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	<title>SocialMediaMarketing.it &#187; Social media marketing</title>
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	<description>Visioni e strategie di Social Media Marketing</description>
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		<title>[Roma, 15-16 Aprile] Seminario in Guerrilla, Viral e Social Media Marketing</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 09:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Santagata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[bloguerrilla]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[guerrilla marketing]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi non conosce Bloguerrilla non meriterebbe di leggere neppure questo blog &#8211; ma per questa volta possiamo anche far finta di niente. Comunque è successo che il caro fables sta per arrivare a Roma con un seminario su Guerrilla, Viral...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-3101 alignleft" title="Locandina seminario Bloguerrilla" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/04/locandina_bloguerrilla.jpg" alt="" width="310" height="438" /></p>
<p>Chi non conosce <a title="Bloguerrilla" href="http://www.bloguerrilla.it/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.bloguerrilla.it/?referer=');">Bloguerrilla</a> non meriterebbe di leggere neppure questo blog &#8211; ma per questa volta possiamo anche far finta di niente. Comunque è successo che il caro <strong>fables</strong> sta per arrivare a Roma con un seminario su <strong>Guerrilla, Viral e Social Media Marketing</strong>.</p>
<p>L&#8217;obiettivo del seminario è quello di chiarire e approfondire alcuni punti fondamentali della comunicazione non-convenzionale cercando di non rinchiudersi dietro etichette troppo spesso usate a sproposito. Le tre macro aree &#8220;<strong>guerrilla marketing</strong>&#8220;, &#8220;<strong>viral marketing</strong>&#8221; e &#8220;<strong>social media marketing</strong>&#8221; saranno il filo conduttore di un unico discorso che punta a scoprire le origini culturali, sociali e strategiche che si trovano dietro la comunicazione non-convenzionale.</p>
<h3><strong>Relatori<br />
</strong><span style="font-size: 13px; font-weight: normal;"><strong>fables</strong> – bloguerrilla<br />
</span><span style="font-size: 13px; font-weight: normal;"><strong>Francesco Ghigliotti</strong> – MagillaGuerrilla<br />
</span><span style="font-size: 13px; font-weight: normal;"><strong>Mauro Lupi</strong> – Ammiro Partners<br />
</span><span style="font-size: 13px; font-weight: normal;"><strong>Gianluca Arnesano</strong> – FrozenFrogs<br />
</span><span style="font-size: 13px; font-weight: normal;"><strong>Luca Cardin</strong> – Terra! Onlus<br />
</span><span style="font-size: 13px; font-weight: normal;"><strong>Federico Mauro</strong> – Fandango</span></h3>
<h3><strong>A chi si rivolge<br />
</strong><span style="font-size: 13px; font-weight: normal;">manager e addetti ai lavori; professionisti e studiosi del marketing e della comunicazione; studenti neolaureati; agenzie di comunicazione, eventi, sales promotion, pubblicità e marketing; art director e strategic planner.</span></h3>
<h3><strong>Quando e dove<br />
</strong><span style="font-size: 13px; font-weight: normal;">Roma – 15 e 16 aprile 2011, presso la <a title="Libreria Flexi Roma" href="http://www.libreriaflexi.it/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.libreriaflexi.it/?referer=');">Libreria Flexi</a>, Via Clementina 9 &#8211; Rione Monti (il più figo della Capitale, ndr)</span></h3>
<h3><strong>Iscrizioni e informazioni<br />
</strong><span style="font-size: 13px; font-weight: normal;">Per ogni altra informazione potete consultare direttamente <a title="Formazione Bloguerrilla" href="http://www.bloguerrilla.it/formazione/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.bloguerrilla.it/formazione/?referer=');">bloguerrilla</a> o scaricare il <a title="Programma seminario bloguerrilla" href="http://www.bloguerrilla.it/seminario_bloguerrilla.pdf" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.bloguerrilla.it/seminario_bloguerrilla.pdf?referer=');">programma completo del corso</a>.</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Facebook Places: vi spiego perché avrà successo!</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 14:02:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook Places]]></category>
		<category><![CDATA[geolocalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Social media marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Facebook Places. E&#8217; questo il nome con cui il gigante di Mark Zuckerberg ha deciso di lanciarsi nel mondo sempre più chiacchierato della geolocalizzazione. E’ di tre giorni fa l’annuncio che di fatto da un lato apre la strada a...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Facebook Places</strong>. E&#8217; questo il nome con cui il gigante di Mark Zuckerberg ha deciso di lanciarsi nel mondo sempre più chiacchierato della geolocalizzazione. E’ di tre giorni fa l<a href="http://blog.facebook.com/blog.php?post=418175202130" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/blog.facebook.com/blog.php?post=418175202130&amp;referer=');">’annuncio</a> che di fatto da un lato apre la strada a nuovi scenari e marcati per Facebook e che, dall’altro fa tremare i pionieri del location-based social network come Foursquare e Gowalla.</p>
<p>Premetto che non sono mai stato un amante dei social network “pensati” per il mobile phone, in particolar modo per gli smartphone. I motivi?  Le barriere tecnologiche esistenti all’uso del device, che non permettono a tutti di dotarsi di un cellulare smartphone i cui costi, diciamoci la verità, non sono proprio alla portata di tutti e i costi per la relativa connessione che ne conseguono. Va fatta comunque una breve analisi su quello che sta accadendo, per farvi capire perché, secondo me <strong>Facebook Places avrà successo</strong>.</p>
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<p>Prendiamo per esempio <strong>Foursquare</strong>. E’ nato con un duplice ruolo: da un lato far divertire l’utente creando in lui affezione (forse) ai posti che visita (check-in) e premiandolo con i badge sbloccabili a fronte del suo impegno nell’uso (in fondo siamo tutti eterni bambini! <img src='http://www.socialmediamarketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> ) e dall’altro lato sfruttarlo economicamente come soluzione commerciale, in particolar modo come strategia di social media marketing. Questa seconda opzione mi incuriosiva molto e ci credo ancora se pensiamo all’uso che potrebbero farne le aziende, al <strong>marketing non-convenzionale</strong> che potrebbero attivare, al branding e alla fidelizzazione della propria clientela e, cosa secondo me ancora più importante, alla visibilità anche in termini turistici che determinati luoghi potrebbero avere.</p>
