<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>SocialMediaMarketing.it &#187; Imprese 2.0</title>
	<atom:link href="http://www.socialmediamarketing.it/category/imprese-20/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.socialmediamarketing.it</link>
	<description>Visioni e strategie di Social Media Marketing</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Sep 2010 10:13:38 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Il ruolo dei social media nel processo di acquisto del consumatore</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/il-ruolo-dei-social-media-nel-processo-di-acquisto-del-consumatore/</link>
		<comments>http://www.socialmediamarketing.it/il-ruolo-dei-social-media-nel-processo-di-acquisto-del-consumatore/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 14:11:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze Condivise]]></category>
		<category><![CDATA[Imprese 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[customer experience]]></category>
		<category><![CDATA[processi d'acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[social experience]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.socialmediamarketing.it/?p=2002</guid>
		<description><![CDATA[In qusti giorni mi è capitato di leggere diverse ricerche che parlavano del ruolo che stanno assumendo i social media nei processi decisionali di acquisto di prodotti e servizi. Si parla del fatto che possono avere il ruolo di influenzare le decisioni di acquisto facendo in modo che, nel momento in cui insorge un bisogno, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In qusti giorni mi è capitato di leggere diverse <a href="http://www.pmi.it/marketing/news/7491/consumatori-sempre-piu-social.html" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.pmi.it/marketing/news/7491/consumatori-sempre-piu-social.html?referer=');">ricerche</a> che parlavano del <strong>ruolo </strong>che stanno assumendo i social media nei processi decisionali di acquisto di prodotti e servizi. Si parla del fatto che possono avere il <strong>ruolo di influenzare le decisioni di acquisto </strong>facendo in modo che, nel momento in cui insorge un bisogno, tra le varie fonti informative a cui l’utente/cliente può attingere per informarsi, tra cui motori di ricerca, sito del venditore, comparatori di prezzi, mondo off-line, ci siano i social media.</p>
<p>Tuttavia, leggendo discussioni questi giorni in alcuni blog del settore (<a href="http://blog.tagliaerbe.com/2010/07/shopping-motori-social.html" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/blog.tagliaerbe.com/2010/07/shopping-motori-social.html?referer=');">Tagliaerbe</a>)si parla del fatto che vengono pubblicate ricerche che evidenziano come in realtà, nelle scelte di acquisto del consumatore, le reti sociali non influenzerebbero i consumatori e che questi si affiderebbero a strumenti più immediati come i motori di ricerca o al massimo reperendo informazioni direttamente sul sito del venditore.</p>
<p>Ovviamente sono piovuti commenti al post alcuni a difesa dei social, tra cui il mio, altri che in qualche modo concordavano con l’autore affermando di seguire l’iter -sito Web/motore di ricerca/comparatore prezzi-, piuttosto che avvalersi delle informazioni cercate sui social media come Facebook, Twitter, Linkedin e i corporate blogs. Pur non contestando i dati della ricerca, che possono anche essere veritieri, c’è qualcosa che non quadra, poiché è una ricerca che non tiene in considerazione alcuni fattori che, proprio per la loro assenza, fanno si che i social media risultano relegati agli ultimi posti della classifica.</p>
<p>Mi spiego meglio. Quando si parla di<strong> social media come influenzatori di processi di decisione di acquisto</strong> di un prodotto, l’argomento è più complesso. Un conto è parlare di un mezzo, in questo caso il social media, che ti influenza l’emergere del bisogno fisico di dotarti di un determinato bene, un altro conto è parlare di un mezzo, sempre il social, che utilizzi come fonte informativa da cui trarre informazioni su prodotti, prezzi, sconti, sito dove si applica la maggior convenienza di prezzo, ecc.</p>
<p>Quello che si vuole cercare di far emergere con le <strong>reti sociali </strong>è il ruolo di influenzatori sia di decisioni d’acquisto, sia di brand image e product image, e soprattutto di brand awareness.</p>
<p>Il concetto del beneficio per le aziende, a livello commerciale, dell’utilizzo di reti sociali per comunicare dovrebbe essere sostanzialmente questo (ndr. Se applicato nel lungo periodo): io azienda ho bisogno di migliorarmi la reputazione, rafforzare l’importanza del mio brand e dei miei prodotti, strappare clienti alla concorrenza e fidelizzarli nel lungo periodo, cosa faccio?<strong> Divento 2.0</strong> perché ora va di moda, prendo il mio bel sito/blog (presenza istituzionale) e lo integro con dei profili Facebook, Twitter, YouTube ecc. e inizio a conversare con i miei clienti. Ma come devo conversare? Che gli devo dire? Lo informalo sui prodotti/servizi, caratteristiche tecniche, benefici d’uso, perché dovrebbe preferirlo a quelli della concorrenza, ecc.</p>
<p>Poi decido di sperimentare il <strong>marketing esperienziale</strong>. Creo qualcosa di innovativo, come un evento al di fuori dalle righe, un concorso a premi, dei coupon sconti scaricabili che facciano ricordare di me azienda per averli semplicemente stupito i miei clienti. Continuo a dialogare in modo sincero con i clienti a rispondere alle loro richieste a cercare di carpire i loro bisogni e utilizzare la conversazione per migliorare i prodotti che vendo, per poi alternare a questo processo periodicamente il marketing esperienziale o emozionale.</p>
<p>I benefici? Uno su tutti: <strong>posizionamento di lungo periodo del brand nelle mappe mentali dei consumatori</strong>, che significa che si ricorderanno di me quando in loro insorgerà un bisogno e non andranno neanche a fare ricerche sui motori o sui comparatori di prezzi o ne tantomeno sui profili social, ma <strong>andranno direttamente a casa mia azienda, inteso come sito web ad effettuare l’ordine</strong>.</p>
<p>Ora avrete capito come si può anche spiegare il primo posto in quella classifica del sito del rivenditore. Se fai un buon lavoro di marketing utilizzando i social media, i risultati saranno che l’utente andrà prima di tutto sul tuo sito, perché si sarà ricordato del legame affettivo che nel tempo hai stabilito con lui e verrà a cercare informazioni direttamente sul sito aziendale evitando di mettersi a cercare sui motori di ricerca e fare confronti tra i prodotti dei diversi concorrenti.</p>
<p>La ricerca sarà pur vera e magari chi commenta potrà anche continuare a dire “ma io finora non ho trovato nessun brand che mi ha stupito utilizzando i profili social, quindi continuo a cercare e fare confronti sui motori di ricerca”, e gli posso anche dare ragione, ma ricordate che il <strong>social media marketing è una scienza nuova</strong>, anzi un nuovo paradigma, che in Italia è arrivato da troppo poco tempo per iniziare a fare delle statistiche e che, in molti casi, le aziende che lo stanno implementando, lo stanno facendo in modo troppo superficiale e ben lontano dai casi di successo che hanno reso celebre la materia negli Stati Uniti.</p>
<p>Resto comunque ottimista sperando che anche noi, con i nostro consigli da qui, riusciamo a trasmettere il valore primario del social media marketing: la <strong>conversazione</strong> col cliente.</p>
<p><a class="thickbox" title="social media experience" rel="same-post-2002" href="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/07/social-media-experience.jpg"></a><a class="thickbox" title="social media experience" rel="same-post-2002" href="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/07/social-media-experience.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-2020" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/07/social-media-experience-1024x772.jpg" alt="" width="491" height="370" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a class="thickbox" title="social media experience" rel="same-post-2002" href="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/07/social-media-experience.jpg"><br />
 </a></p>
<p><a class="thickbox" title="social media experience" rel="same-post-2002" href="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/07/social-media-experience.jpg"><br />
 </a></p>
<p><a class="thickbox" title="social media experience" rel="same-post-2002" href="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/07/social-media-experience.jpg"><br />
 </a></p>
