<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>SocialMediaMarketing.it &#187; Web 2.0</title>
	<atom:link href="http://www.socialmediamarketing.it/argomenti/web-20/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.socialmediamarketing.it</link>
	<description>Visioni e strategie di Social Media Marketing</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Feb 2012 19:01:12 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=</generator>
		<item>
		<title>Felicità interna lorda</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/felicita-interna-lorda/</link>
		<comments>http://www.socialmediamarketing.it/felicita-interna-lorda/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 May 2010 11:08:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jose Gragnaniello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[felicità interna lorda]]></category>
		<category><![CDATA[FIL]]></category>
		<category><![CDATA[Pil]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.socialmediamarketing.it/?p=1808</guid>
		<description><![CDATA[Il termine Felicità interna lorda o FIL è stato coniato dal Re del Bhutan nel 1972. Vi invito intanto a leggere qualcosa anche su Wikipedia, visto che studi mettono in risalto il contrasto con gli obiettivi della società occidentale ed...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il termine Felicità interna lorda o FIL è stato coniato dal Re del Bhutan nel 1972. Vi invito intanto a leggere qualcosa anche su <a title="Il concetto di Felicità interna lorda" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Felicit%C3%A0_interna_lorda" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Felicit_C3_A0_interna_lorda?referer=');">Wikipedia</a>, visto che studi mettono in risalto il contrasto con gli obiettivi della società occidentale ed anche con il PIL.</p>
<p>Questo termine è ora utilizzato da Facebook per calcolare in modo algoritmico parole utilizzate in lingua italiana, olandese, inglese, tedesca e spagnola.</p>
<p><span id="more-1808"></span></p>
<p><a class="thickbox" title="happy sad" rel="same-post-1808" href="http://www.socialmediamarketing.it/?attachment_id=1812"><img class="aligncenter size-full wp-image-1812" title="happy sad" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/05/happy-sad.jpg" alt="" width="221" height="264" /></a></p>
<p><a title="Continuing our Study of Happiness" href="http://www.facebook.com/notes/facebook-data-team/continuing-our-study-of-happiness/375901788858" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/notes/facebook-data-team/continuing-our-study-of-happiness/375901788858?referer=');">Come sostiene Facebook tramite il suo blog </a>sono analizzate parole negative e positive. Sono ovviamente emerse banalità di questo tipo: i giorni in cui si esprime più felicità sono quelli di Natale, Giorno del ringraziamento, San Valentino e week end.</p>
<p>I giorni con più negatività sono quelli in cui si verificano eventi straordinari come i terremoti o momenti di crisi economica.</p>
<p>Studiare la felicità delle nazioni a prescindere dalla loro ricchezza è sicuramente un ottimo metodo per avere chiaro quanto si proponeva il Re del Bhutan, cioè capire quanta congruenza esista tra PIL e felicità (ma basta essere mediamente informati per farsi un quadro e capire che è poca).</p>
<p>Sono un po&#8217; dubbioso sulla metodologia che potrebbe essere affetta da molteplici errori nella selezione delle variabili, visto che molta gente spesso &#8220;trucca&#8221; i propri status per mostrare felicità o, al contrario, adopera Facebook come vero e proprio muro del pianto ma la sua vità è tutt&#8217;altro che negativa (problema di percezioni insomma). Sono o saranno aggiunti eventi sportivi, politici, televisivi (chi vince Miss Italia, i Mondiali o San Remo&#8230;)?</p>
<p>La ricerca semantica sta facendo passi da gigante ma capire le motivazioni psicologiche che spingono determinate persone a fare determinate dichiarazioni è quasi impossibile. Ecco perché va introdotta una costante incognita dovuta a questi atteggiamenti non calcolabili ed anche una variabile &#8220;<a title="Che cos’è la Captologia?" href="http://captology.stanford.edu/Italian/index_Italian.html" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/captology.stanford.edu/Italian/index_Italian.html?referer=');">captologica</a>&#8221; (ma penso che essendo esperti di statistica lo abbiano già fatto).</p>
<p>Di certo, per i vari governi e mercati, sapere se le proprie popolazioni sono tristi o felici può essere fondamentale.</p>
<p>Facebook più che un social network si conferma un potente strumento di ingegneria sociale.</p>
<p>Come saranno usati questi dati? Staremo a vedere.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.socialmediamarketing.it/felicita-interna-lorda/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Innovazione sociale con l&#8217;uso dei Social Media: ecco Idea360</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/innovazione-sociale-con-luso-dei-social-media-ecco-idea360/</link>
		<comments>http://www.socialmediamarketing.it/innovazione-sociale-con-luso-dei-social-media-ecco-idea360/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 12:09:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[piattaforma]]></category>
		<category><![CDATA[social connected experience]]></category>
		<category><![CDATA[social web]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.socialmediamarketing.it/?p=1702</guid>
