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	<title>SocialMediaMarketing.it &#187; social media manager</title>
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	<description>Visioni e strategie di Social Media Marketing</description>
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		<title>Social media marketing: tra neofiti, guru e aziende ci sta la crisi!</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 12:01:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Visioni]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[social media manager]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono tre categorie che potrebbero essere coinvolte per spiegare il titolo del post: aziende, comunicatori/agenzie social media/intermediari e i semplici clienti/utenti. Coi dati alla mano potremmo dire che il social media marketing è a tutti gli effetti una parola...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono tre categorie che potrebbero essere coinvolte per spiegare il titolo del post: aziende, comunicatori/agenzie social media/intermediari e i semplici clienti/utenti. Coi dati alla mano potremmo dire che il social media marketing è a tutti gli effetti una parola ormai molto ricorrente nei piani di marketing di molte aziende.</p>
<p>Aumentano gli investimenti, diminuisce l&#8217;<a href="http://www.socialmediamarketing.it/il-social-media-marketing-e-lignoranza-dilagante/" target="_blank">ignoranza che due anni fa era dilagante</a>, diminuisce lo <a href="http://www.webinfermento.it/scetticismo-nel-social-media-marketing-vs-reali-casi-di-successo-per-piccole-attivita/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.webinfermento.it/scetticismo-nel-social-media-marketing-vs-reali-casi-di-successo-per-piccole-attivita/?referer=');">scetticismo circa il reale ritorno dell&#8217;investimento</a>.</p>
<p>Poi qualche azienda ascolta realmente i propri clienti/utenti e si migliora<strong> offrendo qualcosa di più corrispondente alle richieste</strong>, altre invece semplicemente vanno su feisbuk, twitter e linkedIn<strong> &#8220;perché la moda e i media dicono che ci devono andare, perché gli amici e i conoscenti dicono di andarci&#8221;</strong> e perché mezzo milione di blog a livello mondiale rompono le scatole dicendo che il social media marketing ha un reale ritorno sull&#8217;investimento effettuato. Tuttavia alla fine, bene o male, ci sono più o meno tutte.<strong> I più pirli si pubblicizzano ancora su Facebook creando un profilo utente</strong> e aggiungendosi tutti gli abitanti del loro paese perché tanto che ce frega di ascoltarli, basta che loro vedano e ascoltino noi.</p>
<p>Dall&#8217;altra parte dell&#8217;asta c&#8217;è la categoria di quelli come me, che si occupano di fare da intermediari tra te azienda che, e sottolineamolo, se fossi davvero eccezionale non dovresti ricorrere nemmeno ai contest o agli adsense su Facebook o al posizionamento nei motori di ricerca e i tuoi potenziali clienti/utenti della rete, che potrebbero essere interessati ad acquistare da te e non da un tuo competitor all&#8217;emergere di uno specifico bisogno.</p>
<p>Potremmo quindi dire che tutto parte dalla nascita, dal basso, del<strong> bisogno di un consumatore</strong>, fattore primario che alla fine, da sempre, fa girare l&#8217;economia. Se vivessimo in un mondo privo di bisogni <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Abraham_Maslow" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Abraham_Maslow?referer=');">Maslow non avrebbe creato la sua scala</a> e l&#8217;economia ci parrebbe come un termine alieno. L&#8217;economia è purtroppo fatta di <strong>variabili</strong>, ossia oggetti che possono assumere valori e significati diversi in un contesto e nella nostra equazione <strong>la variabile assume un valore negativo se la facciamo corrispondere al periodo economico in cui ci troviamo</strong>.</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/pages/sta-la-crisi/104057266362044" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/pages/sta-la-crisi/104057266362044?referer=');">Sta la crisi </a>ci sarebbe da dire. E se c&#8217;è crisi i consumi si ritraggono. E perché i consumi si ritraggono? Perché della nostra scala dei bisogni magari eliminiamo quelli più superflui o meno immediati per lasciar posto a quelli che riteniamo primari. Di conseguenza <strong>se i nostri bisogni diminuiscono ci sono determinate aziende che riducono la loro capacità produttiva</strong> e noi intermediari lavoriamo di meno. E&#8217; proprio questa la situazione italiana del momento.</p>