<h3  class="related_post_title">Altri post che potrebbero interessarti</h3><ul class="related_post"><li>9 febbraio 2010 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/social-experience-quando-linterazione-digitale-e-fonte-di-business/" title="Social Experience: quando l&#8217;interazione digitale è fonte di business">Social Experience: quando l&#8217;interazione digitale è fonte di business</a> (3)</li><li>24 agosto 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/strumenti-e-strategie-di-social-media-marketing-proviamo-a-fare-il-punto-della-situazione/" title="Strumenti e strategie di social media marketing. Proviamo a fare il punto della situazione">Strumenti e strategie di social media marketing. Proviamo a fare il punto della situazione</a> (0)</li><li>26 febbraio 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/stimolare-la-customer-experience-per-affrontare-la-crisi/" title="Stimolare la customer experience per affrontare la crisi">Stimolare la customer experience per affrontare la crisi</a> (0)</li><li>3 settembre 2010 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/aziende-italiane-e-social-media-un-questionario-per-un-tesista/" title="Aziende italiane e social media. Un questionario per un tesista.">Aziende italiane e social media. Un questionario per un tesista.</a> (4)</li><li>2 settembre 2010 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/facebook-places-per-litalia-testato/" title="Facebook Places per l&#8217;Italia testato">Facebook Places per l&#8217;Italia testato</a> (2)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.socialmediamarketing.it/il-ruolo-dei-social-media-nel-processo-di-acquisto-del-consumatore/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Viralità su Facebook: meglio pianificare o essere spontanei?</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/viralita-su-facebook-meglio-pianificare-o-essere-spontanei/</link>
		<comments>http://www.socialmediamarketing.it/viralita-su-facebook-meglio-pianificare-o-essere-spontanei/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 10:26:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Imprese 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[pagine]]></category>
		<category><![CDATA[Social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[strategie]]></category>
		<category><![CDATA[viralità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.socialmediamarketing.it/?p=1895</guid>
		<description><![CDATA[
Da utente medio di Facebook, spendo molto del mio tempo sul social network ad osservare quello che avviene, ad osservare i fenomeni che si sviluppano per cercare di carpire la nascita di possibili trend o di capire quali sono le più diffuse modalità di utilizzo della piattaforma, svincolandomi un attimo dalla logica del marketing e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p>Da utente medio di Facebook, spendo molto del mio tempo sul social network ad osservare quello che avviene, ad <strong>osservare i fenomeni che si sviluppano</strong> per cercare di carpire la nascita di possibili trend o di capire quali sono le più diffuse modalità di utilizzo della piattaforma, svincolandomi un attimo dalla <strong>logica del marketing</strong> e immedesimandomi nell&#8217;utente che, approda sul sito per passare parte (buona parte) del suo tempo. Dal mio punto di vista, da un&#8217;analisi psico-sociale emerge che generalmente <strong>si usa Facebook per</strong>:</p>
<ul>
<li>
<p><strong>chattare</strong> con i propri amici;</p>
</li>
<li>
<p>leggere 	e <strong>commentare </strong>notizie 	dagli <strong>stati</strong> dei 	propri amici;</p>
</li>
<li>
<p><strong>osservare</strong> e commentare le<strong> foto</strong> dei propri amici;</p>
</li>
<li>
<p>giocare 	ai social games, come<strong> Farmville</strong> (quest&#8217;ultima sta diventando un vero e proprio business);</p>
</li>
<li>
<p><strong>iscriversi a gruppi 	e pagine ufficiali </strong>che 	generano maggior intrattenimento e divertimento per l&#8217;utente.</p>
</li>
</ul>
<p>Su questo post voglio concentrarmi sull&#8217;analisi dell&#8217;ultimo punto e cercare di rispondere (con voi) a una domanda: per un&#8217;azienda che vuole operare su Facebook per lanciare un nuovo prodotto o per promuovere un evento, è più semplice <strong>creare engagement investendo tempo e denaro</strong> e pianificando l&#8217;intera campagna oppure partire dallo <strong>sviluppare un progetto creativo</strong>, senza fini di lucro, affidato al primo tizio con in mente tante idee che è capace di creare viralità e quindi creare un tasso di engagement altissimo, per poi pensare a cosa commercializzare e a come farlo, a partire dalla quella base utenti raggiunta?</p>
<p>Mi domando questo perchè, da quello che si può notare, i gruppi o pagine che riscuotono il più alto tasso di iscrizioni, interazioni e condivisioni sono quelli <strong>creati spontaneamente da utenti non legati ad aziende</strong>, senza avere neanche molta conoscenza in termini di ottimizzazione della pagina o gruppo (vedi mancanza di <em>landing page</em> e scelta del gruppo al posto della pagina) che però se notate, raggiungono il più alto tasso di iscrizioni e interazioni. Analizzando poi il tema e il modo di comunicare delle pagine e gruppi spontanei creati da utenti generici su Facebook, ho potuto notare che la pagina/gruppo ha successo se l&#8217;obiettivo primario è quello di <strong>far divertire</strong>. Il divertimento è alla base del successo di un&#8217;azione su Facebook? Secondo me si. Perchè la gente si iscrive ma soprattutto, va su Facebook? Per divertirsi! Non sarà l&#8217;unico obiettivo, ma forse quello primario.</p>
<p>La gente nella vita reale è già troppo impegnata nei problemi quotidiani, soprattutto i giovani che ora come mai in passato, sono alle prese con una moltitudine di problemi e chi si ritrova ad aver perso un lavoro, nel momento in cui va online (se può ancora permetterselo) vuole sentirsi spensierato e divertirsi. Se cerca un&#8217;informazione va su Google, se vuole divertimento e spensieratezza, va su Facebook e sono proprio quelle pagine che fanno divertire, a creare <strong>engagement</strong>. Provate a vedere la pagina “Ridi che ti passa”; oltre 57mila iscritti, semplicemente puntando sul postare frasi ironiche, barzellette e modi di dire che&#8230;fanno semplicemente sorridere. La gente li commenta, li condivide e si attiva un meccanismo di passaparola e viralità senza precedenti, che porta ad un alto tasso di iscrizioni.</p>
<p><a class="thickbox" title="Appunti Windows-2" rel="same-post-1895" href="http://www.socialmediamarketing.it/?attachment_id=1899"><br />
</a><a class="thickbox" title="Appunti Windows-2" rel="same-post-1895" href="http://www.socialmediamarketing.it/?attachment_id=1903"><img class="alignleft size-full wp-image-1903" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/06/Appunti-Windows-21.jpg" alt="" width="458" height="337" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Certo, anche le pagine sociali attorno argomenti di interesse comune (politica, libertà di pensiero, personaggi pubblici, ecc.) riescono ad ottenere un elevato numero di iscritti, ma a mio parere, le pagine che fanno divertire, oltre all&#8217;alto numero di iscrizioni, producono anche il più alto tasso di engagement. A volte queste sono <strong>anche le più stupide</strong>, però altra cosa che noto, che anche le più stupide sono quelle che riscuotono<strong> più successo</strong>. Questo che vuol dire, che noi italiani siamo stupidi? A questo dilemma non sta a me rispondere!  <img src='http://www.socialmediamarketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Propongo dunque un nuovo approccio alle imprese che, secondo me, con le dovute precauzioni, potrebbe accrescere il potenziale di engagement di un&#8217;attività di marketing su Facebook. Partendo dal fatto che nel web 2.0 e nel social media marketing, secondo me, dovrebbero essere coinvolti  tutti i dipendenti di un&#8217;azienda, in ottica<strong> enterprise 2.0</strong>, (auspicio ancora oggi molto teorico e poco pratico, soprattutto in madrepatria) perché non provare a dare fiducia ai singoli dipendenti, e alla loro creatività individuali, e incentivarli all&#8217;apertura e gestione di una pagina su un argomento per loro divertende, sociale e comunque svincolato dall&#8217;ottica aziendale per poi eventualmente provare a sviluppare attività di comunicazione e branding a partire dalla pagina del dipendente che ha riscosso il maggior tasso di <strong>engagement</strong>?</p>
