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	<title>SocialMediaMarketing.it &#187; partecipazione</title>
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	<description>Visioni e strategie di Social Media Marketing</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Feb 2012 19:01:12 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Turismo 2.0: la nuova frontiera dei Social Networks</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 09:26:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strategie]]></category>
		<category><![CDATA[On line]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo lo sviluppo di social network a carattere sociale e relazionale con lo scopo di aggregare gente che si conosce e non, alcune imprese non si limitano più a trovare un punto di incrocio tra azienda e consumatore, attraverso ad...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1325" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2009/11/turismo-420x280.jpg" alt="" width="420" height="280" /></p>
<div style="clear:both">
<p>Dopo lo sviluppo di social network a carattere sociale e relazionale con lo scopo di aggregare gente che si conosce e non, alcune imprese non si limitano più a trovare un punto di incrocio tra azienda e consumatore, attraverso ad esempio, una fan page, un contatto, un’applicazione sponsorizzata su uno dei più famosi social network presenti adesso. Alcune imprese hanno saputo andare più avanti, cogliendo al balzo le sfide e le opportunità proposte dall’avvento delle ICT e del web 2.0, capendone il significato, le regole competitive e le prospettive di vantaggio che il loro utilizzo apporterebbe, riuscendo così ad innovare; e cosa significa innovazione se non sfruttare le tecnologie a disposizione per apportare qualcosa di nuovo in un settore in cui si opera?</p>
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<p><span id="more-1319"></span></p>
<p>E’ questo il caso di un settore, il turismo, che a detta degli esperti, ha risentito (e risente) meno della crisi economica rispetto ad altri settori. In questo periodo in Italia si assiste ad una costante crescita del turismo e all’utilizzo sempre più massiccio sia da parte delle imprese che dai consumatori, dello strumento Internet per effettuare i propri acquisti di pacchetti di viaggio. La rete permette oggi di personalizzarsi i pacchetti, di usufruire di prezzi vantaggiosi e di formule che in determinati periodi dell’anno arrivano ad azzerare quasi totalmente i costi di alcuni pacchetti viaggio. Un dato emerso dalle più recenti ricerche riguarda il modo in cui gli acquisti del prodotto viaggio/pacchetto viaggio viene effettuato: c’è una tendenza sempre maggiore ad acquistare online e le agenzie di viaggio tradizionali come le conosciamo, sono destinate a scomparire. Iniziano quindi a nascere imprese online o anche piattaforma create da imprese off line, che offrono servizi turistici, magari anche con lo scopo di aggregare i consumatori e sviluppare flussi comunicazionali spontanei. Queste sono le imprese che fanno innovazione, imprese che non si sono fermate all’utilizzo dei social network presenti per sfruttarli come canali di vendita o meglio, di fidelizzazione di lungo periodo, ma hanno fatto di più, hanno creato degli appositi social network del turismo sociale e partecipativo, di quello che oggi chiamano turismo 2.0.</p>
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<p>Il primo caso sembra essere riconducibile a <a href="http://www.treeboo.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.treeboo.it?referer=');">Treeboo</a>, social network sotto forma di community, che sfruttando le logiche economiche dei gruppi di acquisto, ha lo scopo di aggregare persone che vogliono acquistare dei pacchetti viaggio e quindi, persone che vogliono fare lo stesso viaggio nella stessa destinazione al fine di ottenere degli sconti derivanti dalle economie di scala dei gruppi d’acquisto. Gli utenti della community, grazie ad uno strumento che sia chiama Waiting List, si mettono in lista d&#8217;attesa per il loro pacchetto di viaggio preferito. Basta questo per avere diritto ad uno sconto garantito del 10%. Ma il bello viene dopo. Quanti più utenti della community aderiscono al pacchetto viaggio che viene scelto, tanto più lo sconto aumenta. Treeboo inoltre permette l’interazione tra gli utenti in ottica di web 2.0, nel senso che sono gli stessi utenti a proporre alla community le mete dei loro viaggi. In sostanza quindi, chi vuole fare un viaggio, a prezzi convenienti e magari socializzando e condividendo esperienze con gli altri utenti del network, non deve fare altro che iscriversi a Treeboo.</p>
