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	<title>SocialMediaMarketing.it &#187; strategia</title>
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	<description>Visioni e strategie di Social Media Marketing</description>
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		<title>Aftonbladet YouLive: l’esperienza utente nel primo web live concert della storia</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 00:14:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Santagata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Case history]]></category>
		<category><![CDATA[aftonbladet]]></category>
		<category><![CDATA[cretività]]></category>
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		<description><![CDATA[La scorsa estate Aftonbladet, il quotidiano più importante della Scandinavia, ha organizzato e appoggiato il Live-Löpet. Una serie di concerti live online al fine di promuovere i Rockbjörnen Music Awards, uno dei più importanti festival musicali del Nord Europa. La...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-2339 aligncenter" title="Aftonbladet You Live" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/12/aftonbladet-youlive.jpg" alt="" width="350" height="256" /></p>
<div style="clear:both"></div>
<p>La scorsa estate <a title="Aftonbladet" href="http://www.aftonbladet.se" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.aftonbladet.se?referer=');">Aftonbladet</a>, il quotidiano più importante della Scandinavia, ha organizzato e appoggiato il <strong>Live-Löpet</strong>. Una serie di concerti live online al fine di promuovere i <strong>Rockbjörnen Music Awards</strong>, uno dei più importanti festival musicali del Nord Europa.</p>
<p>La dinamica dei concerti è stata particolare, in quanto gli eventi non si sono svolti come se si trattasse di veri e propri eventi dal vivo. In realtà gli artisti &#8211; <em>alcuni tra i più famosi musicisti scandinavi come i The Ark</em> &#8211; hanno suonato <strong>in diretta dagli studi di Aftonbladet</strong>, mentre la trasmissione è avvenuta mediante streaming online a cui hanno partecipato oltre 45 mila spettatori complessivi.</p>
<h2>Detta così sembrerebbe un banale evento trasmesso in streaming live su web. Tutto qui?</h2>
<p><strong> No</strong>. Perchè il format di questo concerto digitale è stato pianificato per renderlo il più possibile simile ad un concerto tradizionale. Basti pensare che per seguire l&#8217;evento, bisognava disporre di un vero e proprio biglietto con tanto di posto numerato. Ciascuno dei sette concerti aveva a disposizione <strong>20 mila posti &#8220;a sedere&#8221; più 8 mila biglietti VIP</strong>, grazie ai quali ci si poteva godere l&#8217;evento in HD.</p>
<h2>Ok, ma l&#8217;interazione con gli artisti?</h2>
<p>Una particolare applicazione realizzata in Flash appositamente per Aftonbladet, <strong>YouLive</strong>, ha permesso anche quella. Con una serie di pulsanti disposti sulla dashboard di ciascun partecipante all&#8217;evento, si poteva applaudire, richiedere canzoni e <strong>addirittura simulare una fiaccolata con tanto di accendini al cielo</strong>. Dal canto loro, gli artisti potevano ricambiare l&#8217;interazione con i fan grazie ad uno schermo allestito all&#8217;interno dello studio.</p>
<h2>E l&#8217;interazione tra gli utenti?</h2>
<p>Ovviamente prevista anche quella. Grazie all&#8217;integrazione con Facebook è stato possibile interagire sia con gli altri spettatori presenti nell&#8217;arena virtuale, sia con i propri amici a casa. <strong>Con tanto di foto dal luogo (virtuale) dell&#8217;evento.</strong></p>
<h2>Risultati</h2>
<ul>
<li><strong>45&#8217;000 spettatori</strong>, da oltre 63 paesi diversi, hanno partecipato alle sette serate di concerti live.</li>
<li><strong>2.4 milioni di interazioni</strong> riguardanti l&#8217;evento sono state registrate sui social network durante le quasi due ore totali di trasmissione.</li>
<li>Prima dell&#8217;evento la pagina del festival registrava una media di 85.500 visitatori unici durante il periodo di maggiore attività. Durante il Live-Löpet, invece, il numero di visitatori unici ha raggiunto quota <strong>337.000</strong>. Con un incremento del 300%. </li>
</ul>
<p>Una serie di ottimi risultati per l&#8217;agenzia <a title="Advertisign agency Prime - Stockholm" href="http://en.primegroup.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/en.primegroup.com/?referer=');">Prime di Stoccolma</a>, che ha ideato l&#8217;evento, e che ha realizzato questo video riassuntivo:</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/17088043?portrait=0" width="400" height="225" frameborder="0"></iframe>
</p>
<p>Se c&#8217;era una cosa che il web non era ancora riuscito a replicare fedelmente, era proprio l&#8217;atmosfera del live. Sembra invece che questa iniziativa possa segnare il <strong>primo tentativo di una rivoluzione epocale</strong> nella fruizione dei concerti dal vivo.</p>
<p>Anche se &#8211; <em>che sia chiaro</em> &#8211; da queste parti si preferisce ancora la puzza di sudore reale degli altri spettatori, il fumo artificiale che offusca la vista e il <em>bibbitaro</em> che ci spilla una bionda media davanti ai nostri occhi.</p>
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		<title>Symantec Challenge: quando il manager ci mette la faccia</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 17:13:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Santagata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Case history]]></category>
