà funzionare in ambito imprenditoriale, però potrei pensare ad uno scenario futuro in cui le aziende cercano di farsi amici gli utenti, magari offrendo sconti o politiche di prezzo esclusive e che tutto ciò possa andare a vantaggio della fidelizzazione e del miglioramento dei rapporti azienda-clienti.  Staremo a vedere.</p>
<p>Nel frattempo la guerra per la real-time-social search imperversa.  Anche Bing e Yahoo si muovono per contrastare l&#8217;impero Google. Yahoo si è integrato con Facebook per fornire, all&#8217;interno della piattaforma social, i risultati di ricerca proveniente dal proprio motore,  mentre è di oggi l&#8217;annuncio di casa Microsoft di fornire alle ricerche di Bing, risultati derivanti da Facebook e Twitter.</p>
<p>Insomma, come diceva il titolo, il web è sempre più social.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>Il social media marketing e l&#8217;ignoranza dilagante</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 07:06:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
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A: “Ciao! Cosa fai nella vita?”
B: “Mi occupo di Social Media Marketing.”
A: “E da grande cosa vuoi fare?”
B: “Voglio andare avanti ad occuparmi di Social Media Marketing, o di  Web Marketing, più in generale.”
A: “No, non sto scherzando, sono serio. Intendo dire cosa vuoi fare  davvero nella vita?!”


Questa è una triste [...]]]></description>
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<p><a class="thickbox" title="twitter" rel="same-post-1748" href="http://www.socialmediamarketing.it/?attachment_id=1750"><br />
 </a></p>
<p><a class="thickbox" title="twitter" rel="same-post-1748" href="http://www.socialmediamarketing.it/?attachment_id=1750"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1750" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/04/twitter-300x300.png" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
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<p><span style="font-size: small;"><em>A: “Ciao! Cosa fai nella vita?”</em></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><em>B: “Mi occupo di<strong> Social Media Marketing</strong>.”</em></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><em>A: “E da grande cosa vuoi fare?”</em></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><em>B: “Voglio andare avanti ad occuparmi di Social Media Marketing, o di  Web Marketing, più in generale.”</em></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><em>A: “No, non sto scherzando, sono serio. Intendo dire cosa vuoi fare  davvero nella vita?!”</em></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><em><span id="more-1748"></span><br />
</em></span></p>
<p>Questa è una triste <strong>conversazione</strong> che ho trovato sul blog di <a href="http://www.valentinamaggi.net/2010/04/13/educare-al-social-media-marketing-lo-young-digital-lab/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.valentinamaggi.net/2010/04/13/educare-al-social-media-marketing-lo-young-digital-lab/?referer=');">Valentina Maggi</a>, da cui ho tratto ispirazione per scrivere questa riflessione. Penso che sia il problema principale di tutti coloro che si occupano di social media marketing.</p>
<p>La diffidenza e l&#8217;ignoranza attorno all&#8217;argomento &#8220;social media marketing&#8221; è dilagante. La gente non capisce il <strong>potenziale</strong>, semplicemente perchè non ha seguito l&#8217;<strong>evoluzione del marketing</strong> e perchè non hanno ne tempo ne voglia di studiare e imparare.<br />
 Spesso i dipendenti sono troppo presi dal loro lavoro per mettersi a <strong>scoprire nuovi scenari</strong> che, se non supportati da decisioni aziendali ed investimenti economici (visto che i dipendenti vanno pagati per queste attività), non troveranno mai sviluppo ed applicazione. Tantomeno se il capo (imprenditore) pensi ad una mera logica di profittabilità di breve periodo nella scelta strategica del social media marketing.</p>
<p>Il mondo tecnologico evolve a passi da gigante: negli states sono avanti parecchio rispetto a noi italiani (li, Facebook e Twitter sono ormai gli standard, mentre la <strong>geolocalizzazione applicata al mobile</strong> diventa la nuova specialità) e le differenze tra nord e sud Italia sono sostanziali e direi anche preoccupanti (si pensi che qui si va a avanti a suon di banner, e-mail e tele-marketing, spesso spammante), la pagina fan al massimo serve come aggregatore di persone non targetizzate e neanche realmente interessate; di certo lo stimolo alla conversazione e alla <strong>relazione di valore</strong> non è incentivato. <strong>Tutti vogliono farlo, tutti hanno paura, pochi hanno voglia di mettersi un po&#8217; a studiare</strong>.</p>
<p>Quindi cosa dire, la <a href="http://www.youngdigitallab.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youngdigitallab.com/?referer=');">formazione</a> è la prima attività da cui partire per lanciare veramente il social media marketing. <br />
 Un&#8217;azienda ci crederà veramente se riuscirà a cambiare il suo modo di pensare.<br />
 A mio parere, c&#8217;è un cambio epocale di fare mercato in atto, frutto degli sviluppi delle nuove tecnologie da un lato, e dei cambiamenti in atto nei modi di scegliere ed acquistare prodotti, ma soprattutto di comunicare delle persone, sempre indotto dallo sviluppo tecnologico, che premierà quelle aziende che per prime, sfruttando il social media marketing, creeranno mercati oligopolistici nelle loro <strong>ASA</strong> (area strategica d&#8217;affari) grazie ai vantaggi competitivi che raggiungeranno.</p>
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		<title>Comunicazione e social media marketing: 5 modi per ottimizzarla</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 15:41:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze Condivise]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Social Media]]></category>
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		<category><![CDATA[social media branding]]></category>

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Partendo dal presupposto che non ci sono parametri e metriche certe e garantite alla base della buona riuscita di una strategia di social media marketing, ho riflettuto in questi giorni su quale possa essere il modo più efficace per &#8220;ottimizzare&#8221; la comunicazione nei social media.

