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Facebook e il nuovo layout

di Jose Gragnaniello | 5 febbraio 2010 | Comments |355 letture |

Nel nuovo layout di Facebook (che nel frattempo compie 6 anni) si configura principalmente una spinta al search, con il box di ricerca non più a destra ma ben centrato in alto. Sempre lì sono state spostate le notifiche e la posta e le richieste di amicizia:

Molto spazio al box della ricerca forse perché Facebook vuole erodere qualcosina a Google (e non è solo una mia opinone). Ma occorrerà più di qualche mese per vedere significativi cambiamenti sotto questo punto di vista.

La barra laterale sinistra presenta nuove possibilità di accesso ai giochi, ad una visualizzazione totale degli amici e delle loro foto, con un accesso semplificato alle applicazioni e (finalmente) alla proprie pagine fan (ora aspettiamo anche le notifiche per le persone che lasciano commenti ai post…).










Tra le diciture che più hanno attratto il mio interesse c’è quella del “saldo crediti” dal quale è possibile controllare le proprie spese nel caso si facessero inserzioni o altri tipi di acquisti su Facebook. L’orientamento sembra voler portare ad una abitudine alla “spesa” sul famoso social network.











Non manca chi piange il vecchio layout come in ogni occasione:






Tempo 3 giorni e avrà dimenticato tutto ? :D

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Facebook & Twitter marketing: cosa va e cosa no.

di Jose Gragnaniello | 18 gennaio 2010 | Comments |1.203 letture |

Se stiamo pianificando un’azione di social media marketing su Facebook e Twitter non possiamo sottovalutare le notizie offerteci da eMarketer sul tipo di attività che funzionano meglio e peggio.

Social media marketing su Facebook

Come ci mostra il grafico, il massimo dell’efficacia per coloro che focalizzano le loro azioni sull’utenza Facebook è data dalla creazione di un’applicazione che favorisca la visibilità del brand lasciando anche intendere che un uso mirato dei social media non è sempre gratuito. Le applicazioni Facebook hanno un costo di gestione e, soprattutto, di creazione (occorre una buona dose di creatività per realizzare un’applicazione vincente).

Sul lato B2C, seguono la creazione di sondaggi, che hanno sempre un buon livello di partecipazione e l’utilizzo dei dati forniti da Facebook per creare il profilo del possibile cliente.

In basso, sia per il B2B che per il B2C si configura l’acquisto di campagne CPC. La diffidenza, quando si tratta di aprire il portafogli, non è solo italiana. Ma, parlando seriamente, conviene sempre provare altre strade più creative e meno dispendiose se non si hanno motivi di essere aggressivi su tutti i fronti.

Social media marketing su Twitter

Nel caso di Twitter la massima efficacia si ottiene con azioni legate al reputation management. Come si è detto molte volte, utilizzare Search Twitter e crearsi dei Feed con le parole chiave che più ci interessano per garantirci un controllo quasi in tempo reale ed intervenire dove necessario.

Infatti, subito dopo il monitoraggio, in molti contattano gli utenti Twitter che hanno parlato negativamente del brand di interesse.

Un consiglio a riguardo: il monitoraggio è una cosa saggia ed è altrettanto saggio contattare chi parla negativamente di un brand ma oltre a contattare queste persone per chiedere spiegazioni e provare a migliorarsi (non per minacciarle, si spera) è utile contattare anche chi parla bene del nostro brand per premiarlo in qualche modo.

Molte persone sentono una specie di appartenenza ed è bene che siano premiate. Con buone probabilità si trasformeranno in  brand ambassador naturali.

Alla fine della lista c’è chi utilizza Twitter per spingere le vendite promozionali del proprio sito. Questo tipo di attività ha avuto successo per la Dell e per alcune attività di fundraising. Non è detto che, con un po’ di olio di gomito, non possa funzionare anche per le piccole e medie aziende.

