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	<title>SocialMediaMarketing.it &#187; Social Media</title>
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	<description>Visioni e strategie di Social Media Marketing</description>
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		<title>Social Media Monitoring: uno studio sugli user generated content nel periodo natalizio [RICERCA]</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 10:43:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Survey & Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[social media analisys]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ascolto della rete è diventato uno dei pilastri più importanti su cui si regge l&#8217;intero social media marketing. Ascoltando e monitorando le conversazioni possiamo capire bisogni e desideri degli utenti, intercettare trends consumistici, criticità ed aspetti positivi e negativi della...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ascolto della rete è diventato uno dei pilastri più importanti su cui si regge l&#8217;intero social media marketing. Ascoltando e monitorando le conversazioni possiamo capire bisogni e desideri degli utenti, intercettare trends consumistici, criticità ed aspetti positivi e negativi della nostra offerta. Possiamo anche capire, almeno in parte, quanto e cosa verrà consumato in un dato periodo preso in considerazione, ad esempio il Natale. </p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.freedatalabs.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.freedatalabs.com/?referer=');">Freedata Labs</a> ha realizzato per BEVERAGE&#038; GROCERY uno studio ad hoc che <strong>prende in considerazione il periodo natalizio e prenatalizio negli ultimi due anni e ha raccolto e analizzato i testi</strong> (commenti, interventi, post) <strong>che fanno riferimento al pranzo (o cena) di Natale (o della vigilia), studiandone i contenuti e l’evoluzione temporale.</strong> La piattaforma di web listening utilizzata è <strong>Alterian SM2</strong>, che permette di accedere a dati social media pubblicati fino a tre anni fa; in questo caso, sono stati estratti i dati del periodo dal 1° settembre andamento. al 31 Dicembre del 2009 e del 2010 (al momento della stesura dell’articolo i dati 2011 erano disponibili fino alla prima settimana di Novembre).<br />
In totale, sono stati letti e analizzati circa <strong>1.900 contributi</strong> attinenti al tema studiato. Dove se ne parla? Le conversazioni in rete su questo tema si sviluppano all’interno di tre canali digitali principali: i Media Type (siti cosiddetti “Mainstream”, comprendenti i siti di news<br />
e quelli aziendali), i Blog (siti personali gestiti da un moderatore che “racconta” le sue esperienze e accetta commenti, risposte e osservazioni), i Forum (luoghi di discussione pubblici in cui ci si scambiano opinioni ed esperienze su argomenti generali o specifici).<br />
In percentuale i risultati provenienti dal canale Mainstream coprono il 31% del totale, il 39% proviene dai Blog, il 27% dai Forum. La restante quota si ripartisce tra Social Network, Twitter e altri canali notiamo che il contributo dei Media Type a questa discussione non raggiunge un terzo del totale: gran parte dei testi proviene da siti indipendenti, e più di un quarto dei risultati (quelli raccolti nei Forum) sono assolutamente<br />
spontanei. I Media Type sono in questo contesto prevalentemente siti di stampa a orientamento gastronomico/culinario (ad esempio, buttalapasta.it), rivolti a un pubblico di casalinghe e mamme.<br />
<br />
<a class="thickbox" rel="same-post-4300" title = "social media monitoring" href="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2012/01/social-media-monitoring.jpg"><img src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2012/01/social-media-monitoring.jpg" alt="" title="social media monitoring" width="556" height="363" class="alignleft size-full wp-image-4301" /></a></p>
<h2>Trend Lines<br />
</h2>
<p>Nel grafico qui sopra (andamento giornaliero) e nel grafico nella pagina precedente (andamento settimanale) vediamo lo sviluppo temporale del buzz (numero di risultati) sul menu del pranzo di natale nei due anni. Abbiamo distinto i testi provenienti da blog, forum e social networks (Facebook e altri), confrontandoli con le comunicazioni provenienti da stampa on-line, in modo da evidenziare eventuali disallineamenti nell’andamento<br />
temporale dei risultati. <strong>È immediato vedere che il passaparola sul Pranzo Natalizio comincia all’inizio di novembre</strong> (settimana 44): è quello il momento in cui la rete “si sveglia” e comincia a far circolare i primi post, commenti, osservazioni su questo tema. Mentre a ottobre l’interesse è ancora pressoché nullo, da novembre il consumatore è pronto a recepire gli stimoli che il mercato può offrire: comunicazione (on line e<br />
off line), presenza a scaffale di nuovi prodotti, attività in store. Naturalmente, il dialogo si fa più animato a dicembre, fino ad arrivare a un picco nelle settimane prossime al Natale. I dati del 2011 disponibili al momento confermano questi risultati: nel periodo da settembre alla<br />
prima settimana di novembre 2011, sono stati raccolti in rete solo 20 testi che fanno riferimento al Pranzo di Natale.<br />
La tendenza è la stessa sia nei siti istituzionali che negli altri canali ma, come abbiamo già sottolineato, in generale il numero di conversazioni “spontanee” è sempre notevolmente più alto.<br />
<br />
<a class="thickbox" rel="same-post-4300" title = "social media monitoring2" href="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2012/01/social-media-monitoring2.jpg"><img src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2012/01/social-media-monitoring2.jpg" alt="" title="social media monitoring2" width="685" height="366" class="alignleft size-full wp-image-4302" /></a></p>
<h2>Argomenti trattati</h2>
<p>L’analisi puntuale dei testi fornisce indicazioni sugli argomenti trattati: abbiamo cercato nel contenuto riferimenti al menù (vedi grafico relativo nella pagina a fianco) e al canale di vendita eventualmente citato. Consideriamo prima i siti gestiti dagli utenti (“User Generated Content”): per<br />
quanto riguarda i cibi, la parte del leone la fanno i dolci (presenti nel 42% dei risultati) e in particolare (in ordine di importanza) il panettone, il pandoro, il torrone.<br />
<strong>Le bevande vengono citate meno</strong>: si parla di vino nel 20% dei testi analizzati, di spumante nel 7%. Si parla anche di cibi costosi e particolari, adatti alle grandi occasioni, come funghi e salmone, senza dimenticare i grandi classici: tortellini, lasagne, tacchino, cappone, per citare solo i più nominati. In rete si parla di ricette, ci si scambiano consigli e suggerimenti su quali piatti preparare e su come realizzarli al meglio. Nei blog si propongono ai lettori menù per la Vigilia, per il Pranzo Natalizio, per Santo Stefano, mentre nei forum il tono della conversazione è più colloquiale e si cerca aiuto e ispirazione per fare bella figura e presentare in tavola qualcosa di nuovo oppure qualche piatto classico, ma non banale. Solo una minima parte dei testi menziona il canale di vendita; in generale si preferisce fare gli acquisti natalizi nei negozi specializzati.<br />
Per quanto riguarda i Media Type, vediamo un certo allineamento fra i temi gastronomici trattati dai siti istituzionali e gli argomenti preferiti dagli utenti (vedi grafico nella pagina precedente). Anche qui l’argomento preferito sono i dolci, seguiti dai piatti principali e dalle bevande.<br />
Combinando le evidenze di queste due analisi, diamo nel grafico in questa pagina gli argomenti per i quali l’interesse (inteso come percentuale di citazioni nei testi analizzati) risulta comunque più alto nei siti spontanei rispetto a quanto proposto dai siti di stampa: dove questa differenza è maggiore (Cioccolato, Funghi, Torrone) leggiamo un’opportunità per sviluppare una comunicazione online mirata, che parli ai consumatori degli argomenti che a loro interessano di più.<br />
<br />
<a class="thickbox" rel="same-post-4300" title = "social media monitoring3" href="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2012/01/social-media-monitoring3.jpg"><img src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2012/01/social-media-monitoring3.jpg" alt="" title="social media monitoring3" width="605" height="380" class="alignleft size-full wp-image-4303" /></a><br />
<br />