<p>Aziende allarmate dalla crisi e dalla manovra economica, se hanno dei tagli da fare al proprio bilancio la prima voce a cui guardano è &#8220;marketing e comunicazione&#8221; e zac! Dall&#8217;altra parte però, i social media e social media marketing sono un terreno molto ambito dai giovani, neo-universitari alla ricerca di un lavoro e secondo voi, che situazione viene a crearsi?</p>
<p>Secondo me quella in questo piccolo elenco:</p>
<ul>
<li>le aziende riducono investimenti in comunicazione;</li>
<li>i giovani aumentano la voglia di social media;</li>
<li>i clienti &#8220;tagliano&#8221; i loro bisogni;</li>
<li>le agenzie e freelance,  per campare si buttano sulla formazione (poco importa di che qualità).</li>
<li>i social media aumentano perché son fighi&#8230;</li>
</ul>
<p>Il risultato economico più evidente è quello che viene a crearsi una <strong>frammentazione di &#8220;menti&#8221; del social media marketing</strong> con un&#8217;insieme di offerta che non sarà mai distribuita del tutto, proprio perché le aziende investono poco.</p>
<p>E non mi si dica che il social media marketing costa poco e che un&#8217;azienda se lo può fare in-house perché tanto i soldi per la formazione o il design dovranno pur spenderli.</p>
<p>Ps. io non mi sono ancora fatto l&#8217;iPad 2 perché&#8230;<strong>sta la crisi</strong>!</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3986" title="altan-crisi-e-stabilita" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/09/altan-crisi-e-stabilita.jpg" alt="" width="568" height="600" /></p>
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		<title>Solo perché è social non devi dare ragione a chiunque</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/patrizia-pepe/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 19:14:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jose Gragnaniello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Case history]]></category>
		<category><![CDATA[crisis management]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[social media manager]]></category>

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		<description><![CDATA[[Update 14/4/2010] Arrivano le scuse dal blog di Patrizia Pepe [/Update] Il caso Patrizia Pepe, nato a causa di una foto con modella anoressica mal digerita (perdonate l&#8217;associazione) da alcune fan di Facebook e discusso dalla rete, mi ha lasciato...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Update 14/4/2010] <a href="http://inside.patriziapepe.com/it/2011/patrizia-pepe-impara-dai-social-media/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/inside.patriziapepe.com/it/2011/patrizia-pepe-impara-dai-social-media/?referer=');">Arrivano le scuse dal blog di Patrizia Pepe</a> [/Update]</p>
<p>Il caso Patrizia Pepe, nato a causa di una foto con modella anoressica mal digerita (perdonate l&#8217;associazione) da alcune fan di Facebook e discusso dalla rete, mi ha lasciato nel cervello la frase che avete letto nel titolo del post.</p>
<p>Quando ho cominciato l&#8217;avventura con questo blog ero un <strong>ragazzo sprovveduto </strong>(per tante cose lo sono ancora) e credevo che veramente le aziende potessero migliorare grazie ai consigli degli utenti, che Internet, il medium paritario per eccellenza, avesse potuto &#8220;far scendere dal piedistallo&#8221; (così scrissi nella mia tesi) i brand per renderli meno chiusi e più attenti alle vere volontà dei consumatori.</p>