<p>Qualcosa di diverso fanno invece altri due social network come TravelPeople e TravelTradeItalia. Il primo è uno strumento che mette in contatto diretto sul web Agenti di Viaggio qualificati di tutta Italia con i Viaggiatori intenzionati a organizzare la loro vacanza. La logica di funzionamento è abbastanza semplice: i viaggiatori iscritti a <a href="http://www.travelpeople.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.travelpeople.it?referer=');">TravelPeople.it </a>esprimono le esigenze relative alla loro prossima vacanza compilando una Scheda Viaggio e richiedono di entrare in contatto con agenti specializzati in grado di proporre loro le migliori soluzioni. Gli agenti di viaggio iscritti a TravelPeople devono compilare il proprio profilo e possono inserire gratuitamente offerte di viaggio. TravelPeople comunica ai viaggiatori in rete attraverso molteplici strumenti di web marketing tra i quali i social network, i motori di ricerca, le mailing list, concorsi a premi, blog e forum sul turismo.</p>
<p><a href="http://www.traveltradeitalia.com" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.traveltradeitalia.com?referer=');">Traveltradeitalia.com </a>è il primo social network del prodotto turistico italiano. Permette ricerca e connessione tra tutti gli attori del turismo italiano e internazionale interessati al Prodotto Italia. Traveltradeitalia.com è un prodotto creato da TTG Italia, società che opera nel settore del turismo: organizza eventi business to business, pubblica il più autorevole giornale trade e promuove sul web l’incontro tra domanda e offerta. Iscrivendosi al social network è possibile conoscere gli attori del turismo incoming in Italia e rimanere informato sulle ultime tendenze del mercato. La piattaforma poi, mette a disposizione degli utenti premium uno spazio virtuale dove gli utenti possono pubblicare offerte complete di testo, immagini, link ed essere visibili a tutti gli iscritti del social network.</p>
<p>Insomma, pare che il turismo si evolva a ritmo dell’evoluzione dei social media e degli strumenti partecipativi. E’ uno dei pochi settori in Italia che riesce a sfruttare l’apporto dato dalle nuove tecnologie e non a caso, è un settore in crescita. Speriamo che presto si segua la stessa tendenza anche per il resto dell’economia italiana.</p>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>In che modo la generazione Y recepisce la pubblicità sui social network?</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/in-che-modo-la-generazione-y-recepisce-la-pubblicita-sui-social-network/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 08:08:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jose Gragnaniello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strategie]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[conversazioni]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[Scott Monty]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco, tradotto, un post di Scott Monty, stratega del social media marketing della Ford, che spiega perché la Ford non è interessata a fare advertising sui social network ma ad intraprendere conversazioni. Questo post è un ottimo spunto per apire...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, tradotto, un post di <a href="http://www.scottmonty.com/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.scottmonty.com/?referer=');">Scott Monty</a>, stratega del social media marketing della Ford, che spiega perché la Ford <strong>non è interessata</strong> a fare advertising sui social network ma ad intraprendere conversazioni. <span id="more-778"></span>Questo post è un ottimo spunto per apire la questione sul tanto dibatutto social advertising di Facebook e sull&#8217;economia del dono.<br />
In quanti si sono chiesti se la pubblicità sui social network (intesa nella maniera in cui ne usufriamo oggi) sia del tutto inutile e insensata?</p>
<p>Questo, è un <strong>vero e proprio caso</strong> di decisione strategica, buona lettura:</p>
<p>L’altro giorno ho sottolineato che la Ford “non è interessata all’advertising sui social network. Noi siamo interessati ad entrarvi e ad interagire con le persone.” Vi mostro perché:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>La buona notizia</strong></p>
<p>Percentuale della Genenerazione Y che nota gli ads:</p>
<div id="attachment_800" class="wp-caption aligncenter" style="width: 309px"><img class="size-full wp-image-800" title="Quanto la y generetion fa caso alla pubblicità sui social network" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2009/04/clip_image001.jpg" alt="Quanto la y generetion fa caso alla pubblicità sui social network" width="299" height="209" /><p class="wp-caption-text">(Fonte:  La Rete di Marketing Partecipativo e il Laboratorio di Marketing Diretto e Interattivo della Pace University, Febbraio 2009 )</p></div>
<p style="clear:both">-<strong>84%</strong>: Gen Y che nota l’ad<br />
-<strong>16%</strong>: Gen Y che non nota l’ad.