Inoltre con la mia agenzia <a href="http://www.webinfermento.it" title="social media agency" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.webinfermento.it?referer=');">Web In Fermento</a> abbiamo realizzato questa piccola infografica, con dati tratti da <a href="http://www.guidaconsumatore.com/alimentazione/pranzo-e-cena-di-natale.html" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.guidaconsumatore.com/alimentazione/pranzo-e-cena-di-natale.html?referer=');">questa ricerca</a> che evidenzia cosa mangiamo a Natale! <img src='http://www.socialmediamarketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
<br />
<a class="thickbox" rel="same-post-4300" title = "i-numeri-del-25" href="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2012/01/i-numeri-del-25.png"><img src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2012/01/i-numeri-del-25.png" alt="" title="i-numeri-del-25" width="614" height="500" class="alignleft size-full wp-image-4307" /></a></p>
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		<title>Servizio Pubblico, quando la tv incontra il web e può imparare a sfruttarne le potenzialità</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 00:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jose Gragnaniello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Visioni]]></category>
		<category><![CDATA[santoro]]></category>
		<category><![CDATA[servizio pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>

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		<description><![CDATA[Servizio Pubblico, la trasmissione andata in onda stasera, dal mio punto di vista, è stata vettore di novità per alcuni aspetti: La fuga dalla Rai e la messa in onda su più reti private regionali più Internet La sottoscrizione pubblica...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="thickbox" title="santoro-tivvu-10-euro-televsione-servizio-pubblico" href="http://www.socialmediamarketing.it/?attachment_id=4089" rel="same-post-4085"><img class="aligncenter size-full wp-image-4089" title="santoro-tivvu-10-euro-televsione-servizio-pubblico" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/11/santoro-tivvu-10-euro-televsione-servizio-pubblico.jpg" alt="" width="480" height="326" /></a></p>
<p><strong><a href="http://www.serviziopubblico.it/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.serviziopubblico.it/?referer=');">Servizio Pubblico</a>, la trasmissione andata in onda stasera, dal mio punto di vista, è stata vettore di novità per alcuni aspetti:</strong></p>
<ol>
<li>La fuga dalla Rai e la messa in onda su più reti private regionali più Internet</li>
<li>La sottoscrizione pubblica che ha portato all&#8217;incasso, pare,  di più di un milione di euro</li>
<li>L&#8217;utilizzo del Facebook Question per fare sondaggi live</li>
</ol>
<div>Molte sono state le critiche al programma, per la lentezza, il fatto che i toni fossero troppo bassi e che con il<strong> Facebook Question</strong> non c&#8217;è stata un&#8217;interazione qualitativa ma numerica.</div>
<div>Tralasciando i problemi meramente televisivi (che associo anche all&#8217;emotività del telespettatore), andiamo a vedere come e perché l&#8217;utilizzo di Internet può migliorare, considerato anche il fatto che la nascita di questa trasmissione è dovuta anche ad una forte mobilitazione online da parte di molti utenti.</div>
<h2>Interazione su Facebook</h2>
<p>La <a href="http://www.facebook.com/servpubblico" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/servpubblico?referer=');">pagina Facebook di Servizio Pubblico</a>, creata da qualche settimana, durante la serata ha avuto una crescita di 20/30mila fan dovuta soprattutto alla viralità dei <a href="http://www.facebook.com/servpubblico?sk=questions" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/servpubblico?sk=questions&amp;referer=');">Facebook Questions</a>. Le domande di Facebook hanno ottenuto una grande risposta, alcune di queste hanno superato i 40.000 voti.</p>
<p>Da Facebook però non sono stati letti commenti degli utenti e non è stato pensato un utilizzo leggermente più moderno, lasciando aperta la bacheca e facendo fare 5 domande ad un ospite, ad esempio.</p>
<p>Insomma, gli utenti di Facebook andavano portati in trasmissione non solo attraverso i sondaggi ma anche attraverso dibattiti veri e propri (la cui gestione è ovviamente difficile ma non impossibile).</p>
<p>Con un lavoro ancor più certosino, ma sicuramente fruttuoso, si possono raccogliere tutte quelle attività con velleità giornalistiche che vengono svolte dagli utenti (anche su Twitter e Youtube), ingaggiando questi settimanalmente sui temi che verteranno in trasmissione.</p>
<h2>Twitter</h2>
<p>Twitter non offre uno strumento come il Facebook Question, ma è sicuramente il social network principe per quanto riguarda l&#8217;informazione.</p>
<p>Anche qui l&#8217;account <a href="http://twitter.com/#!/Serv_Pubblico" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/twitter.com/_/Serv_Pubblico?referer=');">@Serv_Pubblico</a> si è &#8220;limitato&#8221; a postare le domande da Facebook, annunciare gli ospiti ed i servizi e a rispondere a qualche tweet.</p>
<p>Nel caso Servizio Pubblico e Santoro volessero cominciare ad investire su questo social network le possibilità creative, come il coinvolgimento di account di giornalisti che facessero delle Tweet-interviste da riportare in trasmissione (la prima cosa che mi è venuta in mente).</p>
<p>Anche un occhio attento all&#8217;hashtag <a href="http://twitter.com/#!/search/%23serviziopubblico" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/twitter.com/_/search/_23serviziopubblico?referer=');">#serviziopubblico</a> con qualche retweet avrebbe potuto dare una marcia in più, soprattutto per individuare spunti e critiche da passare in trasmissione.</p>
<h2>In Conclusione</h2>
<p>Servizio Pubblico è <strong>da lodare</strong> per tutti gli sforzi che sta facendo e che farà come programma televisivo e sotto il profilo dell&#8217;utilizzo dei social network e, per chi sta a guardare, è facile criticare e fare proposte, ma certe cose si fanno quando si è appassionati ad un progetto.<br />
Detto questo, la grande difficoltà nella gestione dei social media nei progetti televisivi sta tutta nei numeri, a volte bassi a volte troppo alti.</p>
<p>Filtrare una mole di commenti come quelli della serata passata è operazione impossibile, per questo vanno date delle regole, scelti utenti durante la settimana (in modo da movimentare anche i giorni in cui la trasmissione non va in onda), intervistati o resi operativi nei social media allo scopo di ottenere un fine visibile durante la trasmissione.</p>
<p><strong>I tempi televisivi vanno poi rispettati:</strong> se ci sono tre ospiti, 4 servizi e una persona del pubblico che parla, quale sarà lo spazio che andrò a dare ai social media?</p>
<p>Insomma, la formula del giornalista che va nelle piazze ad intervistare persone, con alcuni accorgimenti, può essere ripetuta nel web (risparmiando anche sul collegamento) e sono queste ed altre novità che ci aspettiamo da un programma come Servizio Pubblico e da una persona battagliera come Santoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questi i miei brevi appunti (forse anche troppo magri) sulla puntata di Servizio Pubblico. Spero che chi leggerà il post avrà voglia di aggiungere un suo pensiero su come migliorare il programma sotto questo aspetto.</p>
<p>In fondo, la Rete, più che critica deve essere propositiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Social media marketing: tra neofiti, guru e aziende ci sta la crisi!</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 12:01:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Visioni]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[social media manager]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono tre categorie che potrebbero essere coinvolte per spiegare il titolo del post: aziende, comunicatori/agenzie social media/intermediari e i semplici clienti/utenti. Coi dati alla mano potremmo dire che il social media marketing è a tutti gli effetti una parola...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono tre categorie che potrebbero essere coinvolte per spiegare il titolo del post: aziende, comunicatori/agenzie social media/intermediari e i semplici clienti/utenti. Coi dati alla mano potremmo dire che il social media marketing è a tutti gli effetti una parola ormai molto ricorrente nei piani di marketing di molte aziende.</p>
<p>Aumentano gli investimenti, diminuisce l&#8217;<a href="http://www.socialmediamarketing.it/il-social-media-marketing-e-lignoranza-dilagante/" target="_blank">ignoranza che due anni fa era dilagante</a>, diminuisce lo <a href="http://www.webinfermento.it/scetticismo-nel-social-media-marketing-vs-reali-casi-di-successo-per-piccole-attivita/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.webinfermento.it/scetticismo-nel-social-media-marketing-vs-reali-casi-di-successo-per-piccole-attivita/?referer=');">scetticismo circa il reale ritorno dell&#8217;investimento</a>.</p>