<p>Poi il social media marketing, per alcuni è diventato uno strumento di comunicazione a volte virale (<a title="Si è scatenato il buzz per promuovere l'app?" href="http://twitter.com/#!/PatriziaPepe/status/58233989374296064" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/twitter.com/_/PatriziaPepe/status/58233989374296064?referer=');">ed è forse questo il caso</a>), a volte meramente pubblicitario (in senso old style). Senza aggiungere le tecniche di <strong>monitoraggio del sentiment,</strong> che non vengono utilizzate per migliorare i propri prodotti o processi aziendali ma per soppiantare i commenti negativi con quelli positivi utilizzando talvolta profili fake su blog, forum e social network (uno schifo).</p>
<p>Mi dilungherei volentieri su altre cose che non mi vanno giù in questa concezione moderna del social media marketing ma non voglio tediarvi.</p>
<p>Torniamo alla frase incriminata:</p>
<p><a class="thickbox" title="patrizia pepe twitter" rel="same-post-3266" href="http://www.socialmediamarketing.it/?attachment_id=3267"><img class="aligncenter size-full wp-image-3267" title="patrizia pepe twitter" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/04/patrizia-pepe-twitter.png" alt="" width="462" height="446" /></a></p>
<p>A prescindere dalla potenziale strategia, per quanto cruda possa essere, questa frase mette a nudo una questione cruciale in ambito social: il <strong>buonismo</strong>.</p>
<p>Le risposte, soprattutto su Twitter danno il senso di quanto siano scaltri i social media manager di Patrizia Pepe. Di buonismo non si può certo tacciarli e per questo li stimo (ma non vuol dire che approvo).</p>
<p>Molto spesso il buonismo è la facciata dei brand sui social media, poi, dentro, tutto resta uguale, tutto resta <strong>old style</strong>.</p>
<p>Almeno in questo caso va premiata la coerenza del marchio, che non si è fatto condizionare dalle inutili parole scritte per anni su questo blog e tanti altri ed ha tirato dritto per la sua strada, <strong>rispondendo a botta a tutti gli utenti di <a href="http://twitter.com/#!/PatriziaPepe" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/twitter.com/_/PatriziaPepe?referer=');">Twitter</a> e <a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10150550046630576&amp;set=a.18966402057+5.251734.73479655575&amp;theater" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/photo.php?fbid=10150550046630576_amp_set=a.18966402057+5.251734.73479655575_amp_theater&amp;referer=');">Facebook</a> </strong>e <a href="http://www.bloginazienda.com/patrizia-pepe-facebook/comment-page-1/#comment-4563" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.bloginazienda.com/patrizia-pepe-facebook/comment-page-1/_comment-4563?referer=');">sul blog di Ale Cosimetti</a><strong> </strong>facendosi anche un po&#8217; di pubblicità (se ne parli, nel bene o nel male purché se ne parli&#8230;).</p>
<p>Alle <strong>20 e 20</strong> su Twitter continua il botta e risposta, mi chiedo cosa sarebbe successo se questo dibattito si fosse svolto in un negozio (sarebbe stato licenziato il commesso?). <strong>Siamo andati dalla gestione della crisi alla crisi della gestione, </strong>ma con successo:</p>
<p><a class="thickbox" title="patrizia pepe twitter 2" rel="same-post-3266" href="http://www.socialmediamarketing.it/?attachment_id=3273"><img class="aligncenter size-full wp-image-3273" title="patrizia pepe twitter 2" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/04/patrizia-pepe-twitter-2.png" alt="" width="496" height="100" /></a></p>
<p>Di certo si può dire che i profili di Patrizia Pepe sui due social network hanno assunto un vero e proprio volto umano <strong>diminuendo quel senso di vuoto</strong> che si crea in questo tipo di rapporto tra brand e utente/consumatore. L&#8217;account risulta simpatico nella sua antipatia perché grottesco.</p>
<p>Stiamo a vedere quanto consulenti e dirigenti del brand Patrizia Pepe daranno importanza a questo scivolone (sempre che non sia voluto) e se faranno comunicati.</p>
<p>Intanto alle 20 e 25 accade questo:</p>