<p>Il problema è che secondo me<strong> si è parlato troppo presto di boom</strong> (parola associabile più ai mercati d’oltreoceano che i blog e i magazine di settore portano da noi spesso senza filtrarla) di Foursquare che qui in Italia non c’è stato e probabilmente non ci sarà mai. I motivi? Gap tecnologico lato utente (lo usano solo i cosiddetti “early adopters”) e totale ignoranza ed incentivo (e interesse) lato azienda. Sappiamo che qui da noi stenta a decollare il <strong>Social Media Marketing</strong>, a differenza di paesi più aperti all’innovazione tecnologica e strategica (ahimè, in fondo siamo sempre stati un Paese di tradizionalisti) e far decollare il social media marketing legato ai device mobile e che sfruttino una piattaforma di social network, Foursquare e Gowalla, troppo di nicchia e troppo sconosciuta alla massa, sarebbe secondo me impensabile.</p>
<p>Scendete in strada, fermate la gente e chiedetegli se conoscono Foursquare e vedete cosa vi rispondono. Poi chiedetegli se conoscono Facebook. Ci aveva provato anche <strong>Twitter </strong>col suo tentativo di sbarcare nella geolocalizzazione, ma anche Twitter (purtroppo) pure se in crescita persino da noi, ha ancora un peso inferiore rispetto al colosso di Palo Alto.</p>
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<p><br class="spacer_" /></p>
<h2>Volete sapere perché penso che Facebook Places avrà successo?</h2>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>I motivi sono facilmente intuibili. Basti pensare ai numeri del colosso Facebook. Cinquecento milioni di iscritti nel mondo, sessanta milioni di status update postati nel mondo (quanti sono invece i check-in di Foursquare?) e l’Italia è il sesto paese con il più alto numero di iscritti. Per capire cosa può succedere introducendo Facebook Places nella piattaforma, pensate a questa <strong>metafora</strong>. Io sono un gelataio e vendo il gelato più buono nel mondo e ho un negozietto piccolo in un paese sperduto del sud italia. Un giorno arriva un manager di Mc Donald’s mi acquista il brevetto e inizia a produrre il mio gelato in tutte le sue filiali. Però io continuo a vendere il gelato nel mio negozietto. <img src='http://www.socialmediamarketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' />  Chi venderà di più, io o Mc Donald’s?</p>
<p>Questo succederà con Facebook, che in qualche modo <strong>si “appropria” di un’idea pensata da qualcun altro</strong>, più giovane e meno famoso e la fa sua, potendo contare su un bacino di utenza dieci volte maggiore. Facebook Places avrà successo perché può contare sul <strong>potere di engagement ampiamente creato in questi anni</strong> da Zuckerberg e il suo team; è diventato un brand riconosciuto, posizionato nelle mappe percettive di tutti, riesce a catturarti e farti tornare sempre, riesce a farti sentire la necessità di usarlo ed è quasi diventato un <strong>bene di prima necessità</strong>. Rendiamoci conto di questo.</p>
<p>Il fatto di <strong>usare un servizio di geolocalizzazione all’interno di una piattaforma</strong> che detiene il maggior numero di utenti e di tempo giornaliero di connessione “social” non farà altro che invogliare l’utente stesso ad usarlo e ad incentivare una viralità che penso vedremo già presto. Il fatto di fare il check-in da facebook (contrariamente a foursquare, dove devi accedere al sito, salvare il “venue” e fare il check-in) condividerlo con gli amici e la possibilità di taggarli, spingerà tutti, chi per curiosità, chi per gioco, a voler far sapere a tutti i suoi contatti dove si trova in un preciso istante e spero che ciò possa avere un vero risvolto per le aziende in termini di social media marketing che possano sfruttare <strong>Facebook Places</strong> per creare fidelizzazione offrendo agli “utenti migliori” esperienze esclusive.</p>
<p>Chiudo il post lasciandovi meditare su una cosa: il <strong>monopolio che sta creando Facebook</strong>. La sfida a Google nella ricerca, ai siti come Yahoo Answers per le domande-risposta, e ora all’attacco della geolocalizzazione (di massa direi!).</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><a class="thickbox" title="facebook-places-" rel="same-post-2033" href="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/08/facebook-places-.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2043" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/08/facebook-places-.jpg" alt="" width="181" height="349" /></a></p>
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		<item>
		<title>Viralità su Facebook: meglio pianificare o essere spontanei?</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/viralita-su-facebook-meglio-pianificare-o-essere-spontanei/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 11:26:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strategie]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[pagine]]></category>
		<category><![CDATA[Social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[strategie]]></category>
		<category><![CDATA[viralità]]></category>

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		<description><![CDATA[Da utente medio di Facebook, spendo molto del mio tempo sul social network ad osservare quello che avviene, ad osservare i fenomeni che si sviluppano per cercare di carpire la nascita di possibili trend o di capire quali sono le...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p>Da utente medio di Facebook, spendo molto del mio tempo sul social network ad osservare quello che avviene, ad <strong>osservare i fenomeni che si sviluppano</strong> per cercare di carpire la nascita di possibili trend o di capire quali sono le più diffuse modalità di utilizzo della piattaforma, svincolandomi un attimo dalla <strong>logica del marketing</strong> e immedesimandomi nell&#8217;utente che, approda sul sito per passare parte (buona parte) del suo tempo. Dal mio punto di vista, da un&#8217;analisi psico-sociale emerge che generalmente <strong>si usa Facebook per</strong>:</p>
<ul>
<li>
<p><strong>chattare</strong> con i propri amici;</p>
</li>
<li>
<p>leggere 	e <strong>commentare </strong>notizie 	dagli <strong>stati</strong> dei 	propri amici;</p>