</p>
<p style="text-align: center;"><strong>La cattiva notizia</strong></p>
<p>L’importanza che la Generazione Y dà agli ads:</p>
<div id="attachment_802" class="wp-caption aligncenter" style="width: 309px"><img class="size-full wp-image-802" title="Quanto la generazione Y dà importanza alla pubblicità sui social network" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2009/04/pmn-pace-university-relevancy-ad-generation-y-february-2009.jpg" alt="Quanto la generazione Y dà importanza alla pubblicità sui social network" width="299" height="215" /><p class="wp-caption-text">(Fonte:  La Rete di Marketing Partecipativo e il Laboratorio di Marketing Diretto e Interattivo della Pace University, Febbraio 2009 )</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p style="clear:both">-<strong>19</strong>%: dà importanza all’ad<br />
-<strong>81</strong>%: non dà importanza all’ad.</p>
<p>Ci rendiamo conto ancora una volta che la pubblicità sui social network non risulta efficace quando si cerca di raggiungere i cosiddetti <em>Millennials*</em>; e questo secondo il  Participatory Marketing Network, la Lubin School of Business&#8217; Interactive and Direct Marketing Lab e l’ IDC (Fonte: MarketingCharts.com).</p>
<p><strong>Non è una gran sorpresa</strong></p>
<p><strong>La cosa importante<br />
</strong></p>
<p>È qui che diventa interessante. Volete sapere a cosa si interessano i  Millennials dei social network?<br />
(Certo che lo volete sapere- è per questo che siete qui.)</p>
<p>•    Ricevere notizie e aggiornamenti sui prodotti (67%)<br />
•    Avere accesso a promozioni (64%)<br />
•    Guardare o scaricare musica e video (41%)<br />
•    Presentare opinioni (36%)<br />
•    Essere connessi con altri consumatori (33%)</p>
<p>Qui c’è un’opportunità per voi, esperti di marketing. Se volete fare colpo  in un social network visitato dai vostri clienti, ricompensateli. Date loro  aggiornamenti sui vostri prodotti – informazioni che non possono reperire altrove, o rendetelo il primo posto in cui posizionate gli aggiornamenti. Date loro un offerta che può essere ricevuta solo dal social network.</p>
<p>In altre parole, <strong>fornite valore</strong> e, in primo luogo,  attenetevi contestualmente al perché essi sono lì.</p>
<p>Non li interrompete con i vostri annunci pubblicitari nell’attesa di risultati.</p>
<p>*Howe and Strauss usano il termine &#8220;Millennials&#8221; come contrario a  &#8220;Generation Y&#8221;, sostenendo che tale gruppo abbia coniato personalmente il termine Millennials con il  desiderio di non essere strettamente associato alla Generazione X , quella precedente la Gen Y. Hanno poi incrementato il tutto con ampi studi sulla storia dei dati demografici  &#8211; o target &#8211; americani, con un nuovo libro riguardante quella generazione, intitolato Millennials Rising. N.d.T.</p>
<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Generation_Y" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/en.wikipedia.org/wiki/Generation_Y?referer=');"> http://en.wikipedia.org/wiki/Generation_Y</a></p>
<p>Con questo post, io, Enzo e Domenico (che è di Avezzano), cogliamo l&#8217;occasione per salutare e stringere in un abbraccio gli amici abruzzesi.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Se gli update di Google favoriscono i grandi brand</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/se-gli-update-di-google-favoriscono-i-grandi-brand/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 08:20:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jose Gragnaniello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strategie]]></category>
		<category><![CDATA[brand marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Google update]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[strategie]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa accade ai piccoli? Breve introduzione Dopo aver discusso della problematica nel suo cuore, cioè se sia giusto e &#8220;democratico&#8221; fare una cosa del genere ed aver creato un vero e proprio vespaio in rete, è arrivata la risposta di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Cosa accade ai piccoli?</h3>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-718" title="Pesce grande mangia sempre pesce piccolo?" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2009/03/2a3923ad-d093-4014-8244-c442b5025af42.jpeg" alt="Pesce grande mangia sempre pesce piccolo?" width="413" height="243" /></p>