		<description><![CDATA[I social media sono strumenti offerti dalla nuova tecnologia che si caratterizzano appunto per la loro capacità di essere &#8220;social&#8221;, ossia di sviluppare relazioni tra persone anche distanti tra loro, di condividere opinioni, pensieri e contenuti multidimediali, e di riutilizzare...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="thickbox" title="logo" rel="same-post-1702" href="http://www.socialmediamarketing.it/?attachment_id=1704"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1704" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/03/logo-420x107.jpg" alt="" width="420" height="107" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>I social media sono strumenti offerti dalla nuova tecnologia che si caratterizzano appunto per la loro capacità di <strong>essere &#8220;social&#8221;</strong>, ossia di sviluppare relazioni tra persone anche distanti tra loro, di condividere opinioni, pensieri e contenuti multidimediali, e di riutilizzare e personalizzare gli stessi per fare in modo che questi diventino utili a più persone possibile.</p>
<p><div class="ads aligncenter"><script type="text/javascript"><!--
google_ad_client = "ca-pub-1566197521325539";
/* banner */
google_ad_slot = "6854722216";
google_ad_width = 468;
google_ad_height = 60;
//-->
</script>
<script type="text/javascript"
src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js">
</script></div></p>
<p><span id="more-1702"></span></p>
<p>Con i social media è possibile lanciare anche iniziative sociali che permettano, dando il loro contributo, anche piccolo, di <strong>migliorare il mondo e la società</strong>.</p>
<p>&#8220;Desideriamo migliorare il mondo in cui  viviamo e  vogliamo generare innovazione al  servizio della collettività.&#8221; Sono questi i due punti da cui parte l&#8217;idea alla base del progetto <a href="http://www.ideatre60.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ideatre60.it?referer=');">Idea360</a>,  la community creata da <a href="http://www.fondazioneaccenture.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.fondazioneaccenture.it?referer=');">Fondazione Italiana Accenture</a> per lo sviluppo  di innovazione sociale attraverso la <strong>condivisione di idee e la  realizzazione di progetti basati su soluzioni tecnologiche avanzate</strong>.</p>
<p>Idea360 si presenta come una <strong>piattaforma conversazionale</strong> su cui discutere su diversi temi sociali e l&#8217;obiettivo è quello di concorrere nella presentazione di idee di sviluppo per progetti legati alle principali aree di interesse su cui punta la community, ovvero sviluppo sostenibile, educazione dei  giovani, responsabilità sociale, cultura digitale.</p>
<p>All&#8217;interno del percorso di navigazione è possibile partecipare ai forum e proporre le proprie idee ma soprattutto partecipare ai concorsi; <em>“Concorri è l’area dove qualsiasi  organizzazione impegnata nell’innovazione sociale può cercare idee per  la realizzazione dei propri progetti. Ma è anche il luogo virtuale dove  ogni persona motivata a operare nell’innovazione sociale può trovare  progetti con cui misurarsi.&#8221; &#8211; </em>così recita il manifesto.</p>
<p>E&#8217; aperto già il primo concorso a cui è possibile partecipare, -<a href="http://www.ideatre60.it/node/3707" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ideatre60.it/node/3707?referer=');">Alimentarsi bene, vivere meglio</a>- che ha l&#8217;obiettivo di diffondere e valorizzare il ricco patrimonio alimentare italiano attraverso il valore nutrizionale dei prodotti tipici, i corretti regimi  dietetici, le relazioni tra i prodotti in questione e i territori che  li esprimono. Ovviamente per la persona o il team vincitore sono previsti premi in denaro (5000€) oltre alla possibilità di essere coinvolto in prima persona nella realizzazione dell&#8217;idea.</p>
<p>L&#8217;idea progettuale che si aggiudicherà il contest verrà infatti  concretizzata grazie a <strong>un budget di investimento fino a 100.000  euro.</strong></p>
<p>La piattaforma non ha scopo di lucro (così dicono) ed è, a mio avviso, un ottimo esempio di quello che è il pensiero principale del <strong>Web 2.0</strong> e anche del Social Media Marketing: migliorare il mondo, migliorare i rapporti tra le persone (imprese-consumatori), condividere idee e realizzare progetti coinvolgendo la gente comune.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.socialmediamarketing.it/innovazione-sociale-con-luso-dei-social-media-ecco-idea360/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Effetto Boomerang: come evitarlo</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/effetto-boomerang-come-evitarlo/</link>
		<comments>http://www.socialmediamarketing.it/effetto-boomerang-come-evitarlo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 09:33:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strategie]]></category>
		<category><![CDATA[effetto boomerang]]></category>
		<category><![CDATA[Social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[strategie]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[user generated content]]></category>
		<category><![CDATA[Video 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.socialmediamarketing.it/?p=1410</guid>
		<description><![CDATA[Negli ultimi mesi non si fa altro che parlare di social media marketing quale strategia che ogni impresa non potrà fare a meno di utilizzare; le ricerche provenienti dagli States lasciano intuire come gli investimenti dei prossimi anni sono destinati...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1412" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2009/12/PYRAMID-SOCIAL-copia1-350x300.jpg" alt="effetto boomerang nei social media" width="411" height="351" /></p>
<p>Negli ultimi mesi non si fa altro che parlare di social media marketing quale strategia che ogni impresa non potrà fare a meno di utilizzare; le ricerche provenienti dagli States lasciano intuire come gli investimenti dei prossimi anni sono destinati ad aumentare e come sempre maggiore sarà la consapevolezza delle potenzialità dell’utilizzo di questi strumenti.</p>
<p><div class="ads aligncenter"><script type="text/javascript"><!--