Prendo in prestito dalla Seo il termine ottimizzazione per legarmi alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="thickbox" title="3811677140_f1072f9989_o" rel="same-post-1655" href="http://www.socialmediamarketing.it/?attachment_id=1658"></a><a class="thickbox" title="3811677140_f1072f9989_o" rel="same-post-1655" href="http://www.socialmediamarketing.it/?attachment_id=1658"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1658" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/03/3811677140_f1072f9989_o-300x300.gif" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
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<p>Partendo dal presupposto che non ci sono parametri e metriche certe e garantite alla base della buona riuscita di una strategia di social media marketing, ho riflettuto in questi giorni su quale possa essere il modo più efficace per &#8220;ottimizzare&#8221; la comunicazione nei social media.</p>
<p><span id="more-1655"></span></p>
<p>Prendo in prestito dalla Seo il termine ottimizzazione per legarmi alle <strong>modalità comportamentali</strong> da seguire, nella gestione di una campagna di social media marketing, che dovrebbero in teoria aiutare a trasmettere un messaggio e a renderlo virale, che è poi l&#8217;obiettivo primario un po&#8217; di ogni azione implementata nel social web.</p>
<p>Si può parlare di &#8220;<strong>Social Communication Optimization</strong>&#8220;? Secondo me si, e i fattori da considerare non sono tecnici, non sono tecniche di seo, grafiche e layout all&#8217;ultimo grido, coupon di sconti al 70% regalati (almeno non solo quelli!) o i tantissimi amici di una pagina fan di Facebook, ma sono delle piccole regole comportamentali che chiunque di noi segue già nella vita reale di tutti i giorni (o almeno dovrebbe  <img src='http://www.socialmediamarketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />   ) e che non deve fare altro che applicare nel social web.</p>
<p>Ecco i miei 5 punti forti:</p>
<ul>
<li><strong>essere onesti</strong>: l&#8217;onestà viene prima di tutto! E&#8217; meglio  non spacciare ad esempio gli orologi che si vendono, come resistenti all&#8217;acqua, se poi non lo sono. I social media non faranno altro che amplificare il modo in cui si sono presi in giro gli utenti.</li>
<li><strong>essere &#8220;<em>friendly</em>&#8220;</strong>: nel social media marketing, come nell&#8217;era del Web 2.0, i toni sono cambiati: toni poco formali, vicinanza al cliente e pianificazione collaborativa delle attività sono alla base di ogni Social Media Plan;</li>
<li><strong>intercettare il target del messaggio</strong>: vanno creati e diffusi messaggi per target e ogni markettaro sa che oggi è meglio puntare a una <strong>nicchia di utenti</strong> veramente interessati a quello che si propone e che hanno in se la capacità di &#8220;starnutire&#8221; e di diffondere a loro volta il messaggio in modo virale, che puntare in maniera indiscriminata ad una massa di utenti non profilata.</li>
<li><strong>riuscire a divertire</strong>: se un grande brand che per anni era abituata a toni istituzionali, e comunicazioni poco social si permette di scherzare e fare dell&#8217;umorismo o adotta l&#8217;uso dell&#8217;emoticons nei suoi messaggi, non perderà mica clienti, semmai apparirà più vicina a loro e più umana e meno una mera fabbrica di denaro.</li>
<li><strong>emozionare</strong>, emozionare, emozionare: questo concetto è ormai ribadito da un po&#8217; di tempo ed è forse anche il più difficile da ottenere. Stupire non riesce a tutti e spesso si riesce a stupire quando meno si aspettava di riuscire a farlo.  <img src='http://www.socialmediamarketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Ad ogni modo, vale sempre la pena di provarci.</li>
</ul>
<p>Ricordiamoci infine che dobbiamo apparire alla gente come quello che comunichiamo; riuscire ad essere credibili è la sfida più importante da superare nella comunicazione di social media marketing.</p>
<p>Queste sono le mie proposte, ne avete qualcuna voi?</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>Social Experience: quando l&#8217;interazione digitale è fonte di business</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/social-experience-quando-linterazione-digitale-e-fonte-di-business/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 08:47:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze Condivise]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Social Media]]></category>
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		<description><![CDATA[Sintesi della conferenza sulla Social Experience svoltasi al Festival 2.1 di Milano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="thickbox" title="Logo Due1 quadrato" rel="same-post-1537" href="http://www.socialmediamarketing.it/?attachment_id=1540"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1540" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/02/Festival_DUE.1_rgb_V-328x300.jpg" alt="" width="328" height="300" /></a></p>