</li>
<li>
<p><strong>osservare</strong> e commentare le<strong> foto</strong> dei propri amici;</p>
</li>
<li>
<p>giocare 	ai social games, come<strong> Farmville</strong> (quest&#8217;ultima sta diventando un vero e proprio business);</p>
</li>
<li>
<p><strong>iscriversi a gruppi 	e pagine ufficiali </strong>che 	generano maggior intrattenimento e divertimento per l&#8217;utente.</p>
</li>
</ul>
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<p>Su questo post voglio concentrarmi sull&#8217;analisi dell&#8217;ultimo punto e cercare di rispondere (con voi) a una domanda: per un&#8217;azienda che vuole operare su Facebook per lanciare un nuovo prodotto o per promuovere un evento, è più semplice <strong>creare engagement investendo tempo e denaro</strong> e pianificando l&#8217;intera campagna oppure partire dallo <strong>sviluppare un progetto creativo</strong>, senza fini di lucro, affidato al primo tizio con in mente tante idee che è capace di creare viralità e quindi creare un tasso di engagement altissimo, per poi pensare a cosa commercializzare e a come farlo, a partire dalla quella base utenti raggiunta?</p>
<p>Mi domando questo perchè, da quello che si può notare, i gruppi o pagine che riscuotono il più alto tasso di iscrizioni, interazioni e condivisioni sono quelli <strong>creati spontaneamente da utenti non legati ad aziende</strong>, senza avere neanche molta conoscenza in termini di ottimizzazione della pagina o gruppo (vedi mancanza di <em>landing page</em> e scelta del gruppo al posto della pagina) che però se notate, raggiungono il più alto tasso di iscrizioni e interazioni. Analizzando poi il tema e il modo di comunicare delle pagine e gruppi spontanei creati da utenti generici su Facebook, ho potuto notare che la pagina/gruppo ha successo se l&#8217;obiettivo primario è quello di <strong>far divertire</strong>. Il divertimento è alla base del successo di un&#8217;azione su Facebook? Secondo me si. Perchè la gente si iscrive ma soprattutto, va su Facebook? Per divertirsi! Non sarà l&#8217;unico obiettivo, ma forse quello primario.</p>
<p>La gente nella vita reale è già troppo impegnata nei problemi quotidiani, soprattutto i giovani che ora come mai in passato, sono alle prese con una moltitudine di problemi e chi si ritrova ad aver perso un lavoro, nel momento in cui va online (se può ancora permetterselo) vuole sentirsi spensierato e divertirsi. Se cerca un&#8217;informazione va su Google, se vuole divertimento e spensieratezza, va su Facebook e sono proprio quelle pagine che fanno divertire, a creare <strong>engagement</strong>. Provate a vedere la pagina “Ridi che ti passa”; oltre 57mila iscritti, semplicemente puntando sul postare frasi ironiche, barzellette e modi di dire che&#8230;fanno semplicemente sorridere. La gente li commenta, li condivide e si attiva un meccanismo di passaparola e viralità senza precedenti, che porta ad un alto tasso di iscrizioni.</p>
<p><a class="thickbox" title="Appunti Windows-2" rel="same-post-1895" href="http://www.socialmediamarketing.it/?attachment_id=1899"><br />
</a><a class="thickbox" title="Appunti Windows-2" rel="same-post-1895" href="http://www.socialmediamarketing.it/?attachment_id=1903"><img class="alignleft size-full wp-image-1903" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/06/Appunti-Windows-21.jpg" alt="" width="458" height="337" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Certo, anche le pagine sociali attorno argomenti di interesse comune (politica, libertà di pensiero, personaggi pubblici, ecc.) riescono ad ottenere un elevato numero di iscritti, ma a mio parere, le pagine che fanno divertire, oltre all&#8217;alto numero di iscrizioni, producono anche il più alto tasso di engagement. A volte queste sono <strong>anche le più stupide</strong>, però altra cosa che noto, che anche le più stupide sono quelle che riscuotono<strong> più successo</strong>. Questo che vuol dire, che noi italiani siamo stupidi? A questo dilemma non sta a me rispondere!  <img src='http://www.socialmediamarketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Propongo dunque un nuovo approccio alle imprese che, secondo me, con le dovute precauzioni, potrebbe accrescere il potenziale di engagement di un&#8217;attività di marketing su Facebook. Partendo dal fatto che nel web 2.0 e nel social media marketing, secondo me, dovrebbero essere coinvolti  tutti i dipendenti di un&#8217;azienda, in ottica<strong> enterprise 2.0</strong>, (auspicio ancora oggi molto teorico e poco pratico, soprattutto in madrepatria) perché non provare a dare fiducia ai singoli dipendenti, e alla loro creatività individuali, e incentivarli all&#8217;apertura e gestione di una pagina su un argomento per loro divertende, sociale e comunque svincolato dall&#8217;ottica aziendale per poi eventualmente provare a sviluppare attività di comunicazione e branding a partire dalla pagina del dipendente che ha riscosso il maggior tasso di <strong>engagement</strong>?</p>
<p>E&#8217; un&#8217;attività che andrebbe sperimentata, ma i cui risultati potrebbero essere superiori a quelli che si avrebbero pianificando l&#8217;azione soprattutto se consideriamo il fatto che di mezzo non ci sarebbe l&#8217;azienda e il suo marchio, almeno non da subito, e ciò farebbe venir meno quel senso di indesideratezza e intrusività delle pagine commerciali. Inoltre, cosa molto importante soprattutto per gli imprenditori taccagni, si ridurrebbero di molto gli investimenti.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Che ne pensate?</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Symantec Challenge: quando il manager ci mette la faccia</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 17:13:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Santagata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Case history]]></category>
		<category><![CDATA[conversazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>

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		<description><![CDATA[Più volte abbiamo parlato, su questo sito come su altri, di come sia importante il coinvolgimento del top management aziendale nelle attività di social media marketing. Non solo un mero coinvolgimento decisionale, che si limita ad autorizzare un&#8217;attività piuttosto che...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1885" title="Symantec Challenge" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/06/symchallenge.jpg" alt="" width="352" height="151" /></p>