<p>Poi qualche azienda ascolta realmente i propri clienti/utenti e si migliora<strong> offrendo qualcosa di più corrispondente alle richieste</strong>, altre invece semplicemente vanno su feisbuk, twitter e linkedIn<strong> &#8220;perché la moda e i media dicono che ci devono andare, perché gli amici e i conoscenti dicono di andarci&#8221;</strong> e perché mezzo milione di blog a livello mondiale rompono le scatole dicendo che il social media marketing ha un reale ritorno sull&#8217;investimento effettuato. Tuttavia alla fine, bene o male, ci sono più o meno tutte.<strong> I più pirli si pubblicizzano ancora su Facebook creando un profilo utente</strong> e aggiungendosi tutti gli abitanti del loro paese perché tanto che ce frega di ascoltarli, basta che loro vedano e ascoltino noi.</p>
<p>Dall&#8217;altra parte dell&#8217;asta c&#8217;è la categoria di quelli come me, che si occupano di fare da intermediari tra te azienda che, e sottolineamolo, se fossi davvero eccezionale non dovresti ricorrere nemmeno ai contest o agli adsense su Facebook o al posizionamento nei motori di ricerca e i tuoi potenziali clienti/utenti della rete, che potrebbero essere interessati ad acquistare da te e non da un tuo competitor all&#8217;emergere di uno specifico bisogno.</p>
<p>Potremmo quindi dire che tutto parte dalla nascita, dal basso, del<strong> bisogno di un consumatore</strong>, fattore primario che alla fine, da sempre, fa girare l&#8217;economia. Se vivessimo in un mondo privo di bisogni <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Abraham_Maslow" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Abraham_Maslow?referer=');">Maslow non avrebbe creato la sua scala</a> e l&#8217;economia ci parrebbe come un termine alieno. L&#8217;economia è purtroppo fatta di <strong>variabili</strong>, ossia oggetti che possono assumere valori e significati diversi in un contesto e nella nostra equazione <strong>la variabile assume un valore negativo se la facciamo corrispondere al periodo economico in cui ci troviamo</strong>.</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/pages/sta-la-crisi/104057266362044" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/pages/sta-la-crisi/104057266362044?referer=');">Sta la crisi </a>ci sarebbe da dire. E se c&#8217;è crisi i consumi si ritraggono. E perché i consumi si ritraggono? Perché della nostra scala dei bisogni magari eliminiamo quelli più superflui o meno immediati per lasciar posto a quelli che riteniamo primari. Di conseguenza <strong>se i nostri bisogni diminuiscono ci sono determinate aziende che riducono la loro capacità produttiva</strong> e noi intermediari lavoriamo di meno. E&#8217; proprio questa la situazione italiana del momento.</p>
<p>Aziende allarmate dalla crisi e dalla manovra economica, se hanno dei tagli da fare al proprio bilancio la prima voce a cui guardano è &#8220;marketing e comunicazione&#8221; e zac! Dall&#8217;altra parte però, i social media e social media marketing sono un terreno molto ambito dai giovani, neo-universitari alla ricerca di un lavoro e secondo voi, che situazione viene a crearsi?</p>
<p>Secondo me quella in questo piccolo elenco:</p>
<ul>
<li>le aziende riducono investimenti in comunicazione;</li>
<li>i giovani aumentano la voglia di social media;</li>
<li>i clienti &#8220;tagliano&#8221; i loro bisogni;</li>
<li>le agenzie e freelance,  per campare si buttano sulla formazione (poco importa di che qualità).</li>
<li>i social media aumentano perché son fighi&#8230;</li>
</ul>
<p>Il risultato economico più evidente è quello che viene a crearsi una <strong>frammentazione di &#8220;menti&#8221; del social media marketing</strong> con un&#8217;insieme di offerta che non sarà mai distribuita del tutto, proprio perché le aziende investono poco.</p>
<p>E non mi si dica che il social media marketing costa poco e che un&#8217;azienda se lo può fare in-house perché tanto i soldi per la formazione o il design dovranno pur spenderli.</p>
<p>Ps. io non mi sono ancora fatto l&#8217;iPad 2 perché&#8230;<strong>sta la crisi</strong>!</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3986" title="altan-crisi-e-stabilita" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/09/altan-crisi-e-stabilita.jpg" alt="" width="568" height="600" /></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Global Social Media Check-up 2011</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 08:24:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Nardone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Survey & Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[survey]]></category>

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		<description><![CDATA[Da qualche settimana è disponibile l&#8217;analisi di  Burson Marsteller sul trend dell&#8217;utilizzo dei social media da parte delle 100 maggiori companies al mondo. Condivido l&#8217;overview perchè molto interessante e ricca di case history, qualche nota in ordine sparso&#8230; la crescita...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-3650" title="globalsocialmediacheckup" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/06/globalsocialmediacheckup-400x300.png" alt="" width="400" height="300" /></p>
<p>Da qualche settimana è disponibile l&#8217;analisi di  <a href="http://burson-marsteller.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/burson-marsteller.it/?referer=');">Burson Marsteller</a> sul trend dell&#8217;utilizzo dei social media da parte delle 100 maggiori companies al mondo. Condivido l&#8217;overview perchè molto interessante e ricca di case history, qualche nota in ordine sparso&#8230;</p>
<ul>
<li>la crescita maggiore riguarda <strong>company asiatiche</strong>&#8230;e fin qui siamo in linea con i trend economici mondiali</li>
<li><strong>i casi più interessanti a mio giudizio riguardano twitter</strong>, per la sua natura è l&#8217;ambiente più adatto per proporre progetti interessanti e realmente utili. Peccato che da noi ancora non ha raggiunto &#8211; e difficilmente raggiungerà &#8211; diffusione e prenetrazione in linea con altri paesi</li>
<li>dalle organizzazioni più grandi a quelle più piccole è ormai diffusissima la consapevolezza di<strong> far rientrare anche i social media nel proprio ecosistema di comunicazione con clienti e prospect.</strong> Questo è solo il punto di partenza, lo step successivo e quello di passare all&#8217;azione.</li>
</ul>
<p><strong>Enjoy!</strong></p>
<div style="width:425px" id="__ss_6933954"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/BMGlobalNews/bursonmarsteller-2011-global-social-media-checkup" title="Burson-Marsteller 2011 Global Social Media Check-up" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.slideshare.net/BMGlobalNews/bursonmarsteller-2011-global-social-media-checkup?referer=');">Burson-Marsteller 2011 Global Social Media Check-up</a></strong><object id="__sse6933954" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=burson-marsteller2011globalsocialmediacheck-upfinal-110215083535-phpapp01&#038;stripped_title=bursonmarsteller-2011-global-social-media-checkup&#038;userName=BMGlobalNews" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse6933954" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=burson-marsteller2011globalsocialmediacheck-upfinal-110215083535-phpapp01&#038;stripped_title=bursonmarsteller-2011-global-social-media-checkup&#038;userName=BMGlobalNews" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object></div>
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		<title>Report, i social network e la paura (dei webmarketer)</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 23:55:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jose Gragnaniello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Visioni]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[twttier]]></category>

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		<description><![CDATA[Report, ieri sera, ha dedicato una puntata (secondo me nella norma) alle problematiche di rete, in special modo quelle dei social network, impostandola sull&#8216;utilizzo dei dati degli utenti e sui guadagni che Google, Facebook, Twitter  &#38; co. realizzano grazie al...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-3236" title="report" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/04/report-420x143.jpg" alt="" width="420" height="143" /></p>