<p><a class="thickbox" title="app patrizia pepe" rel="same-post-3266" href="http://www.socialmediamarketing.it/?attachment_id=3274"><img class="aligncenter size-full wp-image-3274" title="app patrizia pepe" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/04/app-patrizia-pepe.png" alt="" width="562" height="340" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quindi, care aziende che frequentate i social network e volete promuovere in fretta il vostro brand, imparate da Patrizia Pepe, fate vedere chi siete veramente, fate vedere qual è l&#8217;amarezza che si nasconde nei processi aziendali e gettate via la maschera buonista. Potreste risultare ancora più social.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Ambiente, etica ed esperienza vincono come mix strategico nel Social Media Marketing [case study]</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/ambiente-etica-ed-esperienza-vincono-come-mix-strategico-nel-social-media-marketing-case-study/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 08:25:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Case history]]></category>
		<category><![CDATA[marketing mix]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[social media manager]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa hanno a che fare il marketing etico, il social media marketing, il marketing esperienziale e quello territoriale con il titolare di un bed and breakfast Gargano? Prima di arrivare a parlare del protagonista di questa storia vorrei analizzare un...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa hanno a che fare il marketing etico, il social media marketing, il marketing esperienziale e quello territoriale con il titolare di un <a href="http://www.pizzicatobeb.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.pizzicatobeb.com/?referer=');">bed and breakfast Gargano</a>? Prima di arrivare a parlare del protagonista di questa storia vorrei analizzare un attimo le correlazioni esistenti con le branche di marketing sopra citate.</p>
<p>Quando parliamo di fare social media marketing, c’è ancora il modo di pensare all’utilizzo dei social media come <strong>strategia facente parte dell’intero mix comunicazionale aziendale</strong>. In sostanza molti manager e imprenditori pensano che avere una presenza solida nei social media, pubblicare contenuti e aggiornamenti nel blog e rispondere ai commenti, sia già di per se una strategia innovativa che si sta applicando. In realtà però non lo è. <strong>Approdare sui social è solo l’inizio di un lungo viaggio verso il rapporto migliorativo con i propri clienti</strong>, ma i social restano comunque dei canali attraverso cui veicolare la comunicazione; certo, rendono possibili meccanismi virali mai visti prima che amplificano il messaggio in modo esponenziale, ma pur sempre dei canali restano.</p>
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<p>La strategia innovativa di marketing non è dunque quella di essere sui social, bensì <strong>ciò che viene trasmesso e comunicato su di essi</strong>, il modo in cui lo si fa. I fenomeni sociologici emersi in concomitanza con l’avvento e la diffusione dei social media sono sostanzialmente stati i seguenti:</p>
<h3>Aumento della disoccupazione per via dell’ultima recessione economica</h3>
<p>Questa si è ripercossa sul consumatore, aumentandogli la <strong>soglia di attenzione al prezzo e all’acquisto di beni e servizi</strong>. Ora si acquistano i beni di prima necessita ma si fa più attenzione alla marca e l’economicità della stessa è preferita come scelta rispetto alla marca nota e meno economica. Per i beni di lusso, il cui costo ha un peso più rilevante e la scelta richiede più tempo, si cercano sempre più informazioni, pareri e consigli dai propri simili, affinché il bene poi acquistato risponda alle reali aspettative.</p>
<h3>Aumento dei problemi legati all’ambiente, all’effetto serra, all’inquinamento delle industrie e alle calamità naturali.</h3>
<p>Sul consumatore ciò si ripercuote sulla sua <strong>sensibilità</strong>. Siamo consapevoli rispetto al passato, che se continuiamo cosi, di questo passo finiremo con l’estinguere le nostre risorse e il nostro benessere si ridurrà drasticamente. Nasce cosi il <strong>consumatore etico ed ecologico</strong>, attento ai materiali con cui vengono realizzati prodotti e servizi, che puntano sempre più a premiare quelle aziende la cui filiera di produzione è controllata, che devolvono parte del ricavato in azioni di rivalutazione ambientale o che utilizzano materie prime riciclate nei processi di produzione. Il consumatore è diventato sensibile e adesso tra un’industria a carbone e una alimentata da pannelli solari sceglierà la seconda.</p>