<p><strong>Breve introduzione</strong></p>
<p>Dopo aver discusso della problematica nel suo cuore, cioè se sia giusto e &#8220;democratico&#8221; fare una cosa del genere ed aver creato un vero e proprio vespaio in rete, è arrivata la <a href="http://www.youtube.com/watch?v=LMfWPWUh5uU" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=LMfWPWUh5uU&amp;referer=');">risposta di Matt Cutts</a> che, nella sostanza, dice: non abbiamo favorito i brand forti ma abbiamo fatto aggiornamenti che potrebbero favorirli (le solite dichiarazioni di Google insomma). Matt Cutts parla di 5 parametri che godranno di maggiore considerazione:</p>
<ol>
<li><em>Trust</em></li>
<li><em>Authority</em></li>
<li><em>Reputation</em><em></em></li>
<li><em>PageRank</em></li>
<li><em>High quality<br />
</em></li>
</ol>
<p>Per capire meglio di cosa parlo suggerisco una veloce lettura del<a href="http://blog.tagliaerbe.com/2009/03/google-vince-s-change-no-brand-update.html" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/blog.tagliaerbe.com/2009/03/google-vince-s-change-no-brand-update.html?referer=');"> secondo post di Tagliaerbe</a> sulla questione.</p>
<p><strong>Cosa ne scaturisce?</strong></p>
<p>Innanzitutto una <a href="http://www.giorgiotave.it/forum/google/105167-brand-update-proprio-come-lavevo-descritto-un-anno-fa.html#post614110" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.giorgiotave.it/forum/google/105167-brand-update-proprio-come-lavevo-descritto-un-anno-fa.html_post614110?referer=');">bella discussione </a>sul forum GT nella quale, oltre a cercar di capire la veridicità di questo update, si aprono scenari possibili su come un brand possa accrescere e migliorare la sua presenza su Google anche se non si tratta di Starbucks. I grandi brand hanno dalla loro parte, oltre ad una disponibilità economica maggiore e quindi un&#8217;<strong>ottimizzazione SEO ben fatta</strong>, anche un word of mouth più eterogeneo e spontaneo.</p>
<p>Il risultato è una  visibilità garantita da link<strong> sparsi ovunque nella rete</strong>.</p>
<p>Giorgio Taverniti parla giustamente di <strong>muliticanalità dei backlink</strong> e cioè la provenienza di link non solo da siti standard ma da community, social network, blog,etc.</p>
<p>Questa grande mole di dati spontanei (e non) fa in modo che Google &#8220;favorisca&#8221; i grandi brand. Possiamo dire di trovarci di fronte ad un processo abbastanza naturale (se consideriamo le logiche adottate fino ad ora dal motore di ricerca).</p>
<p><strong>Altra ipotesi</strong></p>
<p>Nel caso i grandi brand non avessero speso soldi nel posizionamento potrebbero <strong>assaporare il brivido</strong> della prima pagina e capire quanto è importante.  Dopodiché la decisione di dedicare un corposo budget alla SEO sarebbe questione di minuti.<br />
Google, fosse vero questo pensiero, avrebbe applicato una logica astutissima per guadagnare ulteriori denari.</p>
<p><strong>Quindi i piccoli Brand che fine fanno?</strong></p>
<p>La lezione insegna  che i piccoli brand, se vogliono diventare forti sui motori, innanzitutto possono cominciare a spendere in adwords (:P) ma, più seriamente, devono adottare la logica della multicanalità e gestirla quotidianamente.<br />
Avere un sito con<strong> informazioni utili</strong>, corpose, interessanti e<strong> facilmente linkabili</strong>. Essere presenti sui principali social network, sui forum tematici, ottenere articoli interessanti e spontanei da blogger opionon leaders e coltivare il tutto quotidiamente con azioni <strong>anche offline</strong> che rimandino, ad esempio, a Facebook, Twitter, Myspace etc.</p>
<p>E ricordiamo sempre le parole di Seth Godin: &#8220;Tutte queste strategie di marketing altro non sono che <strong>decorazioni da aggiungere su una coppa di gelato</strong>: mettici panna montata, ciliegine e cioccolato fuso e avrai un dessert fantastico. Ma se sul fondo della coppa ci sono delle polpette di carne&#8230;che pasticcio disgustoso!&#8221;.</p>