		<category><![CDATA[conversazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>

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		<description><![CDATA[Più volte abbiamo parlato, su questo sito come su altri, di come sia importante il coinvolgimento del top management aziendale nelle attività di social media marketing. Non solo un mero coinvolgimento decisionale, che si limita ad autorizzare un&#8217;attività piuttosto che...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1885" title="Symantec Challenge" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/06/symchallenge.jpg" alt="" width="352" height="151" /></p>
<div style="clear:both"></div>
<p>Più volte abbiamo parlato, su questo sito come su altri, di come sia importante il coinvolgimento del top management aziendale nelle attività di social media marketing. Non solo un mero coinvolgimento decisionale, che si limita ad autorizzare un&#8217;attività piuttosto che un&#8217;altra, quanto una partecipazione attiva che consente di &#8220;metterci la faccia&#8221; usando canali di comunicazione assolutamente disintermediati.</p>
<p>Un po&#8217; quello che sta succedendo in questi giorni con un progetto al quale sto lavorando (con <a title="Frozen Frogs" href="http://www.frozenfrogs.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.frozenfrogs.it?referer=');">FrozenFrogs</a>) per<strong> Symantec Italia</strong>, quando in occasione del lancio delle Symantec Protection Suite, un prodotto destinato alle PMI,  la nota <em>software house</em> ha lanciato un minisito dal nome evocativo: <strong><a title="Symantec Challenge" href="http://www.symantec-challenge.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.symantec-challenge.it?referer=');">Symantec Challenge</a>.</strong></p>
<h4>Di cosa si tratta?</h4>
<p>Tre top-manager di Symantec: <strong>Antonio Forzieri</strong> (<em>Principal Consultant Global Security Services</em>), <strong>Lina Novetti</strong> (<em>Head of Security Sales Mediterranean Region</em>) e <strong>Luca Brandi</strong> (<em>Enterprise Distribution and SMB Sales Director Mediterranean Region</em>) si dicono pronti a raccogliere una sfida, aprendo questo canale per rispondere alle domande degli utenti riguardo la sicurezza informatica in azienda.</p>
<p>Si tratta di un&#8217;opportunità per cercare una risposta a tutte quelle problematiche che un&#8217;azienda può incontrare.  Senza tralasciare il fatto che si tratta anche di un’occasione per avere un filo diretto con Symantec e sentire le loro opinioni e i loro punti di vista.</p>
<p>Inoltre, cosa da non sottovalutare <img src='http://www.socialmediamarketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> , tutti i partecipanti alla challenge riceveranno un braccialetto con chiavetta USB incorporata, targato Symantec.</p>
<h4>Sarà una case-history?</h4>
<p>Questa campagna di Symantec potrebbe rappresentare una case history importante. Soprattutto in un settore come il B2B per le piccole e medie imprese, dove l&#8217;interazione clienti-azienda non è mai realmente decollata a causa della bassissima componente ludica che lo anima. Quantomeno in Italia.</p>
<p>Inoltre la sfida si rende interessante anche per capire fino a che livello le persone riusciranno a spingere i manager. Terremo gli occhi aperti per seguire questa sfida, anche seguendo Symatec sui canali ufficiali su Twitter (<a title="Symantec Italia su Twitter" href="http://www.twitter.com/symantecitalia" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.twitter.com/symantecitalia?referer=');">@symantecitalia</a>) e sulla pagina Facebook <a title="Symantec Italia su Facebook" href="http://www.facebook.com/SymantecItalia" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/SymantecItalia?referer=');">Symantec Italia</a>.</p>
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		<title>Post-elezioni: molti politici abbandonano Facebook</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/post-elezioni-molti-politici-abbandonano-facebook/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 12:36:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jose Gragnaniello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strategie]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni regionali]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[fan page]]></category>
		<category><![CDATA[politica 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>

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		<description><![CDATA[Una bella analisi è stata svolta da MR &#38; Associati Comunicazione sulle attività svolte dai politici nelle 72 ore successive la chiusura dei seggi. Il dato emerso è tanto sconfortante quanto scontato. Indovina un po&#8217;? Molti politici hanno abbandonato le...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una bella analisi è stata svolta da<strong> MR &amp; Associati Comunicazione </strong>sulle attività svolte dai politici nelle 72 ore successive la chiusura dei seggi. Il dato emerso è tanto sconfortante quanto scontato.</p>
<p>Indovina un po&#8217;? Molti politici hanno abbandonato le relazioni intessute con i cittadini su Facebook e si sono limitati ad un messaggio di ringraziamento. Alcuni come la <a href="http://www.facebook.com/#!/pages/Rocco-Palese/300128168348" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/_/pages/Rocco-Palese/300128168348?referer=');">pagina fan di Rocco Palese </a>, hanno ancora la foto promozionale.</p>
<p><span id="more-1763"></span></p>
<p>Anche a me è capitato di seguire alcuni politici e la sensazione è stata la stessa.</p>