<div style="clear:both"></div>
<p>Più volte abbiamo parlato, su questo sito come su altri, di come sia importante il coinvolgimento del top management aziendale nelle attività di social media marketing. Non solo un mero coinvolgimento decisionale, che si limita ad autorizzare un&#8217;attività piuttosto che un&#8217;altra, quanto una partecipazione attiva che consente di &#8220;metterci la faccia&#8221; usando canali di comunicazione assolutamente disintermediati.</p>
<p>Un po&#8217; quello che sta succedendo in questi giorni con un progetto al quale sto lavorando (con <a title="Frozen Frogs" href="http://www.frozenfrogs.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.frozenfrogs.it?referer=');">FrozenFrogs</a>) per<strong> Symantec Italia</strong>, quando in occasione del lancio delle Symantec Protection Suite, un prodotto destinato alle PMI,  la nota <em>software house</em> ha lanciato un minisito dal nome evocativo: <strong><a title="Symantec Challenge" href="http://www.symantec-challenge.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.symantec-challenge.it?referer=');">Symantec Challenge</a>.</strong></p>
<h4>Di cosa si tratta?</h4>
<p>Tre top-manager di Symantec: <strong>Antonio Forzieri</strong> (<em>Principal Consultant Global Security Services</em>), <strong>Lina Novetti</strong> (<em>Head of Security Sales Mediterranean Region</em>) e <strong>Luca Brandi</strong> (<em>Enterprise Distribution and SMB Sales Director Mediterranean Region</em>) si dicono pronti a raccogliere una sfida, aprendo questo canale per rispondere alle domande degli utenti riguardo la sicurezza informatica in azienda.</p>
<p>Si tratta di un&#8217;opportunità per cercare una risposta a tutte quelle problematiche che un&#8217;azienda può incontrare.  Senza tralasciare il fatto che si tratta anche di un’occasione per avere un filo diretto con Symantec e sentire le loro opinioni e i loro punti di vista.</p>
<p>Inoltre, cosa da non sottovalutare <img src='http://www.socialmediamarketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> , tutti i partecipanti alla challenge riceveranno un braccialetto con chiavetta USB incorporata, targato Symantec.</p>
<h4>Sarà una case-history?</h4>
<p>Questa campagna di Symantec potrebbe rappresentare una case history importante. Soprattutto in un settore come il B2B per le piccole e medie imprese, dove l&#8217;interazione clienti-azienda non è mai realmente decollata a causa della bassissima componente ludica che lo anima. Quantomeno in Italia.</p>
<p>Inoltre la sfida si rende interessante anche per capire fino a che livello le persone riusciranno a spingere i manager. Terremo gli occhi aperti per seguire questa sfida, anche seguendo Symatec sui canali ufficiali su Twitter (<a title="Symantec Italia su Twitter" href="http://www.twitter.com/symantecitalia" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.twitter.com/symantecitalia?referer=');">@symantecitalia</a>) e sulla pagina Facebook <a title="Symantec Italia su Facebook" href="http://www.facebook.com/SymantecItalia" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/SymantecItalia?referer=');">Symantec Italia</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Riflessioni sui post sponsorizzati e il casino Wikio-Promodigital</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/riflessioni-sui-post-sponsorizzati-e-il-casino-wikio-promodigital/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 15:43:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Santagata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Visioni]]></category>
		<category><![CDATA[buzz]]></category>
		<category><![CDATA[display advertising]]></category>
		<category><![CDATA[post sponsorizzati]]></category>
		<category><![CDATA[promodigital]]></category>
		<category><![CDATA[Social media marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[word of mouth]]></category>

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		<description><![CDATA[Il gran parlare degli ultimi giorni sul caso Wikio-PromoDigital e la questione dei post sponsorizzati ha avuto una discreta rilevanza nella nostra setta/nicchia di socialmediari. Della questione ne hanno parlato tra gli altri Delimyth, TagliaErbe, Wolly, Francesco Gavello e Stefano...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1691 aligncenter" title="Rompere le relazioni" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/03/broken-glass.jpg" alt="" width="350" height="263" /></p>
<p>Il gran parlare degli ultimi giorni sul caso Wikio-PromoDigital e la questione dei post sponsorizzati ha avuto una discreta rilevanza nella nostra setta/nicchia di socialmediari. Della questione ne hanno parlato tra gli altri <a href="http://www.delymyth.net/blog/2010/3/18/video-wikio-compra-promodigital-le-mie-lunghe-considerazioni.html" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.delymyth.net/blog/2010/3/18/video-wikio-compra-promodigital-le-mie-lunghe-considerazioni.html?referer=');">Delimyth</a>, <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2010/03/promodigital-post-a-pagamento.html" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/blog.tagliaerbe.com/2010/03/promodigital-post-a-pagamento.html?referer=');">TagliaErbe</a>, <a href="http://wol.ly/2010/03/20/promodigital-o-meglio-tu-pubblichi-sul-tuo-blog-e-ti-pago-ma-solo-se-ti-approvo-il-post/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/wol.ly/2010/03/20/promodigital-o-meglio-tu-pubblichi-sul-tuo-blog-e-ti-pago-ma-solo-se-ti-approvo-il-post/?referer=');">Wolly</a>, <a href="http://francescogavello.it/levoluzione-dei-post-sponsorizzati-wikio-e-promodigital-e-questo-il-futuro" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/francescogavello.it/levoluzione-dei-post-sponsorizzati-wikio-e-promodigital-e-questo-il-futuro?referer=');">Francesco Gavello</a> e <a href="http://www.aghenorblog.com/2010/03/19/post-sponsorizzati/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.aghenorblog.com/2010/03/19/post-sponsorizzati/?referer=');">Stefano Vitta</a>, quindi per evitare ripetizioni riassumo in breve &#8211; <em>e in modalità for dummies</em> &#8211; cos&#8217;è successo:</p>
<p><span id="more-1685"></span></p>
<ul>
<li>Il 16 marzo <a href="http://www.wikio.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.wikio.it?referer=');">Wikio</a>, un importante editore-aggregatore di notizie provenienti dai social media, annuncia l&#8217;acquisizione di <a href="http://www.promodigital.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.promodigital.it?referer=');">PromoDigital</a>, una buzz company italiana.</li>