<h3>Ricerca di autenticità e di territorialità.</h3>
<p>Altro fenomeno emerso negli ultimi anni è quello del consumatore nostalgico. Il consumatore che, assillato dal lavoro frenetico nelle metropoli e negli uffici, dal fast food e dalle svariate tecnologie che ci costringono sempre più al multitasking e alla mobilità continua, ha quasi la voglia di <strong>tornare indietro nel tempo e rivivere esperienze legate al proprio passato</strong>. Diventa a tutti gli effetti nostalgico del proprio vissuto. Ciò si ripercuote con la riscoperta di prodotti appartenenti alle tradizioni del passato, che vengono rivalorizzati e riscoperti. Ma la novità qual è? Che il consumatore moderno, preferisce <strong>consumare il prodotto o il servizio all’interno del luogo d’origine di produzione e invenzione</strong>, quasi assemblandosi all’interno dell’immaginario artistico, come se volesse vivere un esperienza memorabile da raccontare poi a propri amici e rivivere con foto e video.</p>
<h3>Un consumatore sempre più attento alle proprie scelte di acquisto</h3>
<p>Grazie allo sviluppo degli strumenti del <strong>web partecipativo</strong>, ma anche al costante adeguarsi degli algoritmi dei motori di ricerca ai trend, il <strong>consumatore moderno ha a disposizione sempre più opportunità per smascherare quelle aziende che promettono oro e vendono fumo</strong>. Le piattaforme e i social media partecipativi di rating e recensioni di prodotti, servizi, luoghi od esperienze, aumentano ogni giorno a vista d’occhio e ora si può benissimo, salvo fatta eccezione per il fattore “gusto”, effettuare un acquisto più mirato e più consapevole dopo aver raccolto una serie di opinioni umane e diversificate dai vari canali a disposizione.</p>
<p>Veniamo ora al nostro soggetto in questione e al perché è collegato a quanto ho scritto sopra. In rete si è già parlato più di una volta di lui, mi riferisco a Giuseppe Romondia, titolare del <strong>Pizzicato Eco B&amp;B</strong>. Giuseppe è sicuramente uno dei piccoli imprenditori italiani più attivi sui social network. Probabilmente nel settore turistico, è il soggetto più attivo. Potremmo definirlo un social media manager, ma è anche il gestore del B&amp;B e della famosa e storica gelateria che porta il medesimo nome, a Vico del Gargano.</p>
<p>Al di la della bravura e dell’empatia che Giuseppe dimostra giornalmente nel conversare con i propri utenti che potrebbero convertirsi in potenziali clienti, il suo modo di conversare sui social non è mai troppo autoreferenziale: con i suoi account prende parte alle conversazioni nel web, sia su facebook che su twitter, anche su temi e argomenti che hanno poco a che fare col turismo, apportando, da semplice utente, i propri pareri e considerazioni. Ma ciò che mi ha più colpito di lui è <strong>il modo che ha di fare marketing</strong>, al di la del semplice uso dei social. Il suo obiettivo è quello di <strong>far vivere delle vere e proprie esperienze alle persone</strong>, che li catturino da quando sono utenti, attraverso i social media, fino a quando diventano clienti, e anche successivamente alla fine dell’esperienza, quando diventano veri e propri buzzers.</p>
<p>L’esperienza col Pizzicato B&amp;B parte da Twitter o Facebook;  lui è talmente presente che se sei su Twitter ti può capitare di notarlo e entrarci in contatto. Se finisci sulla <a href="http://www.facebook.com/#!/PizzicatoEcObEb?sk=app_7146470109" target="nofollow" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/_/PizzicatoEcObEb?sk=app_7146470109&amp;referer=');">landing tab della sua pagina Facebook</a> hai subito bene in mente chi è e cosa ti offre: ti invita a entrare in contatto con lui mettendo il “like” alla pagina e in cambio ti offre un bio aperitivo di benvenuto e un’<strong>escursione sul Gargano</strong> pagando solo con un tweet, entrambi da usufruire durante il soggiorno. Ma è proprio l’esperienza di consumo del soggiorno che è emozionante in se: il team ti accoglie calorosamente e si dimostra disponibile da subito consigliandoti di visitare i posti più belli nelle vicinanze e come se non bastasse, ti consiglia di provare le loro produzioni artigianali, che vanno dai gelati rinomati come prodotti d’eccellenza, alle marmellate e agli ortaggi sott’olio. Oltre a questo sul sito web ha predisposto una <a href="http://www.pizzicatobeb.com/ecoimpegni.html" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.pizzicatobeb.com/ecoimpegni.html?referer=');">pagina dedicata</a> a motivare quell’”ECO” che appare prima della sigla “B&amp;B” elencando i vari motivi per cui lo definisce ecologico.<br />
