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	<title>SocialMediaMarketing.it &#187; customer experience</title>
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	<description>Visioni e strategie di Social Media Marketing</description>
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		<title>Aftonbladet YouLive: l’esperienza utente nel primo web live concert della storia</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 00:14:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Santagata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Case history]]></category>
		<category><![CDATA[aftonbladet]]></category>
		<category><![CDATA[cretività]]></category>
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		<description><![CDATA[La scorsa estate Aftonbladet, il quotidiano più importante della Scandinavia, ha organizzato e appoggiato il Live-Löpet. Una serie di concerti live online al fine di promuovere i Rockbjörnen Music Awards, uno dei più importanti festival musicali del Nord Europa. La...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-2339 aligncenter" title="Aftonbladet You Live" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/12/aftonbladet-youlive.jpg" alt="" width="350" height="256" /></p>
<div style="clear:both"></div>
<p>La scorsa estate <a title="Aftonbladet" href="http://www.aftonbladet.se" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.aftonbladet.se?referer=');">Aftonbladet</a>, il quotidiano più importante della Scandinavia, ha organizzato e appoggiato il <strong>Live-Löpet</strong>. Una serie di concerti live online al fine di promuovere i <strong>Rockbjörnen Music Awards</strong>, uno dei più importanti festival musicali del Nord Europa.</p>
<p>La dinamica dei concerti è stata particolare, in quanto gli eventi non si sono svolti come se si trattasse di veri e propri eventi dal vivo. In realtà gli artisti &#8211; <em>alcuni tra i più famosi musicisti scandinavi come i The Ark</em> &#8211; hanno suonato <strong>in diretta dagli studi di Aftonbladet</strong>, mentre la trasmissione è avvenuta mediante streaming online a cui hanno partecipato oltre 45 mila spettatori complessivi.</p>
<h2>Detta così sembrerebbe un banale evento trasmesso in streaming live su web. Tutto qui?</h2>
<p><strong> No</strong>. Perchè il format di questo concerto digitale è stato pianificato per renderlo il più possibile simile ad un concerto tradizionale. Basti pensare che per seguire l&#8217;evento, bisognava disporre di un vero e proprio biglietto con tanto di posto numerato. Ciascuno dei sette concerti aveva a disposizione <strong>20 mila posti &#8220;a sedere&#8221; più 8 mila biglietti VIP</strong>, grazie ai quali ci si poteva godere l&#8217;evento in HD.</p>
<h2>Ok, ma l&#8217;interazione con gli artisti?</h2>
<p>Una particolare applicazione realizzata in Flash appositamente per Aftonbladet, <strong>YouLive</strong>, ha permesso anche quella. Con una serie di pulsanti disposti sulla dashboard di ciascun partecipante all&#8217;evento, si poteva applaudire, richiedere canzoni e <strong>addirittura simulare una fiaccolata con tanto di accendini al cielo</strong>. Dal canto loro, gli artisti potevano ricambiare l&#8217;interazione con i fan grazie ad uno schermo allestito all&#8217;interno dello studio.</p>
<h2>E l&#8217;interazione tra gli utenti?</h2>
<p>Ovviamente prevista anche quella. Grazie all&#8217;integrazione con Facebook è stato possibile interagire sia con gli altri spettatori presenti nell&#8217;arena virtuale, sia con i propri amici a casa. <strong>Con tanto di foto dal luogo (virtuale) dell&#8217;evento.</strong></p>
<h2>Risultati</h2>
<ul>
<li><strong>45&#8217;000 spettatori</strong>, da oltre 63 paesi diversi, hanno partecipato alle sette serate di concerti live.</li>
<li><strong>2.4 milioni di interazioni</strong> riguardanti l&#8217;evento sono state registrate sui social network durante le quasi due ore totali di trasmissione.</li>
<li>Prima dell&#8217;evento la pagina del festival registrava una media di 85.500 visitatori unici durante il periodo di maggiore attività. Durante il Live-Löpet, invece, il numero di visitatori unici ha raggiunto quota <strong>337.000</strong>. Con un incremento del 300%. </li>
</ul>