<p>Report, ieri sera, ha dedicato una puntata (secondo me nella norma) alle problematiche di rete, in special modo quelle dei social network, impostandola sull<strong>&#8216;utilizzo dei dati degli utenti </strong>e sui guadagni che Google, Facebook, Twitter  &amp; co. realizzano grazie al fatto che noi cerchiamo e condividiamo cose inerenti le nostre vite.</p>
<p>I toni, a mio modo di vedere non allarmistici ma i soliti utilizzati dai giornalisti del programma, hanno scatenato un <strong>putiferio</strong> <a href="http://www.google.com/search?q=report+facebook&amp;hl=it&amp;lr=lang_it&amp;safe=off&amp;tbs=lr:lang_1it,qdr:d&amp;prmd=ivns&amp;source=lnt&amp;sa=X&amp;ei=8jeiTaLuLcXMtAbtzsDnAQ&amp;ved=0CA8QpwUoAg" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.google.com/search?q=report+facebook_amp_hl=it_amp_lr=lang_it_amp_safe=off_amp_tbs=lr_lang_1it_qdr_d_amp_prmd=ivns_amp_source=lnt_amp_sa=X_amp_ei=8jeiTaLuLcXMtAbtzsDnAQ_amp_ved=0CA8QpwUoAg&amp;referer=');">in rete</a>, soprattutto su <a title="Segui la discussione" href="http://search.twitter.com/search?max_id=57215039081414656&amp;offset_recent_correction=3&amp;page=2&amp;q=report&amp;lang=it" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/search.twitter.com/search?max_id=57215039081414656_amp_offset_recent_correction=3_amp_page=2_amp_q=report_amp_lang=it&amp;referer=');">Twitter</a> dove gli utenti più heavy, ma soprattutto coloro che col web ci lavorano, non hanno risparmiato anatemi nel nome del giusto approfondimento giornalistico.</p>
<p>Si è letto di &#8220;Report terrorista&#8221;, sono spuntate <a href="http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20110410132927AAqnNAJ" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20110410132927AAqnNAJ&amp;referer=');">le prime domande su Yahoo Answers</a>, qualcuno ha parlato di <a href="http://www.consulenzewebmarketing.it/report-facebook-e-i-pericoli-della-rete/440" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.consulenzewebmarketing.it/report-facebook-e-i-pericoli-della-rete/440?referer=');">informazione ansiogena</a> ed altri hanno fatto la solita<a href="http://friendfeed.com/search?q=report+friends%3Ajosegragnaniello" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/friendfeed.com/search?q=report+friends_3Ajosegragnaniello&amp;referer=');"> <strong>solipsistica ironia</strong> su Friendfeed</a>. <a href="http://www.unita.it/italia/report-gabanelli-scivola-sulla-rete-br-puntata-sul-web-ma-i-fan-la-bocciano-1.281839" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.unita.it/italia/report-gabanelli-scivola-sulla-rete-br-puntata-sul-web-ma-i-fan-la-bocciano-1.281839?referer=');">Questo articolo dell&#8217;Unità</a> fa un buon riassunto.</p>
<p>In quanto operatore del settore che non ama i comportamenti lobbistici ma conosce profondamente le dinamiche del <strong>capitalismo italiota</strong>, non resto affatto scolvolto dalla cosa.</p>
<p>La cosa che mi sconvolge di più però è la totale schizofrenia di queste persone che quando Report parla di altri settori (andando ovviamente a ledere altri tipi di corporazioni) lo elogiano sfregandosi le mani. Stasera invece l&#8217;informazione è scarsa, tendenziosa, ansiogena etc.</p>
<p>Suggerisco quindi di fare come gli altri operatori o come ha fatto Tremonti, cioè <strong>contattare l&#8217;AGCOM </strong>e chiedere il diritto di replica, oppure una puntata nella quale si parli con toni enfatici e positivi dei social media e di Internet &#8220;<strong>per migliorare l&#8217;obiettività</strong>&#8221; ma soprattutto ricordarvi quanto siete italiani.</p>
<p>Per quanto riguarda i poveri utenti, molti dei quali hanno cominciato ad utilizzare Facebook prima ancora di avere un pc (concedetemi quest&#8217;assurdo), è necessario ricordare che l&#8217;Italia è un paese di analfabeti digitali popolato da persone in gran parte anziane. E&#8217; ovvio che la trasmissione fosse rivolta a queste persone, molte delle quali non sanno impostare il <strong>livello minimo di privacy</strong> (ricevo da 2 anni una cinquantina di visite al giorno sul mio blog personale con query che includono &#8220;bacheca facebook&#8221; all&#8217;interno della frase).</p>
<p>Se proprio dobbiamo fare una critica a Report facciamola da questo punto di vista. Era necessario aprire <strong>uno squarcio sull&#8217;ignoranza</strong> (non colpevole secondo me) dell&#8217;utente medio che è stato catapultato in rete soprattutto grazie o a causa dell&#8217;avvento di Facebook.</p>
<p>In conclusione, cari amici, il mio suggerimento non è quello di essere meno critici, perché la critica in qualche modo aiuta sempre a crescere, ma di essere<strong> più coerenti nella critica stessa</strong>. In questa occasione vi siete comportati alla stregua di quei loschi personaggi che provano a far chiudere Report portandola in tribunale con cause milionarie.</p>
<p>Se proprio ci tenete ad un&#8217;informazione più coerente su Internet e i social media usate i vostri blog illustrando l&#8217;Eldorado che si aprirà agli utenti condividendo ogni starnuto. O non siete abbastanza sicuri del potere della Rete rispetto alla TV?</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>17 infografiche sui social media</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 07:04:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jose Gragnaniello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Survey & Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[infografiche]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco una raccolta di infografiche vecchie e nuove, sicuramente da stampare o tenere a memoria. Buona visione! L&#8217;evoluzione dei blogger &#160; Donne e social media &#160; Quanto è sentito il bisogno di appartenenza dagli utenti di Internet Un approccio strategico...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Ecco una raccolta di infografiche vecchie e nuove, sicuramente da stampare o tenere a memoria. Buona visione!</p>
<h2 style="text-align: left;">L&#8217;evoluzione dei blogger</h2>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flowtown.com/blog/the-evolution-of-the-blogger?display=wide" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flowtown.com/blog/the-evolution-of-the-blogger?display=wide&amp;referer=');"><img class="size-full wp-image-3143 aligncenter" title="101201-FLOW-BLOGGER2" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/04/101201-FLOW-BLOGGER2-e1302101053517.png" alt="" width="448" height="210" /></a></p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: left;">Donne e social media</h2>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flowtown.com/blog/women-and-social-media?display=wide" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flowtown.com/blog/women-and-social-media?display=wide&amp;referer=');"><img class="size-full wp-image-3144 aligncenter" title="110310-FLOW-WOMEN" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/04/110310-FLOW-WOMEN-e1302101256934.jpg" alt="" width="447" height="209" /></a></p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: left;">Quanto è sentito il bisogno di appartenenza dagli utenti di Internet</h2>
<p><a href="http://www.flowtown.com/blog/how-internet-users-feel-the-need-to-belong?display=wide" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flowtown.com/blog/how-internet-users-feel-the-need-to-belong?display=wide&amp;referer=');"><img class="size-full wp-image-3145 aligncenter" title="113101-FLOWTOWN-BELONG-PNG81" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/04/113101-FLOWTOWN-BELONG-PNG81-e1302101531161.png" alt="" width="447" height="212" /></a></p>
<h2 style="text-align: left;">Un approccio strategico all&#8217;utilizzo di Twitter</h2>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/27132029@N06/3022781883/sizes/z/in/photostream/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/27132029_N06/3022781883/sizes/z/in/photostream/?referer=');"><img class="size-full wp-image-3146 aligncenter" title="3022781883_c04d9f0077_z" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/04/3022781883_c04d9f0077_z-e1302101703665.jpg" alt="" width="450" height="209" /></a></p>
<h2 style="text-align: left;">La crescita della spesa pubblicitaria nei social network</h2>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/theonlinecirclemarketing/4982668462/sizes/o/in/photostream/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/theonlinecirclemarketing/4982668462/sizes/o/in/photostream/?referer=');"><img class="size-full wp-image-3147 aligncenter" title="4982668462_276b70d1d7_o" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/04/4982668462_276b70d1d7_o-e1302101860638.jpg" alt="" width="451" height="211" /></a></p>
