Formazione sul Social Media Marketing: arriva Young Digital Lab.
di Enzo Santagata | 18 marzo 2010 | View Comments |373 letture |
Sono anni che si parla del Social Media Marketing come di una rivoluzione in termini di rapporto tra aziende e consumatori. La discussione ha sempre girato attorno al perché aprirsi a questo tipo di approccio. Nelle prime fasi di vita delle teorie sul social media marketing, questo ha rappresentato una bella sfida che ha prodotto un grande volume di letteratura, paper, chart e slide sull’argomento. Tutte le teorie, però, devono necessariamente sfociare in azioni pratiche per uscire dalla cerchia settaria degli addetti ai lavori e trovare applicazione in ambito aziendale.
Il gran numero di eventi divulgativi a cui abbiamo assistito in questi anni hanno sicuramente il pregio di tenere viva la discussione sui trend, ma si limitano troppo spesso a spargere dati e numeri che giustifichino l’esistenza del social media marketing, ma siamo arrivati al livello in cui si volta pagina. Quello che le aziende vogliono realmente sentirsi dire non è più il PERCHE’ ma il COME.
Per questo motivo, da un’idea del nostro amico Michele Polico, è nato Young Digital Lab. Un modello di formazione sul social media marketing dedicato alle aziende che ha un duplice obiettivo: da un lato coinvolgere le aziende aiutandole a capire come i social media possano impattare sulle loro organizzazioni, in che modo gestire i flussi di informazione sui vari canali e aiutarle a scegliere gli strumenti più adatti secondo gli obiettivi di comunicazione che si vogliono ottenere; dall’altro dare la possibilità di raccontare queste cose ad un gruppo di giovani professionisti - tutti rigorosamente under 30 – che si stanno affermando nel settore del web marketing in Italia.
Young Digital Lab non rivolge la sua offerta direttamente alle aziende interessate al corso, ma alle agenzie di marketing e pubblicità che decidono di ospitarlo e di coinvolgere i propri clienti offrendo loro un programma di formazione completo sul marketing al tempo del Social Web.
La prima edizione si terrà a Padova, ospiti di Progress Pubblicità, nei giorni 8 e 9 aprile 2010. Proprio il 9 aprile è previsto anche il mio intervento dal titolo “Social media in azienda: come gestirli nella realtà quotidiana“.
Tutte le attività e gli approfondimenti di Young Digital Lab, possono essere seguiti sul sito ufficiale, su Facebook e su FriendFeed.
Categorie: Esperienze Condivise, Web 2.0
Tag: aziende > formazione > Social media marketing > strategie > ydl > young digital lab
The social landscape
di Jose Gragnaniello | 15 marzo 2010 | View Comments |358 letture |
Infografica con segnalazione di social network buoni, meno buoni e cattivi per il social media marketing
Comunicazione e social media marketing: 5 modi per ottimizzarla
di Dario Ciracì | 8 marzo 2010 | View Comments |636 letture |
Partendo dal presupposto che non ci sono parametri e metriche certe e garantite alla base della buona riuscita di una strategia di social media marketing, ho riflettuto in questi giorni su quale possa essere il modo più efficace per “ottimizzare” la comunicazione nei social media.
Prendo in prestito dalla Seo il termine ottimizzazione per legarmi alle modalità comportamentali da seguire, nella gestione di una campagna di social media marketing, che dovrebbero in teoria aiutare a trasmettere un messaggio e a renderlo virale, che è poi l’obiettivo primario un po’ di ogni azione implementata nel social web.
Si può parlare di “Social Communication Optimization“? Secondo me si, e i fattori da considerare non sono tecnici, non sono tecniche di seo, grafiche e layout all’ultimo grido, coupon di sconti al 70% regalati (almeno non solo quelli!) o i tantissimi amici di una pagina fan di Facebook, ma sono delle piccole regole comportamentali che chiunque di noi segue già nella vita reale di tutti i giorni (o almeno dovrebbe
) e che non deve fare altro che applicare nel social web.
Ecco i miei 5 punti forti:
- essere onesti: l’onestà viene prima di tutto! E’ meglio non spacciare ad esempio gli orologi che si vendono, come resistenti all’acqua, se poi non lo sono. I social media non faranno altro che amplificare il modo in cui si sono presi in giro gli utenti.
- essere “friendly“: nel social media marketing, come nell’era del Web 2.0, i toni sono cambiati: toni poco formali, vicinanza al cliente e pianificazione collaborativa delle attività sono alla base di ogni Social Media Plan;
- intercettare il target del messaggio: vanno creati e diffusi messaggi per target e ogni markettaro sa che oggi è meglio puntare a una nicchia di utenti veramente interessati a quello che si propone e che hanno in se la capacità di “starnutire” e di diffondere a loro volta il messaggio in modo virale, che puntare in maniera indiscriminata ad una massa di utenti non profilata.
- riuscire a divertire: se un grande brand che per anni era abituata a toni istituzionali, e comunicazioni poco social si permette di scherzare e fare dell’umorismo o adotta l’uso dell’emoticons nei suoi messaggi, non perderà mica clienti, semmai apparirà più vicina a loro e più umana e meno una mera fabbrica di denaro.
- emozionare, emozionare, emozionare: questo concetto è ormai ribadito da un po’ di tempo ed è forse anche il più difficile da ottenere. Stupire non riesce a tutti e spesso si riesce a stupire quando meno si aspettava di riuscire a farlo.
Ad ogni modo, vale sempre la pena di provarci.
Ricordiamoci infine che dobbiamo apparire alla gente come quello che comunichiamo; riuscire ad essere credibili è la sfida più importante da superare nella comunicazione di social media marketing.
Queste sono le mie proposte, ne avete qualcuna voi?
Categorie: Esperienze Condivise, Osservatorio Social Media, Social Network, Strategie 2.0, Varie, Web 2.0
Tag: conversazioni > ottimizzazione comunicazione > social media branding
Metriche e social media strategies
di Domenico Nardone | 6 marzo 2010 | View Comments |831 letture |
Molte volte ci si chiede quanto “pesano” a livello numerico le attività sui media emergenti e quale sia l’influenza che hanno sul traffico del proprio sito.
Al di la delle mille elucubrazioni e chiacchiere che si possono fare sull’argomento ho preso un po’ di dati concreti prendendo come esempio gli analytics (gli ultimi 60 giorni) di questo blog.
Facciamo i conti della serva prendendo come riferimento le prime 15 sorgenti di traffico:

Zio Google ci dona il 37% delle visite e conferma quindi il suo primato di principale hub della rete (basta guardare i suoi numeri..). D’altro canto è vero che il suo potere sta pian piano diminuendo: ho fatto la stessa analisi prendendo come riferimenti ottobre e novembre dell’anno scorso e in quel periodo il peso di Google superava il 48%.
Cosa è successo (sta succedendo) quindi?
L’attività di cercare/condividere/ridistribuire/raggiungere informazioni si sta spostando sempre di più verso i media sociali. Nela mia analisi i referrers “sociali” per questo blog rappresentano il 27,5% contro il 15% di appena quattro mesi fa.
Questo processo è in parte spontaneo ma può(deve) essere supportato in modo adeguato perchè, dati alla mano, il primo beneficio concreto che può portare una strategia di social media marketing è quella ricevere attenzione (=più visite) sul proprio sito, con la possibilità anche di abbattere i costi di una classica campagna banner (display ads o paid search che sia).
I punti aperti restano tanti, in primis quello di ca ire quanto è qualificato il traffico che arriva dai media emergenti.
Categorie: Case history, Metriche, Posizionamento SEO, Strategie 2.0
Tag: social media metrics
The social media effect
di Jose Gragnaniello | 1 marzo 2010 | View Comments |610 letture |
Sembra che dal caos tutto riesca ad organizzarsi. Ed è così.
Sfruttare la lunga coda, vuol dire esser presenti sui vari social media, non sempre con lo stesso account e non sempre con l’identico contenuto.
Spesso sono gli utenti a far si che i nostri sforzi vengano premiati.
Ma è necessario stimolare le conversazioni con contenuti originali, renderle virali e coltivare le relazioni (per l’ennesima volta, si).
Gli scherzi della presenza online
di Jose Gragnaniello | 16 febbraio 2010 | View Comments |392 letture |
Fiat, Fiorello ed i gruppi Facebook degli operai
di Jose Gragnaniello | 10 febbraio 2010 | View Comments |621 letture |
Proprio ieri sera, a tavola, guardando Fiorello che sponsorizzava Fiat in tv commentavo: “Ma guarda se tocca pagare migliaia di euro a questo e mandare i dirigenti a fare team building sui quad nel deserto quando migliaia di operai con famiglia a carico rischiano di finire sul lastrico.”
Opinare la mia dichiarazione può essere anche giusto. La pubblicità è l’anima del commercio, serve da stimolo e rafforza il brand, inoltre un gruppo di dirigenti unito lavora meglio ed è più produttivo.
Ma in tempi di crisi non è meglio darsi una regolata?
Anche perché oggi non è più come prima. Prima la pubblicità televisiva dovevi esclusivamente assorbirla, nessuna possibilità di reazione. Oggi ci sono i social network e il castello scricchiola.
Neanche a farlo apposta sorgono gruppi di mobilitazione da parte degli operai siciliani che chiedono al conterraneo artista di non fare pubblicità per solidarizzare con loro (penso che dei fatti di Termini Imerese siano tutti a conoscenza).

La notizia fa il giro del web ma le reazioni della casa non si fanno sentire. Sulla pagina fan ufficiale della Fiat su Facebook e quella di FriendFeed nessuna dichiarazione. Neanche in un thread aperto nell’area discussioni; così ci penso io a stimolare la conversazione:

Il marketing sui social media ha come obiettivo principale la conversazione. Questa dovrebbe portare ad una crescita sia per l’azienda che per lo stakeholder o il dipendente.
Come andrà a finire? I social media riusciranno ad essere di aiuto per gli operai e la Fiat come gestirà la situazione?
Staremo a vedere.
Update 13/2/2010: Fiorello ha risposto con una lettera sul suo sito ed il Tg3 ha parlato della questione a più riprese. Ecco il link http://www.rosariofiorello.it/
Categorie: Case history, Facebook, Friendfeed, Osservatorio Social Media
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