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<p>Qualche giorno fa sono stato a Milano a seguire il <a title="Festival Due.1" href="http://www.duepunto1.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.duepunto1.it?referer=');"><strong>Festival Due.1 – Digital User Experience</strong></a>, il primo festival italiano dedicato al <strong>digitale</strong> e al mondo del<strong> web design</strong>, organizzato da un’agenzia di comunicazione bergamasca (<a href="http://www.nelsegnodell8.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.nelsegnodell8.com/?referer=');">nel segno dell’8</a>) e ho seguito delle conferenze da cui ho tratto alcuni spunti per questo post.</p>
<p>Il focus più interessante per quanto riguarda il Social Media Marketing ha riguardato la <strong>Social Experience</strong> e in particolare la <strong>User Experience</strong>, fattore principale su cui dovrebbe puntare oggi una strategia di marketing applicata nel social web. Sappiamo oggi che per avere successo in questa nuova e affascinante branca del marketing bisogna capire chi è l’utente, analizzare la sua esperienza sociale e digitale, partecipare in essa, offrire e scambiarsi contenuto di valore che possa essere amalgamato, ottimizzato, riutilizzato e condiviso; se riusciremo in più ad innescare un meccanismo di diffusione virale del contenuto originario, avremo avuto successo in questo mondo e saremo posizionati positivamente come brand nella mappa mentale del consumatore, o meglio del prosumer (fruitore e produttore attivo di contenuti).<span id="more-1537"></span></p>
<p>Sulla base di questo nuovo paradigma di mercato, fonte di vantaggio competitivo, e anche a seguito delle recenti ricerche empiriche che decretano il successo delle azioni di social media marketing nel B2C soprattutto per le <strong>applicazioni nei social network </strong>(pensiamo a Facebook), gli sforzi delle aziende dovrebbero sempre più concentrarsi nello sviluppo di <strong>applicazioni sociali digitali </strong>che avranno lo scopo di migliorare, aumentare ed integrare  l’<strong>esperienza digitale</strong> dell’utente, incorporandola in un viaggio sempre più emozionante che ripaghi anche gli sforzi del brand da cui l’applicazione trae origine.</p>
<p>In questo senso sono emersi quelli che sono i nuovi trend del social software, sempre in continua evoluzione e sempre più aperto alla collaborazione degli utenti;  pensiamo ad un sito web come lo ricordiamo all’avvento del web di prima generazione e pensiamo a come è diventato ora: una vera e propria piattaforma di condivisione e partecipazione con l’utente. Ogni sito web che si rispetti, è sempre più un blog, con sezioni interattive come “Collabora”, “Condividi” o “Pubblica”. Questo è proprio lo spirito su cui si fonda il Web 2.0. E’ anche cambiato il concetto di proprietà del sito, che è passato dalle mani dell’azienda alle mani dell’utente, che fa capire sempre più di voler essere parte attiva nella creazione del valore e si assiste sempre più alla cross-medialità di siti di social networking e blog che possono essere utilizzati su più device (un esempio su tutti è <a href="http://www.tweetdeck.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.tweetdeck.com/?referer=');">TweetDeck</a>), passando così da una “Single Web Experience” a quella che può definirsi una <strong>“Social Connected Experience”</strong>.</p>
<p>E’ necessario anche segmentare il pubblico dei social media per offrire esperienze di valore in base ai reali interessi, e per questo viene oggi in aiuto la scala Social Engagement Technographics di Forrester che permette di capire quali sono le user experience degli utenti per definire meglio il cosiddetto <strong>“Digital User Design”</strong>, ovvero il mix tra interfaccia utente, funzioni, entertainment e valore che costruisce l’esperienza digitale di ogni target group identificato dalla segmentazione.</p>
<p>Molte aziende quindi in futuro si orienteranno sempre più sull’analisi delle user experience per migliorare la viralità delle applicazioni, perché nel social media marketing, a mio modesto parere, il vero successo lo si ottiene quando l’engagement diventa virale e nel concreto, quando ad esempio un’applicazione per Facebook che circola attorno a un brand viene diffusa tra più persone possibili.</p>
<p>Come è possibile allora aumentare la viralità di un prodotto aziendale veicolato nel social web?</p>
<ul>
<li>Innanzitutto offrendo <strong>contenuti open-source</strong>, ad esempio permettendo la creazione o la modifica di applicazioni generate da o con gli utenti (Facebook è l’esempio più calzante, ma sulla stessa via si stanno muovendo anche LinkedIn e Viadeo);</li>