<p>Il lavoro comincia  a farsi interessante, che ne dite?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>[Facebook] Marketing e cultura: La mucca di Schrödinger</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/facebook-marketing-e-cultura-la-mucca-di-schrodinger/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 10:24:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jose Gragnaniello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Case history]]></category>
		<category><![CDATA[approccio]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[conversazioni]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>
		<category><![CDATA[strumenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Come è facile intuire, i migliori casi di social media marketing partono dal basso, con idee semplici spesso sostenute da una solida strategia e da persone creative. E&#8217; proprio questo il caso della Mucca di Schrödinger, pagina nata su Facebook...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-576" title="l58855545378_31071" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2009/02/l58855545378_31071.jpg" alt="l58855545378_31071" width="419" height="413" /></p>
<p>Come è facile intuire, i migliori casi di social media marketing partono <strong>dal basso</strong>, con idee semplici spesso sostenute da una solida strategia e da <strong>persone creative</strong>. E&#8217; proprio questo il caso della Mucca di Schrödinger,<a title="Vai alla pagina fan su Facebook" href="http://www.facebook.com/home.php#/pages/La-mucca-di-Schrodinger/58855545378?ref=ts" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/home.php_/pages/La-mucca-di-Schrodinger/58855545378?ref=ts&amp;referer=');"> pagina nata su Facebook</a> e subito salita all&#8217;onore delle cronache per l&#8217;ottima idea di regalare libri in cambio di <strong>conversazioni</strong>.</p>
<p>Il tema è scientifico, quindi di nicchia, quindi una<strong> perfetta trasposizione pratica</strong> della <a title="Vai al blog di Chris Anderson &quot;The Long Tail&quot;" href="http://www.thelongtail.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.thelongtail.com/?referer=');">teoria della coda lunga</a>.</p>
<p>La Mucca di Schrödinger è un progetto di <strong>Sironi Editore</strong>, a cui aderiscono <strong>Edizioni Ambiente </strong>e <strong>Zanichelli</strong>. Le selezioni del catalogo e le anteprime sono messe a disposione a turno. Questo per stabilire un contatto con gli amanti di libri di <strong>divulgazione scientifica</strong>.</p>
<p>Il sistema è semplice: si diventa fan ed <strong>automaticamente</strong> si viene aggiornati ogniqualvolta entri in palio un nuovo libro (anteprime in bozza o già in libreria).<br />
I libri in regalo vengono postati nelle Note della Mucca.</p>
<p>E cito dalla pagina:</p>
<blockquote><p>Potendo regalare un numero limitato di copie, dobbiamo scegliere a chi spedirle. Così, nella stessa nota in cui lanceremo il libro, faremo qualche domanda per scegliere persone con gusti e opinioni diversi, in modo da preparare una discussione aperta e interessante. Perché l&#8217;idea è farvi tornare qui, a parlare di libri! Indicheremo un&#8217;email a cui inviare le risposte alle domande e un indirizzo per l&#8217;eventuale spedizione. Se sarai scelto, riceverai il libro direttamente a casa. Se invece non tocca subito a te&#8230; sarà per un&#8217;altra volta: vogliamo coinvolgere più persone possibile.</p></blockquote>
<p>Si aggiunge poi un&#8217;area discussioni molto stimolante ed una serie di feedback che riguardano<strong> eventi a tema</strong>.</p>
<p>Sarà il potere culturale del settore scientifico, sarà la novità del dono in cambio di qualche domanda ma quest&#8217;idea è veramente carina.</p>
<p>A riguardo, ho fatto alcune domande a Martha Fabbri, una delle responsabili della strategia.<span id="more-513"></span></p>
<p><strong>Ciao Martha. Come nasce l&#8217;idea, prima di tutto, di una pagina su Facebook?<br />
</strong></p>
<p>Da due considerazioni. La prima è un dato dell&#8217;Osservatorio permanente sui contenuti digitali italiano: i lettori forti (quelli che acquistano oltre 11 libri in un anno) accedono più frequentemente alle nuove tecnologie. In particolare, quando abbiamo cominciato a pensare seriamente a questa idea, nell&#8217;ottobre 2008, gli italiani sembravano travasarsi in massa su Facebook, dunque gran parte dei nostri lettori doveva trovarsi lì, insieme a tutti gli altri utenti.</p>