google_ad_client = "ca-pub-1566197521325539";
/* banner */
google_ad_slot = "6854722216";
google_ad_width = 468;
google_ad_height = 60;
//-->
</script>
<script type="text/javascript"
src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js">
</script></div></p>
<p>Ma quali sono alla fine i rischi e le insidie che si nascondono dietro l’angolo? Perché molte aziende evitano ancora oggi (soprattutto in Italia) di lanciarsi in questa attività o se lo fanno, si limitano ad investire in questa strategia solo parzialmente? Il vero problema è dato dal cosiddetto <strong>effetto boomerang.</strong></p>
<p>L’effetto boomerang è quanto più rischioso può accadere con una strategia di social media marketing implementata in malo modo, con poca attenzione o peggio ancora, con alla base un prodotto/servizio scadente o di bassa qualità promosso. Ormai sappiamo che il social media marketing ha alla base il Marketing Conversazionale, che ha il suo fulcro nel <em>buzz</em> (passaparola) e che se vogliamo, è l’evoluzione più recente del Marketing Relazionale, il primo filone di pensiero socio-economico che poneva il consumatore al centro della strategia di definizione di un prodotto-servizio coinvolgendolo nella realizzazione dello stesso. In questo tipo di strategia quindi, ciò che conta è cosa il consumatore pensa di un’azienda, di un prodotto o di un servizio: se matura un bisogno e lo trasforma in acquisto, egli testerà il prodotto e a secondo della soddisfazione o meno del proprio bisogno e delle proprie aspettative, produrrà un feedback che farà circolare tramite il passaparola, che in genere tenderà poi a propagarsi ad effetto virale.<span id="more-1410"></span></p>
<p>Questo potenziale comunicativo che si svilupperà sarà positivo e vantaggioso per l’azienda se il consumatore sarà rimasto soddisfatto e ne parlerà bene al prossimo, al contrario, sarà negativo se è rimasto scontento e attiverà un passaparola negativo; è questo in sostanza l’effetto boomerang.</p>
<p>A titolo di esempio, riporto un caso di effetto boomerang “devastante” per un’azienda, la Kryptonite.  Tutto nacque da un post su un blog e su un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=LahDQ2ZQ3e0&amp;feature=fvw" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=LahDQ2ZQ3e0_amp_feature=fvw&amp;referer=');">video su YouTube</a>, sui quali si parlava e si vedeva come aprire con una semplice penna bic i lucchetti per biciclette a forma di U prodotti dalla Kryptonite. La notizia si diffuse in maniera virale nel giro di pochi giorni, tramite condivisione su blog e condivisione del video. L’azienda era convinta che i suoi clienti non leggessero i blog e gli effetti prodotti dai media online la obbligarono a spendere dieci milioni di dollari per sostituire gratuitamente 380 mila lucchetti difettosi in tutto il mondo.</p>
<p>Quale deve essere allora il modo migliore per evitare l’effetto boomerang nei social media? Be, ovviamente un modo non esiste, e neanche una tecnica consolidata e accertata. Semmai esistono delle dritte da seguire; operare oggi nei social media, significa anche rischiare e più si offre un prodotto/servizio di qualità che soddisfa il consumatore alla base, maggiori possibilità si avranno di ottenere un passaparola positivo che si svilupperà in maniera virale nella rete raggiungendo molti altri consumatori e aumentando la visibilità del proprio brand o del prodotto e la reputazione dell’azienda. Inoltre i social media mettono oggi a disposizione piattaforme che permettono di gestire i contenuti e di dialogare direttamente e soprattutto amichevolmente col consumatore. Ricordiamoci di evitare il tono istituzionale del mass marketing degli anni ’70; oggi il dialogo è bidirezionale e se si riceve una critica, bisognerà rispondere subito, senza polemizzare, cercando di capire qual è il motivo di insoddisfazione, tramutarlo in feedback e utilizzarlo per apportare modifiche al proprio prodotto al fine di migliorarlo . E’ chiaro che se ci sono utenti che parlano male di un’azienda e dei suoi prodotti senza una vera ragione (pensiamo ai commenti denigratori dei concorrenti), bisognerà agire diversamente, ma in quel caso è possibile anche utilizzare la moderazione dei commenti o la rimozione dello stesso. Se invece si pensa di poter promuovere un prodotto/servizio scadente sui social media facendolo passare per “prodotto miracoloso”, il mio consiglio è di lasciar perdere questo tipo di strategia; si verrebbe distrutti in poco tempo e l’azienda fallirebbe.</p>
<p>Per vincere nel social media marketing quindi, bisogna innanzitutto essere eccellenti alla base, ossia nel prodotto/servizio che si vuole promuovere, perché teniamo presente che nel marketing del passaparola, un cliente insoddisfatto può attivare un passaparola negativo che può diramarsi tra gli altri utenti più velocemente e con un peso esponenzialmente superiore, rispetto a quello attivabile da un cliente soddisfatto.</p>
<p>Riepilogando quindi, possiamo dire che le linee guide da seguire per evitare l’effetto boomerang nel social media marketing sono:</p>
<ul>
<li><strong>Offrire un prodotto/servizio di qualità</strong> (è la base del successo di ogni strategia di marketing!);</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Analizzare la customer satisfaction</strong> (cluster maps e report periodici) ;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Gestire tutti i vari profili social</strong> e interconnetterli sul proprio blog: tutti i profili vanno gestiti e non lasciati fini a se stessi (quello <strong>non è</strong> social media marketing!);</li>
</ul>
<ul>
<li>Partecipare a tutte le varie discussioni sui blog, community di terze parti e gruppi sui social network, rendersi partecipe direttamente, rispondendo a richieste di chiarimenti, informazioni e anche alle critiche, in 3 parole, <strong>monitorare la rete</strong>;</li>