</ul>
<ul>
<li>la creazione di una <strong>storia</strong> attorno all’applicazione, magari collegata al brand è un altro dei fattori di successo per la sua diffusione <strong>virale</strong>;</li>
</ul>
<ul>
<li>bisogna poi far capire all’utente che può gestire la propria privacy e <strong>rassicurarlo</strong> dal fatto che non si tratta di applicazioni bufale;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>l’interfaccia deve essere facile da usare</strong> per non scoraggiarne subito l’uso e l’esperienza.</li>
</ul>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Ricordiamoci infine, che nel social media marketing, bisogna pensare prima ad <strong>offrire valore</strong> e creare <strong>esperienze</strong> <strong>d’uso emozionali</strong> e solo in seguito a monetizzare, mai il contrario e ricordiamoci anche che il successo di ogni azioni si avrà se si riusciranno a riprodurre interazioni sociali che già avvengono off-line tra azienda e consumatore.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>Facebook e il nuovo layout</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/facebook-e-il-nuovo-layout/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 12:59:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jose Gragnaniello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[layout]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel nuovo layout di Facebook (che nel frattempo compie 6 anni) si configura principalmente una spinta al search, con il box di ricerca non più a destra ma ben centrato in alto. Sempre lì sono state spostate le notifiche e la posta e le richieste di amicizia:
 Molto spazio al box della ricerca forse perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel nuovo layout di Facebook (che nel frattempo compie 6 anni) si configura principalmente una spinta al search, con il box di ricerca non più a destra ma ben centrato in alto. Sempre lì sono state spostate le notifiche e la posta e le richieste di amicizia:</p>
<p><a title="box-ricerca-facebook" rel="same-post-1506" href="http://www.socialmediamarketing.it/?attachment_id=1507"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1507" title="box-ricerca-facebook" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/02/box-ricerca-facebook-420x112.jpg" alt="" width="420" height="112" /></a> Molto spazio al box della ricerca forse perché Facebook vuole erodere qualcosina a Google (<a title="Leggi il post di Livia Iacolare si Friendfeed con relativi commenti" href="http://friendfeed.com/liviacolare/0e139179/ecco-come-mi-appare-facebook-la-cosa" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/friendfeed.com/liviacolare/0e139179/ecco-come-mi-appare-facebook-la-cosa?referer=');">e non è solo una mia opinone</a>). Ma occorrerà più di qualche mese per vedere significativi cambiamenti sotto questo punto di vista.<span id="more-1506"></span></p>
<p>La barra laterale sinistra presenta nuove possibilità di accesso ai giochi, ad una visualizzazione totale degli amici e delle loro foto, con un accesso semplificato alle applicazioni e (finalmente) alla proprie pagine fan (ora aspettiamo anche le notifiche per le persone che lasciano commenti ai post&#8230;).</p>
<p><a title="barra-sinistra-facebook" rel="same-post-1506" href="http://www.socialmediamarketing.it/?attachment_id=1508"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1508" title="barra-sinistra-facebook" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/02/barra-sinistra-facebook-190x300.jpg" alt="" width="190" height="300" /></a></p>
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<p>Tra le diciture che più hanno attratto il mio interesse c&#8217;è quella del &#8220;saldo crediti&#8221; dal quale è possibile controllare le proprie spese nel caso si facessero inserzioni o altri tipi di acquisti su Facebook. L&#8217;orientamento sembra voler portare ad una abitudine alla &#8220;spesa&#8221; sul famoso social network. <br />
 Se non amministrate pagine fan, non volete promuoverle tramite i social ads o non vi siente imbarcati in strani giochi a pagamento di cui non sono a conoscenza, credo non debba interessarvi.</p>
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<p><a title="saldo-crediti" href="http://www.socialmediamarketing.it/?attachment_id=1511"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1511" title="saldo-crediti" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/02/saldo-crediti-235x300.jpg" alt="" width="235" height="300" /></a></p>
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<p>Non manca chi piange il vecchio layout come in ogni occasione:</p>
<p><a class="thickbox" title="newfacebook" rel="same-post-1506" href="http://www.socialmediamarketing.it/?attachment_id=1509"><img class="aligncenter size-full wp-image-1509" title="newfacebook" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/02/newfacebook.jpg" alt="" width="370" height="171" /></a></p>