<li>Lo scopo della fusione è dichiaratamente quello di <em>&#8220;pianificare il Buzz come un vero e proprio media perfettamente integrabile all’interno del planning dei brands permettendo un dialogo trasparente ed onesto tra questi ultimi e i navigatori della rete</em>&#8221; [<a href="http://blog.wikio.com/it/2010/03/wikio-e-promodigital-annunciano-la-loro-fusione.html" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/blog.wikio.com/it/2010/03/wikio-e-promodigital-annunciano-la-loro-fusione.html?referer=');">#</a>].</li>
<li>Si iscrive il proprio blog ad una <a href="http://www.ebuzzing.com" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ebuzzing.com?referer=');">piattaforma apposita</a> e si entra nel circuito. Il funzionamento è semplice, tu scrivi il post e io ti pago 66 euro (una bella cifra, a pensarci bene).</li>
<li>Il post sponsorizzato è chiaramente identificato come tale da un&#8217;apposita dicitura che funge da disclaimer dell&#8217;autore del blog nei confronti dei suoi lettori. Così il <em>planning trasparente ed onesto</em> è assicurato e garantito.</li>
</ul>
<h4>Dove sta il problema?</h4>
<p>Il problema risiede nei paletti rigidi cui il proprietario del blog deve sottostare in caso di adesione ad una campagna. Nel momento in cui scrivo, la pagina delle FAQ sul sito di <strong>PromoDigital</strong> non esiste. Pare abbiano annunciato alcune modifiche, ma per capire cosa ha scatenato la querelle posto lo <a href="http://www.delymyth.net/blog/2010/3/21/sulla-responsabilita-ed-etica-per-i-blog-ed-il-buzz-marketin.html#comment7828236" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.delymyth.net/blog/2010/3/21/sulla-responsabilita-ed-etica-per-i-blog-ed-il-buzz-marketin.html_comment7828236?referer=');">screenshot scattato da Delymyth</a> qualche giorno fa:</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1688" title="Faq-PromoDigital" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/03/Faq-PromoDigital-420x225.png" alt="" width="420" height="225" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Chiarisco che non ritengo ci sia <strong>niente di male nel post sponsorizzato</strong>, tanto più se questa condizione è resa trasparente ai lettori del blog. Ma non voglio addentrarmi nell&#8217;aspetto etico della faccenda perché credo che stabilire a che cifra vendere il controllo del proprio blog, aperto nel 99.99% dei casi per pura passione, ad una piattaforma di <strong>marketing un tanto al chilo</strong>, riguardi l&#8217;autore e lui soltanto.</p>
<p>Il punto su cui vorrei riflettere riguarda le <strong>aziende che approcciano a questo sistema</strong>. Saranno certamente in attesa di un ritorno, ma<strong> in che termini</strong>? Immagino che si aspettino dei numeri, quanti click, quanti link, quanti post, quanti commenti, quante view, e così via.</p>
<p>Alla luce di questi obiettivi, è il caso di inserire il buzz tra le <a title="Cos'è il social media marketing | SMM" href="http://www.socialmediamarketing.it/cose-il-social-media-marketing/">attività di social media marketing</a>? Che fine fanno i dogmi che tutti noi veneriamo: ascolto, conversazione, dialogo, disintermediazione, relazione, eccetera?</p>
<p>Se un&#8217;azienda preferisce ancora investire esclusivamente in banner &#8211; <em>in flash o sotto forma di post</em> &#8211; rimandando la costruzione di relazioni a data da destinarsi, vuol dire che non ha capito questo social web.</p>
<p><strong>O che non siamo stati bravi noi a spiegarlo.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Formazione sul Social Media Marketing: arriva Young Digital Lab.</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 12:38:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Santagata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[strategie]]></category>
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		<category><![CDATA[young digital lab]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono anni che si parla del Social Media Marketing come di una rivoluzione in termini di rapporto tra aziende e consumatori. La discussione ha sempre girato attorno al perché aprirsi a questo tipo di approccio. Nelle prime fasi di vita...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1682" title="young digital lab" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/03/22336_319005006791_277527661791_4030104_1333640_n-420x296.jpg" alt="" width="420" height="296" />Sono anni che si parla del <strong>Social Media Marketing</strong> come di una rivoluzione in termini di rapporto tra aziende e consumatori. La discussione ha sempre girato attorno al <strong>perché aprirsi</strong> a questo tipo di approccio.</p>
<p><span id="more-1680"></span><br />
Nelle prime fasi di vita delle teorie sul social media marketing, questo ha rappresentato una bella sfida che ha prodotto un grande volume di letteratura, paper, chart e slide sull&#8217;argomento. Tutte le teorie, però, devono necessariamente sfociare in azioni pratiche per uscire dalla cerchia settaria degli addetti ai lavori e trovare applicazione in ambito aziendale.</p>
<p>Il gran numero di eventi divulgativi a cui abbiamo assistito in questi anni hanno sicuramente il pregio di tenere viva la discussione sui trend, ma si limitano troppo spesso a spargere dati e numeri che giustifichino l&#8217;esistenza del social media marketing, ma siamo arrivati al livello in cui si volta pagina. <strong>Quello che le aziende vogliono realmente sentirsi dire non è più il PERCHE&#8217; ma il COME.</strong></p>
<p>Per questo motivo, da un&#8217;idea del nostro amico <a href="http://www.michelepolico.com" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.michelepolico.com?referer=');">Michele Polico</a>, è nato <a href="http://www.youngdigitallab.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youngdigitallab.com/?referer=');">Young Digital Lab</a>. Un <strong>modello di formazione</strong> sul social media marketing dedicato alle aziende che ha un duplice obiettivo: da un lato coinvolgere le aziende aiutandole a capire come i social media possano impattare sulle loro organizzazioni, in che modo gestire i flussi di informazione sui vari canali e aiutarle a scegliere gli strumenti più adatti secondo gli obiettivi di comunicazione che si vogliono ottenere; dall&#8217;altro dare la possibilità di raccontare queste cose ad un <a href="http://www.youngdigitallab.com/chi-siamo/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youngdigitallab.com/chi-siamo/?referer=');">gruppo di giovani professionisti</a> -<em> tutti rigorosamente under 30</em> &#8211; che si stanno affermando nel settore del web marketing in Italia.</p>