<p>Un mese di tartassamento durante il quale pochi o<strong> nessuno </strong>ha parlato di programmi, e poi il silenzio. Una bella occasione persa, mi verrebbe da dire.</p>
<p>Un occasione persa per tutti, soprattutto per quell &#8216;e-democracy che tarda a prendere piede nel nostro paese.</p>
<p>Un&#8217;occasione persa anche per le persone delegate a gestire queste pagine fan. Dal rapporto si legge giustamente che:</p>
<blockquote><p>Un affermato rappresentante politico non può stare ad inseguire i dibattiti che lo riguardano sui social network, per mancanza di tempo: risorsa preziosa e assai limitata nell’agenda politica quotidiana.</p>
<p>Ed è perquesto che, volendo a tutti i costi essere presente su fb, si delega lagestione della propria pagina a uno o più collaboratori.</p>
<p>Ma come avviene questa delega? Quale la missione affidata ai delegati? Quali le regole e la policy adottate? E, soprattutto, quali le competenze dei delegati scelti ad amministrare la pagina?</p>
</blockquote>
<p>Si è evidenziato inoltre come Facebook sia stato utilizzato come<strong> medium di massa </strong>dove il one to many è prevalso sul one to one che dovrebbe essere tipico di una strategia nella quale bisogna costruire<strong> solide relazioni</strong> ed instaurare un <strong>rapporto di fiducia</strong>.</p>
<p>Questo perché se la gestione è delegata occorre avere un filo diretto con il politico per dare risposte efficaci a domande particolari o moderare attacchi su fatti veri o presunti tali.</p>
<p>Una gestione chiara, ottimizzata e trasparente è parsa essere quella delle pagine di<a href="http://www.facebook.com/#!/pages/Nichi-Vendola/38771508894?ref=ts" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/_/pages/Nichi-Vendola/38771508894?ref=ts&amp;referer=');"> Nichi Vendola </a>ed <a href="http://www.facebook.com/#!/enricorossipresidente?ref=ts" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/_/enricorossipresidente?ref=ts&amp;referer=');">Enrico Rossi</a>.</p>
<p>Chi vuole quindi imparare come gestire al meglio la pagina fan di un politico ed offrire una buona consulenza può studiarsi il flusso delle pagine sopra citate e <a href="http://www.mrcom.it/public/file/elezioni_fanpage.pdf" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.mrcom.it/public/file/elezioni_fanpage.pdf?referer=');">leggere l&#8217;interessante pdf di MR Associati</a>.</p>
<p>Chiunque avesse belle o cattive esperienze di gestione delle pagine fan di un politico può segnalarle qui.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Metriche e social media strategies</title>
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		<comments>http://www.socialmediamarketing.it/metriche-e-social-media-strategies/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 20:19:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Nardone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strategie]]></category>
		<category><![CDATA[Metriche]]></category>
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		<category><![CDATA[social media metrics]]></category>
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		<category><![CDATA[strategia]]></category>

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		<description><![CDATA[Molte volte ci si chiede quanto &#8220;pesano&#8221; a livello numerico le attività sui media emergenti e quale sia l&#8217;influenza che hanno sul traffico del proprio sito. Al di la delle mille elucubrazioni e chiacchiere che si possono fare sull&#8217;argomento ho...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molte volte ci si chiede quanto &#8220;pesano&#8221; a livello numerico le attività sui media emergenti e quale sia <strong>l&#8217;influenza che hanno sul traffico del proprio sito.</strong></p>
<p>Al di la delle mille elucubrazioni e chiacchiere che si possono fare sull&#8217;argomento ho preso un po&#8217; di dati concreti prendendo come esempio gli analytics (gli ultimi 60 giorni) di questo blog.</p>
<p><span id="more-1644"></span></p>
<p>Facciamo <a href="http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20090503152840AAkMJxS" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20090503152840AAkMJxS&amp;referer=');"><em>i conti della serva</em></a> prendendo come riferimento le prime 15 sorgenti di traffico:</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1645" title="social media kpi" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/03/reff33-252x300.jpg" alt="social media kpi" width="252" height="300" /></p>
<p style="text-align: left; clear: both;">Zio Google ci dona il 37% delle visite e conferma quindi il suo primato di<strong> principale hub della rete</strong> (basta guardare <a href="http://www.domeniconardone.it/piu-di-mille-parole/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.domeniconardone.it/piu-di-mille-parole/?referer=');">i suoi numeri..</a>). D&#8217;altro canto è vero che<strong> il suo potere sta pian piano diminuendo:</strong> ho fatto la stessa analisi prendendo come riferimenti ottobre e novembre dell&#8217;anno scorso e in quel periodo il peso di Google superava il 48%.</p>
<p><strong>Cosa è successo (sta succedendo) quindi?</strong></p>
<p>L&#8217;attività di cercare/condividere/ridistribuire/raggiungere informazioni si sta spostando sempre di più verso i media sociali. Nela mia analisi i referrers &#8220;sociali&#8221; per questo blog rappresentano il 27,5% contro il 15% di appena quattro mesi fa.</p>