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<p>Tempo 3 giorni e avrà dimenticato tutto ? <img src='http://www.socialmediamarketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a title="Vieni a conversare con noi sulla pagina fan di Facebook!" href="http://www.facebook.com/SocialMediaMarketing.it?ref=ts" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/SocialMediaMarketing.it?ref=ts&amp;referer=');">Vieni a parlarne sulla nostra pagina fan!</a></p>
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		<title>Aziende italiane e conversazione sul web: ecco le migliori</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 09:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un'analisi delle aziende italiane con presenza più attiva nei maggiori social network.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="thickbox" title="1211569560social_media_2" rel="same-post-1464" href="http://www.socialmediamarketing.it/?attachment_id=1474"><img class="alignleft size-medium wp-image-1474" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/01/1211569560social_media_2-328x300.jpg" alt="" width="343" height="198" /></a></p>
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<p>Il 2010 inizia e si dice che sarà l’<strong>anno dell’azione</strong> per le aziende italiane; ma quali sono quelle che finora hanno dialogato di più? Facendo ricerche per la rete e analizzando i vari profili social dei più importanti colossi italiani ho raccolto alcuni dei casi degni di nota in “madre patria”. La <strong>Barilla</strong>, è stata una delle aziende precursori in Italia nell’utilizzo di strategie social media marketing. Già dall’anno scorso infatti, aprendo il blog <a href="http://www.nelmulinochevorrei.it/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.nelmulinochevorrei.it/?referer=');"><strong>“Nel Mulino Che Vorrei”</strong></a>, si aprì agli User Generated Content permettendo alla gente di proporre idee circa nuove soluzioni di packaging per prodotti già esistenti, nuovi prodotti da lanciare, e la proposta di slogan per gli spot pubblicitari dell’azienda; gli stessi utenti potevano votare le idee più apprezzate e quelle più votate potevano essere realizzate (pensiamo agli slogan che appaiono tuttora negli spot: sono stati creati da consumatori). E’ un esperimento che ha raccolto successo; ad oggi ci sono oltre 1800 idee proposte, 1900 commenti e circa 15000 voti assegnati alle idee.<span id="more-1464"></span></p>
<p>Un&#8217;altra importante realtà che si è distinta nel panorama Web 2.0 è la Fiat che ha sviluppato <a href="http://www.fiatontheweb.fiat.it/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.fiatontheweb.fiat.it/?referer=');"><strong>“Fiat On The Web</strong><strong>”</strong></a>, un portale<strong> </strong>per raccogliere tutti i contenuti a marchio Fiat che popolano il web, che è un corporate <strong>blog</strong> ma anche un <strong>aggregatore</strong> di news, video e iniziative riguardanti i nuovi modelli e le attività di promozione collegate al brand. L’azienda torinese è presente su Facebook, Twitter, FriendFeed, Flickr e Delicious e in particolare usa il canale su Twitter per comunicare con aggiornamenti frequenti novità sui propri prodotti (Fiat Bravo e Punto Evo soprattutto), eventi collegati a prodotti (Sahara Ramble con due Fiat Panda 4&#215;4 nel deserto del Sahara)  e dialogare con i consumatori su informazioni riguardanti il brand o il lancio di nuove autovetture o eventi. Penso sia, almeno per il momento, l’azienda italiana che utilizza al meglio gli strumenti del social media marketing (corporate blog, presenza attiva sui vari profili social, integrazione, e soprattutto partecipazione attiva e condivisione).</p>
<p>Altre aziende importante che meritano di essere citate sono elencate di seguito:</p>
<ul>
<li><strong>3 Italia</strong><strong>, </strong>operante nella telefonia mobile, pur non avendo un vero corporate blog, è presente su Facebook, Twitter, MySpace, YouTube, Flickr e FriendFeed, ed è interessante notare come utilizzi il canale Twitter per rispondere direttamente alle richieste dei consumatori <strong><a href="http://twitter.com/3italia" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/twitter.com/3italia?referer=');">http://twitter.com/3italia</a> </strong>circa problemi di connettività, offerte promozionali o informazioni sui prodotti e tariffe. Un ottimo esempio di come debba essere svolta l’attività di online PR su un canale di social media; ciò accrescerà sicuramente la fiducia dei consumatori nei confronti dell’azienda.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>La <strong>Coin</strong> si spinge oltre: è su Facebook, FrienFeed, Twitter, ha un canale per i video, uno per la radio e ha anche sviluppato gadgets digitali come il <a href="http://www.coin.it/jsp/it/newsdetail/newsid_204.jsp" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.coin.it/jsp/it/newsdetail/newsid_204.jsp?referer=');">widget</a> per iGoogle.</li>