<p>Una serie di ottimi risultati per l&#8217;agenzia <a title="Advertisign agency Prime - Stockholm" href="http://en.primegroup.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/en.primegroup.com/?referer=');">Prime di Stoccolma</a>, che ha ideato l&#8217;evento, e che ha realizzato questo video riassuntivo:</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/17088043?portrait=0" width="400" height="225" frameborder="0"></iframe>
</p>
<p>Se c&#8217;era una cosa che il web non era ancora riuscito a replicare fedelmente, era proprio l&#8217;atmosfera del live. Sembra invece che questa iniziativa possa segnare il <strong>primo tentativo di una rivoluzione epocale</strong> nella fruizione dei concerti dal vivo.</p>
<p>Anche se &#8211; <em>che sia chiaro</em> &#8211; da queste parti si preferisce ancora la puzza di sudore reale degli altri spettatori, il fumo artificiale che offusca la vista e il <em>bibbitaro</em> che ci spilla una bionda media davanti ai nostri occhi.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il ruolo dei social media nel processo di acquisto del consumatore</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/il-ruolo-dei-social-media-nel-processo-di-acquisto-del-consumatore/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 15:11:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ciracì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strategie]]></category>
		<category><![CDATA[customer experience]]></category>
		<category><![CDATA[processi d'acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[social experience]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>

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		<description><![CDATA[In qusti giorni mi è capitato di leggere diverse ricerche che parlavano del ruolo che stanno assumendo i social media nei processi decisionali di acquisto di prodotti e servizi. Si parla del fatto che possono avere il ruolo di influenzare...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In qusti giorni mi è capitato di leggere diverse <a href="http://www.pmi.it/marketing/news/7491/consumatori-sempre-piu-social.html" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.pmi.it/marketing/news/7491/consumatori-sempre-piu-social.html?referer=');">ricerche</a> che parlavano del <strong>ruolo </strong>che stanno assumendo i social media nei processi decisionali di acquisto di prodotti e servizi. Si parla del fatto che possono avere il <strong>ruolo di influenzare le decisioni di acquisto </strong>facendo in modo che, nel momento in cui insorge un bisogno, tra le varie fonti informative a cui l’utente/cliente può attingere per informarsi, tra cui motori di ricerca, sito del venditore, comparatori di prezzi, mondo off-line, ci siano i social media.</p>
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<p>Tuttavia, leggendo discussioni questi giorni in alcuni blog del settore (<a href="http://blog.tagliaerbe.com/2010/07/shopping-motori-social.html" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/blog.tagliaerbe.com/2010/07/shopping-motori-social.html?referer=');">Tagliaerbe</a>)si parla del fatto che vengono pubblicate ricerche che evidenziano come in realtà, nelle scelte di acquisto del consumatore, le reti sociali non influenzerebbero i consumatori e che questi si affiderebbero a strumenti più immediati come i motori di ricerca o al massimo reperendo informazioni direttamente sul sito del venditore.</p>
<p>Ovviamente sono piovuti commenti al post alcuni a difesa dei social, tra cui il mio, altri che in qualche modo concordavano con l’autore affermando di seguire l’iter -sito Web/motore di ricerca/comparatore prezzi-, piuttosto che avvalersi delle informazioni cercate sui social media come Facebook, Twitter, Linkedin e i corporate blogs. Pur non contestando i dati della ricerca, che possono anche essere veritieri, c’è qualcosa che non quadra, poiché è una ricerca che non tiene in considerazione alcuni fattori che, proprio per la loro assenza, fanno si che i social media risultano relegati agli ultimi posti della classifica.</p>