<p>La seconda considerazione è che Facebook sembra fatto apposta per generare il &#8220;tam tam&#8221; – un meccanismo di passaparola dall&#8217;innesco alquanto misterioso, che tuttavia è il segreto del successo di un libro – perché veicola informazioni tra i pari, attraverso mini-comunità che tipicamente si aggregano per interessi e gusti in comune.</p>
<p><strong>Quasi 600 fan per un&#8217;attività poco pubblicizzata rappresentano un bel successo. Lo avevate preventivato?<br />
</strong></p>
<p>Quando un libro di divulgazione scientifica ha venduto 3000 copie, in Italia possiamo dirci contenti. Così, il traguardo dei 500 fan, tagliato dopo tre settimane dal lancio del 15 gennaio, da un lato era la massa critica per vedere un po&#8217; di movimento, dall&#8217;altro comincia a essere un numero significativo rispetto al pubblico della divulgazione. Adesso naturalmente puntiamo a 1000!</p>
<p><strong>Avete ampliato la strategia su altri social network? Pensate di farlo?</strong></p>
<p>Il bello della Mucca di Schrödinger è che i tre editori promotori fanno libri diversi e hanno diverse comunità di riferimento.<strong> Zanichell</strong>i ha appena inaugurato un <a href="http://scienze.zanichelli.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/scienze.zanichelli.it/?referer=');">portale dedicato alle scienze</a> , con un blog di fisica e uno di biologia; <strong>Edizioni Ambiente</strong> ha da tempo un portale cui fa capo <a href="http://www.reteambiente.it/home/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.reteambiente.it/home/?referer=');">una vasta comunità </a> e un <a href="http://blog.verdenero.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/blog.verdenero.it/?referer=');">blog dedicato alla collana Verdenero</a>; <strong>Sironi </strong>sta sperimentando con i <a title="Vai alla pagina Youtube" href="http://www.youtube.com/user/LibriGalapagos" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youtube.com/user/LibriGalapagos?referer=');">booktrailers</a> e può contare sui blog personali di diversi autori. E poi <strong>ha inventato</strong> la Mucca!<br />
In realtà, per i fan della Mucca abbiamo in mente a breve termine qualcosa che li metta alla prova e li faccia divertire incrociando la pagina di Facebook con altri media, ma è una sorpresa e non dirò di più.</p>
<p><strong>Avete avuto piena fiducia durante la stesura della strategia o ci sono stati scetticismi da parte delle case editrici?</strong></p>
<p>Devo ammettere che l&#8217;idea centrale è stata capita al volo ed è piaciuta subito a tutti quelli che poi vi hanno preso parte. Ma l&#8217;abbiamo meditata a lungo, anzi, siamo tuttora in una fase sperimentale.</p>
<p><strong>Come pensate di ampliare il bacino d&#8217;utenza?</strong></p>
<p>Senza particolari strategie, dopo l&#8217;euforia del lancio, sono arrivati in media dodici fan al giorno. Del resto, quello che ci aspettiamo dalla Mucca è&#8230; una reazione a catena autosostenuta. Che quando la persona giusta scopre la Mucca, la segnali a tutti – e soli – quegli amici che ritiene interessati.<br />
Su Facebook ci sono fin troppi gruppi, pagine e cause pieni di membri, fan e sostenitori, che tuttavia restano involucri vuoti: forse, quando gli utenti di Facebook saranno più maturi, questo comportamento andrà diminuendo.<br />
Nel frattempo noi cercheremo di evitare iniziative promozionali che incrementino il numero di fan in modo indiscriminato, puntando a raggiungere altri lettori forti, interessati a leggere libri di scienza e discuterne con altri lettori, con gli autori e con chi sta dietro le quinte.</p>
<p><strong>Ultima ma doverosa domanda: perché la mucca al posto del <a title="Clicca se vuoi approfondire sul paradosso del gatto." href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_del_gatto_di_Schr%C3%B6dinger" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_del_gatto_di_Schr_C3_B6dinger?referer=');">gatto</a>?</strong></p>