</ul>
<ul>
<li>La <strong>Ferrero</strong> ha infine creato una sorta di community web, <a href="http://evviva.kinderpiusport.it/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/evviva.kinderpiusport.it/?referer=');"><strong>Evviva Kinder</strong></a>, legata alla diffusione dello sport tra i giovani, ovviamente centralizzando il brand all’interno community.</li>
</ul>
<p>Ci sono poi anche aziende che si sono affidate a<a href="http://www.zzub.it/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.zzub.it/?referer=');"> <strong>Zzub</strong>.it</a>, il primo Social Network italiano per la diffusione del  <strong>Buzz </strong>(passaparola) attorno a prodotti, servizi o eventi legat<strong>i </strong>a determinati brand; finora sono circa 70 le aziende che vi hanno aderito.</p>
<p><strong> </strong>Questi sono solo alcuni esempi di aziende italiane che hanno investito e continuano a investire nel Social Media Marketing; ovviamente ce ne sono alcune che credono maggiormente di altre sulle potenzialità di questa branca della comunicazione aziendale. Quello che secondo me ancora manca in Italia, è l’offerta di un <strong>valore aggiunto</strong> e di un’<strong>esperienza edonistica</strong> al consumatore: ad esempio l’offerta di sconti, prezzi speciali, eventi esclusivi solo per i membri più attivi dei canali social, o anche l’integrazione ai social media di azioni di guerrilla e viral marketing che coinvolgano solo i consumatori più attenti e più produttivi nei canali social dell’azienda. Il 2010 è arrivato e ci si chiede se sarà l’anno dell’azione. Le prospettive sono tante e a crederci sono sempre più aziende e sono sempre più i consumatori che vogliono conversare e contribuire attivamente alla creazione del <strong>“prodotto ideale”</strong>. Staremo a vedere come andrà.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Turismo 2.0: la nuova frontiera dei Social Networks</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 08:26:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
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		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
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		<description><![CDATA[

Dopo lo sviluppo di social network a carattere sociale e relazionale con lo scopo di aggregare gente che si conosce e non, alcune imprese non si limitano più a trovare un punto di incrocio tra azienda e consumatore, attraverso ad esempio, una fan page, un contatto, un’applicazione sponsorizzata su uno dei più famosi social network [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1325" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2009/11/turismo-420x280.jpg" alt="" width="420" height="280" /></p>
<div style="clear:both">
<p>Dopo lo sviluppo di social network a carattere sociale e relazionale con lo scopo di aggregare gente che si conosce e non, alcune imprese non si limitano più a trovare un punto di incrocio tra azienda e consumatore, attraverso ad esempio, una fan page, un contatto, un’applicazione sponsorizzata su uno dei più famosi social network presenti adesso. Alcune imprese hanno saputo andare più avanti, cogliendo al balzo le sfide e le opportunità proposte dall’avvento delle ICT e del web 2.0, capendone il significato, le regole competitive e le prospettive di vantaggio che il loro utilizzo apporterebbe, riuscendo così ad innovare; e cosa significa innovazione se non sfruttare le tecnologie a disposizione per apportare qualcosa di nuovo in un settore in cui si opera?</p>
<p><span id="more-1319"></span></p>
<p>E’ questo il caso di un settore, il turismo, che a detta degli esperti, ha risentito (e risente) meno della crisi economica rispetto ad altri settori. In questo periodo in Italia si assiste ad una costante crescita del turismo e all’utilizzo sempre più massiccio sia da parte delle imprese che dai consumatori, dello strumento Internet per effettuare i propri acquisti di pacchetti di viaggio. La rete permette oggi di personalizzarsi i pacchetti, di usufruire di prezzi vantaggiosi e di formule che in determinati periodi dell’anno arrivano ad azzerare quasi totalmente i costi di alcuni pacchetti viaggio. Un dato emerso dalle più recenti ricerche riguarda il modo in cui gli acquisti del prodotto viaggio/pacchetto viaggio viene effettuato: c’è una tendenza sempre maggiore ad acquistare online e le agenzie di viaggio tradizionali come le conosciamo, sono destinate a scomparire. Iniziano quindi a nascere imprese online o anche piattaforma create da imprese off line, che offrono servizi turistici, magari anche con lo scopo di aggregare i consumatori e sviluppare flussi comunicazionali spontanei. Queste sono le imprese che fanno innovazione, imprese che non si sono fermate all’utilizzo dei social network presenti per sfruttarli come canali di vendita o meglio, di fidelizzazione di lungo periodo, ma hanno fatto di più, hanno creato degli appositi social network del turismo sociale e partecipativo, di quello che oggi chiamano turismo 2.0.</p>