<p>E&#8217; un&#8217;attività che andrebbe sperimentata, ma i cui risultati potrebbero essere superiori a quelli che si avrebbero pianificando l&#8217;azione soprattutto se consideriamo il fatto che di mezzo non ci sarebbe l&#8217;azienda e il suo marchio, almeno non da subito, e ciò farebbe venir meno quel senso di indesideratezza e intrusività delle pagine commerciali. Inoltre, cosa molto importante soprattutto per gli imprenditori taccagni, si ridurrebbero di molto gli investimenti.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Che ne pensate?</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h3  class="related_post_title">Altri post che potrebbero interessarti</h3><ul class="related_post"><li>24 giugno 2010 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/intrattenimento-e-la-parola-dordine-del-successo-su-facebook/" title="Intrattenimento è la parola d’ordine del successo su Facebook">Intrattenimento è la parola d’ordine del successo su Facebook</a> (3)</li><li>18 marzo 2010 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/formazione-sul-social-media-marketing-arriva-young-digital-lab/" title="Formazione sul Social Media Marketing: arriva Young Digital Lab.">Formazione sul Social Media Marketing: arriva Young Digital Lab.</a> (1)</li><li>18 gennaio 2010 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/facebook-twitter-marketing-cosa-va-e-cosa-no/" title="Facebook &#038; Twitter marketing: cosa va e cosa no.">Facebook &#038; Twitter marketing: cosa va e cosa no.</a> (7)</li><li>16 dicembre 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/effetto-boomerang-come-evitarlo/" title="Effetto Boomerang: come evitarlo">Effetto Boomerang: come evitarlo</a> (2)</li><li>30 gennaio 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/facebook-chiama-fassino-e-brunetta-come-rispondono/" title="Facebook chiama. Fassino e Brunetta come rispondono?">Facebook chiama. Fassino e Brunetta come rispondono?</a> (0)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.socialmediamarketing.it/viralita-su-facebook-meglio-pianificare-o-essere-spontanei/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>14</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Symantec Challenge: quando il manager ci mette la faccia</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/symantec-challenge-quando-il-manager-ci-mette-la-faccia/</link>
		<comments>http://www.socialmediamarketing.it/symantec-challenge-quando-il-manager-ci-mette-la-faccia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 16:13:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Santagata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Imprese 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Case history]]></category>
		<category><![CDATA[conversazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.socialmediamarketing.it/?p=1883</guid>
		<description><![CDATA[

Più volte abbiamo parlato, su questo sito come su altri, di come sia importante il coinvolgimento del top management aziendale nelle attività di social media marketing. Non solo un mero coinvolgimento decisionale, che si limita ad autorizzare un&#8217;attività piuttosto che un&#8217;altra, quanto una partecipazione attiva che consente di &#8220;metterci la faccia&#8221; usando canali di comunicazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1885" title="Symantec Challenge" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/06/symchallenge.jpg" alt="" width="352" height="151" /></p>
<div style="clear:both"></div>
<p>Più volte abbiamo parlato, su questo sito come su altri, di come sia importante il coinvolgimento del top management aziendale nelle attività di social media marketing. Non solo un mero coinvolgimento decisionale, che si limita ad autorizzare un&#8217;attività piuttosto che un&#8217;altra, quanto una partecipazione attiva che consente di &#8220;metterci la faccia&#8221; usando canali di comunicazione assolutamente disintermediati.</p>
<p>Un po&#8217; quello che sta succedendo in questi giorni con un progetto al quale sto lavorando (con <a title="Frozen Frogs" href="http://www.frozenfrogs.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.frozenfrogs.it?referer=');">FrozenFrogs</a>) per<strong> Symantec Italia</strong>, quando in occasione del lancio delle Symantec Protection Suite, un prodotto destinato alle PMI,  la nota <em>software house</em> ha lanciato un minisito dal nome evocativo: <strong><a title="Symantec Challenge" href="http://www.symantec-challenge.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.symantec-challenge.it?referer=');">Symantec Challenge</a>.</strong></p>
<h4>Di cosa si tratta?</h4>
<p>Tre top-manager di Symantec: <strong>Antonio Forzieri</strong> (<em>Principal Consultant Global Security Services</em>), <strong>Lina Novetti</strong> (<em>Head of Security Sales Mediterranean Region</em>) e <strong>Luca Brandi</strong> (<em>Enterprise Distribution and SMB Sales Director Mediterranean Region</em>) si dicono pronti a raccogliere una sfida, aprendo questo canale per rispondere alle domande degli utenti riguardo la sicurezza informatica in azienda.</p>
<p>Si tratta di un&#8217;opportunità per cercare una risposta a tutte quelle problematiche che un&#8217;azienda può incontrare.  Senza tralasciare il fatto che si tratta anche di un’occasione per avere un filo diretto con Symantec e sentire le loro opinioni e i loro punti di vista.</p>
<p>Inoltre, cosa da non sottovalutare <img src='http://www.socialmediamarketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> , tutti i partecipanti alla challenge riceveranno un braccialetto con chiavetta USB incorporata, targato Symantec.</p>
<h4>Sarà una case-history?</h4>
<p>Questa campagna di Symantec potrebbe rappresentare una case history importante. Soprattutto in un settore come il B2B per le piccole e medie imprese, dove l&#8217;interazione clienti-azienda non è mai realmente decollata a causa della bassissima componente ludica che lo anima. Quantomeno in Italia.</p>
<p>Inoltre la sfida si rende interessante anche per capire fino a che livello le persone riusciranno a spingere i manager. Terremo gli occhi aperti per seguire questa sfida, anche seguendo Symatec sui canali ufficiali su Twitter (<a title="Symantec Italia su Twitter" href="http://www.twitter.com/symantecitalia" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.twitter.com/symantecitalia?referer=');">@symantecitalia</a>) e sulla pagina Facebook <a title="Symantec Italia su Facebook" href="http://www.facebook.com/SymantecItalia" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/SymantecItalia?referer=');">Symantec Italia</a>.</p>
<h3  class="related_post_title">Altri post che potrebbero interessarti</h3><ul class="related_post"><li>3 aprile 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/iceberg-del-social-media-branding/" title="L&#8217;iceberg del social media branding">L&#8217;iceberg del social media branding</a> (3)</li><li>25 settembre 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/social-media-per-moda-i-rischi-di-un-approccio-sbagliato/" title="Social media per moda: i rischi di un approccio sbagliato">Social media per moda: i rischi di un approccio sbagliato</a> (3)</li><li>17 aprile 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/leffetto-domino/" title="L&#8217;Effetto Domino">L&#8217;Effetto Domino</a> (0)</li><li>10 aprile 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/in-che-modo-la-generazione-y-recepisce-la-pubblicita-sui-social-network/" title="In che modo la generazione Y recepisce la pubblicità sui social network?">In che modo la generazione Y recepisce la pubblicità sui social network?</a> (4)</li><li>1 aprile 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/gli-esperti-di-marketing-utilizzano-i-social-media/" title="Gli esperti di marketing utilizzano i social media?">Gli esperti di marketing utilizzano i social media?</a> (0)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.socialmediamarketing.it/symantec-challenge-quando-il-manager-ci-mette-la-faccia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il social media marketing e l&#8217;ignoranza dilagante</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/il-social-media-marketing-e-lignoranza-dilagante/</link>
		<comments>http://www.socialmediamarketing.it/il-social-media-marketing-e-lignoranza-dilagante/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 07:06:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze Condivise]]></category>
		<category><![CDATA[Imprese 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[conversazioni]]></category>
		<category><![CDATA[ignoranza2.0]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni2.0]]></category>
		<category><![CDATA[scenari2.0]]></category>
		<category><![CDATA[socialmedia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.socialmediamarketing.it/?p=1748</guid>
		<description><![CDATA[
 

 











A: “Ciao! Cosa fai nella vita?”
B: “Mi occupo di Social Media Marketing.”
A: “E da grande cosa vuoi fare?”
B: “Voglio andare avanti ad occuparmi di Social Media Marketing, o di  Web Marketing, più in generale.”
A: “No, non sto scherzando, sono serio. Intendo dire cosa vuoi fare  davvero nella vita?!”