<p>Mi spiego meglio. Quando si parla di<strong> social media come influenzatori di processi di decisione di acquisto</strong> di un prodotto, l’argomento è più complesso. Un conto è parlare di un mezzo, in questo caso il social media, che ti influenza l’emergere del bisogno fisico di dotarti di un determinato bene, un altro conto è parlare di un mezzo, sempre il social, che utilizzi come fonte informativa da cui trarre informazioni su prodotti, prezzi, sconti, sito dove si applica la maggior convenienza di prezzo, ecc.</p>
<p>Quello che si vuole cercare di far emergere con le <strong>reti sociali </strong>è il ruolo di influenzatori sia di decisioni d’acquisto, sia di brand image e product image, e soprattutto di brand awareness.</p>
<p>Il concetto del beneficio per le aziende, a livello commerciale, dell’utilizzo di reti sociali per comunicare dovrebbe essere sostanzialmente questo (ndr. Se applicato nel lungo periodo): io azienda ho bisogno di migliorarmi la reputazione, rafforzare l’importanza del mio brand e dei miei prodotti, strappare clienti alla concorrenza e fidelizzarli nel lungo periodo, cosa faccio?<strong> Divento 2.0</strong> perché ora va di moda, prendo il mio bel sito/blog (presenza istituzionale) e lo integro con dei profili Facebook, Twitter, YouTube ecc. e inizio a conversare con i miei clienti. Ma come devo conversare? Che gli devo dire? Lo informalo sui prodotti/servizi, caratteristiche tecniche, benefici d’uso, perché dovrebbe preferirlo a quelli della concorrenza, ecc.</p>
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<p>Poi decido di sperimentare il <strong>marketing esperienziale</strong>. Creo qualcosa di innovativo, come un evento al di fuori dalle righe, un concorso a premi, dei coupon sconti scaricabili che facciano ricordare di me azienda per averli semplicemente stupito i miei clienti. Continuo a dialogare in modo sincero con i clienti a rispondere alle loro richieste a cercare di carpire i loro bisogni e utilizzare la conversazione per migliorare i prodotti che vendo, per poi alternare a questo processo periodicamente il marketing esperienziale o emozionale.</p>
<p>I benefici? Uno su tutti: <strong>posizionamento di lungo periodo del brand nelle mappe mentali dei consumatori</strong>, che significa che si ricorderanno di me quando in loro insorgerà un bisogno e non andranno neanche a fare ricerche sui motori o sui comparatori di prezzi o ne tantomeno sui profili social, ma <strong>andranno direttamente a casa mia azienda, inteso come sito web ad effettuare l’ordine</strong>.</p>
<p>Ora avrete capito come si può anche spiegare il primo posto in quella classifica del sito del rivenditore. Se fai un buon lavoro di marketing utilizzando i social media, i risultati saranno che l’utente andrà prima di tutto sul tuo sito, perché si sarà ricordato del legame affettivo che nel tempo hai stabilito con lui e verrà a cercare informazioni direttamente sul sito aziendale evitando di mettersi a cercare sui motori di ricerca e fare confronti tra i prodotti dei diversi concorrenti.</p>
<p>La ricerca sarà pur vera e magari chi commenta potrà anche continuare a dire “ma io finora non ho trovato nessun brand che mi ha stupito utilizzando i profili social, quindi continuo a cercare e fare confronti sui motori di ricerca”, e gli posso anche dare ragione, ma ricordate che il <strong>social media marketing è una scienza nuova</strong>, anzi un nuovo paradigma, che in Italia è arrivato da troppo poco tempo per iniziare a fare delle statistiche e che, in molti casi, le aziende che lo stanno implementando, lo stanno facendo in modo troppo superficiale e ben lontano dai casi di successo che hanno reso celebre la materia negli Stati Uniti.</p>
<p>Resto comunque ottimista sperando che anche noi, con i nostro consigli da qui, riusciamo a trasmettere il valore primario del social media marketing: la <strong>conversazione</strong> col cliente.</p>
<p><a class="thickbox" title="social media experience" rel="same-post-2002" href="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/07/social-media-experience.jpg"></a><a class="thickbox" title="social media experience" rel="same-post-2002" href="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/07/social-media-experience.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-2020" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/07/social-media-experience-1024x772.jpg" alt="" width="491" height="370" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a class="thickbox" title="social media experience" rel="same-post-2002" href="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/07/social-media-experience.jpg"><br />