<p>Il primo caso sembra essere riconducibile a <a href="http://www.treeboo.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.treeboo.it?referer=');">Treeboo</a>, social network sotto forma di community, che sfruttando le logiche economiche dei gruppi di acquisto, ha lo scopo di aggregare persone che vogliono acquistare dei pacchetti viaggio e quindi, persone che vogliono fare lo stesso viaggio nella stessa destinazione al fine di ottenere degli sconti derivanti dalle economie di scala dei gruppi d’acquisto. Gli utenti della community, grazie ad uno strumento che sia chiama Waiting List, si mettono in lista d&#8217;attesa per il loro pacchetto di viaggio preferito. Basta questo per avere diritto ad uno sconto garantito del 10%. Ma il bello viene dopo. Quanti più utenti della community aderiscono al pacchetto viaggio che viene scelto, tanto più lo sconto aumenta. Treeboo inoltre permette l’interazione tra gli utenti in ottica di web 2.0, nel senso che sono gli stessi utenti a proporre alla community le mete dei loro viaggi. In sostanza quindi, chi vuole fare un viaggio, a prezzi convenienti e magari socializzando e condividendo esperienze con gli altri utenti del network, non deve fare altro che iscriversi a Treeboo.</p>
<p>Qualcosa di diverso fanno invece altri due social network come TravelPeople e TravelTradeItalia. Il primo è uno strumento che mette in contatto diretto sul web Agenti di Viaggio qualificati di tutta Italia con i Viaggiatori intenzionati a organizzare la loro vacanza. La logica di funzionamento è abbastanza semplice: i viaggiatori iscritti a <a href="http://www.travelpeople.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.travelpeople.it?referer=');">TravelPeople.it </a>esprimono le esigenze relative alla loro prossima vacanza compilando una Scheda Viaggio e richiedono di entrare in contatto con agenti specializzati in grado di proporre loro le migliori soluzioni. Gli agenti di viaggio iscritti a TravelPeople devono compilare il proprio profilo e possono inserire gratuitamente offerte di viaggio. TravelPeople comunica ai viaggiatori in rete attraverso molteplici strumenti di web marketing tra i quali i social network, i motori di ricerca, le mailing list, concorsi a premi, blog e forum sul turismo.</p>
<p><a href="http://www.traveltradeitalia.com" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.traveltradeitalia.com?referer=');">Traveltradeitalia.com </a>è il primo social network del prodotto turistico italiano. Permette ricerca e connessione tra tutti gli attori del turismo italiano e internazionale interessati al Prodotto Italia. Traveltradeitalia.com è un prodotto creato da TTG Italia, società che opera nel settore del turismo: organizza eventi business to business, pubblica il più autorevole giornale trade e promuove sul web l’incontro tra domanda e offerta. Iscrivendosi al social network è possibile conoscere gli attori del turismo incoming in Italia e rimanere informato sulle ultime tendenze del mercato. La piattaforma poi, mette a disposizione degli utenti premium uno spazio virtuale dove gli utenti possono pubblicare offerte complete di testo, immagini, link ed essere visibili a tutti gli iscritti del social network.</p>
<p>Insomma, pare che il turismo si evolva a ritmo dell’evoluzione dei social media e degli strumenti partecipativi. E’ uno dei pochi settori in Italia che riesce a sfruttare l’apporto dato dalle nuove tecnologie e non a caso, è un settore in crescita. Speriamo che presto si segua la stessa tendenza anche per il resto dell’economia italiana.</p>
</div>
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		<title>Strumenti e strategie di social media marketing. Proviamo a fare il punto della situazione</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/strumenti-e-strategie-di-social-media-marketing-proviamo-a-fare-il-punto-della-situazione/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 18:29:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Nardone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>
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		<category><![CDATA[social media]]></category>
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		<description><![CDATA[Superata la fase di &#8220;digestione&#8221;  da parte di aziende e persone è arrivata la fase di affinare strategie e strumenti a disposizione.