Questa è una triste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="thickbox" title="twitter" rel="same-post-1748" href="http://www.socialmediamarketing.it/?attachment_id=1750"><br />
 </a></p>
<p><a class="thickbox" title="twitter" rel="same-post-1748" href="http://www.socialmediamarketing.it/?attachment_id=1750"><br />
 </a></p>
<p><a class="thickbox" title="twitter" rel="same-post-1748" href="http://www.socialmediamarketing.it/?attachment_id=1750"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1750" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/04/twitter-300x300.png" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-size: small;"><em>A: “Ciao! Cosa fai nella vita?”</em></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><em>B: “Mi occupo di<strong> Social Media Marketing</strong>.”</em></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><em>A: “E da grande cosa vuoi fare?”</em></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><em>B: “Voglio andare avanti ad occuparmi di Social Media Marketing, o di  Web Marketing, più in generale.”</em></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><em>A: “No, non sto scherzando, sono serio. Intendo dire cosa vuoi fare  davvero nella vita?!”</em></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><em><span id="more-1748"></span><br />
</em></span></p>
<p>Questa è una triste <strong>conversazione</strong> che ho trovato sul blog di <a href="http://www.valentinamaggi.net/2010/04/13/educare-al-social-media-marketing-lo-young-digital-lab/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.valentinamaggi.net/2010/04/13/educare-al-social-media-marketing-lo-young-digital-lab/?referer=');">Valentina Maggi</a>, da cui ho tratto ispirazione per scrivere questa riflessione. Penso che sia il problema principale di tutti coloro che si occupano di social media marketing.</p>
<p>La diffidenza e l&#8217;ignoranza attorno all&#8217;argomento &#8220;social media marketing&#8221; è dilagante. La gente non capisce il <strong>potenziale</strong>, semplicemente perchè non ha seguito l&#8217;<strong>evoluzione del marketing</strong> e perchè non hanno ne tempo ne voglia di studiare e imparare.<br />
 Spesso i dipendenti sono troppo presi dal loro lavoro per mettersi a <strong>scoprire nuovi scenari</strong> che, se non supportati da decisioni aziendali ed investimenti economici (visto che i dipendenti vanno pagati per queste attività), non troveranno mai sviluppo ed applicazione. Tantomeno se il capo (imprenditore) pensi ad una mera logica di profittabilità di breve periodo nella scelta strategica del social media marketing.</p>
<p>Il mondo tecnologico evolve a passi da gigante: negli states sono avanti parecchio rispetto a noi italiani (li, Facebook e Twitter sono ormai gli standard, mentre la <strong>geolocalizzazione applicata al mobile</strong> diventa la nuova specialità) e le differenze tra nord e sud Italia sono sostanziali e direi anche preoccupanti (si pensi che qui si va a avanti a suon di banner, e-mail e tele-marketing, spesso spammante), la pagina fan al massimo serve come aggregatore di persone non targetizzate e neanche realmente interessate; di certo lo stimolo alla conversazione e alla <strong>relazione di valore</strong> non è incentivato. <strong>Tutti vogliono farlo, tutti hanno paura, pochi hanno voglia di mettersi un po&#8217; a studiare</strong>.</p>
<p>Quindi cosa dire, la <a href="http://www.youngdigitallab.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youngdigitallab.com/?referer=');">formazione</a> è la prima attività da cui partire per lanciare veramente il social media marketing. <br />
 Un&#8217;azienda ci crederà veramente se riuscirà a cambiare il suo modo di pensare.<br />
 A mio parere, c&#8217;è un cambio epocale di fare mercato in atto, frutto degli sviluppi delle nuove tecnologie da un lato, e dei cambiamenti in atto nei modi di scegliere ed acquistare prodotti, ma soprattutto di comunicare delle persone, sempre indotto dallo sviluppo tecnologico, che premierà quelle aziende che per prime, sfruttando il social media marketing, creeranno mercati oligopolistici nelle loro <strong>ASA</strong> (area strategica d&#8217;affari) grazie ai vantaggi competitivi che raggiungeranno.</p>
<h3  class="related_post_title">Altri post che potrebbero interessarti</h3><ul class="related_post"><li>1 giugno 2010 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/symantec-challenge-quando-il-manager-ci-mette-la-faccia/" title="Symantec Challenge: quando il manager ci mette la faccia">Symantec Challenge: quando il manager ci mette la faccia</a> (2)</li><li>8 marzo 2010 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/comunicazione-e-social-media-marketing-5-modi-per-ottimizzarla/" title="Comunicazione e social media marketing: 5 modi per ottimizzarla">Comunicazione e social media marketing: 5 modi per ottimizzarla</a> (8)</li><li>17 settembre 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/perche-ci-sicollega-ad-internet/" title="Perché la gente si collega ad Internet">Perché la gente si collega ad Internet</a> (0)</li><li>29 giugno 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/e-la-fine-del-business-su-facebook/" title="E&#8217; la fine del business su Facebook?">E&#8217; la fine del business su Facebook?</a> (9)</li><li>12 giugno 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/twitter-vs-email-marketing/" title="Twitter vs Email Marketing">Twitter vs Email Marketing</a> (3)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.socialmediamarketing.it/il-social-media-marketing-e-lignoranza-dilagante/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>14</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Aziende italiane e conversazione sul web: ecco le migliori</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/aziende-italiane-e-conversazione-sul-web-ecco-le-migliori/</link>
		<comments>http://www.socialmediamarketing.it/aziende-italiane-e-conversazione-sul-web-ecco-le-migliori/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 09:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Case history]]></category>
		<category><![CDATA[Esperienze Condivise]]></category>
		<category><![CDATA[Imprese 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[aziende italiane]]></category>
		<category><![CDATA[conversazione]]></category>
		<category><![CDATA[passaparola]]></category>
		<category><![CDATA[Social media marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.socialmediamarketing.it/?p=1464</guid>
		<description><![CDATA[Un'analisi delle aziende italiane con presenza più attiva nei maggiori social network.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="thickbox" title="1211569560social_media_2" rel="same-post-1464" href="http://www.socialmediamarketing.it/?attachment_id=1474"><img class="alignleft size-medium wp-image-1474" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/01/1211569560social_media_2-328x300.jpg" alt="" width="343" height="198" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Il 2010 inizia e si dice che sarà l’<strong>anno dell’azione</strong> per le aziende italiane; ma quali sono quelle che finora hanno dialogato di più? Facendo ricerche per la rete e analizzando i vari profili social dei più importanti colossi italiani ho raccolto alcuni dei casi degni di nota in “madre patria”. La <strong>Barilla</strong>, è stata una delle aziende precursori in Italia nell’utilizzo di strategie social media marketing. Già dall’anno scorso infatti, aprendo il blog <a href="http://www.nelmulinochevorrei.it/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.nelmulinochevorrei.it/?referer=');"><strong>“Nel Mulino Che Vorrei”</strong></a>, si aprì agli User Generated Content permettendo alla gente di proporre idee circa nuove soluzioni di packaging per prodotti già esistenti, nuovi prodotti da lanciare, e la proposta di slogan per gli spot pubblicitari dell’azienda; gli stessi utenti potevano votare le idee più apprezzate e quelle più votate potevano essere realizzate (pensiamo agli slogan che appaiono tuttora negli spot: sono stati creati da consumatori). E’ un esperimento che ha raccolto successo; ad oggi ci sono oltre 1800 idee proposte, 1900 commenti e circa 15000 voti assegnati alle idee.<span id="more-1464"></span></p>
<p>Un&#8217;altra importante realtà che si è distinta nel panorama Web 2.0 è la Fiat che ha sviluppato <a href="http://www.fiatontheweb.fiat.it/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.fiatontheweb.fiat.it/?referer=');"><strong>“Fiat On The Web</strong><strong>”</strong></a>, un portale<strong> </strong>per raccogliere tutti i contenuti a marchio Fiat che popolano il web, che è un corporate <strong>blog</strong> ma anche un <strong>aggregatore</strong> di news, video e iniziative riguardanti i nuovi modelli e le attività di promozione collegate al brand. L’azienda torinese è presente su Facebook, Twitter, FriendFeed, Flickr e Delicious e in particolare usa il canale su Twitter per comunicare con aggiornamenti frequenti novità sui propri prodotti (Fiat Bravo e Punto Evo soprattutto), eventi collegati a prodotti (Sahara Ramble con due Fiat Panda 4&#215;4 nel deserto del Sahara)  e dialogare con i consumatori su informazioni riguardanti il brand o il lancio di nuove autovetture o eventi. Penso sia, almeno per il momento, l’azienda italiana che utilizza al meglio gli strumenti del social media marketing (corporate blog, presenza attiva sui vari profili social, integrazione, e soprattutto partecipazione attiva e condivisione).</p>
<p>Altre aziende importante che meritano di essere citate sono elencate di seguito:</p>
<ul>
<li><strong>3 Italia</strong><strong>, </strong>operante nella telefonia mobile, pur non avendo un vero corporate blog, è presente su Facebook, Twitter, MySpace, YouTube, Flickr e FriendFeed, ed è interessante notare come utilizzi il canale Twitter per rispondere direttamente alle richieste dei consumatori <strong><a href="http://twitter.com/3italia" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/twitter.com/3italia?referer=');">http://twitter.com/3italia</a> </strong>circa problemi di connettività, offerte promozionali o informazioni sui prodotti e tariffe. Un ottimo esempio di come debba essere svolta l’attività di online PR su un canale di social media; ciò accrescerà sicuramente la fiducia dei consumatori nei confronti dell’azienda.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>La <strong>Coin</strong> si spinge oltre: è su Facebook, FrienFeed, Twitter, ha un canale per i video, uno per la radio e ha anche sviluppato gadgets digitali come il <a href="http://www.coin.it/jsp/it/newsdetail/newsid_204.jsp" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.coin.it/jsp/it/newsdetail/newsid_204.jsp?referer=');">widget</a> per iGoogle.</li>