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Potete poi leggervi la <a href="http://www.docdroid.net/6ve/carta-della-qualit-pizzicatobeb.pdf" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.docdroid.net/6ve/carta-della-qualit-pizzicatobeb.pdf?referer=');">carta di qualità</a>, che spiega il loro modo di essere vicini al cliente, prima durante e dopo il soggiorno, facendolo sentire “come se fosse a casa sua”. E se sarete soddisfatti o avrete riscontrato qualcosa che non va, lui <strong>vi chiederà comunque di lasciare una valutazione e una recensione</strong>, motivo per cui avere i feedback dei clienti è sempre un ottimo modo per migliorarsi. L’esempio del B&amp;B è magistrale, perché, facilitato anche forse dall’essere una piccola attività, <strong>riesce a catalizzare attraverso i canali social, un insieme di strategie che raccolgono diversi filoni del marketing post moderno</strong>, dall’esperienziale-emozionale, al territoriale col rispetto dell’ambiente e l’occhio all’ecologia, al marketing tribale introdotto da Cova, sino anche a puntare al marketing tradizionale con un occhio agli affari che comunque si traduce con una convenienze di prezzo per i clienti. Questo è l’esempio dell’ottimo uso dei canali social per il marketing: questo è uno di quei casi che fanno parlare di se non solo perché l’azienda è presente sui social, ma per il modo in cui lo sono e per quello che comunicano. Ho chiesto a Giuseppe se dopo alcuni mesi di gestione dei social in ottica di marketing conversazionale riesce a vedere i primi risultati e mi ha detto che dal sito web, <strong>la metà di richieste di informazioni e prenotazioni derivano dai social</strong>, attività che riesce a misurare dal sito web chiedendo all&#8217;utente da quale canale è venuto a conoscenza del bed and breakfast.</p>
<p>Date un’occhiata al sito, al modo di Giuseppe di relazionarsi con gli utenti e provate il soggiorno a Vico del Gargano e forse vi accorgerete di vivere anche voi un’esperienza.</p>
<p><a class="thickbox" title="Appunti Windows-1" rel="same-post-3008" href="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/03/Appunti-Windows-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3019" title="Appunti Windows-1" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2011/03/Appunti-Windows-1.jpg" alt="" width="535" height="607" /></a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>[Lavoro] Un social media manager per LifeGate</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 08:47:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jose Gragnaniello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lifegate]]></category>
		<category><![CDATA[social media manager]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco l&#8217;offerta: LifeGate, primo network media e advisor per lo sviluppo sostenibile in Italia, è alla ricerca di una persona interessata a svolgere uno stage presso la propria sede di Merone (CO) nella posizione di social media manager. Lo stage...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ecco l&#8217;offerta:</strong></p>
<p>LifeGate, primo network media e advisor per lo sviluppo sostenibile in Italia, è alla ricerca di una persona interessata a svolgere uno stage presso la propria sede di Merone (CO) nella posizione di social media manager.</p>