</ul>
<ul>
<li>Essere onesti, sinceri e trasparenti: <strong>pensare al cliente come a un nostro amico da soddisfare</strong> e non come solo un piccolo obiettivo di target da bombardare con le nostre politiche.</li>
</ul>
<p>Seguendo questi piccoli consigli, il social media marketing non sarà più una strategia da temere, ma una risorsa da sfruttare per far emergere la propria impresa nelle nuove reti di comunicazione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.socialmediamarketing.it/effetto-boomerang-come-evitarlo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Facebook E.R.: promossi e bocciati sul popolare Social Network</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/facebook-er-promossi-e-bocciati-sul-popolare-social-network/</link>
		<comments>http://www.socialmediamarketing.it/facebook-er-promossi-e-bocciati-sul-popolare-social-network/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 11:21:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Denis Rasia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Survey & Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[engagement rate]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[facebook er]]></category>
		<category><![CDATA[Metriche]]></category>
		<category><![CDATA[misurazione]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[social network analysis]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.socialmediamarketing.it/?p=1346</guid>
		<description><![CDATA[Una nuova ricerca condotta da FrozenFrogs, agenzia digitale specializzata sui media emergenti, misura per la prima volta il grado di coinvolgimento da parte dei Fan alle conversazioni attivate dalle aziende su Facebook. Attraverso l’analisi di centinaia di Fan-page di Facebook,...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una nuova ricerca condotta da <a href="http://www.frozenfrogs.it" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.frozenfrogs.it?referer=');">FrozenFrogs</a>, agenzia digitale specializzata sui media emergenti, misura per la prima volta il grado di coinvolgimento da parte dei Fan alle conversazioni attivate dalle <strong>aziende su Facebook</strong>.</p>
<p>Attraverso l’analisi di centinaia di Fan-page di Facebook, FrozenFrogs ha individuato un <a href="http://www.frozenfrogs.it/engagementrate.html" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.frozenfrogs.it/engagementrate.html?referer=');">indice di coinvolgimento</a> in grado di misurare l’efficacia degli investimenti sui Social Network.</p>
<p><img src="http://www.frozenfrogs.it/gfx/FACEBOOKER.png" alt="Facebook E.R." width="473" height="361" /></p>
<p>Su Facebook 8 milioni di utenti ogni giorno si iscrivono alle Fan Page di brand e aziende. Ma quanti utenti ascoltano davvero le aziende? E quanto si lasciano coinvolgere?</p>
<p>Dall’analisi condotta appare una situazione frammentata con risultati che variano tra settori ed aziende. <strong>Bene le aziende del settore automotive</strong> che sembrano aver compreso il valore dell’entertainment channel. <strong>Male le banche</strong> che non riescono a comunicare efficacemente attraverso le risorse messe a disposizione da Facebook. <strong>A metà le aziende telefoniche</strong> che passano da un utilizzo consapevole di Gruppi e Fanpages ad un completo abbandono dei propri utenti.</p>
<p>Per saperne di più:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.frozenfrogs.it/engagementrate.html" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.frozenfrogs.it/engagementrate.html?referer=');">Facebook E.R. su FrozenFrogs.it</a></li>
<li><a href="http://www.frozenfrogs.it/comsta_FB_engagement_rate.pdf" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.frozenfrogs.it/comsta_FB_engagement_rate.pdf?referer=');">Comunicato Stampa</a></li>
<li><a href="http://www.slideshare.net/frozenfrogs/facebook-engagement-rate" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.slideshare.net/frozenfrogs/facebook-engagement-rate?referer=');">Ricerca su slideshare</a> </li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.socialmediamarketing.it/facebook-er-promossi-e-bocciati-sul-popolare-social-network/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Turismo 2.0: la nuova frontiera dei Social Networks</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/turismo-2-0-la-nuova-frontiera-dei-social-networks/</link>
		<comments>http://www.socialmediamarketing.it/turismo-2-0-la-nuova-frontiera-dei-social-networks/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 09:26:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strategie]]></category>
		<category><![CDATA[On line]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.socialmediamarketing.it/?p=1319</guid>
		<description><![CDATA[Dopo lo sviluppo di social network a carattere sociale e relazionale con lo scopo di aggregare gente che si conosce e non, alcune imprese non si limitano più a trovare un punto di incrocio tra azienda e consumatore, attraverso ad...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1325" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2009/11/turismo-420x280.jpg" alt="" width="420" height="280" /></p>
<div style="clear:both">
<p>Dopo lo sviluppo di social network a carattere sociale e relazionale con lo scopo di aggregare gente che si conosce e non, alcune imprese non si limitano più a trovare un punto di incrocio tra azienda e consumatore, attraverso ad esempio, una fan page, un contatto, un’applicazione sponsorizzata su uno dei più famosi social network presenti adesso. Alcune imprese hanno saputo andare più avanti, cogliendo al balzo le sfide e le opportunità proposte dall’avvento delle ICT e del web 2.0, capendone il significato, le regole competitive e le prospettive di vantaggio che il loro utilizzo apporterebbe, riuscendo così ad innovare; e cosa significa innovazione se non sfruttare le tecnologie a disposizione per apportare qualcosa di nuovo in un settore in cui si opera?</p>