<p>Questo processo è in parte spontaneo ma può(deve) essere supportato in modo adeguato<strong> </strong>perchè, dati alla mano, <strong>il primo beneficio concreto che può portare una strategia di social media marketing è quella <a href="http://www.socialmediamarketing.it/the-social-media-effect/" target="_blank">ricevere attenzione </a>(=più visite)</strong> sul proprio sito, con la possibilità anche di abbattere i costi di una classica campagna banner (display ads o paid search che sia).</p>
<p>I punti aperti restano tanti, in primis quello di ca ire quanto è qualificato il traffico che arriva dai media emergenti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Social media per moda: i rischi di un approccio sbagliato</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/social-media-per-moda-i-rischi-di-un-approccio-sbagliato/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 07:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Santagata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strategie]]></category>
		<category><![CDATA[approccio]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[MUST]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
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		<category><![CDATA[strategie]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Apriamo un account dell&#8217;azienda su twitter. &#8211; No, facciamo la fan page su facebook. &#8211; Forse è meglio un corporate blog&#8220;. Questo approccio tecnocentrico ai social media, contrariamente al buonsenso e al comune pensare, è l&#8217;atteggiamento ancora più diffuso nelle...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1066" title="Rischio nei social media" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2009/09/risk-blocks-300x300.jpg" alt="Rischio nei social media" width="210" height="210" />&#8220;<em>Apriamo un account dell&#8217;azienda su twitter.</em> &#8211; <em>No, facciamo la fan page su facebook.</em> &#8211; <em>Forse è meglio un corporate blog</em>&#8220;.</p>
<p>Questo approccio tecnocentrico ai social media, contrariamente al buonsenso e al comune pensare, è l&#8217;atteggiamento ancora più diffuso nelle aziende.<span id="more-977"></span></p>
<p>Più volte abbiamo parlato di quanto la strategia e la progettazione rivestano un ruolo fondamentale quando si parla di adozione dei social media nel marketing mix di un&#8217;organizzazione. In effetti nel <a href="http://www.socialmediamarketing.it/il-metodo-must-un-approccio-ecologico-ai-social-media/">modello MUST, un approccio ecologico ai social media</a>, abbiamo identificato la <a title="Strategie di Social media marketing" href="http://www.socialmediamarketing.it/category/strategie-20/">strategia</a> come una delle componenti fondamentali nel pianificare un intervento nei social media. E non è un caso che la scelta della tecnologia sia l&#8217;ultima cosa a cui pensare.</p>
<p>Le aziende che scelgono di investire nei social media, <a title="Mashable: Social Network Ad Spending to Reach $2.5 Billion in 2011" href="http://mashable.com/2007/05/10/emarketer-ad-spending-report/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/mashable.com/2007/05/10/emarketer-ad-spending-report/?referer=');">nonostante le previsioni indichino un aumento della spesa nel comparto</a>, hanno ancora troppo spesso un tipo di approccio che parte proprio dalla scelta tecnologica ed è dettato dalla moda del momento. E’ stato così con i blog, poi con <a title="Second Life" href="http://www.secondlife.com" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.secondlife.com?referer=');">Second Life</a>, ora è così con <a title="Facebook" href="http://www.facebook.com" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com?referer=');">Facebook</a> e presto la storia si ripeterà con <a title="Twitter" href="http://www.twitter.com" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.twitter.com?referer=');">Twitter</a> – <em>anche se qualcosa comincia già a muoversi da un po&#8217;</em> – con <a title="Friendfeed" href="http://www.friendfeed.com" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.friendfeed.com?referer=');">Friendfeed</a> e con la “<em>next big thing</em>” a venire.</p>
<p>Affidarsi alle mode, però, è un problema la cui manifestazione più evidente risiede negli scarsi risultati raggiungibili e &#8211; <em>quel che è peggio</em> &#8211; in un tasso di abbandono dello strumento molto elevato da parte delle aziende.</p>
<p>Senza un’idea dietro, difficilmente un’iniziativa aziendale sui social media può avere successo. Senza una strategia e una progettazione dell’intervento, non si possono definire né i linguaggi, né i contenuti del messaggio. Inoltre lasciando spazio all’improvvisazione si possono ottenere effetti disillusori nei confronti dei clienti che avevano cominciato a interagire sui social media, causando quindi un effetto controproducente.</p>
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		<title>Un consulente per il marketing 2.0?</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/un-consulente-per-il-marketing-20/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2009 10:12:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jose Gragnaniello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ma che sia bravo! La consulenza per il social media marketing è difficile da monetizzare. Quanto valgono i consigli di un consulente esperto in marketing 2.0? Impossibile saperlo. Anche perché se i consigli sono buoni ma, all’atto pratico, non vengono...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/cielewar/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/cielewar/?referer=');"><img class="alignright size-full wp-image-932" title="Consulenza social media marketing" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2009/05/2539178423_0224629d0c1.jpg" alt="Consulenza social media marketing" width="280" height="311" /></a><br />