<p>Lo stage prevede un <strong>contratto a progetto della durata di un anno</strong> ed una retribuzione di<strong>20.000 euro lordi annui .</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><a class="thickbox" title="lifegate_impatto_zero" rel="same-post-2416" href="http://www.socialmediamarketing.it/?attachment_id=2419"><img class="size-full wp-image-2419 alignleft" title="lifegate_impatto_zero" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/12/lifegate_impatto_zero.jpg" alt="" width="200" height="230" /></a></strong>La figura ricercata, con l’affiancamento costante di una figura senior, si occuperà di implementare la<strong> Social Media Strategy </strong>dell’azienda attraverso la gestione dei canali sui Social Network, inoltre si interfaccerà con la redazione di LifeGate e con tutto il team dedicato alla comunicazione dell’azienda, anche al fine di <strong>incoraggiare l’adozione di tools di social networking</strong> nella progettazione della comunicazione.</p>
<p>Il candidato si occuperà della gestione day-by-day dei profili social dell’azienda e dell’implementazione di specifiche campagne sui social media.</p>
<p>
 Sarà responsabile della creazione e del mantenimento delle relazioni con gli altri utenti della Rete (fan, follower, ecc.) e del seeding di contenuti rilevanti sui blog e sulle piattaforme social. </p>
<p> A lui saranno affidati anche la<strong> misurazione dei risultati </strong>generati attraverso la propria attività e il <strong>monitoraggio della reputazione del marchio on line</strong>: evidenzierà gli insight emergenti più rilevanti per l’azienda al fine di orientarne le future strategie.</p>
<p> L’obiettivo è formare la risorsa perchè, dopo il periodo di formazione iniziale, possa gestire le attività sui Social Media in totale autonomia.</p>
<p>Contatti:<a href="mailto:lifegate.recruiting@viralbeat.com">lifegate.recruiting@viralbeat.com</a> Sito: <a href="http://www.lifegate.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.lifegate.it/?referer=');">http://www.lifegate.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.socialmediamarketing.it/lavoro-un-social-media-manager-per-lifegate/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>[Lavoro] Esperti di marketing nei social media. Dove? In America&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 12:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jose Gragnaniello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[social media manager]]></category>
		<category><![CDATA[strategie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il social media specialist (o manager) è un esperto di social media con ottime conoscenze di marketing e viceversa. A queste conoscenze si aggiungono quelle socio-psicologiche, di usabilità, di computer mediated communication, antropologiche e, perché no, umane (ci dimentichiamo spesso...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-411" title="Social media manager trend" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2009/02/t-line-420x233.png" alt="Social media manager trend" width="434" height="233" /></p>
<p>Il <strong>social media specialist </strong>(o manager) è  un esperto di social media con ottime conoscenze di marketing e viceversa. A queste conoscenze si aggiungono quelle socio-psicologiche, di usabilità, di computer mediated communication, antropologiche e, perché no, <strong>umane</strong> (ci dimentichiamo spesso  di essere umani quando abbiamo a che fare con gli altri). <a href="http://www.themarketer.info/21-06-2008/definizione-social-media-strategist/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.themarketer.info/21-06-2008/definizione-social-media-strategist/?referer=');">Roldano De Persio ne dà una spiegazione un pò più nutrita.</a></p>
<p>In Italia una figura del genere<strong> non esiste</strong> a livello ufficiale (a stento esiste quelle del SEO) e molti stageur o figli di imprenditori che non hanno dimestichezza con internet, si improvvisano <strong>streteghi senza stragie</strong> attuando vere e proprie campagne di spamming senza preoccuparsi non dico di un ritorno economico ma almeno di visibilità o <strong>percezione del brand </strong>da parte dell&#8217;utente vittima di spam.</p>