<p><div class="ads aligncenter"><script type="text/javascript"><!--
google_ad_client = "ca-pub-1566197521325539";
/* banner */
google_ad_slot = "6854722216";
google_ad_width = 468;
google_ad_height = 60;
//-->
</script>
<script type="text/javascript"
src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js">
</script></div></p>
<p><span id="more-1319"></span></p>
<p>E’ questo il caso di un settore, il turismo, che a detta degli esperti, ha risentito (e risente) meno della crisi economica rispetto ad altri settori. In questo periodo in Italia si assiste ad una costante crescita del turismo e all’utilizzo sempre più massiccio sia da parte delle imprese che dai consumatori, dello strumento Internet per effettuare i propri acquisti di pacchetti di viaggio. La rete permette oggi di personalizzarsi i pacchetti, di usufruire di prezzi vantaggiosi e di formule che in determinati periodi dell’anno arrivano ad azzerare quasi totalmente i costi di alcuni pacchetti viaggio. Un dato emerso dalle più recenti ricerche riguarda il modo in cui gli acquisti del prodotto viaggio/pacchetto viaggio viene effettuato: c’è una tendenza sempre maggiore ad acquistare online e le agenzie di viaggio tradizionali come le conosciamo, sono destinate a scomparire. Iniziano quindi a nascere imprese online o anche piattaforma create da imprese off line, che offrono servizi turistici, magari anche con lo scopo di aggregare i consumatori e sviluppare flussi comunicazionali spontanei. Queste sono le imprese che fanno innovazione, imprese che non si sono fermate all’utilizzo dei social network presenti per sfruttarli come canali di vendita o meglio, di fidelizzazione di lungo periodo, ma hanno fatto di più, hanno creato degli appositi social network del turismo sociale e partecipativo, di quello che oggi chiamano turismo 2.0.</p>
<p><div class="ads aligncenter"><script type="text/javascript"><!--
google_ad_client = "ca-pub-1566197521325539";
/* banner */
google_ad_slot = "6854722216";
google_ad_width = 468;
google_ad_height = 60;
//-->
</script>
<script type="text/javascript"
src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js">
</script></div></p>
<p>Il primo caso sembra essere riconducibile a <a href="http://www.treeboo.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.treeboo.it?referer=');">Treeboo</a>, social network sotto forma di community, che sfruttando le logiche economiche dei gruppi di acquisto, ha lo scopo di aggregare persone che vogliono acquistare dei pacchetti viaggio e quindi, persone che vogliono fare lo stesso viaggio nella stessa destinazione al fine di ottenere degli sconti derivanti dalle economie di scala dei gruppi d’acquisto. Gli utenti della community, grazie ad uno strumento che sia chiama Waiting List, si mettono in lista d&#8217;attesa per il loro pacchetto di viaggio preferito. Basta questo per avere diritto ad uno sconto garantito del 10%. Ma il bello viene dopo. Quanti più utenti della community aderiscono al pacchetto viaggio che viene scelto, tanto più lo sconto aumenta. Treeboo inoltre permette l’interazione tra gli utenti in ottica di web 2.0, nel senso che sono gli stessi utenti a proporre alla community le mete dei loro viaggi. In sostanza quindi, chi vuole fare un viaggio, a prezzi convenienti e magari socializzando e condividendo esperienze con gli altri utenti del network, non deve fare altro che iscriversi a Treeboo.</p>
<p>Qualcosa di diverso fanno invece altri due social network come TravelPeople e TravelTradeItalia. Il primo è uno strumento che mette in contatto diretto sul web Agenti di Viaggio qualificati di tutta Italia con i Viaggiatori intenzionati a organizzare la loro vacanza. La logica di funzionamento è abbastanza semplice: i viaggiatori iscritti a <a href="http://www.travelpeople.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.travelpeople.it?referer=');">TravelPeople.it </a>esprimono le esigenze relative alla loro prossima vacanza compilando una Scheda Viaggio e richiedono di entrare in contatto con agenti specializzati in grado di proporre loro le migliori soluzioni. Gli agenti di viaggio iscritti a TravelPeople devono compilare il proprio profilo e possono inserire gratuitamente offerte di viaggio. TravelPeople comunica ai viaggiatori in rete attraverso molteplici strumenti di web marketing tra i quali i social network, i motori di ricerca, le mailing list, concorsi a premi, blog e forum sul turismo.</p>
<p><a href="http://www.traveltradeitalia.com" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.traveltradeitalia.com?referer=');">Traveltradeitalia.com </a>è il primo social network del prodotto turistico italiano. Permette ricerca e connessione tra tutti gli attori del turismo italiano e internazionale interessati al Prodotto Italia. Traveltradeitalia.com è un prodotto creato da TTG Italia, società che opera nel settore del turismo: organizza eventi business to business, pubblica il più autorevole giornale trade e promuove sul web l’incontro tra domanda e offerta. Iscrivendosi al social network è possibile conoscere gli attori del turismo incoming in Italia e rimanere informato sulle ultime tendenze del mercato. La piattaforma poi, mette a disposizione degli utenti premium uno spazio virtuale dove gli utenti possono pubblicare offerte complete di testo, immagini, link ed essere visibili a tutti gli iscritti del social network.</p>
<p>Insomma, pare che il turismo si evolva a ritmo dell’evoluzione dei social media e degli strumenti partecipativi. E’ uno dei pochi settori in Italia che riesce a sfruttare l’apporto dato dalle nuove tecnologie e non a caso, è un settore in crescita. Speriamo che presto si segua la stessa tendenza anche per il resto dell’economia italiana.</p>