<p>Young Digital Lab non rivolge la sua offerta direttamente alle aziende interessate al corso, ma alle agenzie di marketing e pubblicità che decidono di ospitarlo e di coinvolgere i propri clienti offrendo loro un programma di formazione completo sul marketing al tempo del Social Web.</p>
<p>La prima edizione si terrà a Padova, ospiti di Progress Pubblicità, nei giorni 8 e 9 aprile 2010. Proprio il 9 aprile è previsto anche il mio intervento dal titolo &#8220;<em>Social media in azienda: come gestirli nella realtà quotidiana</em>&#8220;.</p>
<p>Tutte le attività e gli approfondimenti di Young Digital Lab, possono essere seguiti sul <a href="http://www.youngdigitallab.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youngdigitallab.com/?referer=');">sito ufficiale</a>, su <a href="http://www.facebook.com/YoungDigitalLab" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/YoungDigitalLab?referer=');">Facebook</a> e su <a href="http://friendfeed.com/young-digital-lab" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/friendfeed.com/young-digital-lab?referer=');">FriendFeed</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>The social landscape</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/the-social-landscape/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 13:28:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jose Gragnaniello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Visioni]]></category>
		<category><![CDATA[infografiche]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Social media marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Infografica con segnalazione di social network buoni, meno buoni e cattivi per il social media marketing]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Infografica con segnalazione di social network buoni, meno buoni e cattivi per il social media marketing</p>
<p><a href="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/03/CMO-SOCIAL-LANDSCAPE.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1668" title="CMO-SOCIAL-LANDSCAPE" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/03/CMO-SOCIAL-LANDSCAPE.jpg" alt="" width="462" height="793" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fiat, Fiorello ed i gruppi Facebook degli operai</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/fiat-fiorello-operai-facebook/</link>
		<comments>http://www.socialmediamarketing.it/fiat-fiorello-operai-facebook/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 12:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jose Gragnaniello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Case history]]></category>
		<category><![CDATA[Fiat]]></category>
		<category><![CDATA[Fiorello]]></category>
		<category><![CDATA[gruppi Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[operai]]></category>
		<category><![CDATA[Social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Termini Imerese]]></category>

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		<description><![CDATA[Proprio ieri sera, a tavola, guardando Fiorello che sponsorizzava Fiat in tv commentavo: &#8220;Ma guarda se tocca pagare migliaia di euro a questo e mandare i dirigenti a fare team building sui quad nel deserto quando migliaia di operai con...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio ieri sera, a tavola, guardando Fiorello che sponsorizzava Fiat in tv commentavo:<em> &#8220;Ma guarda se tocca pagare migliaia di euro a questo e mandare i dirigenti a fare team building sui quad nel deserto quando migliaia di operai con famiglia a carico rischiano di finire sul lastrico.&#8221;</em></p>
<p>Opinare la mia dichiarazione può essere anche giusto. La pubblicità è l&#8217;anima del commercio, serve da stimolo e rafforza il brand, inoltre un gruppo di dirigenti unito lavora meglio ed è più produttivo.</p>
<p><span id="more-1550"></span></p>
<p>Ma in tempi di crisi non è meglio darsi una regolata?</p>
<p>Anche perché oggi non è più come prima. Prima la pubblicità televisiva dovevi esclusivamente assorbirla, nessuna possibilità di reazione. Oggi ci sono i social network e il castello scricchiola.</p>
<p>Neanche a farlo apposta sorgono <strong><a title="Se sei loggato su Facebook guarda la pagina di ricerca dei gruppi" href="http://www.facebook.com/search/?q=fiorello+fiat&amp;init=quick#!/search/?flt=1&amp;q=fiorello%20fiat&amp;o=69&amp;sid=792733418.2986954869..1" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/search/?q=fiorello+fiat_amp_init=quick_/search/?flt=1_amp_q=fiorello_20fiat_amp_o=69_amp_sid=792733418.2986954869..1&amp;referer=');">gruppi di mobilitazione</a> </strong>da parte degli operai siciliani che chiedono al conterraneo artista di non fare pubblicità per solidarizzare con loro (penso che dei fatti di Termini Imerese siano tutti a conoscenza).</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1553" title="fiorello-fiat" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/02/fiorello-fiat1.jpg" alt="Gruppi su di operai Fiat su Facebook che chiedono solidarietà a Fiorello" width="450" height="428" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><a title="Guarda i blog che parlano del caso" href="http://blogsearch.google.it/blogsearch?hl=it&amp;ie=UTF-8&amp;lr=&amp;as_drrb=q&amp;as_qdr=d&amp;q=fiorello+fiat+facebook&amp;filter=0&amp;sa=N" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/blogsearch.google.it/blogsearch?hl=it_amp_ie=UTF-8_amp_lr=_amp_as_drrb=q_amp_as_qdr=d_amp_q=fiorello+fiat+facebook_amp_filter=0_amp_sa=N&amp;referer=');">La notizia fa il giro del web</a> ma le reazioni della casa non si fanno sentire. Sulla <a title="Fai anche tu qualche domanda!" href="http://www.facebook.com/fiat" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/fiat?referer=');">pagina fan ufficiale della Fiat su Facebook </a> e <a title="Pagina ufficiale Fiat di Friendfeed" href="http://friendfeed.com/fiat" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/friendfeed.com/fiat?referer=');">quella di FriendFeed</a> nessuna dichiarazione.<a title="Visita la discussione su Termini Imerese nella pagina fan della Fiat" href="http://www.facebook.com/fiat#!/topic.php?uid=57143914301&amp;topic=12917" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/fiat_/topic.php?uid=57143914301_amp_topic=12917&amp;referer=');"> Neanche in un thread aperto nell&#8217;area discussioni</a>; così ci penso io a stimolare la conversazione:</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1564" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/02/domanda-pagina-fan-fiat1.jpg" alt="" width="450" height="270" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Il marketing sui social media ha come obiettivo principale la conversazione. Questa dovrebbe portare ad una crescita sia per l&#8217;azienda che per lo stakeholder o il dipendente.</p>