 <strong>Ma che sia bravo!</strong></p>
<p>La consulenza per il social media marketing è difficile da monetizzare. Quanto valgono i consigli di un consulente esperto in marketing 2.0? <strong>Impossibile saperlo</strong>. Anche perché se i consigli sono buoni ma, all’atto pratico, non vengono eseguiti in maniera corretta, il cliente può avere da ridire.</p>
<p>A questo punto è meglio affidare tutta la gestione in mano a chi se ne intende e farci fare un bel programma con cronistoria delle azioni da svolgere sui vari social network. Ma quanto costa? Questo lo sappiamo. <strong>Costa molto</strong>.</p>
<p><span id="more-920"></span></p>
<p>Affidarsi ad un consulente esperto non vuol dire solo consegnare le chiavi della comunicazione della propria azienda per quanto riguarda il web 2.0. Significa affidare a questa persona la propria filosofia imprenditoriale, la propria storia ed il proprio futuro.<br />
 È  quindi un bene che questa persona conosca alla perfezione<strong> tutte le dinamiche interne all’azienda</strong>, le persone che ci lavorano ed anche i loro pensieri.</p>
<p>Esagerato, penseranno in molti. Serio, pensiamo noi.</p>
<p>Sul problema della delega si esprimono anche <a href="http://socialmediamarketing.nextep.it/2009/05/14/consulenti-social-media-e-aziende-qual-e-il-giusto-punto-di-equilibrio/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/socialmediamarketing.nextep.it/2009/05/14/consulenti-social-media-e-aziende-qual-e-il-giusto-punto-di-equilibrio/?referer=');">Michele Polico</a> e <a href="http://www.antoniomaresca.com/2009/05/social-media-marketing-si-puo-delegare.html" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.antoniomaresca.com/2009/05/social-media-marketing-si-puo-delegare.html?referer=');">Antonio Maresca</a> , consiglio di leggere anche i loro post.</p>
<p>Approcciare ad un mondo dinamico ed in continua evoluzione per fare puro spam, senza creare relazioni e conversazioni è un lavoro semplice (da markettari).<br />
 Relazionarsi con un esperto di tendenze sociali (che abbia un’infarinatura di psicologia e che parli di web con le persone anche fuori dal web) è tutt’altro che facile.</p>
<p>Infatti si tratta di affidargli la gestione di un account Twitter che sia creativa e porti un ritorno; di una pagina Facebook che crei awareness per il brand anche creando applicazioni divertenti.</p>
<p>C&#8217;è bisogno di qualcuno che commenti sui blog a tema con la sola finalità di apportare un contributo utile.</p>
<p>Per tutto questo occorre tempo e conoscenza. In questo campo non esistono esperti e perché siamo all’inizio in Italia. Negli Stati Uniti il social media marketing è in voga da due anni e la consulenza funziona, qui il discorso è molto complicato perché in molti non sanno neanche di cosa si tratti e, quando lo scoprono, hanno molta paura (a causa della rigidità dei modelli di marketing italici).</p>
<p>Occorre quindi diffondere il verbo e farsi trovare preparati all’occorrenza <img src='http://www.socialmediamarketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Se avete bisogno di consigli tecnici, <a href="http://www.socialmediamarketing.it/consulenza-social-media/">consulenza social media marketing</a> e costi potete contattarci. Dove? <a title="Contattaci se vuoi una consulenza o vuoi attuare una strategia di marketing sui social media" href="http://www.socialmediamarketing.it/contattaci/" target="_blank">Compilando il form dei contatti </a>e , ovviamente, sulla <a href="http://www.facebook.com/SocialMediaMarketing.it?ref=ts" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/SocialMediaMarketing.it?ref=ts&amp;referer=');">pagina fan di Facebook</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Effetto Domino</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/leffetto-domino/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 20:05:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Santagata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Case history]]></category>
		<category><![CDATA[monitoraggio]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[social media monitoring]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ovvero come affossare una reputazione per non aver saputo ascoltare la Rete e intervenire in maniera inefficace. Qualche giorno fa persino corriere.it ha parlato della vicenda della Domino&#8217;s Pizza, una multinazionale americana del fast food dal fatturato a 10 cifre...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ovvero come affossare una reputazione per non aver saputo ascoltare la Rete e intervenire in maniera inefficace.<span id="more-852"></span></em></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-855" title="domino-effect" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2009/04/domino-effect-420x248.jpg" alt="domino-effect" width="420" height="248" /></p>