<p>Il primo passo per mettere i lettori a loro agio, abbiamo pensato, era sdrammatizzare questa immagine della scienza seriosa, inarrivabile. I nostri libri non sono così. Allora abbiamo osato una variazione sul paradosso quantistico, per stuzzicare la curiosità e l&#8217;immaginazione. Ha funzionato, ci pare: la Mucca resta in testa.</p>
<p><strong>Noi di Socialmediamarketing.it apprezziamo e abbiamo voglia di promuovere novità come queste. Tutte le segnalazioni riguardanti àmbiti simili saranno quindi ben accette.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Alla prossima!</strong></p>
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		<title>Un approccio strategico e concreto ai social media</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 21:43:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Santagata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strategie]]></category>
		<category><![CDATA[approccio]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
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		<description><![CDATA[Perchè le aziende sono storicamente maldisposte nei confronti delle innovazioni? E&#8217; sempre colpa della loro resistenza endemica al cambiamento, o anche gli &#8220;esperti&#8221; hanno la loro parte di responsabilità? E&#8217; ormai assodato come le aziende percepiscano più favorevolmente l&#8217;approccio tipico...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Perchè le aziende sono storicamente maldisposte nei confronti delle innovazioni? </strong>E&#8217; sempre colpa della loro resistenza endemica al cambiamento, o anche gli &#8220;esperti&#8221; hanno la loro parte di responsabilità?</p>
<p>E&#8217; ormai assodato come le aziende percepiscano più favorevolmente l&#8217;approccio tipico da breviario (o <em>how-to</em>) che gli suggerisca un&#8217;<strong>azione concreta</strong> da intraprendere, piuttosto che l&#8217;approccio da manuale accademico che si allarga e si perde in mille concetti teorici (ne parla anche <a title="Antonio Pavolini su Twitter" href="http://twitter.com/antoniocontent" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/twitter.com/antoniocontent?referer=');">Antonio Pavolini</a> su <a href="http://conversational.it/2009/02/17/social-media-e-formazione-aziendale-un-sasso-nello-stagno/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/conversational.it/2009/02/17/social-media-e-formazione-aziendale-un-sasso-nello-stagno/?referer=');">Conversational</a>).</p>
<p>Ecco una piccola presentazione che abbiamo preparato, con qualche azione immediata da prendere per ottenere un obiettivo determinato. Ovviamente non si tratta delle <em>summa</em> del sapere sui <a href="http://www.socialmediamarketing.it/argomenti/social-media">social media</a>, ma credo che, se fossi un&#8217;azienda intenzionata a investire sui social media, vorrei trovare un consulente con un approccio simile.<span id="more-225"></span></p>
<div id="__ss_1035763" style="width: 425px; text-align: left;"><a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" title="Un approccio strategico ai social media" href="http://www.slideshare.net/SocialMediaMarketing/un-approccio-strategico-ai-social-media?type=powerpoint" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.slideshare.net/SocialMediaMarketing/un-approccio-strategico-ai-social-media?type=powerpoint&amp;referer=');">Un approccio strategico ai social media</a><object width="425" height="355" data="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=approccio-1234833199338255-3&amp;rel=0&amp;stripped_title=un-approccio-strategico-ai-social-media" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=approccio-1234833199338255-3&amp;rel=0&amp;stripped_title=un-approccio-strategico-ai-social-media" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object>   </p>
<div style="font-size: 11px; font-family: tahoma,arial; height: 26px; padding-top: 2px;">View more <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.slideshare.net/?referer=');">presentations</a> from <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/SocialMediaMarketing" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.slideshare.net/SocialMediaMarketing?referer=');">SocialMediaMarketing</a>. (tags: <a style="text-decoration:underline;" href="http://slideshare.net/tag/strategia" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/slideshare.net/tag/strategia?referer=');">strategia</a> <a style="text-decoration:underline;" href="http://slideshare.net/tag/approccio" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/slideshare.net/tag/approccio?referer=');">approccio</a>)</div>