</ul>
<ul>
<li>La <strong>Ferrero</strong> ha infine creato una sorta di community web, <a href="http://evviva.kinderpiusport.it/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/evviva.kinderpiusport.it/?referer=');"><strong>Evviva Kinder</strong></a>, legata alla diffusione dello sport tra i giovani, ovviamente centralizzando il brand all’interno community.</li>
</ul>
<p>Ci sono poi anche aziende che si sono affidate a<a href="http://www.zzub.it/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.zzub.it/?referer=');"> <strong>Zzub</strong>.it</a>, il primo Social Network italiano per la diffusione del  <strong>Buzz </strong>(passaparola) attorno a prodotti, servizi o eventi legat<strong>i </strong>a determinati brand; finora sono circa 70 le aziende che vi hanno aderito.</p>
<p><strong> </strong>Questi sono solo alcuni esempi di aziende italiane che hanno investito e continuano a investire nel Social Media Marketing; ovviamente ce ne sono alcune che credono maggiormente di altre sulle potenzialità di questa branca della comunicazione aziendale. Quello che secondo me ancora manca in Italia, è l’offerta di un <strong>valore aggiunto</strong> e di un’<strong>esperienza edonistica</strong> al consumatore: ad esempio l’offerta di sconti, prezzi speciali, eventi esclusivi solo per i membri più attivi dei canali social, o anche l’integrazione ai social media di azioni di guerrilla e viral marketing che coinvolgano solo i consumatori più attenti e più produttivi nei canali social dell’azienda. Il 2010 è arrivato e ci si chiede se sarà l’anno dell’azione. Le prospettive sono tante e a crederci sono sempre più aziende e sono sempre più i consumatori che vogliono conversare e contribuire attivamente alla creazione del <strong>“prodotto ideale”</strong>. Staremo a vedere come andrà.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h3  class="related_post_title">Altri post che potrebbero interessarti</h3><ul class="related_post"><li>15 marzo 2010 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/the-social-landscape/" title="The social landscape">The social landscape</a> (1)</li><li>21 agosto 2010 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/facebook-places-vi-spiego-perche-avra-successo/" title="Facebook Places: vi spiego perché avrà successo!">Facebook Places: vi spiego perché avrà successo!</a> (6)</li><li>3 giugno 2010 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/viralita-su-facebook-meglio-pianificare-o-essere-spontanei/" title="Viralità su Facebook: meglio pianificare o essere spontanei?">Viralità su Facebook: meglio pianificare o essere spontanei?</a> (14)</li><li>1 giugno 2010 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/symantec-challenge-quando-il-manager-ci-mette-la-faccia/" title="Symantec Challenge: quando il manager ci mette la faccia">Symantec Challenge: quando il manager ci mette la faccia</a> (2)</li><li>22 marzo 2010 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/riflessioni-sui-post-sponsorizzati-e-il-casino-wikio-promodigital/" title="Riflessioni sui post sponsorizzati e il casino Wikio-Promodigital">Riflessioni sui post sponsorizzati e il casino Wikio-Promodigital</a> (16)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.socialmediamarketing.it/aziende-italiane-e-conversazione-sul-web-ecco-le-migliori/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Effetto Boomerang: come evitarlo</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/effetto-boomerang-come-evitarlo/</link>
		<comments>http://www.socialmediamarketing.it/effetto-boomerang-come-evitarlo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 08:33:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Case history]]></category>
		<category><![CDATA[Imprese 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[effetto boomerang]]></category>
		<category><![CDATA[Social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[strategie]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[user generated content]]></category>
		<category><![CDATA[Video 2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.socialmediamarketing.it/?p=1410</guid>
		<description><![CDATA[
Negli ultimi mesi non si fa altro che parlare di social media marketing quale strategia che ogni impresa non potrà fare a meno di utilizzare; le ricerche provenienti dagli States lasciano intuire come gli investimenti dei prossimi anni sono destinati ad aumentare e come sempre maggiore sarà la consapevolezza delle potenzialità dell’utilizzo di questi strumenti.
Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1412" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2009/12/PYRAMID-SOCIAL-copia1-350x300.jpg" alt="effetto boomerang nei social media" width="411" height="351" /></p>
<p>Negli ultimi mesi non si fa altro che parlare di social media marketing quale strategia che ogni impresa non potrà fare a meno di utilizzare; le ricerche provenienti dagli States lasciano intuire come gli investimenti dei prossimi anni sono destinati ad aumentare e come sempre maggiore sarà la consapevolezza delle potenzialità dell’utilizzo di questi strumenti.</p>
<p>Ma quali sono alla fine i rischi e le insidie che si nascondono dietro l’angolo? Perché molte aziende evitano ancora oggi (soprattutto in Italia) di lanciarsi in questa attività o se lo fanno, si limitano ad investire in questa strategia solo parzialmente? Il vero problema è dato dal cosiddetto <strong>effetto boomerang.</strong></p>
<p>L’effetto boomerang è quanto più rischioso può accadere con una strategia di social media marketing implementata in malo modo, con poca attenzione o peggio ancora, con alla base un prodotto/servizio scadente o di bassa qualità promosso. Ormai sappiamo che il social media marketing ha alla base il Marketing Conversazionale, che ha il suo fulcro nel <em>buzz</em> (passaparola) e che se vogliamo, è l’evoluzione più recente del Marketing Relazionale, il primo filone di pensiero socio-economico che poneva il consumatore al centro della strategia di definizione di un prodotto-servizio coinvolgendolo nella realizzazione dello stesso. In questo tipo di strategia quindi, ciò che conta è cosa il consumatore pensa di un’azienda, di un prodotto o di un servizio: se matura un bisogno e lo trasforma in acquisto, egli testerà il prodotto e a secondo della soddisfazione o meno del proprio bisogno e delle proprie aspettative, produrrà un feedback che farà circolare tramite il passaparola, che in genere tenderà poi a propagarsi ad effetto virale.<span id="more-1410"></span></p>
<p>Questo potenziale comunicativo che si svilupperà sarà positivo e vantaggioso per l’azienda se il consumatore sarà rimasto soddisfatto e ne parlerà bene al prossimo, al contrario, sarà negativo se è rimasto scontento e attiverà un passaparola negativo; è questo in sostanza l’effetto boomerang.</p>
<p>A titolo di esempio, riporto un caso di effetto boomerang “devastante” per un’azienda, la Kryptonite.  Tutto nacque da un post su un blog e su un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=LahDQ2ZQ3e0&amp;feature=fvw" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=LahDQ2ZQ3e0_amp_feature=fvw&amp;referer=');">video su YouTube</a>, sui quali si parlava e si vedeva come aprire con una semplice penna bic i lucchetti per biciclette a forma di U prodotti dalla Kryptonite. La notizia si diffuse in maniera virale nel giro di pochi giorni, tramite condivisione su blog e condivisione del video. L’azienda era convinta che i suoi clienti non leggessero i blog e gli effetti prodotti dai media online la obbligarono a spendere dieci milioni di dollari per sostituire gratuitamente 380 mila lucchetti difettosi in tutto il mondo.</p>
<p>Quale deve essere allora il modo migliore per evitare l’effetto boomerang nei social media? Be, ovviamente un modo non esiste, e neanche una tecnica consolidata e accertata. Semmai esistono delle dritte da seguire; operare oggi nei social media, significa anche rischiare e più si offre un prodotto/servizio di qualità che soddisfa il consumatore alla base, maggiori possibilità si avranno di ottenere un passaparola positivo che si svilupperà in maniera virale nella rete raggiungendo molti altri consumatori e aumentando la visibilità del proprio brand o del prodotto e la reputazione dell’azienda. Inoltre i social media mettono oggi a disposizione piattaforme che permettono di gestire i contenuti e di dialogare direttamente e soprattutto amichevolmente col consumatore. Ricordiamoci di evitare il tono istituzionale del mass marketing degli anni ’70; oggi il dialogo è bidirezionale e se si riceve una critica, bisognerà rispondere subito, senza polemizzare, cercando di capire qual è il motivo di insoddisfazione, tramutarlo in feedback e utilizzarlo per apportare modifiche al proprio prodotto al fine di migliorarlo . E’ chiaro che se ci sono utenti che parlano male di un’azienda e dei suoi prodotti senza una vera ragione (pensiamo ai commenti denigratori dei concorrenti), bisognerà agire diversamente, ma in quel caso è possibile anche utilizzare la moderazione dei commenti o la rimozione dello stesso. Se invece si pensa di poter promuovere un prodotto/servizio scadente sui social media facendolo passare per “prodotto miracoloso”, il mio consiglio è di lasciar perdere questo tipo di strategia; si verrebbe distrutti in poco tempo e l’azienda fallirebbe.</p>
<p>Per vincere nel social media marketing quindi, bisogna innanzitutto essere eccellenti alla base, ossia nel prodotto/servizio che si vuole promuovere, perché teniamo presente che nel marketing del passaparola, un cliente insoddisfatto può attivare un passaparola negativo che può diramarsi tra gli altri utenti più velocemente e con un peso esponenzialmente superiore, rispetto a quello attivabile da un cliente soddisfatto.</p>