<p>Qualche giorno fa persino <a href="http://www.corriere.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.corriere.it?referer=');">corriere.it</a> ha parlato della <a title="Reputazione Domino's Pizza distrutta da youtube" href="http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_16/pizzo_qualita_youtube_c0c1b876-2a85-11de-a92d-00144f02aabc.shtml" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.corriere.it/cronache/09_aprile_16/pizzo_qualita_youtube_c0c1b876-2a85-11de-a92d-00144f02aabc.shtml?referer=');">vicenda della Domino&#8217;s Pizza</a>, una multinazionale americana del fast food dal fatturato a 10 cifre che ha subìto un danno di immagine non quantificabile a causa di un <strong>video girato da due dipendenti </strong>- prontamente licenziati &#8211; e visualizzato su YouTube da oltre 1 milione di persone.</p>
<p>Non voglio soffermarmi sulla descrizione della vicenda perché, oltre ad essere abbastanza disgustosa, è stata già trattata in maniera approfondita dal Corriere. La parte interessante, per chi come me si occupa di media sociali, è l&#8217;<strong>analisi delle azioni</strong> intraprese dall&#8217;azienda.</p>
<p><strong>Come si è comportata la Domino&#8217;s Pizza?</strong></p>
<p>L&#8217;intervento non si è fatto attendere, difatti la società ha:</p>
<ul>
<li>chiesto (e ottenuto) la rimozione del video incriminato</li>
<li>aperto un account su <a title="Account twitter Domino's Pizza" href="http://twitter.com/dpzinfo" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/twitter.com/dpzinfo?referer=');">twitter</a></li>
<li>pubblicato un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=7l6AJ49xNSQ" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=7l6AJ49xNSQ&amp;referer=');">video di risposta</a> dove il CEO chiede scusa e rassicura i clienti</li>
</ul>
<p>Sicuramente la Domino&#8217;s Pizza ha dimostrato di essere una società che tiene in considerazione i suoi clienti e che è capace di instaurare un dialogo creando canali alternativi ma non è tutto oro quel che luccica.</p>
<p><strong>Dove ha sbagliato la società?</strong></p>
<p>Si è discusso sul fatto che il CEO non fosse spontaneo davanti al video, non ha guardato mai nella telecamera e sembrava stesse leggendo su un gobbo, ma il vero problema di questa strategia comunicativa di risposta ad una crisi non risiede lì, secondo me. YouTube rappresenta la tecnologia, il canale su cui è stato convogliato il messaggio e niente di più.</p>
<p>In realtà sulla Domino&#8217;s Pizza pesa il <strong>grave errore di aver trascurato i social media</strong> fino al momento in cui non poteva più farne a meno. Non va dimenticato come l&#8217;intervento sia avvenuto quando il video era stato ormai visto da oltre 1 milione di persone e il danno d&#8217;immagine era già molto grave. Un <strong>difetto di strategia</strong> perché se l&#8217;azienda avesse monitorato la Rete si sarebbe accorta del video quando era ancora arginabile e ben prima che la viralità tipica del mezzo lo trasformasse in un proiettile letale.</p>
<p>Per evitare di incappare in rischi del genere, la parola d&#8217;ordine è una sola: <strong><a title="social media monitoring faq" href="http://www.socialmediamarketing.it/social-media-monitoring-faq/">social media monitoring</a>.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>In che modo la generazione Y recepisce la pubblicità sui social network?</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/in-che-modo-la-generazione-y-recepisce-la-pubblicita-sui-social-network/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 08:08:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jose Gragnaniello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strategie]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[conversazioni]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[Scott Monty]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco, tradotto, un post di Scott Monty, stratega del social media marketing della Ford, che spiega perché la Ford non è interessata a fare advertising sui social network ma ad intraprendere conversazioni. Questo post è un ottimo spunto per apire...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, tradotto, un post di <a href="http://www.scottmonty.com/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.scottmonty.com/?referer=');">Scott Monty</a>, stratega del social media marketing della Ford, che spiega perché la Ford <strong>non è interessata</strong> a fare advertising sui social network ma ad intraprendere conversazioni. <span id="more-778"></span>Questo post è un ottimo spunto per apire la questione sul tanto dibatutto social advertising di Facebook e sull&#8217;economia del dono.<br />
In quanti si sono chiesti se la pubblicità sui social network (intesa nella maniera in cui ne usufriamo oggi) sia del tutto inutile e insensata?</p>
<p>Questo, è un <strong>vero e proprio caso</strong> di decisione strategica, buona lettura:</p>
<p>L’altro giorno ho sottolineato che la Ford “non è interessata all’advertising sui social network. Noi siamo interessati ad entrarvi e ad interagire con le persone.” Vi mostro perché:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>La buona notizia</strong></p>
<p>Percentuale della Genenerazione Y che nota gli ads:</p>
<div id="attachment_800" class="wp-caption aligncenter" style="width: 309px"><img class="size-full wp-image-800" title="Quanto la y generetion fa caso alla pubblicità sui social network" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2009/04/clip_image001.jpg" alt="Quanto la y generetion fa caso alla pubblicità sui social network" width="299" height="209" /><p class="wp-caption-text">(Fonte:  La Rete di Marketing Partecipativo e il Laboratorio di Marketing Diretto e Interattivo della Pace University, Febbraio 2009 )</p></div>
<p style="clear:both">-<strong>84%</strong>: Gen Y che nota l’ad<br />
-<strong>16%</strong>: Gen Y che non nota l’ad.