 </a></p>
<p><a class="thickbox" title="social media experience" rel="same-post-2002" href="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/07/social-media-experience.jpg"><br />
 </a></p>
<p><a class="thickbox" title="social media experience" rel="same-post-2002" href="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2010/07/social-media-experience.jpg"><br />
 </a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Strumenti e strategie di social media marketing. Proviamo a fare il punto della situazione</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/strumenti-e-strategie-di-social-media-marketing-proviamo-a-fare-il-punto-della-situazione/</link>
		<comments>http://www.socialmediamarketing.it/strumenti-e-strategie-di-social-media-marketing-proviamo-a-fare-il-punto-della-situazione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 18:29:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Nardone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strategie]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[customer experience]]></category>
		<category><![CDATA[monitoraggio]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[strumenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Superata la fase di &#8220;digestione&#8221; da parte di aziende e persone è arrivata la fase di affinare strategie e strumenti a disposizione. Dopo i primi esempi concreti sull&#8217;uso del Web sociale da parte delle organizzazioni possiamo abbozzare le prime considerazioni...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Superata la fase di &#8220;digestione&#8221;  da parte di aziende e persone <strong>è arrivata la fase di affinare strategie e strumenti a disposizione</strong>.<br />
Dopo i primi esempi concreti sull&#8217;uso del Web sociale da parte delle organizzazioni possiamo abbozzare le prime considerazioni e fare il punto della situazione sulle <a href="http://www.socialmediamarketing.it/category/strategie-20/" target="_self">strategie di social media marketing</a> che hanno funzionato e su quelle che devono ancora migliorare molto.</p>
<p>Più che citare casi concreti provo a fare qualche commento sui tre ecosistemi più chiacchierati e utilizzati negli ultimi mesi da utenti ed organizzazioni:<span id="more-1028"></span></p>
<h2><strong>Twitter</strong></h2>
<p>A mio parere è lo strumento dove si sono visti i casi più interessanti. <a href="http://www.socialmediamarketing.it/category/twitter/" target="_self">Twitter</a> rappresenta per le aziende un&#8217;ottima piattaforma di ascolto: per come è strutturato, infatti, <strong>questo ambiente non può essere considerato l&#8217;ideale per dare vita ad articolate conversazioni che coinvolgono più utenti</strong>. Le relazioni possono essere sì costruite ma hanno più l&#8217;aspetto di rapidi e brevi botta e risposta tra organizzazione e utente su problemi/questioni specifiche. Forse è questo il motivo per il quale Twitter ha avuto successo come<a href="http://www.socialmediamarketing.it/i-social-media-per-il-customer-service-strategie-e-casi-di-studio-con-twitter/" target="_self"> piattaforma di customer service.</a></p>
<p>In sintesi:</p>
<p><strong><span style="color: #00ff00;">OK</span></strong><br />
- ascolto<br />
- customer service<br />
- engagment</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">KO</span></strong><br />
- dialogo</p>
<h2>Facebook</h2>
<p>Una cosa è sicura: la semplice presenza non basta. Purtroppo sono decine le organizzazioni che hanno messo in piedi semplici fan page vetrina che hanno come fans solo i dipendenti, i consulenti che l&#8217;hanno ideata e <a href="http://www.minimarketing.it/2009/07/lo-strano-caso-del-web-20-parte-terza.html" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.minimarketing.it/2009/07/lo-strano-caso-del-web-20-parte-terza.html?referer=');"><em>&#8220;..concorrenti che si scambiano reciprocamente il favore di iscriversi alle Page dei clienti..&#8221;</em></a><br />