<h2 style="text-align: left;">Quanto è seguito il tuo brand?</h2>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.alterian.com/resources/research/Alterian-Annual-Survey-Results-2010/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.alterian.com/resources/research/Alterian-Annual-Survey-Results-2010/?referer=');"><img class="size-full wp-image-3148 aligncenter" title="Alterian-Annual-Survey-Infographic-Full" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/04/Alterian-Annual-Survey-Infographic-Full-e1302102017126.png" alt="" width="450" height="209" /></a></p>
<h2 style="text-align: left;">Quanta importanza stanno assumendo le mobile app?</h2>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flowtown.com/blog/how-important-are-apps?display=wide" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flowtown.com/blog/how-important-are-apps?display=wide&amp;referer=');"><img class="size-full wp-image-3149 aligncenter" title="ft-apps-9212" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/04/ft-apps-9212-e1302102167914.png" alt="" width="451" height="209" /></a></p>
<h2 style="text-align: left;">Quanto gli adulti stanno utilizzando la telefonia mobile?</h2>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flowtown.com/blog/how-are-adults-using-mobile-phones?display=wide" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flowtown.com/blog/how-are-adults-using-mobile-phones?display=wide&amp;referer=');"><img class="size-full wp-image-3150 aligncenter" title="ft-mobile-old-0911" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/04/ft-mobile-old-0911-e1302102601894.png" alt="" width="450" height="211" /></a></p>
<h2 style="text-align: left;">Il trio del nuovo marketing</h2>
<p><a href="http://www.flowtown.com/blog/the-new-marketing-trifecta?display=wide" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flowtown.com/blog/the-new-marketing-trifecta?display=wide&amp;referer=');"><img class="aligncenter size-full wp-image-3151" title="ft-new-marketing-trifecta" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/04/ft-new-marketing-trifecta-e1302102766701.png" alt="" width="450" height="210" /></a></p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: left;">Come i marketer hanno utilizzato i social media nel 2010</h2>
<p><a href="http://www.digitalbuzzblog.com/infographic-how-marketers-are-utilizing-social-media-in-2010/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.digitalbuzzblog.com/infographic-how-marketers-are-utilizing-social-media-in-2010/?referer=');"><img class="aligncenter size-full wp-image-3152" title="How-Marketers-Utilise-Social-Media-2010" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/04/How-Marketers-Utilise-Social-Media-2010-e1302102919657.jpg" alt="" width="451" height="211" /></a></p>
<h2 style="text-align: left;">Chi è il moderno consumatore mediale?</h2>
<p><a href="http://www.flowtown.com/blog/who-is-the-modern-media-consumer?display=wide" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flowtown.com/blog/who-is-the-modern-media-consumer?display=wide&amp;referer=');"><img class="aligncenter size-full wp-image-3153" title="mediaconsumer6" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/04/mediaconsumer6-e1302103039395.png" alt="" width="450" height="210" /></a></p>
<h2 style="text-align: left;">La scalata del social gaming nella spesa pubblicitaria</h2>
<p><a href="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/04/socialgaminginfographic.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3154" title="socialgaminginfographic" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/04/socialgaminginfographic-e1302103152859.jpg" alt="" width="451" height="208" /></a></p>
<h2 style="text-align: left;">I social media per il B2B</h2>
<p><a href="http://www.insideview.com/social-media-facts.html" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.insideview.com/social-media-facts.html?referer=');"><img class="aligncenter size-full wp-image-3156" title="social-media-infographic" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/04/social-media-infographic-e1302103389323.png" alt="" width="449" height="210" /></a></p>
<h2 style="text-align: left;">La storia del social networking</h2>
<p><a href="http://www.onlineschools.org/blog/history-of-social-networking/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.onlineschools.org/blog/history-of-social-networking/?referer=');"><img class="aligncenter size-full wp-image-3157" title="social-networking" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/04/social-networking-e1302103522201.jpg" alt="" width="446" height="209" /></a></p>
<h2 style="text-align: left;">Profilazione degli utenti di Twitter</h2>
<p><a href="http://ngonlinenews.com/media/media-news/infographics/twitter-users.jpg" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/ngonlinenews.com/media/media-news/infographics/twitter-users.jpg?referer=');"><img class="aligncenter size-full wp-image-3159" title="twitter-users" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/04/twitter-users-e1302103618321.jpg" alt="" width="449" height="209" /></a></p>
<h2 style="text-align: left;">Costruire un&#8217;azienda con i social media</h2>
<p><a href="http://www.elliance.com/aha/infographics/Social-Media-Building.aspx" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.elliance.com/aha/infographics/Social-Media-Building.aspx?referer=');"><img class="aligncenter size-full wp-image-3155" title="social-media-building" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/04/social-media-building-e1302103699809.gif" alt="" width="450" height="210" /></a></p>
<h2 style="text-align: left;">Lo stato di Internet nel 2010</h2>
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: 20px; font-weight: bold;"><a href="http://www.focus.com/images/view/48564/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.focus.com/images/view/48564/?referer=');"><img class="aligncenter size-full wp-image-3158" title="State_of_the_Internet_2010" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/04/State_of_the_Internet_2010-e1302164695321.png" alt="" width="451" height="210" /></a></span></p>
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		<title>Social “Moda” Marketing e l’ascolto dei clienti&#8230;tra le cuffie di un iPod</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 10:20:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Visioni]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[social media monitoring]]></category>

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		<description><![CDATA[Un breve post di discussione che spero coinvolga tutti voi lettori e si sviluppi anche un dibattito sullo stato attuale del social media marketing, italiano soprattutto. Come ben saprete e avrete letto anche su questo blog, il social media marketing...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un breve post di discussione che spero coinvolga tutti voi lettori e si sviluppi anche un dibattito sullo stato attuale del social media marketing, italiano soprattutto. Come ben saprete e avrete letto anche su questo blog, il social media marketing nasce con un preciso obiettivo:<strong> favorire l’ascolto degli utenti</strong>. Si dissocia, almeno nelle premesse, dai vecchi approcci del marketing tradizionale in quanto promette di rendere possibile il dialogo con gli utenti, ascoltare le loro esigenze, migliorare l’offerta e, cosa più importante, <strong>coinvolgerli in programmi di generazione di idee per nuovi prodotti e servizi, anzi si dice che dovrebbero essere gli utenti a creare un brand</strong>.</p>
<p>Bene, ora analizziamo un attimo l’Italia, quanti casi che rispecchiano le premesse del social media marketing possiamo contare? Oltre al<em> Mulino che vorrei</em>, quanti altri ce ne sono? E sto comunque parlando di grandi brand che possono permettersi grossi investimenti.</p>
<p>Sto spesso notando, ma forse l’avrete notato anche voi, come molti programmi di social media marketing in Italia siano pressappoco tutti uguali, tutti con un unico filo logico strategico: la fan page con sconti, contest e concorsi vari per far parlare del brand nei social, e si punta al fattore “emozionale” per stupire gli utenti e spingerli al buzz (e l’azienda mangia!).</p>
<p>Ma non pensate che alla fin fine questo modo di approcciarsi è lo stesso che avveniva in passato solo che svolto con strumenti e strategie di innovative? Perché se mi fermo a pensarci, è sempre la logica del “io azienda ti sto offrendo qualcosa e tu puoi acquistare a condizioni vantaggiose dai social” ma è sempre un’offerta che ha deciso l’azienda (dall’alto) e non un numero consistente di utenti (dal basso).</p>