</div>
<p><div class="ads"><script type="text/javascript"><!--
google_ad_client = "ca-pub-1566197521325539";
/* 300x250 */
google_ad_slot = "0033973344";
google_ad_width = 300;
google_ad_height = 250;
//-->
</script>
<script type="text/javascript"
src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js">
</script></div></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.socialmediamarketing.it/turismo-2-0-la-nuova-frontiera-dei-social-networks/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Social media marketing: la Feltrinelli ci prova in 128 battute</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/social-media-marketing-la-feltrinelli-ci-prova-in-128-battute/</link>
		<comments>http://www.socialmediamarketing.it/social-media-marketing-la-feltrinelli-ci-prova-in-128-battute/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 14:13:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Nardone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Case history]]></category>
		<category><![CDATA[feltrinelli]]></category>
		<category><![CDATA[strategie]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.socialmediamarketing.it/?p=1272</guid>
		<description><![CDATA[Ed era anche ora! Aggiungo io. Per chi, come una casa editrice, può fare leva sulla passione per la scrittura i media sociali rappresentano un campo d&#8217;azione ottimo. L&#8217;idea di Feltrinelli è quella di premiare i migliori aforismi/storii/proverbi/poesie inviati al...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="thickbox" title="header" rel="same-post-1272" href="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2009/11/header.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1275" title="header" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2009/11/header-420x283.jpg" alt="" width="420" height="283" /></a></p>
<p style="text-align: left; clear:both;">Ed era anche ora! Aggiungo io.</p>
<p>Per chi, come una casa editrice, può <strong>fare leva sulla passione per la scrittura</strong> i media sociali rappresentano un campo d&#8217;azione ottimo. <a href="http://www.lafeltrinelli.it/fcom/it/home/128battute.html" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.lafeltrinelli.it/fcom/it/home/128battute.html?referer=');">L&#8217;idea di Feltrinelli </a>è quella di premiare i migliori aforismi/storii/proverbi/poesie inviati al suo <a href="http://www.twitter.com/128battute" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.twitter.com/128battute?referer=');">account dedicato</a> su twitter.</p>
<p>Non troppo originale ma comunque buono il progetto, quello che si poteva fare era forse quello che <strong>rendere veramente social l&#8217;iniziativa</strong>, magari sfruttando il sistema di<a href="http://www.migliorblog.it/2009/11/13/retweet-ufficialmente-integrati-in-twitter/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.migliorblog.it/2009/11/13/retweet-ufficialmente-integrati-in-twitter/?referer=');"> ReTweet </a>e <em>incrociare </em>i tweet inviati dai partecipanti.</p>
<p>Staremo a vedere, io nel frattempo continuo a preferire <a href="http://www.socialmediamarketing.it/facebook-marketing-e-cultura-la-mucca-di-schrodinger/" target="_self">il progetto della mucca</a> <img src='http://www.socialmediamarketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.socialmediamarketing.it/social-media-marketing-la-feltrinelli-ci-prova-in-128-battute/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;evoluzione dei media col web</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/levoluzione-dei-media-col-web/</link>
		<comments>http://www.socialmediamarketing.it/levoluzione-dei-media-col-web/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 09:22:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Visioni]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[new media]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web 3.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.socialmediamarketing.it/?p=1223</guid>
		<description><![CDATA[Oggi nessuno di noi può negare l&#8217;evidenza empirica che segna la presenza diffusa di numerosi social network sul web, l&#8217;affermazione di alcuni su altri, la loro differenziazione per categorie di interessi o per caratteristiche socio-demografiche dell&#8217;utente e la progressiva introduzione...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi nessuno di noi può negare l&#8217;evidenza empirica che segna la presenza diffusa di numerosi social network sul web, l&#8217;affermazione di alcuni su altri, la loro differenziazione per categorie di interessi o per caratteristiche socio-demografiche dell&#8217;utente e la progressiva introduzione di nuove tecniche di <strong>comunicazione &#8220;virale&#8221;</strong> che nella maggior parte dei casi si diffondono attraverso il semplice passaparola degli utenti.</p>
<p><span id="more-1223"></span>Ciò sta avvenendo proprio perché sono prodotti che in sé nascondono quell&#8217;appeal e quell&#8217;utilità intrinseca che potremmo definire <strong>&#8220;advertainment&#8221;</strong>, la possibilità cioè, che può avere un social network, di intrattenere l&#8217;utente e di attirare altri utenti grazie a strumenti di divertimento, interazione e intrattenimento che gli danno un valore aggiunto a costo zero per chi ne usufruisce. Nonostante siamo immersi nel periodo newmediatico chiamato web 2.0 e nonostante l&#8217;applicazione da parte del sistema impresa-mercato sia ancora molto limitata e sottovalutata, c&#8217;è qualcuno che già parla dello sviluppo nei prossimi mesi-anni di strumenti che segneranno l&#8217;avvio di una terza fase, quella del <strong>web 3.0.</strong><br />
Ma quale è stato il cambiamento che ha segnato il passaggio dal web 1.0 a quello attuale?<br />