<p>Come andrà a finire? I social media riusciranno ad essere di aiuto per gli operai e la Fiat come gestirà la situazione?</p>
<p>Staremo a vedere.</p>
<p>Update 13/2/2010: Fiorello ha risposto con una lettera sul suo sito ed il Tg3 ha parlato della questione a più riprese. Ecco il link http://www.rosariofiorello.it/</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Facebook &amp; Twitter marketing: cosa va e cosa no.</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/facebook-twitter-marketing-cosa-va-e-cosa-no/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 09:44:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jose Gragnaniello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Survey & Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[survey emarketer]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Se stiamo pianificando un&#8217;azione di social media marketing su Facebook e Twitter non possiamo sottovalutare le notizie offerteci da eMarketer sul tipo di attività che funzionano meglio e peggio. Social media marketing su Facebook Come ci mostra il grafico, il...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se stiamo pianificando un&#8217;azione di social media marketing su <strong>Facebook</strong> e <strong>Twitter</strong> non possiamo sottovalutare le notizie offerteci da<a href="http://www.emarketer.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.emarketer.com/?referer=');"> eMarketer</a> sul tipo di attività che funzionano meglio e peggio.</p>
<h3>Social media marketing su Facebook</h3>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1486" title="social-media-effectiveness1" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/01/social-media-effectiveness11.jpg" alt="" width="428" height="278" /></p>
<p>Come ci mostra il grafico, il massimo dell&#8217;efficacia per coloro che focalizzano le loro azioni sull&#8217;utenza <a href="http://www.socialmediamarketing.it/category/facebook/" target="_blank">Facebook </a>è data dalla creazione di un&#8217;applicazione che favorisca la visibilità del brand lasciando anche intendere che un uso mirato dei social media non è sempre gratuito. Le<strong> applicazioni Facebook </strong>hanno un costo di gestione e, soprattutto, di creazione (occorre una buona dose di creatività per realizzare un&#8217;applicazione vincente).<span id="more-1469"></span></p>
<p>Sul lato B2C, seguono la creazione di sondaggi, che hanno sempre un buon livello di partecipazione e l&#8217;utilizzo dei dati forniti da Facebook per creare il profilo del possibile cliente.</p>
<p>In basso, sia per il B2B che per il B2C si configura l&#8217;acquisto di campagne CPC. La diffidenza, quando si tratta di aprire il portafogli, non è solo italiana. Ma, parlando seriamente, conviene sempre provare altre strade più creative e meno dispendiose se non si hanno motivi di essere aggressivi su tutti i fronti.</p>
<h3>Social media marketing su Twitter</h3>
<p>Nel caso di<a href="http://www.socialmediamarketing.it/category/twitter/" target="_blank"> Twitter </a>la massima efficacia si ottiene con azioni legate al <strong>reputation management</strong>. Come si è detto molte volte, utilizzare <a href="http://search.twitter.com" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/search.twitter.com?referer=');">Search Twitter</a> e crearsi dei Feed con le parole chiave che più ci interessano per garantirci un controllo quasi in tempo reale ed intervenire dove necessario.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1482" title="twitter-effectiveness" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/01/twitter-effectiveness.jpg" alt="" width="428" height="278" /></p>
<p>Infatti, subito dopo il monitoraggio, in molti contattano gli utenti Twitter che hanno parlato negativamente del brand di interesse.</p>
<p><strong>Un consiglio</strong> a riguardo: il monitoraggio è una cosa saggia ed è altrettanto saggio contattare chi parla negativamente di un brand ma oltre a contattare queste persone per chiedere spiegazioni e provare a migliorarsi (non per minacciarle, si spera) è utile contattare anche <strong>chi parla bene</strong> del nostro brand per premiarlo in qualche modo.</p>
<p>Molte persone sentono <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2010/01/non-puoi-fare-social-marketing-senza-sapere-che.html" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/blog.tagliaerbe.com/2010/01/non-puoi-fare-social-marketing-senza-sapere-che.html?referer=');">una specie di appartenenza</a> ed è bene che siano premiate. Con buone probabilità si trasformeranno in  <strong>brand ambassador</strong> naturali.</p>
<p>Alla fine della lista c&#8217;è chi utilizza Twitter per <strong>spingere le vendite promozionali</strong> del proprio sito. Questo tipo di attività ha avuto successo per la <a title="Guarda il link utilizzando Firefox" href="http://www.google.it/search?q=dell+twitter&amp;ie=utf-8&amp;oe=utf-8&amp;aq=t&amp;client=firefox-a&amp;rlz=1R1GGGL_it___IT313" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.google.it/search?q=dell+twitter_amp_ie=utf-8_amp_oe=utf-8_amp_aq=t_amp_client=firefox-a_amp_rlz=1R1GGGL_it_IT313&amp;referer=');">Dell </a>e per alcune attività di fundraising. Non è detto che, con un po&#8217; di olio di gomito, non possa funzionare anche per le piccole e medie aziende.</p>
<p>Utilizzare tutte queste strategie in maniera cronologica, cioè partendo dall&#8217;ascolto, passando per la conversazione e sperimentando un tipo di vendita promozionale, è sicuramente tra le soluzioni migliori da scegliere. <a href="http://www.socialmediamarketing.it/social-media-strategies-il-2010-lanno-dellazione/" target="_blank"></a></p>
<p><a href="http://www.socialmediamarketing.it/social-media-strategies-il-2010-lanno-dellazione/" target="_blank">Il 2010 è l&#8217;anno dell&#8217;azione</a>, speriamo di poter raccontare esempi vincenti.</p>
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		<title>Aziende italiane e conversazione sul web: ecco le migliori</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 10:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Case history]]></category>