<p>Poi molte delle pagine dei grandi brand che sto analizzando in Italia, ricevono una miriade di commenti, a cui non viene data risposta. Avete notato come si tende a rispondere subito a commenti riguardanti la vendita di prodotti e servizi che il brand pubblicizza sulla pagina facebook mentre  non si risponde (o li si fa in ritardo) a richieste di informazioni, o commenti di utenti in difficoltà o proposte di idee? E allora dov’è l’ascolto e dove sono i<strong> programmi di co-generazione idee?</strong></p>
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</script></div></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a class="thickbox" title="social media ascolto" rel="same-post-3051" href="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/03/social-media-ascolto.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3052" title="social media ascolto" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/03/social-media-ascolto.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Ambiente, etica ed esperienza vincono come mix strategico nel Social Media Marketing [case study]</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/ambiente-etica-ed-esperienza-vincono-come-mix-strategico-nel-social-media-marketing-case-study/</link>
		<comments>http://www.socialmediamarketing.it/ambiente-etica-ed-esperienza-vincono-come-mix-strategico-nel-social-media-marketing-case-study/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 08:25:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Case history]]></category>
		<category><![CDATA[marketing mix]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[social media manager]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa hanno a che fare il marketing etico, il social media marketing, il marketing esperienziale e quello territoriale con il titolare di un bed and breakfast Gargano? Prima di arrivare a parlare del protagonista di questa storia vorrei analizzare un...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa hanno a che fare il marketing etico, il social media marketing, il marketing esperienziale e quello territoriale con il titolare di un <a href="http://www.pizzicatobeb.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.pizzicatobeb.com/?referer=');">bed and breakfast Gargano</a>? Prima di arrivare a parlare del protagonista di questa storia vorrei analizzare un attimo le correlazioni esistenti con le branche di marketing sopra citate.</p>
<p>Quando parliamo di fare social media marketing, c’è ancora il modo di pensare all’utilizzo dei social media come <strong>strategia facente parte dell’intero mix comunicazionale aziendale</strong>. In sostanza molti manager e imprenditori pensano che avere una presenza solida nei social media, pubblicare contenuti e aggiornamenti nel blog e rispondere ai commenti, sia già di per se una strategia innovativa che si sta applicando. In realtà però non lo è. <strong>Approdare sui social è solo l’inizio di un lungo viaggio verso il rapporto migliorativo con i propri clienti</strong>, ma i social restano comunque dei canali attraverso cui veicolare la comunicazione; certo, rendono possibili meccanismi virali mai visti prima che amplificano il messaggio in modo esponenziale, ma pur sempre dei canali restano.</p>
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<p>La strategia innovativa di marketing non è dunque quella di essere sui social, bensì <strong>ciò che viene trasmesso e comunicato su di essi</strong>, il modo in cui lo si fa. I fenomeni sociologici emersi in concomitanza con l’avvento e la diffusione dei social media sono sostanzialmente stati i seguenti:</p>
<h3>Aumento della disoccupazione per via dell’ultima recessione economica</h3>
<p>Questa si è ripercossa sul consumatore, aumentandogli la <strong>soglia di attenzione al prezzo e all’acquisto di beni e servizi</strong>. Ora si acquistano i beni di prima necessita ma si fa più attenzione alla marca e l’economicità della stessa è preferita come scelta rispetto alla marca nota e meno economica. Per i beni di lusso, il cui costo ha un peso più rilevante e la scelta richiede più tempo, si cercano sempre più informazioni, pareri e consigli dai propri simili, affinché il bene poi acquistato risponda alle reali aspettative.</p>
<h3>Aumento dei problemi legati all’ambiente, all’effetto serra, all’inquinamento delle industrie e alle calamità naturali.</h3>
<p>Sul consumatore ciò si ripercuote sulla sua <strong>sensibilità</strong>. Siamo consapevoli rispetto al passato, che se continuiamo cosi, di questo passo finiremo con l’estinguere le nostre risorse e il nostro benessere si ridurrà drasticamente. Nasce cosi il <strong>consumatore etico ed ecologico</strong>, attento ai materiali con cui vengono realizzati prodotti e servizi, che puntano sempre più a premiare quelle aziende la cui filiera di produzione è controllata, che devolvono parte del ricavato in azioni di rivalutazione ambientale o che utilizzano materie prime riciclate nei processi di produzione. Il consumatore è diventato sensibile e adesso tra un’industria a carbone e una alimentata da pannelli solari sceglierà la seconda.</p>
<h3>Ricerca di autenticità e di territorialità.</h3>
<p>Altro fenomeno emerso negli ultimi anni è quello del consumatore nostalgico. Il consumatore che, assillato dal lavoro frenetico nelle metropoli e negli uffici, dal fast food e dalle svariate tecnologie che ci costringono sempre più al multitasking e alla mobilità continua, ha quasi la voglia di <strong>tornare indietro nel tempo e rivivere esperienze legate al proprio passato</strong>. Diventa a tutti gli effetti nostalgico del proprio vissuto. Ciò si ripercuote con la riscoperta di prodotti appartenenti alle tradizioni del passato, che vengono rivalorizzati e riscoperti. Ma la novità qual è? Che il consumatore moderno, preferisce <strong>consumare il prodotto o il servizio all’interno del luogo d’origine di produzione e invenzione</strong>, quasi assemblandosi all’interno dell’immaginario artistico, come se volesse vivere un esperienza memorabile da raccontare poi a propri amici e rivivere con foto e video.</p>
<h3>Un consumatore sempre più attento alle proprie scelte di acquisto</h3>
<p>Grazie allo sviluppo degli strumenti del <strong>web partecipativo</strong>, ma anche al costante adeguarsi degli algoritmi dei motori di ricerca ai trend, il <strong>consumatore moderno ha a disposizione sempre più opportunità per smascherare quelle aziende che promettono oro e vendono fumo</strong>. Le piattaforme e i social media partecipativi di rating e recensioni di prodotti, servizi, luoghi od esperienze, aumentano ogni giorno a vista d’occhio e ora si può benissimo, salvo fatta eccezione per il fattore “gusto”, effettuare un acquisto più mirato e più consapevole dopo aver raccolto una serie di opinioni umane e diversificate dai vari canali a disposizione.</p>
<p>Veniamo ora al nostro soggetto in questione e al perché è collegato a quanto ho scritto sopra. In rete si è già parlato più di una volta di lui, mi riferisco a Giuseppe Romondia, titolare del <strong>Pizzicato Eco B&amp;B</strong>. Giuseppe è sicuramente uno dei piccoli imprenditori italiani più attivi sui social network. Probabilmente nel settore turistico, è il soggetto più attivo. Potremmo definirlo un social media manager, ma è anche il gestore del B&amp;B e della famosa e storica gelateria che porta il medesimo nome, a Vico del Gargano.</p>
<p>Al di la della bravura e dell’empatia che Giuseppe dimostra giornalmente nel conversare con i propri utenti che potrebbero convertirsi in potenziali clienti, il suo modo di conversare sui social non è mai troppo autoreferenziale: con i suoi account prende parte alle conversazioni nel web, sia su facebook che su twitter, anche su temi e argomenti che hanno poco a che fare col turismo, apportando, da semplice utente, i propri pareri e considerazioni. Ma ciò che mi ha più colpito di lui è <strong>il modo che ha di fare marketing</strong>, al di la del semplice uso dei social. Il suo obiettivo è quello di <strong>far vivere delle vere e proprie esperienze alle persone</strong>, che li catturino da quando sono utenti, attraverso i social media, fino a quando diventano clienti, e anche successivamente alla fine dell’esperienza, quando diventano veri e propri buzzers.</p>