In questo spazio è dura per le aziende strappare un po&#8217; di attenzione, <strong>gli esempi di successo sono quelli che, </strong>oltre a riuscire a ritagliarsi un posticino nei network relazionali delle persone, <strong>hanno saputo offrire <a href="http://www.socialmediamarketing.it/facebook-marketing-e-cultura-la-mucca-di-schrodinger/" target="_blank">valore aggiunto alla partecipazione e alla condivisione</a></strong>.</p>
<p>In sintesi:</p>
<p><strong><span style="color: #00ff00;">OK</span></strong><br />
- diaologo<br />
- member get member<br />
- stimolo feedback</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">KO</span></strong><br />
- promozione<br />
- awareness</p>
<h2>Friendfeed</h2>
<p>Il più giovane dei tre ambiente ha subito uno<a href="http://www.technicoblog.com/facebook-acquisisce-friendfeed.htm" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.technicoblog.com/facebook-acquisisce-friendfeed.htm?referer=');"> scossone</a> proprio nelle ultime settimane che sicuramente infuirà sulle sue funzionalità. Ancora poco battuto dalle aziende, Friendfeed è sicuramente <strong>uno dei più grandi contenitori di chiacchiere del Web</strong>. Questa caratteristica fornisce alle  organizzazioni due opportunità: prima di tutto <strong>una miniera d&#8217;oro di feedback e commenti</strong> che devono essere monitorati con un&#8217;attenta <a href="http://www.socialmediamarketing.it/social-media-monitoring-faq/" target="_self">attività di ascolto e analisi</a>; poi per la sua natura, questo network rappresenta un terreno facile per iniziare a dialogare e relazionarsi con le persone.</p>
<p>In sintesi:</p>
<p><strong><span style="color: #00ff00;">OK</span></strong><br />
- diaologo<br />
- ascolto<br />
- customer service</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">KO</span></strong><br />
- promozione<br />
- awareness</p>
<p>Commenti sparsi i miei, che spero vengano arricchiti dai vostri suggerimenti. Il mondo dei media sociali &#8211; e il loro utilizzo da parte delle organizzazioni &#8211; è frenetico e così rapido nei cambiamenti che è impossibile dare dei giudizi definitivi. E&#8217; anche vero, però, che è maturo il tempo per fare i primi commenti, tenendo conto soprattutto degli <a href="http://inventorspot.com/articles/top_ten_branded_social_media_nightmares_30874" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/inventorspot.com/articles/top_ten_branded_social_media_nightmares_30874?referer=');">errori commessi</a> <img src='http://www.socialmediamarketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Stimolare la customer experience per affrontare la crisi</title>
		<link>http://www.socialmediamarketing.it/stimolare-la-customer-experience-per-affrontare-la-crisi/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 08:55:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Santagata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strategie]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[customer experience]]></category>
		<category><![CDATA[customer service]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[sociologia dei consumi]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; In tempi di crisi le aziende sospendono gli investimenti in innovazione e in formazione, ottimizzano gli investimenti nel marketing e vedono ridursi il fatturato. Non sono periodi positivi, è evidente, e si respira un po&#8217; ovunque. Eppure i sistemi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-623" title="servizio clienti caramelle" src="http://www.socialmediamarketing.it/wp-content/uploads/2009/02/1720203320_4773ce782b-420x280.jpg" alt="servizio clienti caramelle" width="420" height="280" /></p>
<div style="clear:both;">&nbsp; </div>
<p>In tempi di crisi le aziende sospendono gli investimenti in innovazione e in formazione, ottimizzano gli investimenti nel marketing e vedono ridursi il fatturato. Non sono periodi positivi, è evidente, e si respira un po&#8217; ovunque. Eppure i sistemi per affrontare la tempesta non dovrebbero mancare, a patto di saperli cogliere ed applicare arrivando a stravolgere anche l&#8217;organizzazione interna e le gerarchie decisionali.</p>
<h3><strong>Cos&#8217;è la customer experience?</strong></h3>