 Dopo i primi esempi concreti sull&#8217;uso del Web sociale da parte delle organizzazioni possiamo abbozzare le prime considerazioni e fare il punto della situazione sulle strategie di social media marketing che hanno funzionato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Superata la fase di &#8220;digestione&#8221;  da parte di aziende e persone <strong>è arrivata la fase di affinare strategie e strumenti a disposizione</strong>.<br />
 Dopo i primi esempi concreti sull&#8217;uso del Web sociale da parte delle organizzazioni possiamo abbozzare le prime considerazioni e fare il punto della situazione sulle <a href="http://www.socialmediamarketing.it/category/strategie-20/" target="_self">strategie di social media marketing</a> che hanno funzionato e su quelle che devono ancora migliorare molto.</p>
<p>Più che citare casi concreti provo a fare qualche commento sui tre ecosistemi più chiacchierati e utilizzati negli ultimi mesi da utenti ed organizzazioni:<span id="more-1028"></span></p>
<h2><strong>Twitter</strong></h2>
<p>A mio parere è lo strumento dove si sono visti i casi più interessanti. <a href="http://www.socialmediamarketing.it/category/twitter/" target="_self">Twitter</a> rappresenta per le aziende un&#8217;ottima piattaforma di ascolto: per come è strutturato, infatti, <strong>questo ambiente non può essere considerato l&#8217;ideale per dare vita ad articolate conversazioni che coinvolgono più utenti</strong>. Le relazioni possono essere sì costruite ma hanno più l&#8217;aspetto di rapidi e brevi botta e risposta tra organizzazione e utente su problemi/questioni specifiche. Forse è questo il motivo per il quale Twitter ha avuto successo come<a href="http://www.socialmediamarketing.it/i-social-media-per-il-customer-service-strategie-e-casi-di-studio-con-twitter/" target="_self"> piattaforma di customer service.</a></p>
<p>In sintesi:</p>
<p><strong><span style="color: #00ff00;">OK</span></strong><br />
 &#8211; ascolto<br />
 &#8211; customer service<br />
 &#8211; engagment</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">KO</span></strong><br />
 &#8211; dialogo</p>
<h2>Facebook</h2>
<p>Una cosa è sicura: la semplice presenza non basta. Purtroppo sono decine le organizzazioni che hanno messo in piedi semplici fan page vetrina che hanno come fans solo i dipendenti, i consulenti che l&#8217;hanno ideata e <a href="http://www.minimarketing.it/2009/07/lo-strano-caso-del-web-20-parte-terza.html" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.minimarketing.it/2009/07/lo-strano-caso-del-web-20-parte-terza.html?referer=');"><em>&#8220;..concorrenti che si scambiano reciprocamente il favore di iscriversi alle Page dei clienti..&#8221;</em></a><br />
 In questo spazio è dura per le aziende strappare un po&#8217; di attenzione, <strong>gli esempi di successo sono quelli che, </strong>oltre a riuscire a ritagliarsi un posticino nei network relazionali delle persone, <strong>hanno saputo offrire <a href="http://www.socialmediamarketing.it/facebook-marketing-e-cultura-la-mucca-di-schrodinger/" target="_blank">valore aggiunto alla partecipazione e alla condivisione</a></strong>.</p>
<p>In sintesi:</p>
<p><strong><span style="color: #00ff00;">OK</span></strong><br />
 &#8211; diaologo<br />
 &#8211; member get member<br />
 &#8211; stimolo feedback</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">KO</span></strong><br />
 &#8211; promozione<br />
 &#8211; awareness</p>
<h2>Friendfeed</h2>
<p>Il più giovane dei tre ambiente ha subito uno<a href="http://www.technicoblog.com/facebook-acquisisce-friendfeed.htm" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.technicoblog.com/facebook-acquisisce-friendfeed.htm?referer=');"> scossone</a> proprio nelle ultime settimane che sicuramente infuirà sulle sue funzionalità. Ancora poco battuto dalle aziende, Friendfeed è sicuramente <strong>uno dei più grandi contenitori di chiacchiere del Web</strong>. Questa caratteristica fornisce alle  organizzazioni due opportunità: prima di tutto <strong>una miniera d&#8217;oro di feedback e commenti</strong> che devono essere monitorati con un&#8217;attenta <a href="http://www.socialmediamarketing.it/social-media-monitoring-faq/" target="_self">attività di ascolto e analisi</a>; poi per la sua natura, questo network rappresenta un terreno facile per iniziare a dialogare e relazionarsi con le persone.</p>
<p>In sintesi:</p>
<p><strong><span style="color: #00ff00;">OK</span></strong><br />
 &#8211; diaologo<br />
 &#8211; ascolto<br />
 &#8211; customer service</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">KO</span></strong><br />
 &#8211; promozione<br />
 &#8211; awareness</p>
<p>Commenti sparsi i miei, che spero vengano arricchiti dai vostri suggerimenti. Il mondo dei media sociali &#8211; e il loro utilizzo da parte delle organizzazioni &#8211; è frenetico e così rapido nei cambiamenti che è impossibile dare dei giudizi definitivi. E&#8217; anche vero, però, che è maturo il tempo per fare i primi commenti, tenendo conto soprattutto degli <a href="http://inventorspot.com/articles/top_ten_branded_social_media_nightmares_30874" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/inventorspot.com/articles/top_ten_branded_social_media_nightmares_30874?referer=');">errori commessi</a> <img src='http://www.socialmediamarketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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