</p>
<p style="text-align: center;"><strong>La cattiva notizia</strong></p>
<p>L’importanza che la Generazione Y dà agli ads:</p>
<div id="attachment_802" class="wp-caption aligncenter" style="width: 309px"><img class="size-full wp-image-802" title="Quanto la generazione Y dà importanza alla pubblicità sui social network" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2009/04/pmn-pace-university-relevancy-ad-generation-y-february-2009.jpg" alt="Quanto la generazione Y dà importanza alla pubblicità sui social network" width="299" height="215" /><p class="wp-caption-text">(Fonte:  La Rete di Marketing Partecipativo e il Laboratorio di Marketing Diretto e Interattivo della Pace University, Febbraio 2009 )</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p style="clear:both">-<strong>19</strong>%: dà importanza all’ad<br />
-<strong>81</strong>%: non dà importanza all’ad.</p>
<p>Ci rendiamo conto ancora una volta che la pubblicità sui social network non risulta efficace quando si cerca di raggiungere i cosiddetti <em>Millennials*</em>; e questo secondo il  Participatory Marketing Network, la Lubin School of Business&#8217; Interactive and Direct Marketing Lab e l’ IDC (Fonte: MarketingCharts.com).</p>
<p><strong>Non è una gran sorpresa</strong></p>
<p><strong>La cosa importante<br />
</strong></p>
<p>È qui che diventa interessante. Volete sapere a cosa si interessano i  Millennials dei social network?<br />
(Certo che lo volete sapere- è per questo che siete qui.)</p>
<p>•    Ricevere notizie e aggiornamenti sui prodotti (67%)<br />
•    Avere accesso a promozioni (64%)<br />
•    Guardare o scaricare musica e video (41%)<br />
•    Presentare opinioni (36%)<br />
•    Essere connessi con altri consumatori (33%)</p>
<p>Qui c’è un’opportunità per voi, esperti di marketing. Se volete fare colpo  in un social network visitato dai vostri clienti, ricompensateli. Date loro  aggiornamenti sui vostri prodotti – informazioni che non possono reperire altrove, o rendetelo il primo posto in cui posizionate gli aggiornamenti. Date loro un offerta che può essere ricevuta solo dal social network.</p>
<p>In altre parole, <strong>fornite valore</strong> e, in primo luogo,  attenetevi contestualmente al perché essi sono lì.</p>
<p>Non li interrompete con i vostri annunci pubblicitari nell’attesa di risultati.</p>
<p>*Howe and Strauss usano il termine &#8220;Millennials&#8221; come contrario a  &#8220;Generation Y&#8221;, sostenendo che tale gruppo abbia coniato personalmente il termine Millennials con il  desiderio di non essere strettamente associato alla Generazione X , quella precedente la Gen Y. Hanno poi incrementato il tutto con ampi studi sulla storia dei dati demografici  &#8211; o target &#8211; americani, con un nuovo libro riguardante quella generazione, intitolato Millennials Rising. N.d.T.</p>
<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Generation_Y" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/en.wikipedia.org/wiki/Generation_Y?referer=');"> http://en.wikipedia.org/wiki/Generation_Y</a></p>
<p>Con questo post, io, Enzo e Domenico (che è di Avezzano), cogliamo l&#8217;occasione per salutare e stringere in un abbraccio gli amici abruzzesi.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;iceberg del social media branding</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/iceberg-del-social-media-branding/</link>
		<comments>http://www.socialmediamarketing.it/iceberg-del-social-media-branding/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 15:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Santagata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strategie]]></category>
		<category><![CDATA[approccio]]></category>
		<category><![CDATA[conversazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
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		<category><![CDATA[modello]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[social media branding]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>
		<category><![CDATA[strategie]]></category>

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		<description><![CDATA[(clicca sull&#8217;immagine per vedere una versione ingrandita) Qualche settimana fa, seduti in un pub a bere una birra, riflettevo con Jose e Domenico sulle differenze tra campagne di social media marketing di tipo &#8220;advertising&#8221; e campagne &#8211; ma sarebbe meglio...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/issues/iceberg_socialmedia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-781" title="The iceberg of social media brand marketing" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2009/04/iceberg_socialmedia_small.jpg" alt="The iceberg of social media brand marketing" width="400" height="280" /></a></p>
<p style="clear:both"><em>(clicca sull&#8217;immagine per vedere una versione ingrandita)</em></p>
<p>Qualche settimana fa, seduti in un pub a bere una birra, riflettevo con Jose e Domenico sulle differenze tra campagne di social media marketing di tipo &#8220;advertising&#8221; e  campagne &#8211; ma sarebbe meglio parlare di presenze &#8211; più orientate alla <strong>costruzione del brand</strong>, con dinamiche, metriche e obiettivi diversi rispetto al primo tipo, ma soprattutto dotate di valutazioni dell&#8217;efficacia giustificabili nel lungo termine.<span id="more-13"></span></p>
<p>Proprio questa riflessione &#8211; <em>a dire il vero neppure così originale</em> &#8211; mi ha spinto a cercare una metafora per rappresentare visivamente l&#8217;importanza delle <strong>componenti interne all&#8217;azienda</strong> con l&#8217;ecosistema di valori e modelli che sono invisibili (o appena visibili) agli occhi degli utenti, ma che rappresentano la parte più importante di un <strong>progetto di social media branding</strong>.</p>