Utilizzare tutte queste strategie in maniera cronologica, cioè partendo dall’ascolto, passando per la conversazione e sperimentando un tipo di vendita promozionale, è sicuramente tra le soluzioni migliori da scegliere.

Il 2010 è l’anno dell’azione, speriamo di poter raccontare esempi vincenti.




Aziende italiane e conversazione sul web: ecco le migliori

di Dario Ciracì | 13 gennaio 2010 | Comments |1.140 letture |







Il 2010 inizia e si dice che sarà l’anno dell’azione per le aziende italiane; ma quali sono quelle che finora hanno dialogato di più? Facendo ricerche per la rete e analizzando i vari profili social dei più importanti colossi italiani ho raccolto alcuni dei casi degni di nota in “madre patria”. La Barilla, è stata una delle aziende precursori in Italia nell’utilizzo di strategie social media marketing. Già dall’anno scorso infatti, aprendo il blog “Nel Mulino Che Vorrei”, si aprì agli User Generated Content permettendo alla gente di proporre idee circa nuove soluzioni di packaging per prodotti già esistenti, nuovi prodotti da lanciare, e la proposta di slogan per gli spot pubblicitari dell’azienda; gli stessi utenti potevano votare le idee più apprezzate e quelle più votate potevano essere realizzate (pensiamo agli slogan che appaiono tuttora negli spot: sono stati creati da consumatori). E’ un esperimento che ha raccolto successo; ad oggi ci sono oltre 1800 idee proposte, 1900 commenti e circa 15000 voti assegnati alle idee.

Un’altra importante realtà che si è distinta nel panorama Web 2.0 è la Fiat che ha sviluppato “Fiat On The Web, un portale per raccogliere tutti i contenuti a marchio Fiat che popolano il web, che è un corporate blog ma anche un aggregatore di news, video e iniziative riguardanti i nuovi modelli e le attività di promozione collegate al brand. L’azienda torinese è presente su Facebook, Twitter, FriendFeed, Flickr e Delicious e in particolare usa il canale su Twitter per comunicare con aggiornamenti frequenti novità sui propri prodotti (Fiat Bravo e Punto Evo soprattutto), eventi collegati a prodotti (Sahara Ramble con due Fiat Panda 4×4 nel deserto del Sahara)  e dialogare con i consumatori su informazioni riguardanti il brand o il lancio di nuove autovetture o eventi. Penso sia, almeno per il momento, l’azienda italiana che utilizza al meglio gli strumenti del social media marketing (corporate blog, presenza attiva sui vari profili social, integrazione, e soprattutto partecipazione attiva e condivisione).

Altre aziende importante che meritano di essere citate sono elencate di seguito:

  • 3 Italia, operante nella telefonia mobile, pur non avendo un vero corporate blog, è presente su Facebook, Twitter, MySpace, YouTube, Flickr e FriendFeed, ed è interessante notare come utilizzi il canale Twitter per rispondere direttamente alle richieste dei consumatori http://twitter.com/3italia circa problemi di connettività, offerte promozionali o informazioni sui prodotti e tariffe. Un ottimo esempio di come debba essere svolta l’attività di online PR su un canale di social media; ciò accrescerà sicuramente la fiducia dei consumatori nei confronti dell’azienda.

  • La Coin si spinge oltre: è su Facebook, FrienFeed, Twitter, ha un canale per i video, uno per la radio e ha anche sviluppato gadgets digitali come il widget per iGoogle.
  • La Ferrero ha infine creato una sorta di community web, Evviva Kinder, legata alla diffusione dello sport tra i giovani, ovviamente centralizzando il brand all’interno community.

Ci sono poi anche aziende che si sono affidate a Zzub.it, il primo Social Network italiano per la diffusione del  Buzz (passaparola) attorno a prodotti, servizi o eventi legati a determinati brand; finora sono circa 70 le aziende che vi hanno aderito.