<p>Riepilogando quindi, possiamo dire che le linee guide da seguire per evitare l’effetto boomerang nel social media marketing sono:</p>
<ul>
<li><strong>Offrire un prodotto/servizio di qualità</strong> (è la base del successo di ogni strategia di marketing!);</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Analizzare la customer satisfaction</strong> (cluster maps e report periodici) ;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Gestire tutti i vari profili social</strong> e interconnetterli sul proprio blog: tutti i profili vanno gestiti e non lasciati fini a se stessi (quello <strong>non è</strong> social media marketing!);</li>
</ul>
<ul>
<li>Partecipare a tutte le varie discussioni sui blog, community di terze parti e gruppi sui social network, rendersi partecipe direttamente, rispondendo a richieste di chiarimenti, informazioni e anche alle critiche, in 3 parole, <strong>monitorare la rete</strong>;</li>
</ul>
<ul>
<li>Essere onesti, sinceri e trasparenti: <strong>pensare al cliente come a un nostro amico da soddisfare</strong> e non come solo un piccolo obiettivo di target da bombardare con le nostre politiche.</li>
</ul>
<p>Seguendo questi piccoli consigli, il social media marketing non sarà più una strategia da temere, ma una risorsa da sfruttare per far emergere la propria impresa nelle nuove reti di comunicazione.</p>
<h3  class="related_post_title">Altri post che potrebbero interessarti</h3><ul class="related_post"><li>3 giugno 2010 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/viralita-su-facebook-meglio-pianificare-o-essere-spontanei/" title="Viralità su Facebook: meglio pianificare o essere spontanei?">Viralità su Facebook: meglio pianificare o essere spontanei?</a> (14)</li><li>18 marzo 2010 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/formazione-sul-social-media-marketing-arriva-young-digital-lab/" title="Formazione sul Social Media Marketing: arriva Young Digital Lab.">Formazione sul Social Media Marketing: arriva Young Digital Lab.</a> (1)</li><li>14 novembre 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/social-media-marketing-la-feltrinelli-ci-prova-in-128-battute/" title="Social media marketing: la Feltrinelli ci prova in 128 battute">Social media marketing: la Feltrinelli ci prova in 128 battute</a> (1)</li><li>2 settembre 2010 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/facebook-places-per-litalia-testato/" title="Facebook Places per l&#8217;Italia testato">Facebook Places per l&#8217;Italia testato</a> (2)</li><li>21 agosto 2010 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/facebook-places-vi-spiego-perche-avra-successo/" title="Facebook Places: vi spiego perché avrà successo!">Facebook Places: vi spiego perché avrà successo!</a> (6)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.socialmediamarketing.it/effetto-boomerang-come-evitarlo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>20 motivi per cui Twitter è utile al tuo business</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/20-motivi-per-cui-twitter-e-utile-al-tuo-business/</link>
		<comments>http://www.socialmediamarketing.it/20-motivi-per-cui-twitter-e-utile-al-tuo-business/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 11:17:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Santagata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Imprese 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>
		<category><![CDATA[conversazioni]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>
		<category><![CDATA[strumenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.socialmediamarketing.it/?p=730</guid>
		<description><![CDATA[Qualche giorno fa Andrew Ballenthin ha lanciato una bella domanda sui gruppi di Linkedin:  perchè Twitter può essere utile al tuo business? L&#8217;ha chiesto direttamente agli interessati riuscendo ad ottenere un focus group in tempo reale da cui sono emerse delle cose interessanti riguardo al periodo di recessione e crisi economica in atto in tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa <a title="Andrew Ballenthin Twitter " href="http://twitter.com/solsolutions" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/twitter.com/solsolutions?referer=');">Andrew Ballenthin</a> ha lanciato una bella domanda sui gruppi di Linkedin:  <strong>perchè Twitter può essere utile al tuo business</strong>? L&#8217;ha chiesto direttamente agli interessati riuscendo ad ottenere un focus group in tempo reale da cui sono emerse delle cose interessanti riguardo al periodo di recessione e crisi economica in atto in tutto il mondo.</p>
<p>In particolare, al di là della sua forza nella divulgazione di notizie e nell&#8217;interazione sociale, pare che Twitter abbia dato una grossa mano ad alcune aziende nell&#8217;<strong>ottenere vantaggi utili e competitivi in tempi di crisi </strong>consentendo di:</p>
<ul>
<li><strong>ottenere accesso a nuovi clienti</strong></li>
<li><strong>ricevere feedback  che se interpretati nel giusto modo possono consentire di potenziare le vendite</strong></li>
<li><strong>accedere a opportunità di business con aziende con cui sarebbe stato impossibile entrare in contatto prima</strong>.</li>
</ul>
<p>Sugli <strong>oltre 120 commenti</strong> ricevuti su Linkedin, Andrew ha estratto i principali, li ha raccolti  in 20 punti, e li ha pubblicati sul suo blog <a href="http://communitymarketing.typepad.com/my_weblog/2009/03/20-ways-twitter-helps-businesses-beat-the-economic-downturn.html" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/communitymarketing.typepad.com/my_weblog/2009/03/20-ways-twitter-helps-businesses-beat-the-economic-downturn.html?referer=');">Community Marketing</a>:</p>
<ol>
<li>Stabilire contatti con persone che non avresti mai potuto incontrare prima.</li>
<li>Essere circondati da una quantità enorme di idee, consigli e stili diversi.</li>
<li>Trovare nuovi clienti commentando i twit degli altri.<span id="more-730"></span></li>
<li>Essere aperti alle influenze di persone pratiche e pensatori con cui non avresti interagito prima.</li>
<li>Poter seguire i propri interessi e gli ultimi aggiornamenti con meno fatica.</li>
<li>Poter dare aggiornamenti regolari ai propri clienti.</li>
<li>Migliorare il posizionamento. Spesso Twitter è sulla prima pagina dei risultati.</li>
<li>Poter rispondere a domande vere in tempo reale durante la giornata.</li>
<li>Stabilire nuove vie di interazione con i nuovi clienti seguendo i loro twit.</li>
<li>Ottenere visibilità sui media mainstream: radio, tv, stampa, ecc.</li>
<li>Consentire ai leader di stabilire un contatto con i seguaci.</li>
<li>Generare discussioni sul proprio brand senza essere invasivi.</li>
<li>Ottenere traffico sul proprio sito, a patto di offrire informazioni davvero utili.</li>
<li>Essere un potentissimo strumento di marketing, se usato nel modo corretto.</li>
<li>Ricevere informazioni utili direttamente senza andarle a cercare.</li>
<li>Aiutare i giornalisti a trovare storie per i loro articoli.</li>
<li>Risparmiare tempo senza doversi andare a cercare contenuti interessanti in giro per la Rete.</li>
<li>Espandere il proprio database abbattendo costi e barriere geografiche.</li>
<li>Aumentare il proprio mercato, se usato per promuovere con regolarità la propria presenza.</li>
<li>Mostrare le proprie capacità e differenziarsi dai competitor.</li>
</ol>
<p>Da parte mia credo che in Italia <strong>non siano ancora molte</strong> le aziende che abbiano potuto ottenere dei vantaggi sensibili usando <strong>Twitter</strong>. Questo non a demerito dello strumento in sè, ma a causa del <strong>numero di utenti ancora basso</strong>. Nonostante questo però la sua popolarità è <strong>in aumento</strong> e le prime aziende (al di fuori del settore tecnologico e internet) che sapranno sfruttare questo strumento avranno un vantaggio sulla concorrenza di portata incalcolabile.</p>
<h3  class="related_post_title">Altri post che potrebbero interessarti</h3><ul class="related_post"><li>29 giugno 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/e-la-fine-del-business-su-facebook/" title="E&#8217; la fine del business su Facebook?">E&#8217; la fine del business su Facebook?</a> (9)</li><li>25 settembre 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/social-media-per-moda-i-rischi-di-un-approccio-sbagliato/" title="Social media per moda: i rischi di un approccio sbagliato">Social media per moda: i rischi di un approccio sbagliato</a> (3)</li><li>12 giugno 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/twitter-vs-email-marketing/" title="Twitter vs Email Marketing">Twitter vs Email Marketing</a> (3)</li><li>1 aprile 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/gli-esperti-di-marketing-utilizzano-i-social-media/" title="Gli esperti di marketing utilizzano i social media?">Gli esperti di marketing utilizzano i social media?</a> (0)</li><li>23 febbraio 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/facebook-marketing-e-cultura-la-mucca-di-schrodinger/" title="[Facebook] Marketing e cultura: La mucca di Schrödinger">[Facebook] Marketing e cultura: La mucca di Schrödinger</a> (4)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.socialmediamarketing.it/20-motivi-per-cui-twitter-e-utile-al-tuo-business/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Toccata e fuga del Corriere Della Sera su Flickr</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/toccata-e-fuga-del-corriere-della-sera-su-flickr/</link>
		<comments>http://www.socialmediamarketing.it/toccata-e-fuga-del-corriere-della-sera-su-flickr/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 10:36:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Nardone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Case history]]></category>
		<category><![CDATA[Imprese 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>
		<category><![CDATA[corriere store]]></category>
		<category><![CDATA[flickr]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.socialmediamarketing.it/?p=698</guid>
		<description><![CDATA[Dopo un giorno intero offline questa mattina apro il mio feedreader e tra i tanti post da leggere noto subito &#8220;Il Corriere Store sbarca su Flickr con gruppi e account&#8221; di Clickblog.