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		<title>7 consigli semplici per avvicinarsi al marketing sui social media</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 11:28:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Santagata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strategie]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[conversazioni]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[strategie]]></category>
		<category><![CDATA[utenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa sia il social media marketing e la nostra visione di questo nuovo paradigma del marketing &#8211; che è sempre più rintracciabile tanto nelle grandi organizzazioni quanto nel piccolo negozio di abbigliamento &#8211; li abbiamo già espressi in più post...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-428" title="Il Mondo dei social media" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2009/02/globe-299x300.jpg" alt="Il Mondo dei social media" width="299" height="300" /></p>
<p style="text-align: left; clear:both;"><a title="cos'è il social media marketing" href="http://www.socialmediamarketing.it/cose-il-social-media-marketing/">Cosa sia il social media marketing</a> e la nostra visione di questo nuovo paradigma del marketing &#8211; <em>che è sempre più rintracciabile tanto nelle grandi organizzazioni quanto nel piccolo negozio di abbigliamento</em> &#8211; li abbiamo già espressi in più post cercando di ampliare il più possibile il cono visivo in modo da farci un&#8217;idea sempre più chiara e nitida delle teorie e degli strumenti di <strong>social media marketing</strong>. Il rischio però è quello di incappare talvolta nella trappola sconveniente dei tecnicismi.</p>
<p style="text-align: left;">Per evitare questo ho cercato alcuni <strong>consigli pratici</strong> e condivisi che possano dare un&#8217;idea definita anche a chi si occupa di altri tipi di business e vuole cominciare ad <strong><a title="L'approccio M-U-S-T ai social media" href="http://www.socialmediamarketing.it/il-metodo-must-un-approccio-ecologico-ai-social-media/">approcciare al social media marketing</a></strong> senza ombre e con le idee nitide.</p>
<ol>
<li><strong>Non parlare ai consumatori</strong>. Non vogliono ascoltarti, vogliono essere ascoltati.</li>
<li><strong>Offri una ragione per partecipare</strong>. Se le persone non percepiscono di ottenere un valore aggiunto dal condividere le loro opinioni, non verranno da te (magari vanno dal tuo diretto concorrente, che ha saputo soddisfarli meglio).</li>
<li><strong>Resisti alla tentazione di vendere</strong> a tutti i costi.</li>
<li><strong>Sperimenta e tieniti aggiornato</strong>. Ma soprattutto sperimenta, e se sbagli sperimenta ancora.</li>
<li><strong>Ascolta le conversazioni</strong> che avvengono anche al di fuori del tuo sito. E partecipa anche lì <strong>indicando chiaramente chi sei e perchè stai partecipando</strong>. Chi ha provato a fare il furbo è stato smascherato prima che potesse rendersene conto.</li>
<li><strong>Cedi il controllo della comunicazione</strong>. Non aver paura di aprire le tue porte alle critiche. Quando una community si sente controllata e forzata verso una direzione a senso unico imposta dall&#8217;azienda, non dura molto.</li>
<li>Fai in modo che nella tua organizzazione ci siano quante più persone possibili che abbiano un <strong>background composto dal pensiero pragmatico da uomo di marketing, dalla curiosità incosciente di un sociologo e che siano grandi appassionati di social network</strong>.</li>
</ol>
<p>(fonte: <a title="Secrets of marketing in a web 2.0 world" href="http://sloanreview.mit.edu/business-insight/articles/2008/6/5068/the-secrets-of-marketing-in-a-web-20-world/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/sloanreview.mit.edu/business-insight/articles/2008/6/5068/the-secrets-of-marketing-in-a-web-20-world/?referer=');">The Secrets of marketing in a web 2.0 World</a>)</p>
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