Questi sono solo alcuni esempi di aziende italiane che hanno investito e continuano a investire nel Social Media Marketing; ovviamente ce ne sono alcune che credono maggiormente di altre sulle potenzialità di questa branca della comunicazione aziendale. Quello che secondo me ancora manca in Italia, è l’offerta di un valore aggiunto e di un’esperienza edonistica al consumatore: ad esempio l’offerta di sconti, prezzi speciali, eventi esclusivi solo per i membri più attivi dei canali social, o anche l’integrazione ai social media di azioni di guerrilla e viral marketing che coinvolgano solo i consumatori più attenti e più produttivi nei canali social dell’azienda. Il 2010 è arrivato e ci si chiede se sarà l’anno dell’azione. Le prospettive sono tante e a crederci sono sempre più aziende e sono sempre più i consumatori che vogliono conversare e contribuire attivamente alla creazione del “prodotto ideale”. Staremo a vedere come andrà.

Social media strategies: il 2010 l’anno dell’azione

di Domenico Nardone | 6 gennaio 2010 | Comments |778 letture |

Anno nuovo, nuovo paper Forrester sui media sociali. Sean Corcoran nella sua analisi mette in riga tutti i tipi di media online, definendoli e attribuendogli il loro ruolo all’interno dell’ecosistema dei social media.

Contributo interessante, sopratutto per chi è in procinto di progettare e pianificare un’inziativa utilizzando i media digitali.

Denifire, separare, focalizzare, attribuire ruoli e funzioni, contestualizzare, saper valutare rischi. Queste sono a mio parere le parole chiave più utilizzate fino ad oggi da chi si è approcciato ai media sociali con l’intento di farli diventare il punto di incontro fra persone e organizzazioni. Nel corso del 2009 leggendo post e ascoltando commenti ho avvertito una certa maturità in questo senso, anche qui in Italia almeno la teoria l’abbiamo e la stiamo assimilando bene e con il giusto senso critico.

Quello che ancora manca e che spero sia la parola chiave del 2010 è l’azione. Il più delle volte lo studio della teoria ha portato a pochissimi risultati degni di nota. Che questo sia l’anno della svolta?!

Sopo.it la buona idea con mille criticità

di Jose Gragnaniello | 21 dicembre 2009 | Comments |601 letture |

Sopo.it è il sito in cui puoi votare il tuo lavoro attraverso gli indicatori di performance e motivare la tua valutazione in modo completamente anonimo. Confrontare le aziende che ti offrono opportunità di lavoro attraverso il voto degli altri utenti, guardare le classifiche e condividere le tue esperienze.

Molto bello. Oggi è fondamentale conoscere lo stato di salute di un’azienda ed è diritto del lavoratore poter dare un giudizio o scegliere in base a criteri qualitativi preordinati.

L’idea, come ho detto nel titolo è buona.

Ma quali sono le criticità? Andiamo a vedere.

Al giorno d’oggi il web è fatto di buone e cattive intenzioni, tutti ci tengono a fare uscire una buona immagine di sè e si trascorrono intere giornate a googlare il proprio nome in cerca di recensioni negative.

Le aziende stanno affinando le loro armi e, pian pianino stanno ottimizzando la loro presenza in rete.

Fatto questo preambolo, tanto scontato quanto necessario, vediamo cosa accade su Sopo.it: la procedura di iscrizione è molto semplice, username, password, email e sei entrato. Una volta dentro devi inserire il nome della tua società o scegliere tra quelle presenti.

La pagina del voto è strutturata così:

sopo.it scheda voto

Una volta inserita azienda e dato il voto nei criteri si aggiunge un commento e si vota:

sopo.it scheda votata

Come si può vedere, io, signor nessuno, mi sono trasformato in un ex dipendente della BNL ho dato tutti voti bassissimi e commento negativo. Questo mio voto andrà ad influenzare il totale.

Lo stesso discorso va fatto al contrario: chiunque può accedere e riempire di voti e commenti positivi il profilo della propria azienda.