&#8220;Figo&#8221; mi viene da pensare e quindi vado subito a leggere l&#8217;articolo:  da poco RCS ha dato vita a Corriere Store dove è possibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un giorno intero offline questa mattina apro il mio feedreader e tra i tanti post da leggere noto subito &#8220;<a href="http://www.clickblog.it/post/4174/il-corriere-store-sbarca-su-flickr-con-gruppi-e-account/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.clickblog.it/post/4174/il-corriere-store-sbarca-su-flickr-con-gruppi-e-account/?referer=');">Il Corriere Store sbarca su Flickr con gruppi e account&#8221;</a> di Clickblog.</p>
<p><em>&#8220;Figo&#8221;</em> mi viene da pensare e quindi vado subito a leggere l&#8217;articolo:  da poco RCS ha dato vita a <a href="http://store.corriere.it/index.php" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/store.corriere.it/index.php?referer=');">Corriere Store</a> dove è possibile acquistare foto e stampe dell&#8217;archivio storico del quotidiano e a supporto di questa iniziativa ha deciso di creare una presenza su Flickr, <a href="http://www.flickr.com/photos/36003399@N03/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/36003399_N03/?referer=');">un account</a> per mostrare in anteprima le stampe che si possono acquistare  e due gruppi, <a href="http://www.flickr.com/groups/cdsslifestyle/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/groups/cdsslifestyle/?referer=');">&#8220;Lifestyle&#8221;</a> e <a href="http://www.flickr.com/groups/cdss_italia_altri_occhi" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/groups/cdss_italia_altri_occhi?referer=');">&#8220;L&#8217;Italia vista con altri occhi&#8221;</a>, dove chiunque può condividere le sue foto;  leggo anche che è stato creato un banner liberamente utilizzabile da inserire nei commenti delle foto.</p>
<p>Sembra ben fatto e curioso clicco subito per andare a vedere,  arrivo su Flickr e leggo l&#8217;avviso <em>&#8220;Questo utente non è più attivo&#8221;</em>. Impossibile&#8230;ci sarà un errore di connessione, faccio refresh ma niente, stessa cosa sui link dei gruppi. Torno al post di Clickblog e leggo il commento di una ragazza <em>&#8220;Ieri ho aderito ma oggi è sparito tutto!!!&#8221; </em></p>
<p>Ancora non ci credo e quindi chiedo conferma a Google, tutto vero&#8230;l&#8217;account esisteva ed è stato disabilitato:</p>
<p><a href="http://209.85.229.132/search?q=cache:http://www.flickr.com/photos/36003399@N03/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/209.85.229.132/search?q=cache_http_//www.flickr.com/photos/36003399_N03/&amp;referer=');">http://209.85.229.132/search?q=cache:http://www.flickr.com/photos/36003399@N03/</a></p>
<p>Stessa sorte per i gruppi dove gli utenti avevano cominciato a condividere le loro foto</p>
<p><a href="http://209.85.229.132/search?q=cache:http://www.flickr.com/groups/cdss_italia_altri_occhi" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/209.85.229.132/search?q=cache_http_//www.flickr.com/groups/cdss_italia_altri_occhi&amp;referer=');">http://209.85.229.132/search?q=cache:http://www.flickr.com/groups/cdss_italia_altri_occhi</a></p>
<p><a href="http://209.85.229.132/search?q=cache:http://www.flickr.com/groups/cdsslifestyle/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/209.85.229.132/search?q=cache_http_//www.flickr.com/groups/cdsslifestyle/&amp;referer=');">http://209.85.229.132/search?q=cache:http://www.flickr.com/groups/cdsslifestyle/</a></p>
<h3><strong>Prima considerazione. Errore tattico</strong></h3>
<p>Può capitare che all&#8217;improvviso venga fuori un grave imprevisto che non avevi nemmeno immaginato,  in questo caso <strong>non</strong> <strong>fuggire via fischiettando come se non fosse successo nulla</strong> ma metti in stand by l&#8217;iniziativa facendo presente a tutti che c&#8217;è un problema e che si è a lavoro per risolverlo in tempi brevi. Se proprio non è possibile allora spiega le ragioni per cui devi bloccare tutto e <strong>scusati con le persone che ti avevano dato subito fiducia.</strong></p>
<h3><strong>Seconda considerazione. Errore strategico.</strong></h3>
<p>Per un&#8217;azienda<strong> &#8220;sbarcare&#8221; (come dicono tutti) sui social media è &#8220;facile&#8221; e a basso costo</strong>, questo però non vuol dire che si può improvvisare&#8230;bisogna <a href="http://www.socialmediamarketing.it/category/strategie-20/" target="_blank">avere una strategia</a> e progettare tutto nei minimi particolari perchè se fai un cazzata a farti fare una brutta figura sarà il passaparola (potentissimo sul Web) e, dove non arriva il passaparola, ci pensa Google con la sua cache <img src='http://www.socialmediamarketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>UPDATE &#8211; <em>15 marzo</em></strong> <strong>-&gt;</strong> <a href="http://www.linkedin.com/in/josegragnaniello" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.linkedin.com/in/josegragnaniello?referer=');">jose</a> ha trovato <a href="http://www.flickr.com/help/forum/it-it/92991/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/help/forum/it-it/92991/?referer=');">questa discussione</a> su un forum di Flickr: a quanto pare RCS Digital non ha controllato le linee guida di Flickr e c&#8217;è stata una violazione..</p>
<h3  class="related_post_title">Altri post che potrebbero interessarti</h3><ul class="related_post"><li>1 giugno 2010 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/symantec-challenge-quando-il-manager-ci-mette-la-faccia/" title="Symantec Challenge: quando il manager ci mette la faccia">Symantec Challenge: quando il manager ci mette la faccia</a> (2)</li><li>16 aprile 2010 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/post-elezioni-molti-politici-abbandonano-facebook/" title="Post-elezioni: molti politici abbandonano Facebook">Post-elezioni: molti politici abbandonano Facebook</a> (13)</li><li>25 settembre 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/social-media-per-moda-i-rischi-di-un-approccio-sbagliato/" title="Social media per moda: i rischi di un approccio sbagliato">Social media per moda: i rischi di un approccio sbagliato</a> (3)</li><li>29 maggio 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/un-consulente-per-il-marketing-20/" title="Un consulente per il marketing 2.0?">Un consulente per il marketing 2.0?</a> (31)</li><li>17 aprile 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/leffetto-domino/" title="L&#8217;Effetto Domino">L&#8217;Effetto Domino</a> (0)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.socialmediamarketing.it/toccata-e-fuga-del-corriere-della-sera-su-flickr/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cambiate le dinamiche, cambiare le logiche</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/cambiate-le-dinamiche-cambiare-le-logiche/</link>
		<comments>http://www.socialmediamarketing.it/cambiate-le-dinamiche-cambiare-le-logiche/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 11:35:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Santagata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Imprese 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[approccio]]></category>
		<category><![CDATA[brand marketing]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia dei media]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[sociologia dei consumi]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.socialmediamarketing.it/?p=682</guid>
		<description><![CDATA[

Davvero molto interessante e da segnalare la ricerca sui Social Media prodotta dagli amici di FrozenFrogs.