<p>L’esperienza col Pizzicato B&amp;B parte da Twitter o Facebook;  lui è talmente presente che se sei su Twitter ti può capitare di notarlo e entrarci in contatto. Se finisci sulla <a href="http://www.facebook.com/#!/PizzicatoEcObEb?sk=app_7146470109" target="nofollow" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/_/PizzicatoEcObEb?sk=app_7146470109&amp;referer=');">landing tab della sua pagina Facebook</a> hai subito bene in mente chi è e cosa ti offre: ti invita a entrare in contatto con lui mettendo il “like” alla pagina e in cambio ti offre un bio aperitivo di benvenuto e un’<strong>escursione sul Gargano</strong> pagando solo con un tweet, entrambi da usufruire durante il soggiorno. Ma è proprio l’esperienza di consumo del soggiorno che è emozionante in se: il team ti accoglie calorosamente e si dimostra disponibile da subito consigliandoti di visitare i posti più belli nelle vicinanze e come se non bastasse, ti consiglia di provare le loro produzioni artigianali, che vanno dai gelati rinomati come prodotti d’eccellenza, alle marmellate e agli ortaggi sott’olio. Oltre a questo sul sito web ha predisposto una <a href="http://www.pizzicatobeb.com/ecoimpegni.html" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.pizzicatobeb.com/ecoimpegni.html?referer=');">pagina dedicata</a> a motivare quell’”ECO” che appare prima della sigla “B&amp;B” elencando i vari motivi per cui lo definisce ecologico.<br />
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Potete poi leggervi la <a href="http://www.docdroid.net/6ve/carta-della-qualit-pizzicatobeb.pdf" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.docdroid.net/6ve/carta-della-qualit-pizzicatobeb.pdf?referer=');">carta di qualità</a>, che spiega il loro modo di essere vicini al cliente, prima durante e dopo il soggiorno, facendolo sentire “come se fosse a casa sua”. E se sarete soddisfatti o avrete riscontrato qualcosa che non va, lui <strong>vi chiederà comunque di lasciare una valutazione e una recensione</strong>, motivo per cui avere i feedback dei clienti è sempre un ottimo modo per migliorarsi. L’esempio del B&amp;B è magistrale, perché, facilitato anche forse dall’essere una piccola attività, <strong>riesce a catalizzare attraverso i canali social, un insieme di strategie che raccolgono diversi filoni del marketing post moderno</strong>, dall’esperienziale-emozionale, al territoriale col rispetto dell’ambiente e l’occhio all’ecologia, al marketing tribale introdotto da Cova, sino anche a puntare al marketing tradizionale con un occhio agli affari che comunque si traduce con una convenienze di prezzo per i clienti. Questo è l’esempio dell’ottimo uso dei canali social per il marketing: questo è uno di quei casi che fanno parlare di se non solo perché l’azienda è presente sui social, ma per il modo in cui lo sono e per quello che comunicano. Ho chiesto a Giuseppe se dopo alcuni mesi di gestione dei social in ottica di marketing conversazionale riesce a vedere i primi risultati e mi ha detto che dal sito web, <strong>la metà di richieste di informazioni e prenotazioni derivano dai social</strong>, attività che riesce a misurare dal sito web chiedendo all&#8217;utente da quale canale è venuto a conoscenza del bed and breakfast.</p>
<p>Date un’occhiata al sito, al modo di Giuseppe di relazionarsi con gli utenti e provate il soggiorno a Vico del Gargano e forse vi accorgerete di vivere anche voi un’esperienza.</p>
<p><a class="thickbox" title="Appunti Windows-1" rel="same-post-3008" href="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/03/Appunti-Windows-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3019" title="Appunti Windows-1" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/03/Appunti-Windows-1.jpg" alt="" width="535" height="607" /></a></p>
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		<title>Il mobile web come connettore sociale</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/il-mobile-web-come-connettore-sociale/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 08:06:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Santagata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobile marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[mobile]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA["Il 40% dei tweet viene da un dispositivo mobile, e oltre il 50% degli utenti accede a Twitter da più di una piattaforma". Sono le parole che Dick Costolo, CEO di Twitter ha pronunciato al Mobile Worldwide Congress di Barcellona]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-2875" title="mobile-intent-index" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/02/mobile-intent-index-420x257.png" alt="" width="420" height="257" /></p>
<blockquote><p><strong>Mobile phones are a social connector. </strong>91% of mobile users go online to socialize, compared to only 79% of traditional users.  They are using their mobile phones &#8220;at the moment&#8221; to connect with others.  The top socialize intents are:</p>
<ul type="circle">
<li>Instant message – 62%</li>
<li>Forward e-mails (58%), content (40%) and photos (38%)</li>
<li>Post comments on social networking sites – 45%</li>
<li>Connect to people on social networking sites – 43%
<p>(fonte: <a href="http://www.prnewswire.com/news-releases/new-study-shows-intent-behind-mobile-internet-use-84016487.html " target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.prnewswire.com/news-releases/new-study-shows-intent-behind-mobile-internet-use-84016487.html?referer=');">PRNewswire</a>)</p>
</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Questi dati mostrano uno degli aspetti più rilevanti tra quelli presenti nel <a title="Mobile Intent Index" href="http://www.intentindex.com/mobile/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.intentindex.com/mobile/?referer=');">Mobile Intent Index</a>. I cellulari, e in particolare gli smartphone, sono dei <strong>connettori sociali</strong>.</p>
<p>Il telefono è stato da sempre uno degli strumenti facilitatori della socialità, soprattutto grazie all&#8217;abbattimento in tempo reale di barriere &#8211; come la distanza &#8211; che apparivano insormontabili prima del suo avvento. Con il passare del tempo e con lo sviluppo tecnologico, il telefono non ha abbandonato la sua funzione primordiale, ma si è saputo adattare ed evolvere. Al giorno d&#8217;oggi, avere uno <strong>smartphone</strong> sempre tra le mani consente di aumentare notevolmente le fasi della giornata in cui si è connessi al resto del mondo, e non sorprende che gli <strong>accessi ai social network</strong>, Twitter e Facebook in testa, da piattaforme mobile siano in costante ascesa.</p>
<p>&#8220;<em>Il 40% dei tweet viene da un dispositivo mobile, e oltre il 50% degli utenti accede a Twitter da più di una piattaforma</em>&#8220;. Sono le parole che Dick Costolo, CEO di Twitter ha pronunciato durante il suo keynote di qualche giorno fa al <strong>Mobile Worldwide Congress</strong> di Barcellona, confermando con dei dati reali un trend già abbastanza delineato negli ultimi mesi.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Social SEO: le ultime novità ed esperimenti SEO con Twitter</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/social-seo-le-ultime-novita-ed-esperimenti-seo-con-twitter/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 11:50:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posizionamento SEO]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[social seo]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi giorni, dopo i vari aggiornamenti delle pagine Facebook, e più in generale tutte le novità introdotte nella piattaforma social di Zuckerberg, Google ha deciso di muoversi in un settore sempre più in evoluzione, il social, settore in cui...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni, dopo i vari <a href="http://www.webinfermento.it/aggiornamento-pagine-facebook-ecco-tutte-le-novita-che-avremo/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.webinfermento.it/aggiornamento-pagine-facebook-ecco-tutte-le-novita-che-avremo/?referer=');">aggiornamenti delle pagine Facebook</a>, e più in generale tutte le novità introdotte nella piattaforma social di Zuckerberg, Google ha deciso di muoversi in un settore sempre più in evoluzione, il social, settore in cui sino ad ora non sembrava aver riscosso molto successo, vedi Google Buzz.</p>
<p>Così, mentre Facebook si apre alla ricerca, introducendo nella propria search bar la distinzione dei contenuti per pagine, persone e gruppi,<strong> Google si apre al Social</strong>, introducendo nei propri risultati di ricerca quelli che saranno ora i contenuti degli utenti provenienti da Twitter, Flick e Quora.</p>
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<p>Avevamo già parlato della <a href="http://www.socialmediamarketing.it/caffeine-social-search-e-bing-social-il-web-e-sempre-piu-social/" target="_blank">Google Social Search</a> tempo fa, e anche del fatto che Bing, grazie ad un accordo Facebook, poteva mostrare nel proprio motore social (Bing Social, in beta e ancora non presente per l’Italia) risultati organici provenienti dai “like” espressi dai propri amici su Facebook su link di siti web esterni condivisi sulla piattaforma e degli  status update provenienti dalle pagina Facebook, mentre Google doveva accontentarsi di indicizzare le fanpage.</p>