<p>Negli Stati Uniti grazie alla segnalazione del buon <a title="Vai al FriendFeed di Federico" href="http://friendfeed.com/killeader" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/friendfeed.com/killeader?referer=');">Federico Gerardi </a>(e ne parla anche Roldano nel post che ho linkato sopra), scopro che  esiste addirittura un sito che <strong>aggrega </strong>domande di lavoro per responsabili SEO,  online marketing manager, e vari tra social media guru e samurai <img src='http://www.socialmediamarketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> . Questo significa che il lavoro è percepito come <strong>utile e affermato</strong> e forse, è conosciuto anche da chi non appartiene al settore (avete mai notato le strane espressioni dei conoscenti a cui dite di fare Seo o strategie sui social media?).</p>
<p>Ecco un&#8217;<strong>esempio di offerta</strong> fatta dalla Just Love Records:</p>
<blockquote><p>Key Intern Responsibilities:</p>
<p>Social Media Marketing:<br />
As a Social Media intern, you work with us to help our clients generate<br />
online buzz and awareness. This means you will be assisting us in all<br />
facets of outreach including everything from building and maintaining<br />
social identities to keeping up-to-date on social media trends. You will<br />
regularly be interacting with core fans in social networks (Facebook),<br />
message boards (OffTopic.com), video upload sites (YouTube), microblogging<br />
sites (Twitter) as well as using bookmarking sites (DIGG) and tracking<br />
sites (Twitter Search) to monitor the space.</p>
<p>What we are looking for:<br />
- Excitement and passion<br />
- Organizational skills<br />
- Creativity<br />
- Hard working<br />
- Strong team player<br />
- A passion for all things internet!<br />
- Experience on popular websites, such as Facebook, YouTube, Flickr,<br />
MySpace and Digg; and/or with mobile applications, such as SMS, mobile web<br />
and media, etc.<br />
- Skilled in online search<br />
- Diligent work ethic and insatiable desire to learn<br />
- A strong interest in technology, marketing and/or the music and<br />
entertainment industries<br />
-Intermediate skills in Microsoft Word, Microsoft Excel, and PowerPoint;<br />
beginner knowledge of Adobe Photoshop, HTML or Adobe GoLive is helpful but<br />
not required</p></blockquote>
<p><a href="http://www.socialmediajobs.com/job/361abfff45fc52a5f291ffb31fce4013/?d=1&amp;source=site_home" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.socialmediajobs.com/job/361abfff45fc52a5f291ffb31fce4013/?d=1_amp_source=site_home&amp;referer=');">Tutta l&#8217;offerta</a> per chi volesse approfondire.</p>
<p>Proprio questa tipologia si ricollega all&#8217;ultimo mio post su <a title="Come? Non l'avevi letto? :P" href="http://www.socialmediamarketing.it/se-le-strategie-sono-obsolete-e-colpa-dei-centri-media/" target="_blank">strategie obsolete e centri media</a> scritto qualche giorno fa.</p>
<p>Confrontando le varie ricerche fatte su internet ho notato che esistono varie <a href="http://lavoro.trovit.it/lavoro/social-media-manager" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/lavoro.trovit.it/lavoro/social-media-manager?referer=');">offerte di lavoro per social media manager</a> ma sono<strong> pochine</strong> e concentrate al Nord. Evidentemente esistono anche al Sud ma la qualifica sarà quella di &#8220;<strong>tutto fare online manager</strong>&#8221; <img src='http://www.socialmediamarketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Importante è inoltre il <a href="http://www.linkedin.com/groupInvitation?groupID=66325&amp;sharedKey=0BECA55D6B73" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.linkedin.com/groupInvitation?groupID=66325_amp_sharedKey=0BECA55D6B73&amp;referer=');">gruppo linkedin </a>che fornisce <strong>utilissimi aggiornamenti</strong> dai quali trarre spunto. Ma tutti in <strong>inglese</strong> perché provenienti da paesi anglofoni.</p>
<p>Queste segnalazioni spero siano utili alla comprensione dello stato attuale delle cose. A mio parere è necessario sveltire le pratiche di <strong>istituzionalizzazione </strong>di questa tipologia di lavoro, sia per una questione di rispetto e autorità per una categoria lavorativa che per un <strong>maggiore potere contrattuale</strong>.</p>
<p>Pareri o suggerimenti?</p>
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		</item>
	</channel>
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