Dai dati raccolti circa la fruizione dei contenuti nei media sociali emerge come il 2008 sia stato l&#8217;anno in cui il video sharing ha toccato il punto più alto della sua evoluzione, arrivando a raggiungere i blog che sembrano stabili e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-683" title="2227347832_f128d2d652" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2009/03/2227347832_f128d2d652-300x300.jpg" alt="2227347832_f128d2d652" width="300" height="300" /></p>
<div style="clear:both"></div>
<p>Davvero molto interessante e da segnalare la <a href="http://issuu.com/denisr/docs/socialmedia2009" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/issuu.com/denisr/docs/socialmedia2009?referer=');">ricerca sui Social Media</a> prodotta dagli amici di <a href="http://www.frozenfrogs.it" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.frozenfrogs.it?referer=');">FrozenFrogs</a>.</p>
<p>Dai dati raccolti circa la fruizione dei contenuti nei media sociali emerge come il 2008 sia stato l&#8217;anno in cui il <strong>video sharing</strong> ha toccato il punto più alto della sua evoluzione, arrivando a raggiungere i blog che sembrano stabili e &#8211; azzarderei &#8211; in flessione per il 2009. Se però questo può sembrare anche scontato, non lo è il dato relativo ai <strong>podcast</strong>, che personalmente immaginavo destinati all&#8217;oblio ma che a quanto pare vengono utilizzati abbastanza.</p>
<p>Sono molto d&#8217;accordo con la ricerca quando si sostiene che il blog non possa più essere considerato come la <em>killer application</em> delle aziende che affrontano il social media marketing. Sinceramente gli orientamenti stile &#8220;<em>ti-vendo-il-blog</em>&#8220;, da parte delle agenzie cosiddette innovative, non mi hanno mai convinto <strong>nemmeno nel 2005</strong>.</p>
<p>La realtà che si apre è permeata di sfide che le agenzie <em>davvero</em> innovative devono saper cogliere per accompagnare le aziende verso le logiche attuali. </p>
<p><strong>Non è vero che  il cambiamento è in atto e che il consumatore è sempre più attento. Il cambiamento è già avvenuto e i consumatori sono già immersi in altre dinamiche relazionali con i brand</strong>.</p>
<p>Resta solo che le aziende si accorgano di questo e che prendano coscienza sul fatto che non basta più colpire un target, ora serve <strong>conquistare anche un solo consumatore</strong>, uno solo, per dare un valore aggiunto alla propria comunicazione e accrescere il valore del brand.</p>
<p>(Foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/dhammza/2227347832/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/dhammza/2227347832/?referer=');">Dhammza</a>)</p>
<h3  class="related_post_title">Altri post che potrebbero interessarti</h3><ul class="related_post"><li>26 febbraio 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/stimolare-la-customer-experience-per-affrontare-la-crisi/" title="Stimolare la customer experience per affrontare la crisi">Stimolare la customer experience per affrontare la crisi</a> (0)</li><li>20 febbraio 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/social-media-per-le-aziende-scegliere-gli-strumenti-analizzando-i-contesti/" title="Social media per le aziende. Scegliere gli strumenti analizzando i contesti ">Social media per le aziende. Scegliere gli strumenti analizzando i contesti </a> (4)</li><li>17 febbraio 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/un-approccio-strategico-e-concreto-ai-social-media/" title="Un approccio strategico e concreto ai social media">Un approccio strategico e concreto ai social media</a> (9)</li><li>25 settembre 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/social-media-per-moda-i-rischi-di-un-approccio-sbagliato/" title="Social media per moda: i rischi di un approccio sbagliato">Social media per moda: i rischi di un approccio sbagliato</a> (3)</li><li>3 aprile 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/iceberg-del-social-media-branding/" title="L&#8217;iceberg del social media branding">L&#8217;iceberg del social media branding</a> (3)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.socialmediamarketing.it/cambiate-le-dinamiche-cambiare-le-logiche/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Parla con loro</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/parla-con-loro/</link>
		<comments>http://www.socialmediamarketing.it/parla-con-loro/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 14:12:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Santagata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Case history]]></category>
		<category><![CDATA[Imprese 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[brand marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.socialmediamarketing.it/?p=668</guid>
		<description><![CDATA[Chris Brogan, uno dei massimi esperti mondiali di social media, sul suo blog parla di Who&#8217;s drinking Bigelow tea, un interessante progetto di social media marketing da parte di Bigelow Tea, azienda americana che produce tè.
Cindi Bigelow, presidente dell&#8217;ominima azienda, se n&#8217;è andata per le strade di New York a chiedere direttamente alla gente se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.chrisbrogan.com" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.chrisbrogan.com?referer=');">Chris Brogan</a>, uno dei massimi esperti mondiali di social media, sul suo blog parla di <a href="http://www.bigelowteablog.com/2009/02/24/latest-bigelow-tea-video-cindi-bigelow-finds-out-who-is-drinking-bigelow-tea-in-new-york-city/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.bigelowteablog.com/2009/02/24/latest-bigelow-tea-video-cindi-bigelow-finds-out-who-is-drinking-bigelow-tea-in-new-york-city/?referer=');">Who&#8217;s drinking Bigelow tea</a>, un interessante progetto di social media marketing da parte di <a href="http://www.bigelowtea.com" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.bigelowtea.com?referer=');">Bigelow Tea</a>, azienda americana che produce tè.</p>
<p><strong>Cindi Bigelow</strong>, presidente dell&#8217;ominima azienda, se n&#8217;è andata per le strade di New York a <strong>chiedere direttamente alla gente se beve o meno il suo tè</strong>, armata di un sorriso piacevole e di una telecamera.</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/kVk1087t6uY&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/kVk1087t6uY&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Questo è quello che intendo letteralmente per &#8220;<strong>conversare con i clienti</strong>&#8220;.</p>
<ul>
<li>un brand</li>
<li>coinvolgimento del management</li>
<li>annullamento dei formalismi tipicamente corporate</li>
<li>rispetto per il cliente (ma soprattutto per i non-clienti)</li>
<li>raccolta di preziosi feedback che possono rivelarsi utili nel miglioramento del proprio prodotto</li>
<li>trasparenza</li>
<li>sincerità</li>
<li>empatia</li>
</ul>
<p><strong>Gli ingredienti ci sono tutti e, a quanto pare, sono stati anche cucinati a dovere.</strong></p>
<p>Una <a href="http://www.socialmediamarketing.it/category/strategie-20/">strategia</a> del genere è molto positiva perchè contribuisce ad abbattere le distanze innate tra azienda e consumatori e stimola un <strong>passaparola</strong> virtuoso. Gli intervistati hanno potuto ottenere un <strong>contatto diretto</strong> con il marchio che non potrà risultargli indifferente d&#8217;ora in avanti. Magari molti di loro continueranno a non bere tè Bigelow, ma sono sicuro che al supermercato nessuno potrà fare a meno di pensare: &#8220;<em>Ecco il tè che mi ha parlato per strada</em>&#8220;.</p>
<p>Quella che i Kotleriani chiamerebbero <em>brand awareness</em>!</p>
<p>Complimenti alla Bigelow Tea (<em>e a chi li ha consigliati</em>).</p>
<h3  class="related_post_title">Altri post che potrebbero interessarti</h3><ul class="related_post"><li>1 giugno 2010 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/symantec-challenge-quando-il-manager-ci-mette-la-faccia/" title="Symantec Challenge: quando il manager ci mette la faccia">Symantec Challenge: quando il manager ci mette la faccia</a> (2)</li><li>17 aprile 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/leffetto-domino/" title="L&#8217;Effetto Domino">L&#8217;Effetto Domino</a> (0)</li><li>16 marzo 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/se-gli-update-di-google-favoriscono-i-grandi-brand/" title="Se gli update di Google favoriscono i grandi brand">Se gli update di Google favoriscono i grandi brand</a> (1)</li><li>12 marzo 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/cambiate-le-dinamiche-cambiare-le-logiche/" title="Cambiate le dinamiche, cambiare le logiche">Cambiate le dinamiche, cambiare le logiche</a> (2)</li><li>17 febbraio 2009 -- <a href="http://www.socialmediamarketing.it/un-approccio-strategico-e-concreto-ai-social-media/" title="Un approccio strategico e concreto ai social media">Un approccio strategico e concreto ai social media</a> (9)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.socialmediamarketing.it/parla-con-loro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