<p><strong>Sembrava che la social search di Google non dovesse mai arrivare sul mercato</strong> e invece, qualche giorno fa l’annuncio ufficiale. Torna in ballo il concetto del social circle, ovvero il circolo di amicizie/contatti da cui Google dovrebbe estrapolare i risultare delle ricerca “social” inerenti alle query effettuate.  Nel social circle rientrano, per Twitter, oltre ai propri follower, i follower di questi ultimi.</p>
<p>La differenza principale col concetto di Social Search annunciato a fine 2009 negli States, che comunque in Italia non aveva mai visto la luce, è che secondo l’impostazione iniziale, ai risultati provenienti dal proprio social circle, doveva essere relegata un’area alla fine della pagina dei risultati organici, mentre adesso tali risultati saranno b<strong>en integrati tra quelli organici, e quindi più in bella vista e con maggiore possibilità di click-through rate</strong>.</p>
<p>Ovviamente per ottenere i risultati “social” nelle serp di Google, sarà necessario inserire nel proprio <a href="http://www.google.com/profiles" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.google.com/profiles?referer=');">Google Profile</a>, i propri account social e ci sarà la possibilità, (ancora non presente in Italia) di decidere se rendere determinati risultati di alcuni profili privati o pubblici e quindi condivisibili nella Google Social Search.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-2852 aligncenter" title="Appunti Windows-2" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/02/Appunti-Windows-2.jpg" alt="" width="504" height="352" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-2853 aligncenter" title="Appunti Windows-3" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/02/Appunti-Windows-3.jpg" alt="" width="519" height="215" /></p>
<h3>Piccolo esperimento SEO con Twitter</h3>
<p>Quello che potrebbe accadere se prendesse piede la social search, è che, lato seo, si sarebbe <strong>più incentivati nel vendere consulenze e pacchetti comprensivi di una gestione integrata e strategica di campagne di social media marketing e di link e traffic building coi social media</strong>, mentre lato utente, bisognerebbe capire quanto effettivamente l’utente andrebbe a cliccare su un risultato social, ma proveniente comunque da un profilo social di un’azienda, e capire anche se l’integrazione più spinta di risultati social nelle serp faranno perdere efficacia ai lavori classici di seo svolti normalmente. A queste questioni sarà possibile rispondere, almeno in Italia, tra un paio d’anni!</p>
<p>Ciò di cui voglio però parlarvi è un <strong>esperimento SEO</strong> condotto da <a href="http://www.seomoz.org/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.seomoz.org/?referer=');">SeoMoz</a>, nota seo agency americana, circa l’importanza dei tweet di alcuni post o comunque contenuti di un determinato sito, in questo caso il loro.</p>
<p>Qualche giorno fa l’account Twitter di Smashing Magazine, un’importante risorsa online dedicata al mondo del web design e della programmazione web, <strong>ritwitta la guida SEO fatta realizzata tempo fa da SeoMoz</strong>, la “Beginers Guide to Search Engine Optimization”. Fin qui tutto ok, ma se analizziamo l’account Twitter di Smashing Mag, ci possiamo rendere conto della sua importanza: 345965 followers contro i soli 475 following. Se calcoliamo l’indice Klout dell’account ci viene fuori un bel <strong>81</strong>. Punteggio molto alto, se pensiamo che forse solo Mashable ha 87.</p>
<p>Ad ogni modo dopo il retweet di Smashing Mag altre 100 persone ritwittano la guida. Quelli di SeoMoz vanno subito, da bravi smanettoni, a controllare i dati di Analytics e si accorgono che,  in passato le visite che puntavano alla guida arrivavano per parole chiave non strettamente connesse alla guida seo, come seo guide, seomoz beginners guide, what is seo, beginners guide seo, seo keyword research, etc., ma nessuna arrivava esattamente per Beginner’s guide. Bene dopo quel tweet, (e gli altri tweet connessi)  quelli di SeoMoz si sono accorti come <strong>si erano posizionati direttamente in prima pagina e al quarto posto per quella specifica query</strong>, con un notevole aumento del traffico nei giorni seguenti sempre per quella chiave di ricerca.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-2854 aligncenter" title="Appunti Windows-4" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/02/Appunti-Windows-4.jpg" alt="" width="506" height="406" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-2855 aligncenter" title="Appunti Windows-5" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/02/Appunti-Windows-5.jpg" alt="" width="495" height="476" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-2856 aligncenter" title="Appunti Windows-7" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/02/Appunti-Windows-7.jpg" alt="" width="504" height="400" /></p>
<p>Questo quindi, mi ha portato a fare 3 osservazioni:</p>
<ul>
<li>Gli account Twitter, <strong>godono di una sorta di PageRank</strong> (anche se è solo      teorizzato) dato dalla differenza tra follower e following e in      particolare, pur essendo contro indicativo ai fini della socialità tra      utenti, per avere un account importante bisognerebbe avere moltissimi      follower e pochi following, e quei pochi che decidiamo di seguire,      dovrebbero avere lo stesso nostro rapporto follower/following, e quindi      che a loro volta dovrebbero seguire pochi ma buoni utenti. L’altra cosa      importante sono le citazioni, mentions, followfriday ma soprattutto, i      retweets. In particolare un post, un sito o un contenuto beneficia di un      retweet in termini di posizionamento nelle serp, se l’account citante,      oltre ad essere importante (ottimo rapporto following/follower), effettua      solo poche citazioni e quindi le fonti che cita sono selezionate e di      qualità. Esempio Smashing Mag che ritwitta un contenuto di Seo Moz, che è      già un account Twitter in trust per Google.</li>
<li>I      link da Twitter quindi, pur essendo tutti per ora contrassegnati dal      rel=”nofollow” (quindi non passano PageRank), pare che in qualche modo <strong>influenzino effettivamente il posizionamento nei motori di ricerca</strong>. Noi      stessi con WebinFermento ci siamo resi conto di come, all’aumentare dei      retweet da Twitter di alcuni dei nostri post, ci siamo posizionati molto      bene scavalcando siti anche più importanti del nostro (ci è capitato anche      di scavalcare Facebook e Yahoo! Answers), pur non avendo PageRank ed essendo      in piedi da appena 5 mesi. </li>
<li><strong>I      link da Twitter aiutano soprattutto nel breve periodo</strong>, nel senso che un      alto numero di retweets, soprattutto se fatti da account molto importanti      (quindi oltre la quantità, ci vuole sempre la qualità, anche perché un      retweets da un account importante darà maggiori possibilità di essere      retwittato da molti dei suoi follower), ma se il sito non ha PageRank o si      trova a competere nelle serp con siti web con Pagerank superiore al suo,      nel lungo periodo è destinato a lasciare la posizione conquistata a siti      più anziani e con una maggiore autorità (come è capitato anche a noi con      Webinfermento).</li>
</ul>
<p>Queste sono le ultime novità dal mondo Google e posizionamento, vi segnalo anche che Bing nel suo motore di ricerca “Social” permette di visualizzare le Twitter Map geolocalizzata, cioè ci dice quali persone hanno retwittato in una determinata città, a che ora e cosa hanno scritto. Davvero bello! Per vederla dovete andare su <a href="http://www.bing.com/social" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.bing.com/social?referer=');">Bing Social</a>, settare le impostazioni in “United States” (dato che Bing Social non è attivo in Italia) e cliccare poi sul banner sulla destra che vi avviserà della possiblità di visualizzare le mappe dei tweets, anche in Italia!</p>
<p style="text-align: center;"><a class="thickbox" title="google-social-search" rel="same-post-2851" href="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/02/google-social-search.jpg"></a><img class="aligncenter size-full wp-image-2862" title="google-social-search" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/02/google-social-search.jpg" alt="" width="450" height="337" /></p>
<p> AD 300&#215;250] AD 468&#215;60] AD 468&#215;60]</p>
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