Sicuramente è cambiato il modo di intendere la comunicazione: col web 1.0 il modo di comunicazione veniva definita di tipo<strong> Top-down</strong>, ossia dall&#8217;alto verso il basso. In sostanza si sviluppava un flusso di comunicazione unidirezionale che, partendo dalle decisioni delle aziende, cercavano di colpire il mercato di riferimento (pubblico), senza esplorare e condividere i reali interessi e bisogni degli utenti. Questo modo di fare comunicazione di marketing è stato per anni utilizzato con i media tradizionali, si pensi a spot televisivi, affissioni, stampa, radio, ecc, e il web 1.0 ne ha rappresentato la sua trasposizione sul web.<br />
Gli strumenti aziendali per antonomasia del web 1.0 sono il sito-vetrina (su cui ancora oggi fanno affidamento, anche esclusivamente, moltissime imprese), le community di consumatori, e l&#8217;e-mail/newsletter, il quale si rivela essere uno strumento ancora oggi efficace e redditizio, seppur non più al passo coi tempi.</p>
<p>Negli ultimi anni si assiste invece al passaggio da flussi di comunicazione unidirezionali, a flussi bidirezionali, ma che non partono più dall&#8217;alto, ma dal basso. La comunicazione diventa quindi di tipo<strong> Below-the line</strong>, generata cioè dagli utenti attraverso lo sviluppo di strumenti di interazione e condivisione sociale quali i social network, i blog, i tag, i feed RSS, i podcast che danno la possibilità agli utenti di creare flussi di comunicazione partecipativa e di esprimere pareri su qualsiasi cosa, e nel caso di un&#8217;azienda, di decretare direttamente il successo o l&#8217;insuccesso di un prodotto o un servizio di un&#8217;impresa.Le aziende non sono ancora entrate nell&#8217;ottica del funzionamento di questi media, sia per mancanza di un cultura ben definita, che ne limita l&#8217;apprendimento delle potenzialità, sia per il pericolo che questi strumenti diventino un arma a doppio taglio, che generino cioè effetti boomerang e che possano ostacolare le azioni di marketing rendendo il target immune a ogni politica di comunicazione. Il lavoro da fare è ancora tanto, le aziende non possono più chiudere gli occhi, la transazione agli strumenti interattivi dei nuovi media è necessaria, soprattutto alla luce del fatto che presto avremo a disposizione le tecnologie del<strong> Web 3.0 il quale si pensa potrà sfruttare l&#8217;intelligenza artificiale per una ricerca dei contenuti automatica in base ai gusti e alle preferenze dell&#8217;utente.</strong></p>
<p>Insomma, il futuro è alle porte diceva qualcuno, e le aziende devono cogliere la palla al balzo.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1225" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2009/10/web32-400x300.jpg" alt="" width="360" height="270" /></p>
<p><em> </em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.socialmediamarketing.it/levoluzione-dei-media-col-web/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un consulente per il marketing 2.0?</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/un-consulente-per-il-marketing-20/</link>
		<comments>http://www.socialmediamarketing.it/un-consulente-per-il-marketing-20/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 May 2009 10:12:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jose Gragnaniello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Visioni]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>
		<category><![CDATA[strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.socialmediamarketing.it/?p=920</guid>
		<description><![CDATA[Ma che sia bravo! La consulenza per il social media marketing è difficile da monetizzare. Quanto valgono i consigli di un consulente esperto in marketing 2.0? Impossibile saperlo. Anche perché se i consigli sono buoni ma, all’atto pratico, non vengono...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/cielewar/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/cielewar/?referer=');"><img class="alignright size-full wp-image-932" title="Consulenza social media marketing" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2009/05/2539178423_0224629d0c1.jpg" alt="Consulenza social media marketing" width="280" height="311" /></a><br />
 <strong>Ma che sia bravo!</strong></p>
<p>La consulenza per il social media marketing è difficile da monetizzare. Quanto valgono i consigli di un consulente esperto in marketing 2.0? <strong>Impossibile saperlo</strong>. Anche perché se i consigli sono buoni ma, all’atto pratico, non vengono eseguiti in maniera corretta, il cliente può avere da ridire.</p>
<p>A questo punto è meglio affidare tutta la gestione in mano a chi se ne intende e farci fare un bel programma con cronistoria delle azioni da svolgere sui vari social network. Ma quanto costa? Questo lo sappiamo. <strong>Costa molto</strong>.</p>
<p><span id="more-920"></span></p>
<p>Affidarsi ad un consulente esperto non vuol dire solo consegnare le chiavi della comunicazione della propria azienda per quanto riguarda il web 2.0. Significa affidare a questa persona la propria filosofia imprenditoriale, la propria storia ed il proprio futuro.<br />
 È  quindi un bene che questa persona conosca alla perfezione<strong> tutte le dinamiche interne all’azienda</strong>, le persone che ci lavorano ed anche i loro pensieri.</p>
<p>Esagerato, penseranno in molti. Serio, pensiamo noi.</p>
<p>Sul problema della delega si esprimono anche <a href="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/05/14/consulenti-social-media-e-aziende-qual-e-il-giusto-punto-di-equilibrio/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/socialmediamarketing.nextep.it/2009/05/14/consulenti-social-media-e-aziende-qual-e-il-giusto-punto-di-equilibrio/?referer=');">Michele Polico</a> e <a href="http://www.antoniomaresca.com/2009/05/social-media-marketing-si-puo-delegare.html" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.antoniomaresca.com/2009/05/social-media-marketing-si-puo-delegare.html?referer=');">Antonio Maresca</a> , consiglio di leggere anche i loro post.</p>