<p>I più sbrigativi la definirebbero come &#8220;<em>il servizio clienti</em>&#8220;, la funzione aziendale che, unendo <span style="font-weight: normal; ">pazienza e diplomazia</span><span style="font-weight: normal; ">, è deputata ad ascoltare e leggere lamentele e &#8211; <em>raramente</em> &#8211; suggerimenti dei clienti cercando di rispondere a tutti accontentandone il più possibile. Niente di più sbagliato, come approccio e come definizione.</span></p>
<p>In realtà il servizio clienti non è che uno degli elementi che contribuiscono a creare la <strong>customer experience</strong> che possiamo definire come</p>
<blockquote><p><strong>il grado di percezione che i clienti hanno delle loro interazioni con un&#8217;organizzazione</strong><br />
(fonte: <a href="http://experiencematters.wordpress.com/2008/08/06/what-the-heck-is-customer-experience/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/experiencematters.wordpress.com/2008/08/06/what-the-heck-is-customer-experience/?referer=');">Customer Experience Matters</a>)</p></blockquote>
<p>quindi come una situazione in cui sono i clienti il vero <strong>punto forte della relazione con un&#8217;azienda</strong> in quanto detentori della componente emozionale.<span id="more-223"></span></p>
<h3><strong>Stimolare positivamente la customer experience.</strong></h3>
<p>Quando un consumatore è influenzato da un prodotto o servizio? Quando entra in gioco la sua <strong>emotività</strong>. L&#8217;azienda non può che prenderne atto e cambiare i propri atteggiamenti per arrivare a stimolare un sentimento empatico nel consumatore.Se un consumatore si sente libero di <strong>esprimere la sua opinione direttamente</strong> all&#8217;azienda, se si sente ascoltato e, perchè no anche esaudito nelle sue richieste, è un <strong>consumatore felice</strong>. E un consumatore felice continuerà ad acquistare proprio quel prodotto perchè lo sente più suo.</p>
<p>Il segreto per l&#8217;azienda sta proprio nel riuscire a <strong>stimolare esperienze positive</strong> nei consumatori. Sembra una cosa semplice, ma come già detto non si tratta banalmente del numero verde di un servizio clienti. E&#8217; una situazione che investe tutta la struttura aziendale di un <strong>cambiamento incisivo e radicale</strong> nel modo di presentarsi all&#8217;esterno. Bisogna farsi percepire come un&#8217;azienda aperta, trasparente e dinamica.</p>
<p>Nel processo sono <strong>tutti coinvolt</strong>i dal management al marketing, dagli executive agli impiegati e tutti con la stessa importanza. Per il consumatore <strong>ciascun dipendente rappresenta l&#8217;intera azienda</strong> ed è importante che ciascuno abbia nei confronti del consumatore un comportamento omogeneo e condiviso da tutti gli individui interni all&#8217;azienda. Attenzione però, non sto parlando di regole e procedure imposte dall&#8217;alto. Anche qui il principio è uno e semplice: non dimenticare mai che <strong>ogni membro dell&#8217;azienda è un essere umano</strong> e quindi <strong>un consumatore per un&#8217;altra azienda</strong>.</p>
<h3><strong>Gli strumenti per una customer experience che crei valore.</strong></h3>
<p>I <a href="http://www.socialmediamarketing.it/argomenti/social-media">social media</a> oggi consentono di avere un rapporto diretto con i propri consumatori <strong>senza intermediari</strong> creando una situazione di grande vantaggio per entrambi: da un lato <strong>i consumatori possono esprimersi</strong> per migliorare il prodotto che già usano ogni giorno, e dall&#8217;altro <strong>l&#8217;azienda può ascoltarli</strong> migliorando un prodotto che verosimilmente attrarrà altri consumatori, ma che sicuramente farà felici quelli attuali.</p>
<p>Un vantaggio notevole per l&#8217;azienda visto che si possono <strong>risparmiare soldi in costose ricerche di mercato</strong> che nella migliore delle ipotesi non aggiungeranno niente di nuovo a quanto l&#8217;azienda può già scoprire da sola con un investimento minimo.</p>
<p>(foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/gunsotsu/1720203320/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/gunsotsu/1720203320/?referer=');">Will Nickelson</a>)</p>
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