A questo punto mi domando quanti in questo momento si stanno comportando in modo corretto.

Come detto sopra, l’idea è ottima ma vanno date delle garanzie.

Garanzie alle aziende, affinché non si generi un finto sentiment negativo.

E garanzie agli utenti, affinché non si trovino a dover scegliere tra aziende ultravivibili e con stipendi altissimi.

Affinato questo problema (non piccolo) l’idea potrà prendere veramente il volo e cambiare molte carte in tavola.

Effetto Boomerang: come evitarlo

di Dario Ciracì | 16 dicembre 2009 | Comments |786 letture |

effetto boomerang nei social media

Negli ultimi mesi non si fa altro che parlare di social media marketing quale strategia che ogni impresa non potrà fare a meno di utilizzare; le ricerche provenienti dagli States lasciano intuire come gli investimenti dei prossimi anni sono destinati ad aumentare e come sempre maggiore sarà la consapevolezza delle potenzialità dell’utilizzo di questi strumenti.

Ma quali sono alla fine i rischi e le insidie che si nascondono dietro l’angolo? Perché molte aziende evitano ancora oggi (soprattutto in Italia) di lanciarsi in questa attività o se lo fanno, si limitano ad investire in questa strategia solo parzialmente? Il vero problema è dato dal cosiddetto effetto boomerang.

L’effetto boomerang è quanto più rischioso può accadere con una strategia di social media marketing implementata in malo modo, con poca attenzione o peggio ancora, con alla base un prodotto/servizio scadente o di bassa qualità promosso. Ormai sappiamo che il social media marketing ha alla base il Marketing Conversazionale, che ha il suo fulcro nel buzz (passaparola) e che se vogliamo, è l’evoluzione più recente del Marketing Relazionale, il primo filone di pensiero socio-economico che poneva il consumatore al centro della strategia di definizione di un prodotto-servizio coinvolgendolo nella realizzazione dello stesso. In questo tipo di strategia quindi, ciò che conta è cosa il consumatore pensa di un’azienda, di un prodotto o di un servizio: se matura un bisogno e lo trasforma in acquisto, egli testerà il prodotto e a secondo della soddisfazione o meno del proprio bisogno e delle proprie aspettative, produrrà un feedback che farà circolare tramite il passaparola, che in genere tenderà poi a propagarsi ad effetto virale. Continua a leggere

Twitter, arriva Contributors (?)

di Jose Gragnaniello | 15 dicembre 2009 | Comments |533 letture |

Il blog di Twitter annuncia ieri una nuova feature per il business, si chiama Contributors e farà in modo di mettere in collegamento i vari brand con i loro ecosistemi per migliorare il rapporto e le relazioni con la potenziale o effettiva clientela ed incrementare la visibilità.

Il funziamento di Contributors è molto semplice: un singolo brand presente su Twitter può avere più partecipanti che aggiornano lo status.

Prendiamo il caso dei molti account Twitter del Sole 24 ore: le utenze create potrebbero contribuire ad aggiornare un unico status dell’account @riotta o @lucadebiase, sicuramente con più followers, lasciando il link del proprio account rendendosi così più visibile.

Ecco un esempio:

Questa funzionalità sarà supportata dalle API di Twitter e si integrerà perfettamente con applicazioni come CoTweet e HootSuite.

Tutto ciò è ancora in fase beta e sarà testato da account business insieme ai loro partener scelti da Twitter. Solo in seguito a questi test sarà esteso a tutte le utenze business.

Il social media marketing è soprattutto collaborativo e la conversazione, insieme alla vivacità dei network, è la linfa di questo strumento promozionale.

La nuova funzione ha la qualità di mettere in mostra account che, per una serie di fattori, potrebbero avere poca visibilità e stimola  nuovi potenziali accordi sicuramente utili a rendere più vivace il 2010 per quanto riguarda le strategie di marketing sui social media.

Se hai suggerimenti su come implementare questa nuova funzione il commento è sempre libero!

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