<p>Approcciare ad un mondo dinamico ed in continua evoluzione per fare puro spam, senza creare relazioni e conversazioni è un lavoro semplice (da markettari).<br />
 Relazionarsi con un esperto di tendenze sociali (che abbia un’infarinatura di psicologia e che parli di web con le persone anche fuori dal web) è tutt’altro che facile.</p>
<p>Infatti si tratta di affidargli la gestione di un account Twitter che sia creativa e porti un ritorno; di una pagina Facebook che crei awareness per il brand anche creando applicazioni divertenti.</p>
<p>C&#8217;è bisogno di qualcuno che commenti sui blog a tema con la sola finalità di apportare un contributo utile.</p>
<p>Per tutto questo occorre tempo e conoscenza. In questo campo non esistono esperti e perché siamo all’inizio in Italia. Negli Stati Uniti il social media marketing è in voga da due anni e la consulenza funziona, qui il discorso è molto complicato perché in molti non sanno neanche di cosa si tratti e, quando lo scoprono, hanno molta paura (a causa della rigidità dei modelli di marketing italici).</p>
<p>Occorre quindi diffondere il verbo e farsi trovare preparati all’occorrenza <img src='http://www.socialmediamarketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Se avete bisogno di consigli tecnici, <a href="http://www.socialmediamarketing.it/consulenza-social-media/">consulenza social media marketing</a> e costi potete contattarci. Dove? <a title="Contattaci se vuoi una consulenza o vuoi attuare una strategia di marketing sui social media" href="http://www.socialmediamarketing.it/contattaci/" target="_blank">Compilando il form dei contatti </a>e , ovviamente, sulla <a href="http://www.facebook.com/SocialMediaMarketing.it?ref=ts" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/SocialMediaMarketing.it?ref=ts&amp;referer=');">pagina fan di Facebook</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.socialmediamarketing.it/un-consulente-per-il-marketing-20/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>60</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Niente di nuovo nei Social Media</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/niente-di-nuovo-nei-social-media/</link>
		<comments>http://www.socialmediamarketing.it/niente-di-nuovo-nei-social-media/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 07:55:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Santagata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Visioni]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.socialmediamarketing.it/?p=252</guid>
		<description><![CDATA[Cosa c&#8217;è dietro il successo dei social media? La domanda è uscita fuori in una classica discussione tra colleghi durante la pausa caffè. Anche se la risposta può essere scontata, su un blog che tratta di social media, un ulteriore...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-289 aligncenter" style="float:none; margin:0 auto;" title="Socializzare" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2009/01/2995911291_cfba89e806-324x300.jpg" alt="Socializzare" width="324" height="300" /></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Cosa c&#8217;è dietro il successo dei social media?</strong> La domanda è uscita fuori in una classica discussione tra colleghi durante la pausa caffè. Anche se la risposta può essere scontata, su  un blog che tratta di <a title="Cos'è il social media marketing" href="http://www.socialmediamarketing.it/cose-il-social-media-marketing/">social media</a>, un ulteriore riflessione mi ha permesso di chiedermi: <strong>perchè la gente usa i social media?</strong></p>
<blockquote><p><strong>L&#8217;uomo è un animale sociale, le persone non sono fatte per stare da sole.</strong> (<a title="Seneca su Wikiquote" href="http://it.wikiquote.org/wiki/Seneca" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikiquote.org/wiki/Seneca?referer=');">Seneca</a>)</p></blockquote>
<p>Eccolo il segreto. Le attività che si fanno sui social media non sono <strong>niente di nuovo</strong>, niente che l&#8217;uomo non faccia già da decine di secoli. Conversare, socializzare, condividere, comunicare, informare, avvertire, descrivere, manifestare, riferire, confidare e trasmettere sono cose che facevamo ben prima dell&#8217;avvento di Facebook.</p>
<p>I social media hanno consentito l&#8217;abbattimento di barriere che <strong>senza i nuovi media e senza internet </strong>sarebbero state <strong>impossibili da valicare con questa facilità</strong>. Basti pensare alla velocità con cui il nostro messaggio può raggiungere potenzialmente chiunque nel mondo e in qualunque posto.</p>
<p>Se quindi le azioni sono le stesse ciò che è cambiato è il mezzo con cui diffonderle. E la comunicazione d&#8217;impresa ha il dovere di adattarsi. <strong>Non è una scelta, così come non lo era 100 anni fa lo scegliere tra il megafono e i cartelloni. </strong></p>
<p><em>It&#8217;s evolution, baby</em> direbbero i Pearl Jam, e <strong>le aziende che sapranno adattarsi meglio</strong> a questi nuovi paradigmi  avranno un vantaggio spaventoso rispetto ai concorrenti, a patto però di interpretare correttamente le nuove dinamiche <strong>senza trucchetti e senza furbizia</strong>. Perchè non va dimenticato come i social media rendano il mondo un posto incredibilmente piccolo, ma potenzialmente migliore e più giusto e, soprattutto, <strong>tengono la gente lontana dalla tv</strong>. Che non è mai una cosa sbagliata.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.socialmediamarketing.it/niente-di-nuovo-nei-social-media/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