		<category><![CDATA[aziende italiane]]></category>
		<category><![CDATA[conversazione]]></category>
		<category><![CDATA[passaparola]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Social media marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Un'analisi delle aziende italiane con presenza più attiva nei maggiori social network.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="thickbox" title="1211569560social_media_2" rel="same-post-1464" href="http://www.socialmediamarketing.it/?attachment_id=1474"><img class="alignleft size-medium wp-image-1474" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/01/1211569560social_media_2-328x300.jpg" alt="" width="343" height="198" /></a></p>
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<p>Il 2010 inizia e si dice che sarà l’<strong>anno dell’azione</strong> per le aziende italiane; ma quali sono quelle che finora hanno dialogato di più? Facendo ricerche per la rete e analizzando i vari profili social dei più importanti colossi italiani ho raccolto alcuni dei casi degni di nota in “madre patria”. La <strong>Barilla</strong>, è stata una delle aziende precursori in Italia nell’utilizzo di strategie social media marketing. Già dall’anno scorso infatti, aprendo il blog <a href="http://www.nelmulinochevorrei.it/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.nelmulinochevorrei.it/?referer=');"><strong>“Nel Mulino Che Vorrei”</strong></a>, si aprì agli User Generated Content permettendo alla gente di proporre idee circa nuove soluzioni di packaging per prodotti già esistenti, nuovi prodotti da lanciare, e la proposta di slogan per gli spot pubblicitari dell’azienda; gli stessi utenti potevano votare le idee più apprezzate e quelle più votate potevano essere realizzate (pensiamo agli slogan che appaiono tuttora negli spot: sono stati creati da consumatori). E’ un esperimento che ha raccolto successo; ad oggi ci sono oltre 1800 idee proposte, 1900 commenti e circa 15000 voti assegnati alle idee.<span id="more-1464"></span></p>
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<p>Un&#8217;altra importante realtà che si è distinta nel panorama Web 2.0 è la Fiat che ha sviluppato <a href="http://www.fiatontheweb.fiat.it/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.fiatontheweb.fiat.it/?referer=');"><strong>“Fiat On The Web</strong><strong>”</strong></a>, un portale<strong> </strong>per raccogliere tutti i contenuti a marchio Fiat che popolano il web, che è un corporate <strong>blog</strong> ma anche un <strong>aggregatore</strong> di news, video e iniziative riguardanti i nuovi modelli e le attività di promozione collegate al brand. L’azienda torinese è presente su Facebook, Twitter, FriendFeed, Flickr e Delicious e in particolare usa il canale su Twitter per comunicare con aggiornamenti frequenti novità sui propri prodotti (Fiat Bravo e Punto Evo soprattutto), eventi collegati a prodotti (Sahara Ramble con due Fiat Panda 4&#215;4 nel deserto del Sahara)  e dialogare con i consumatori su informazioni riguardanti il brand o il lancio di nuove autovetture o eventi. Penso sia, almeno per il momento, l’azienda italiana che utilizza al meglio gli strumenti del social media marketing (corporate blog, presenza attiva sui vari profili social, integrazione, e soprattutto partecipazione attiva e condivisione).</p>
<p>Altre aziende importante che meritano di essere citate sono elencate di seguito:</p>
<ul>
<li><strong>3 Italia</strong><strong>, </strong>operante nella telefonia mobile, pur non avendo un vero corporate blog, è presente su Facebook, Twitter, MySpace, YouTube, Flickr e FriendFeed, ed è interessante notare come utilizzi il canale Twitter per rispondere direttamente alle richieste dei consumatori <strong><a href="http://twitter.com/3italia" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/twitter.com/3italia?referer=');">http://twitter.com/3italia</a> </strong>circa problemi di connettività, offerte promozionali o informazioni sui prodotti e tariffe. Un ottimo esempio di come debba essere svolta l’attività di online PR su un canale di social media; ciò accrescerà sicuramente la fiducia dei consumatori nei confronti dell’azienda.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>La <strong>Coin</strong> si spinge oltre: è su Facebook, FrienFeed, Twitter, ha un canale per i video, uno per la radio e ha anche sviluppato gadgets digitali come il <a href="http://www.coin.it/jsp/it/newsdetail/newsid_204.jsp" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.coin.it/jsp/it/newsdetail/newsid_204.jsp?referer=');">widget</a> per iGoogle.</li>
</ul>
<ul>
<li>La <strong>Ferrero</strong> ha infine creato una sorta di community web, <a href="http://evviva.kinderpiusport.it/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/evviva.kinderpiusport.it/?referer=');"><strong>Evviva Kinder</strong></a>, legata alla diffusione dello sport tra i giovani, ovviamente centralizzando il brand all’interno community.</li>
</ul>
<p>Ci sono poi anche aziende che si sono affidate a<a href="http://www.zzub.it/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.zzub.it/?referer=');"> <strong>Zzub</strong>.it</a>, il primo Social Network italiano per la diffusione del  <strong>Buzz </strong>(passaparola) attorno a prodotti, servizi o eventi legat<strong>i </strong>a determinati brand; finora sono circa 70 le aziende che vi hanno aderito.</p>
<p><strong> </strong>Questi sono solo alcuni esempi di aziende italiane che hanno investito e continuano a investire nel Social Media Marketing; ovviamente ce ne sono alcune che credono maggiormente di altre sulle potenzialità di questa branca della comunicazione aziendale. Quello che secondo me ancora manca in Italia, è l’offerta di un <strong>valore aggiunto</strong> e di un’<strong>esperienza edonistica</strong> al consumatore: ad esempio l’offerta di sconti, prezzi speciali, eventi esclusivi solo per i membri più attivi dei canali social, o anche l’integrazione ai social media di azioni di guerrilla e viral marketing che coinvolgano solo i consumatori più attenti e più produttivi nei canali social dell’azienda. Il 2010 è arrivato e ci si chiede se sarà l’anno dell’azione. Le prospettive sono tante e a crederci sono sempre più aziende e sono sempre più i consumatori che vogliono conversare e contribuire attivamente alla creazione del <strong>“prodotto ideale”</strong>. Staremo a vedere come andrà.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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