<p>Solo con un&#8217;ampia e stabile parte sommersa è possibile garantire l&#8217;equilibrio alla parte emersa. In questo modo si può innescare un circolo virtuoso, dove i feedback rafforzano sempre di più la base dell&#8217;iceberg che di conseguenza aumenta la sua superficie visibile, dando <strong>valore al brand</strong> e a tutti i suoi interlocutori: azienda, utenti, consumatori, dipendenti, ecc.</p>
<p>Sentitevi pure liberi di proporre modifiche o suggerimenti.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Gli esperti di marketing utilizzano i social media?</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/gli-esperti-di-marketing-utilizzano-i-social-media/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 06:04:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jose Gragnaniello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strategie]]></category>
		<category><![CDATA[approccio]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>
		<category><![CDATA[targeting]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa è la domanda che si è posto Micheal A. Stelzner per redigere una survey nella quale indaga usi e costumi degli esperti di marketing nei confronti di social network e social bookmark. La survey è suddivisa in varie sezioni,...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-768" title="social-media-marketing highways" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2009/03/social-media-marketing-copy2-400x300.jpg" alt="social-media-marketing highways" width="400" height="300" /></p>
<p>Questa è la domanda che si è posto Micheal A. Stelzner per redigere una survey nella quale indaga usi e costumi degli esperti di marketing nei confronti di social network e social bookmark.</p>
<p>La survey è suddivisa in varie sezioni, ne faccio una summa:<span id="more-756"></span></p>
<ul>
<li>Le 10 domande più importanti sui social media cui gli esperti di marketing chiedono risposte</li>
<li>Il tempo speso sui vari social network</li>
<li>I benefici del social media marketing</li>
<li>I social media comunemente utilizzati</li>
<li>I social media di cui se ne vuole sapere di più</li>
<li>Altre analisi: età, genere, tipologia di lavoro, esperienza etc.</li>
</ul>
<p>Le 10 domande che necessitano risposta sono molto interessanti:</p>
<ol>
<li><strong>Quali sono le tattiche migliori da utilizzare?</strong><br />
Include al suo interno domande che chiedono qual è stato il metodo strategico che ha avuto più successo e come i social media possono aiutare lo sviluppo di un brand e rafforzare la credibilità nei confronti dei consumatori.</li>
<li><strong>Come posso misurare l&#8217;efficacia dei social media?</strong><br />
Include domande che chiedono come misurare il successo, quale sia il ROI, quali siano le metriche traducibili in termini reali  etc.</li>
<li><strong>Da dove parto?</strong><br />
Qui  viene fuori tutta la necessità di calcolo matematico degli uomini di marketing, che si sentono spaesati e vogliono sapere quali sono modi, tempi e spazi migliori per partire.</li>
<li><strong>Come faccio a gestire l&#8217;equilibrio sociale?<br />
</strong> Questa è una bella domanda. Gestire un equilibrio tra un giusto comportamento e la nacessità di fare marketing è una cosa fondamentale.</li>
<li><strong>Quali sono i migliori strumenti e social network?<br />
</strong>Emerge<strong> </strong>la necessità di andare a coprire i canali più frequentati e famosi per ottenere un ritorno immediato.  Una domanda sensata chiede su quali siti social, tra Facebook, Twitter, LinkedIn e soci, dovrebbero concentrarsi i propri sforzi. Infatti non è detto che si debba invadere ogni canale.</li>
<li><strong>Come posso gestire il tempo a mia disposizione ?<br />
</strong>In molti riconosco la grande quantità di tempo che occore per gestire la presenza nei media sociali ed anche la difficoltà nel gestire migliaia di followers.</li>
<li><strong>Come posso trovare un target e concentrarmi su di esso?<br />
</strong>Viene naturale la richiesta di targetizzazione vista la natura generica dei vari social network<strong>. </strong>Targetizzare permette di risparmiare tempo e non disturbare persone che non potrebbero essere interessate.<strong></strong></li>
<li><strong>Come posso trasformare i miei sforzi nel social media marketing in risultati tangibili?<br />
</strong>Ci si chiede quali siano le migliori attività da svolgere su Twitter, LinkedIn e Facebook per portare alla vendita di prodotti.<strong></strong></li>
<li><strong>Come posso rendere coerente il lavoro sui vari social media?<br />
</strong>Alcuni desiderano sapere se è possibile gestire la campagna tramite un unico canale, o come gestire il tutto per farlo sembrare figlio di una strategia coerente.<strong></strong></li>
<li><strong>Funzionano realmente le strategie sui social media e, se si, quanto?<br />
</strong>Chi lo sa? <img src='http://www.socialmediamarketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> <strong><br />
</strong></li>
</ol>
<p>Come dimostrano le domande, anche negli Stati Uniti, la materia è fresca e si va a tentoni nonostante si parli di queste attività da un pò di anni oramai.</p>
<p>Forse è la volta buona che in Italia riusciamo ad introdurre delle best practices prima degli americani?</p>
<p>Per i più curiosi, l&#8217;intera survey di Stelzner si trova sotto <a href="http://www.whitepapersource.com/socialmediamarketing/report/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.whitepapersource.com/socialmediamarketing/report/?referer=');">queste parole</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.socialmediamarketing.it/gli-esperti-di-marketing-utilizzano-i-social-media/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
	</channel>
</rss>

